L'orzata, detta anche sciroppo di mandorle, sciroppo emulsivo o sciroppo amigdalino, è una bevanda analcolica bianca dal gusto parecchio zuccherino.
Com'è deducibile dall'etimologia del termine, l'orzata "originale" nacque come un derivato dell'orzo, o meglio, dei semi della pianta Hordeum vulgare (appartenente alla famiglia delle Poaceae). In seguito, pur mantenendo la stessa denominazione, la materia prima fu sostituita dalle mandorle (soprattutto nella preparazione casalinga) e da altri ingredienti di origine vegetale (prevalentemente nelle formule commerciali).
L'orzata è un vero e proprio sciroppo; essendo concentrata NON va consumata pura, bensì diluita in acqua fredda (gradita soprattutto nella stagione primaverile ed estiva).
Viene utilizzata molto frequentemente nell'alimentazione dei bambini ed, essendo considerata "molto nutriente", anche in quella dei malati. Nella cultura popolare, l'orzata ha proprietà sedative per la tosse e per il mal di gola.
Proprietà Nutrizionali dell'Orzata
L'orzata è una bevanda altamente energetica. Possiede un tenore di zuccheri semplici estremamente elevato e non mancano alcune tracce di lipidi insaturi (alcuni sono polinsaturi essenziali). Le proteine risultano assenti e le fibre pressoché insignificanti.
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La porzione salina dell'orzata è apprezzabile, poiché ricalca (seppur in quantità inferiori) la composizione chimica delle mandorle; d'altro canto, quella vitaminica potrebbe essere meno significativa a causa della minor capacità di diluizione delle molecole liposolubili.
Consumo e Diluizione
Il consumo di sciroppo di orzata può essere considerato più o meno idoneo a seconda del grado di diluizione. Dissolvendolo parecchio, l'apporto energetico e glucidico si abbassa notevolmente; al contrario, se la componente acquosa risulta scarsa, l'orzata diventa sconsigliabile in caso di: sovrappeso, diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia.
La porzione media di orzata potrebbe essere di 20g di sciroppo per ogni bicchiere di acqua, da consumare con frequenza saltuaria.
Sciroppo di Orzata al Limone: Una Ricetta Unica
Una ricetta molto semplice da preparare, ma veramente unica da usare nei cocktail, è lo Sciroppo di Orzata al limone. L’abbinamento mandorla-scorza di limone è veramente eccezionale.
L’Orzata al limone è perfetta per fare un twist sul Mai Tai, sul Japanese Cocktail o su qualunque altro cocktail nel quale è presente lo Sciroppo di Orzata.
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Preparazione dello Sciroppo di Orzata al Limone
- Come prima cosa devi preparare un classico Sciroppo di Orzata.
- Ora che hai preparato lo sciroppo, non imbottigliarlo. Prendi i limoni, lavali, asciugali e rimuovi la scorza con il pelapatate.
- Se nelle scorze che hai pelato è presente della parte bianca, rimuovila con un coltello.
- Rimossa la parte bianca, prendi le scorze, immergile all’interno dello Sciroppo di Orzata e frulla con il frullatore ad immersione.
La quantità di scorza di limone da utilizzare dipende dalla qualità dei limoni. In commercio troviamo limoni prodotti in diverse zone d’Italia, da diversi produttori e soprattutto compriamo i limoni tutto l’anno, quindi raccolti di diverse fruttificazioni. Quindi, ogni volta dovremo utilizzare una quantità leggermente diversa di scorza di limone.
Io ti consiglio di partire frullando 2gr di scorza ogni 100 ml di Orzata. Dopo aver frullato, filtra, assaggia ed eventualmente aggiungi altra scorza. Ti sconsiglio di partire subito da una quantità più alta perché se il sapore dovesse essere troppo forte, dovresti preparare altra orzata per diluire quella aromatizzata al limone.
Una volta trovato l’equilibrio più giusto per te e per i tuoi cocktail, imbottiglia lo sciroppo nello squeezer, aggiungi l’etichetta e trasferisci il prodotto in frigo. Ti consiglio di consumarlo entro 3 giorni dalla preparazione per garantire il massimo a livello gustativo.
Se, però, doveste essere stufi della «solita» acqua, provate a miscelarla con uno sciroppo, come facevano un tempo le nostre nonne. Alcuni si ricavano dalla frutta, fresca o secca, altri dai fiori e qualcuno persino da ortaggi.
Si possono aggiungere ad un cocktail alcolico o analcolico e versati su ghiaccio tritato si ottengono delle ottime grattachecche, come quelle che rinfrescano le estati romane.
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