Come Tagliare il Finocchio per un'Insalata Perfetta

Il finocchio è un ortaggio versatile, apprezzato sia crudo che cotto. Originario delle regioni mediterranee, è coltivato in numerose varietà ed è particolarmente apprezzato nei mesi più freddi. Dal sapore inconfondibile e dalla straordinaria croccantezza, i finocchi appartengono alla famiglia delle Apiaceae, come il cumino, la carota e il sedano.

La parte consumata è il grumolo, la struttura formata da guaine bianche sovrapposte alla base delle foglie. Per gustarlo al meglio, è fondamentale sapere come pulirlo e tagliarlo correttamente.

Pulizia Preliminare del Finocchio

Pulire il finocchio richiede pochi e semplici passaggi, assicurandosi che sia fresco, con il grumolo lucido, sodo e senza ammaccature, e la barba vivace e rigogliosa. Ecco come procedere:

  • Rimozione delle Parti Esterne: Posa il finocchio sul tagliere e, tenendolo ben fermo, taglia i gambi in prossimità del grumolo. Elimina con un taglio netto la base del torsolo e togli le prime guaine esterne dure o rovinate.
  • Lavaggio Accurato: Sciacqua bene il finocchio sotto l’acqua corrente per rimuovere eventuali residui di terra e impurità.
  • Taglio Preliminare: Trasferiscilo su un tagliere e con un coltello affilato recidi i gambi in alto e asporta la base del torsolo in basso. Stacca delicatamente le foglie esterne rovinate o particolarmente coriacee.
  • Lavaggio Finale: Lava nuovamente il finocchio per eliminare definitivamente le impurità rimaste nascoste tra le guaine.

Dopo averli puliti, incidete i finocchi con un coltellino sulla base praticando un taglio a croce, penetrando all'interno per un paio di centimetri.

Per evitare che i finocchi scuriscano per effetto dell’ossidazione, via via che li pulite e li tagliate potete immergerli in una ciotola di acqua fredda con una decina di cubetti di ghiaccio. Lasciateli in ammollo per almeno un’ora in modo che, oltre a non ossidarsi, gli ortaggi diventino anche più teneri e croccanti.

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Metodi di Taglio del Finocchio

Non c'è un solo modo per tagliare il finocchio; il metodo dipende dall'utilizzo previsto.

Taglio a Fettine Sottili

Per consumare il finocchio crudo, come nel carpaccio, è ideale affettarlo sottilmente. Utilizza un coltello affilato incidendo perpendicolarmente dalla parte superiore alla base, facendo fette parallele le une alle altre o, meglio ancora, servendoti di una mandolina.

Taglio a Listarelle

Per una consistenza croccante in insalata e definita in cottura, taglia il grumolo prima a metà e poi affetta le due parti separatamente, mantenendo uno spessore di circa mezzo centimetro.

Taglio a Spicchi

Se devi cuocere il finocchio in padella o al forno, gli spicchi sono l'ideale perché le foglie restano unite ma si inteneriscono.

Taglio a Cuneo

Esiste un secondo metodo per pulire e tagliare i finocchi, decisamente più scenografico e adatto a portare l’ortaggio crudo a tavola come contorno.

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  1. Lava il finocchio in acqua acidulata con succo di limone, poi mettilo su un tagliere e tenete fermo il bulbo con una mano, mentre con un coltello affilato taglia le barbette verdi e i gambi fino alla base.
  2. Taglia la base del torsolo e elimina le foglie esterne più dure, poi incidi le foglie sottostanti e tira verso l’esterno i filamenti duri.
  3. Taglia il finocchio a metà e ciascuna metà a cuneo, ovvero incidendo in diagonale l’interno del bulbo, partendo dalla base e procedendo verso l'alto.
  4. Continua a tagliare in diagonale lungo tutto il bulbo, creando fette a cuneo di spessore uniforme.

Preparazione per Finocchi Ripieni

Se prepari i finocchi ripieni, non togliere la base del torsolo durante la pulizia, poiché mantiene intatto il finocchio diviso in due e privato della sua parte interna, che verrà farcita.

Come Tagliare il Finocchio: Guida Passo Passo

  1. Lava con cura e asciuga i finocchi in tutte le sue parti.
  2. Rimuovi di netto le parti verdi, ma non buttarle perché potrebbero servirti per decorare i piatti o per arricchire un brodo vegetale. Taglia anche la base del torsolo.
  3. Taglia ora il finocchio a metà, o in quarti se preferisci; incidi col coltello la parte coriacea relativa al torsolo, quindi eliminala.
  4. Lava nuovamente ogni parte del finocchio, allargando le foglie.
  5. Affetta con un coltello affilato oppure comodamente con una mandolina.

Ricette e Utilizzi in Cucina

A seconda della varietà e dei gusti personali, i finocchi possono essere impiegati in tantissimi modi, sia crudi che cotti. Nel primo caso, si prediligono le varietà più tenere e carnose, dette "maschi".

Finocchi Crudi

  • Antipasti: Pinzimonio con maionese al tofu o insalata con gamberi e agrumi.
  • Salse: Tagliati a tocchi, frullati e conditi con olio, aceto e sale per accompagnare bresaola o pesce al vapore.
  • Insalate: Con arance e speck d'anatra, condita con riduzione al Porto, o con arance, grana e zenzero.

Finocchi Cotti

  • Cottura: Al vapore, bolliti, in padella o al forno, in particolare gratinati.
  • Primi Piatti: Risotto ai finocchi, zafferano e pesce spada.
  • Secondi Piatti: Pagello all’arancia o filetti di gallinella ai finocchi e mele al forno.

Insalata di Finocchi e Arance: Un Classico Semplice e Fresco

Una ricetta semplice per un contorno fresco e gustoso è l’insalata di finocchi e arance. Il sapore dell’arancia si sposa benissimo con quello del finocchio.

Ingredienti

  • 2 Finocchi
  • 1 Arancia
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 10 g Olio extravergine d’oliva

Preparazione

  1. Pulisci e lava accuratamente i finocchi. Elimina la parte superiore e quella inferiore e le foglie esterne. Stacca ciascuna foglia e sciacquala sotto acqua corrente. Tampona le foglie con carta assorbente. Taglia ciascun pezzo a listarelle e inserisci i finocchi tagliati in una ciotola.
  2. Sbuccia l’arancia e dividi gli spicchi. Taglia a piccoli pezzettini gli spicchi e aggiungili al finocchio.
  3. Condisci l’insalata con un pizzico di sale, una spolverata di pepe nero e l’olio extravergine d’oliva. Mescola bene con un cucchiaio e servi l’insalata di finocchi e arance.

Varietà di Finocchi

Ai fini dell’utilizzo in cucina, tra le tantissime varietà esistenti si può effettuare una divisione di massima tra finocchi maschi e femmine. Il finocchio classico che troviamo ovunque è il finocchio Mantovano, tondeggiante. Esiste poi il Gigante di Napoli, dalle dimensioni almeno il doppio del Mantovano; si riconosce immediatamente invece il Grosso di Sicilia, di dimensioni discrete ma dal grumolo molto allungato. Il finocchio selvatico è detto anche finocchio amaro e cresce appunto spontaneamente.

Primo produttore mondiale di finocchi, l’Italia ne concentra la coltivazione nelle regioni del sud, in particolare la Puglia e la Calabria, anche se non mancano quelli provenienti da Campania, Basilicata o Sicilia. Diamante, Zaffiro e Cristallo sono varietà particolarmente pregiate caratterizzate dall’estremo candore, vi si affiancano tipologie tradizionali quali il Dolce di Firenze, dal grumolo di medie dimensioni e produzione invernale, il Grosso di Sicilia, a grumolo molto chiaro, prodotto in autunno-inverno, il Gigante di Napoli, a maturazione precoce, o il Romanesco, grosso, tondo e raccolto tra ottobre e dicembre. Vanno poi ricordate eccellenze locali quali il finocchio di Isola Capo Rizzuto coltivato lungo la fascia ionica calabrese e raccolto da novembre a maggio.

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Proprietà Nutrizionali

Il finocchio è un ortaggio poco calorico: 100 grammi di finocchio apportano circa 31 calorie. È composto per lo più da acqua (circa 90 g su 100 grammi), contiene fibre, vitamine del gruppo B, selenio, vitamina C e vitamina A. Il finocchio è ricco di antiossidanti e ha molte proprietà benefiche, come il potassio, che aiuta a proteggere la salute cardiovascolare, oltre a calcio, fosforo e magnesio, utili per le ossa.

Diuretico, fresco, croccante se in insalata e avvolgente se cotto: il finocchio è un ortaggio apprezzato per il suo gusto delicato ma riconoscibile e le tante proprietà benefiche. Il suo nome scientifico è Foeniculum vulgare, lo si conosce fin dall’antichità e si divide principalmente in due tipologie, quello selvatico - ovvero il finocchietto, che cresce spontaneo e di cui sono popolari i semi in chiave terapeutica - e quello coltivato, che si distingue in diverse varietà a seconda della grandezza, della provenienza e anche del grado di dolcezza e aromaticità. Tra le sue numerose qualità, troviamo la ricchezza di fibre, minerali (potassio), vitamine (B3 e C) e antiossidanti: viene spesso consigliato per essere diuretico, digestivo e depurativo.

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