La Prova del Cuoco: Un Viaggio nella Storia della Cucina Italiana in TV

Facendo rapidamente zapping in tv, è impossibile non notare che i programmi di cucina sono ormai all’ordine del giorno. Anzi, sono diventati quasi una moda.

Tuttavia, c’è però una trasmissione che ha fatto da apripista: La Prova del Cuoco, il primo cooking show della televisione italiana nell’era moderna che è andato in onda per ben venti anni.

Basato sul format della BBC Ready Steady Cook, La Prova del Cuoco ha avuto per anni come padrona di casa e simbolo del programma Antonella Clerici che, anche se con piccole sostituzioni, dal 2000 fino all’ultima puntata è sempre stata presente.

Personaggi e rubriche del format

La Prova del Cuoco in origine consisteva in una gara composta da due squadre con all’interno cuochi e concorrenti intenti a preparare uno, due o tre piatti per un totale di venti minuti.

Inizialmente, i team venivano giudicati dalla carta stampata poi dal pubblico in studio e infine dai componenti del cast.

Leggi anche: Un gioco da tavolo per aspiranti chef

Tra i cuochi più famosi, quelli che hanno fatto la storia del programma, ci sono invece Andrea Mainardi (presente per ben sei anni), Marco Bianchi, Renato Salvatori (Renatone), Mauro Improta.

Fra i cuochi più fedeli alla trasmissione figura senza dubbio Renato Salvatori. Meglio conosciuto come “Renatone”, per via della sua struttura fisica massiccia, partecipa a La Prova del Cuoco sin dalla primissima stagione. Nato 55 anni fa a Maccarese (in provincia di Roma), Renato adora cucinare il pesce.

Quello che, difatti, propone nel suo ristorante è un menù interamente dedicato ai sapori di mare.

Il suo piatto forte? Una cucina semplice e orientata primariamente intorno ai prodotti ittici è anche quella di cui si fa portavoce Mauro Improta. Classe 1978, di Napoli, lo Chef ha frequentato l’Istituto Alberghiero “Cavalcanti”, iniziando a lavorare sin dal primo anno di studi.

Attento a valorizzare la tradizione culinaria partenopea, Mauro ha sempre posto particolare importanza anche all’aspetto cromatico della presentazione di un determinato piatto.

Leggi anche: La chef transgender italiana: Chloe Facchini

I fusilloni con pesto di melanzane, palamita e pecorino sono fra i suoi cavalli di battaglia. Esuberante ed intraprendente al punto giusto, Improta tiene corsi di cucina per amatori ed appassionati gourmet, ha anche scritto un libro (dall’emblematico titolo “A Tutto Gas”), e può annoverare fra i suoi amici Gigi D’Alessio, di cui conosce peraltro ogni canzone a memoria.

“É nato in cucina“, come egli stesso ama dire, lo Chef Marco Bottega. 34 anni, di Genazzano (Roma), il cuoco è nipote e figlio di ristoratori.

Il giorno in cui è venuto alla luce, sua madre Santina era intenta a preparare qualcosa come seicento cannelloni per un matrimonio. Un vero e proprio segno del destino, se si considera il percorso professionale intrapreso da Bottega: da Anthony Genovese ad Alfonso Caputo, da Davide Scabin fino ad arrivare a Massimo Bottura.

Amante della pittura e delle belle macchine, Marco si è sposato quasi tre anni fa con la sommelier Elisa e attualmente gestisce il ristorante di famiglia.

Chi di televisione mastica con una certa frequenza non può non conoscere Ambra Romani. Nata a Milano, sebbene sia cresciuta e abbia svolto i suoi studi ad Assisi (Perugia) e a Senigallia (Ancona), la Romani ha mostrato sin da bambina un interesse quasi travolgente per il mondo gastronomico, in primis per la pasticceria. Terminato il Liceo Classico, frequenta alcuni corsi serali all’Alberghiero Panzini di Senigallia.

Leggi anche: Grondona e il successo di Alfio Bottaro

Fondamentale per il suo percorso professionale è stato l’incontro che ha avuto con Gianfranco Vissani, per il quale ha lavorato tre anni.

Interessata a sintetizzare nelle sue ricette spunti ed ingredienti anche piuttosto distanti tra loro, Ambra è stata molto in giro per il mondo. Nel 2004, dopo aver maturato una molteplicità di esperienze di tutto rispetto, sceglie di stabilirsi a Milano ed è lì che riesce a dare il meglio di sé.

Versatile ed estremamente competente, inizia a fornire consulenze nel settore alimentare e della ristorazione. Nel 2010 entra a far parte della “famiglia” de La Prova del Cuoco.

Attualmente ha una società di Banqueting, da circa un anno cura anche una rivista settimanale, dal titolo “Cupcake - che passione!”. Ma non è tutto: oltre che chef, Ambra è anche una wedding planner particolarmente apprezzata e docente presso diverse Accademie di Cucina.

“Di cuore” è la definizione che dà della sua cucina la bergamasca Francesca Marsetti. Ciascuno dei suoi piatti è realizzato senza mai tralasciare il bello e il buono che ha avuto modo di conoscere nel corso della sua vita. Tradizionale e creativa nel medesimo tempo: sono questi i connotati più importanti di cui dovrebbe essere dotata, a suo dire, qualsiasi tipo di cucina.

Cresciuta a pane e salame, la Marsetti, da bastian contrario, preferisce lavorare il pesce. Specie se si tratta di farlo alla maniera orientale: il sushi, difatti, è fra i piatti che ama proporre più frequentemente.

Fra i volti storici de La Prova del Cuoco non si può non indicare Cesare Marretti. Nato a Signa (Firenze), vive attualmente a Bologna.

Vero e proprio innovatore dell’arte culinaria, Marretti è il portavoce di un’idea di cucina inconsueta, originata intersecando fra loro gli spunti e i sentori appartenenti alle diverse aree culinarie frequentate.

Il suo talento valica i confini della mera preparazione, rivolgendosi anche all’arte e al design della tavola (in passato ha creato una linea di oggetti in ceramica, dipinti da lui stesso).

Fermamente convinto che il cibo svolga in primis una funzione di elisir di lunga vita, Cesare ha sposato da alcuni anni un progetto volto alla sensibilizzazione alimentare, ponendo l’accento sull’importanza di consumare frutta e verdura di stagione.

Dal 2006 ha dato il via al modello di ristorazione dal nome “É cucina Cesare Marretti”, che attualmente conta ben cinque locali dislocati fra Bologna, Torino e Roma.

Prevalentemente marinara è anche la cucina di Natale Giunta. 37 anni, di Termini Imerese (Palermo), Natale è Chef-patron di un ristorante di Palermo e svolge anche un’attività di catering presso castelli e ville antiche della Sicilia e dell’Italia intera.

Simpatico, solare e piuttosto fantasioso, Giunta è appassionato di Formula 1, colleziona sigari e ha frequentato corsi in cui si insegna l’abbinamento tra cibo e sigari. Adora cimentarsi nella preparazione del polpo grigliato allo zenzero con affumicatura al piatto.

Particolarmente legato alla tradizione culinaria valtellinese risulta essere Roberto Valbuzzi. Ventisettenne di Mornago (Varese), si definisce un figlio d’arte.

I suoi genitori, difatti, gestiscono un ristorante di Malnate, mentre i nonni sono titolari di un agriturismo nella sua città natia.

In occasione della Fiera Campionaria di Varese, l’intraprendenza di Roberto viene notata da alcuni produttori televisivi e grazie al suo temperamento inizia a lavorare a diversi progetti, su vari canali.

Amante delle intersezioni fra frutta e cucina salata, Valbuzzi ama trasformare semplici panini in grandi piatti.

Chi non lavora mai senza un sottofondo musicale è invece Ivano Ricchebono. Amante delle tipicità francesi, in particolare delle zuppe e del fois gras, Ricchebono si definisce disponibile, carismatico, ma anche lunatico.

Abita a Ronzone, in provincia di Trento, Cristian Bertol. Con una lunga gavetta alle spalle, peraltro costellata anche da numerose esperienze all’estero, il quarantatreenne è lo chef del ristorante di proprietà di famiglia, nel quale lavora fra gli altri anche suo fratello gemello, Renzo (in qualità di sommelier).

Fra le esperienze accumulate, Cristian ha avuto modo di mostrare il proprio talento culinario a Goteborg, cucinando per la Famiglia Reale di Svezia.

Il bolognese Riccardo Facchini forse non avrebbe deciso di fare il cuoco se non fosse stato per le prelibatezze cucinate dalla nonna Alda. Trentaseienne di Bologna, Facchini ha alle sue spalle un’esperienza di cinque anni a Lione.

Nella città francese è divenuto Personal Chef, ma si è anche specializzato nell’organizzazione di banchetti, senza disdegnare al tempo stesso il filone del finger food. Di recente, dopo essere stato a più riprese in Scozia, Facchini ha lavorato in alcune strutture bolognesi.

Attualmente tiene corsi di cucina sia amatoriali che professionali ed è inoltre Chef-patron di un ristorante sito a Castel D’Aiano.

Le ossa in ambito lavorativo il trentaseienne Gian Piero Fava, romano doc, se l’è fatte al Four Seasons di Milano, una volta entrato a far parte della brigata capitanata dallo chef Sergio Mei.

Nel 2005 decide di lasciare il caos della metropoli lombarda per andare a lavorare tra le suggestive colline del Chianti. Immerso nel verde, Fava è riuscito a rigenerarsi.

Attualmente, dopo aver girato buona parte del Belpaese e dopo aver passato un anno in Australia, a Sidney, ha aperto insieme ad un amico un locale a Roma.

Proviene da Costigliole d’Asti il trentatreenne Diego Bongiovanni. Show-Chef e Consulente particolarmente estroso, nei suoi corsi di cucina ha inventato tre diverse modalità di apprendimento: “mani in pasta” per i bambini, “show-cooking in consolle”, rivolto alle discoteche, e “cucina con utensili speciali”.

Katia Maccari: toscana, di Montepulciano, è nata nel 1976. Appena diplomata inizia a gestire una trattoria insieme a due amici.

L’esperienza le consente di conoscere da vicino la tradizione alimentare della sua regione. Nel 2003 è entrata a far parte dell’azienda di famiglia ed è in quel momento che ha preso piena consapevolezza di quanto la cucina sia importante per la sua esistenza.

Terminiamo questa trattazione con Valerio Braschi, vincitore della sesta stagione di Masterchef Italia. Nel reality targato Sky il ragazzo, nato diciannove anni fa a Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini), ha dato prova di essere dinamico, intelligente e particolarmente curioso.

Il cambio di conduzione e la chiusura

Nel 2018, dopo 4275 puntate, Antonella Clerici ha detto addio alla trasmissione lasciando il posto a Elisa Isoardi. Anche se non senza numerose polemiche.

Tuttavia, la trasmissione continuò ad andare in onda ma la situazione non migliorò. Nè con l’arrivo della Isoardi nè con le modifiche apportate al format: dopo due anni, nel 2020, il calo di ascolti portò così alla chiusura definitiva.

Dall’anno successivo fino ad oggi, nella stessa fascia oraria è tornata però Antonella Clerici con È sempre mezzogiorno.

Che fine facevano i cibi della Prova del cuoco?

Se ancora oggi le ricette fatte durante La Prova del Cuoco sono molto ricercate sul web, una domanda attanaglia i curiosi da sempre: ma che fine facevano i cibi cucinati durante le puntate? Ovviamente, i piatti non venivano buttati ma c’era una sorta di riciclo.

Come ha spiegato tempo fa la stessa “Antonellina”, “La merce che veniva portata in esibizione, come per esempio il prosciutto di montagna, il produttore se lo riportava a casa. Poi il cibo cucinato e quello che veniva regalato allo studio si mangiava dietro le quinte. In diretta fino alle 13:30, ora di pranzo, era perfetto.

La Prova del Cuoco è stata una delle trasmissioni più amate dai fan, un cooking show che ha precorso i tempi e che, fino a pochi mesi fa, ha tenuto migliaia di telespettatori incollati allo schermo.

tags: #cuoco #della #prova #del #cuoco #elenco

Post popolari: