Lo gnocco fritto a Parma è il piatto della tradizione che non potete lasciarvi scappare durante una vacanza in questa zona di Emilia. Lo gnocco fritto, o come viene più comunemente chiamato in provincia di Parma, torta fritta, è uno dei piatti più tradizionali dell’Emilia, mantenendo da città in città le stesse caratteristiche e cambiando solamente il nome non appena si varcano i confini provinciali.
Riconosciuta Città Creativa Unesco per la gastronomia, Parma è città del buon mangiare ma soprattutto del buon vivere. Sul fronte cibo vanta un paniere di eccellenze da fare invidia: Parmigiano Reggiano, prosciutto di Parma, culatello di Zibello, salame di Felino, fungo di Borgotaro. Per non parlare delle specialità della tavola, tra gnocco fritto, paste ripiene come cappelletti o anolini in brodo di carne - la specialità delle feste natalizie -, tortelli d’erbetta - di cui il maestro Gualtiero Marchesi era ghiotto -, stracotti di carne.
In città poi la ristorazione è eclettica: la tradizione detta la regola, ma non mancano fine dining con cucine contemporanee e di sperimentazione, nonché posti più freschi e alla mano dall’offerta sfaccettata. Una ricetta di una semplicità incredibile, come la maggior parte di quelle che caratterizzano la tradizione enogastronomica emiliana, ma che valorizza al massimo la qualità delle materie prime e qualche piccolo accorgimento, per far sì che diventi perfettamente croccante e asciutta.
A Parma sono tantissimi i ristoranti e le trattorie che propongono la torta fritta, ma non sempre è facile uscirne soddisfatti, sia per motivi di qualità del piatto, sia per la quantità. I parmigiani si ritengono veramente soddisfatti dell’esperienza, quando la torta fritta è asciutta, croccante, ma soprattutto quando i ristoratori non lesinano sulle quantità!
Le 5 migliori trattorie dove gustare la torta fritta a Parma e provincia
- Trattoria Scarica in via Martinella ad Alberi di Vigatto (Pr), gestita dal 1946 dalla famiglia Scarica che con cura e attenzione cerca di mantenere sempre le tradizioni e la semplicità al primo posto. Subito dopo la guerra il signor Livio decise di aprire una trattoria, mettendo ai fornelli la moglie Maria e proponendo come piatto forte proprio la torta fritta accompagnata dai salumi.
- Trattoria del Grillo, sempre in via Martinella a Vigatto, è praticamente la gemella di Scarica, separate solamente da pochi chilometri. Il Grillo nasce nel 1960, offrendo pochi piatti della tradizione parmigiana, compresa la torta fritta. La Trattoria del Grillo nasce nel 1960 a Vigatto che al tempo era comune autonomo (ora è un quartiere di Parma) e all’inizio propone piatti semplici e torta fritta anche per il picnic fuori porta o il pasto casalingo al ritorno. Con il tempo è diventata una delle trattorie storiche di Parma e tra le migliori dei dintorni. I figli di Mirella e Pino Sartori, Marco e Paolo, gestiscono la trattoria sempre con un occhio alla cucina casalinga. La torta fritta è servita al cestino, i fornitori dei salumi non cambiano e la torta fritta è quella giusta per accompagnarli. Anche qui immancabili i tortelli di zucca stagionali che affiancano quelli di erbetta o con patate e funghi. Qualche variazione rispetto al passato si avverte con il risotto tartufato e con gli gnocchi con pasta di salame e ristretto di lambrusco. Buona anche la trippa alla parmigiana e di ordinanza la tagliata di manzo. Tra i dolci, la mousse di zabaione allo zibibbo e il carpaccio di ananas con gelato alla vaniglia. Prezzi contenuti. I tortelli costano 10,50 € come anche gli altri primi piatti (il tris di tortelli, 11,50 €). Trippa alla parmigiana a 12 € e tagliata di manzo a 17,50 €. Dolci, tutti, a 5,50 €.
- Trattoria Milla, in via Maestri a Sala Baganza, anche in questo caso si tratta di un ristorante storico del parmense, dove la cuoca Catia ripropone le ricette originali della mamma Nives, della nonna Peppina e del nonno Sergio, offrendo anche la possibilità di gustare l’ottima torta fritta non solo ospiti del ristorante, ma anche a casa propria, con la consegna a domicilio.
- Spostandosi ancora di più verso la collina, a Salsomaggiore Terme in località Scipione Ponte, la trattoria Cavallo è conosciuta anche come la “tortafritteria” ufficiale del paese che propone diverse ricette: la rustica con l’aggiunta di purea di patate e uova nell’impasto, la Cavallo fatta con la ricetta tradizionale di famiglia, la croccante fatta con farina gialla, e i fagottini ripieni di ricotta oppure al gorgonzola.
- Infine nella Bassa, cioè la terra vicino al fiume Po, appena fuori Fontanellato si trova l’Osteria di Casalbarbato, in via Casalbarbato 16, dove la torta fritta è fatta con una differente forma rispetto al tradizionale quadrato o triangolo. Nell’Osteria di paese la torta fritta viene servita a strisce, sottili e lunghe su cui poter arrotolare l’ottimo prosciutto di Parma o il Culatello di Zibello, o ancora la Mortadella, la Culaccia o la Spalla Cotta.
Ultimo consiglio gastronomico è quello sulla Trattoria dei Corrieri, super conosciuta in città e dai locali. Benvenuti alla Trattoria Corrieri, il cuore pulsante della tradizione culinaria Parmigiana. Da noi, ogni piatto racconta la storia della nostra terra, dalla fragrante torta fritta ai sontuosi cappelletti in brodo, dal profumato Prosciutto di Parma al re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano. La nostra cucina Parmigiana è un omaggio alla semplicità e alla qualità degli ingredienti, selezionati con cura dai produttori locali.
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Altri ristoranti e trattorie consigliati a Parma
Dove mangiare bene a Parma cercando le migliori trattorie e i migliori ristoranti è spesso una logica conseguenza. Ecco una lista di altri ristoranti e trattorie che fanno della qualità e del prezzo il loro mantra:
- Trattoria Ai Due Platani: La migliore trattoria di Parma è Ai Due Platani nella frazione di Coloreto, una manciata di chilometri dal centro della città. Un tempio in cui officia il rito dell’accoglienza Giancarlo Tavani. La scuola di Tavani e Stancari è quella dell’Ambasciata di Quistello. La voglia di mettersi in gioco rilevando una onesta trattoria è del 2005. Una crescita costante e continua resa brillante dal riconoscimento del Bib Gourmand per questa trattoria che potremmo definire contemporanea. Mi sono sempre chiesto cosa mancasse per un riconoscimento stellato, ma poi ho guardato le mie foto accumulate negli anni senza scrivere una riga. Non ne hanno bisogno - non gliela date - e i prezzi sono così bassi in rapporto alla qualità (i tortelli d’erbetta a 12 €, il piccione a 20 €, il gelato a 7) che probabilmente Ai Due Platani è il Re dei Bib Gourmand. Imperdibile. E seguite la vostra pancia che è difficile dire quale sia il piatto migliore. PS. Ai Due Platani ora ha anche una Bottega in Via Emilia Est 95/B, accanto alla pompa di benzina, dove troverete anche il gelato alla crema, i tortelli, gli anolini, le tagliatelle e altre specialità tipiche.
- I Tri Siochètt: Penderemo dalle labbra della Guida Michelin, ma anche la seconda nostra migliore trattoria di Parma, I Tri Siochètt, è Bib Gourmand. La dimostrazione pratica - non me ne vogliano i proprietari - che gli ispettori della Michelin guardano e giudicano il piatto. La loro descrizione, “tipica trattoria dalle ampie sale” vi dà il senso del poco “gommato” anche se la tangenziale è a un passo. È il luogo perfetto per gli indecisi tra i tortelli d’erbetta, quelli di zucca o con la spalla cotta di San Secondo perché te li servono anche mix. La tradizione parmigiana è la cifra distintiva con salumi e torta fritta, ma anche con il pesto di cavallo con pestata di capperi, la vecchia o la punta di vitello alla parmigiana. Ma non mancano divagazioni con le crespelle di grano saraceno con il caciocavallo silano o un semplice e buon manzo alla griglia. Ottimo il rapporto qualità prezzo con i tortelli basic a 9 € e i secondi al massimo a 15 €.
- Trattoria Le Viole: Quella della Trattoria Le Viole, tra le migliori di Parma, è una storia di famiglia che è nata si è creata in un casale della bassa parmense, nella campagna della frazione di Baganzola, nel 1989. Le due sorelle Petrera, Lucia e Rosanna, sono di Gorizia. Condividono con Roberto Oppici l’idea di rilevare quella che era l’osteria del paese. Lui è già chef e poi diventerà il marito di Rosanna che padroneggia la sala. Mentre Lucia è sommelier. Un team formidabile che ti fa sentire a casa. Una casa con una sala elegante che con il bel tempo ha anche un ampio pergolato a disposizione. Dove gustare gli immancabili gnocchi fritti con i salumi e la giardiniera. E gli altrettanti irrinunciabili tortelli d’erbetta. O il prorompente savarin di riso. Ma ci sono anche divagazioni piacevolissime dalla tagliata di manzetta alla faraona con l’uva per chiudere con una crema rovesciata o la torta di mele. E i prezzi? Un pelo più su ma sempre con un ottimo rapporto qualità. I tortelli d’erbetta costano 12 €, il savarin 14 € (bisogna ordinarlo in 2 almeno), la faraona 16, la tagliata 22 €, i dolci 8 €.
- Trattoria Antichi Sapori: Davide Censi, con la sua Trattoria Antichi Sapori a Gaione, altra frazione di Parma, ci sa fare e a lui che spesso è in sala potete chiedere consiglio. La sua storia, in questa che è una delle migliori trattorie di Parma e dintorni, inizia nel 1995. Dieci anni dopo, alla Trattoria Antichi Sapori entra in cucina di Makoto Abe, chef giapponese, che affianca Davide. La cucina diventa più moderna con qualche tocco orientale come nella lavorazione del pesce. A Gloria Boraschi, invece, è affidata la preparazione delle paste fresche. Un trio che vi farà titillare le papille. Potrebbe sembrare noiosa la sequenza salumi - tortelli. Ma a Parma diventerà un serrato confronto tra cucine e trattorie e dunque sarà difficile farne a meno. E Antichi Sapori premierà la scelta, anche perché apprezzerete la cicciolata, la coppa e la giardiniera. Come premiata sarnno la scelta dei tortelli confezionati da Gloria e della trippa alla parmigiana. Tra gli antipasti c’è la torta di cipolle caramellata con crema di parmigiano reggiano ideata dall’amico Davide Oldani. E poi i gallani di pasta fresca con crema di lattuga, tartufi di mare e cannolicchi o tra i secondi il trancio di pagro dorato, crema ai piselli e dakon marinato. La Trattoria Antichi Sapori ha tre menu degustazione. Parma nel cuore, tradizionale, con antipasto, primo e secondo a 32 €. Equilibrio a 33 € e In evoluzione a 40 € che aggiunge il dessert. Per darvi misura di confronto, tortelli di erbetta a 12 € e trippa alla parmigiana a 14 €.
Altri locali da non perdere
- Bistrot Brisla: Brisla significa briciola in dialetto parmense ed è proprio l’intimo legame con il territorio su cui punta Elia Otgianu, rileggendo la tradizione con la sua giovane sensibilità. Il locale è caldo e confortevole, con travi a vista e suddiviso in due salette. Il servizio, tutto al femminile, è garbato e professionale. Il menù segue stagione e soprattutto mercato: il giovedì vi sono lumache e rane, il venerdì si cucina solo pesce (in base al pescato), la domenica a pranzo vi sono i bolliti con le diverse salse fatte in casa. Tra salumi scelti con perizia, anolini in brodo, tortelli di porri patata e tartufo e insalata di nervetti c’è un piatto che è già “must”: la bomba di riso con ragù di piccione: croccante all’esterno, morbida dentro e di cottura perfetta.
- Ristorante Cocchi: Aperto dal 1925, Cocchi è il ristorante della borghesia parmense e buon custode dell’ortodossia gastronomica della “food valley”. Nelle sue sale di linda classicità si gusta una lunga varietà di affettati uno più buono dell’altro serviti con la torta fritta. Anolini in brodo, il tris di tortelli e il savarin di riso sono fatti a dovere. In inverno largo ai bolliti mentre merita l’assaggio la punta di vitello ripiena alla parmigiana. Dolce chiusura con un trancio di torta Duchessa.
- Bistrot Cortex: Altro novità della guida, è un posto moderno dove divertirsi con un tocco fusion sapientemente dosato. Prosciutto Sant’Ilario 30 mesi o il salame di Anselmo Bocchi accompagnato da una chutney, le pappardelle al cinghiale “addolcite” dal tocco delle prugne, le lumache a far gioco di sponde tra funghi shiitake, ceci e ‘nduja, il cioccolato bianco ricevere il bacio esotico di mango e cocco. Il Cortex ospita in un ambiente dinamico, giovanile, con un’accoglienza affabile e competente nel consigliare uno dei diversi vini della galassia artigianale tra Italia e Francia presenti in cantina. Intelligente la possibilità di avere la portata in formato “small”.
- Ristorante Inkiostro: Ci è voluta la bravura Salvatore Morello, chef ancora giovane ma dotato di un importante curriculum svolto presso alcune delle migliori tavole d’Europa, per restituire alla piazza parmigiana un raffinato luogo di haute cuisine. Lui non punta a provocare bensì ad appagare con una cucina di stampo classico venata di evidenti contaminazioni dell’estremo oriente, appoggiata a ingredienti preziosi, dotata di eleganti contrappunti e cotture millimetriche. Da assaggiare uno dei fantasiosi risotti, le carni di cacciagione o crostacei di pregio per avere un saggio delle sue capacità.
- La Maison du Gourmet: Il locale guidato da Martina Chianese (sommelier) e Benedetto Crasta (in sala) è vestito con gusto contemporaneo, ha tavoli ben distanziati per una giusta intimità, ampie vetrate sulla campagna circostante e splendidi tramonti, da vivere nel dehors con la bella stagione. Propone una cucina creativa composta da un menu alla carta, sia di carne che pesce, e due menu degustazione (del territorio 56 euro; di pesce 64). Da provare nei primi “la Norma nel tortello”, esplosione di gusto in un bonbon di pasta fresca e, come piatto principale, il maiale razza nera di Parma. L’uovo nel bosco è un dolce scenografico e goloso. Carta dei vini non enorme ma ben costruita. Il gentile personale di sala non fa mancare attenzione e cura dei dettagli.
- Officina Alimentare Dedicata: Un locale divertente, elastico negli orari e nell’offerta di salumi e formaggi per accompagnare l’aperitivo oppure d’apertura al pasto. Tra bombe di riso e anolini di stracotto o passatelli in brodo non sembri iconoclastica la rielaborazione in panino del “caval pisst”. Sempre nel segno del comfort i secondi tra vitello tonnato, tartare di bufalo o pancia di maiale glassata. Dolcetti deliziosi.
- Soj - Vino e Cucina: Grazie alle dimensioni contenute della sala, la cucina a vista (con un paio di tavoli affacciati sui fornelli), uno spirito di sacrificio non indifferente, i due giovani protagonisti di Soj, Federico Capocasa e Eugenio Restivo, sfornano e servono piatti a getto continuo partendo da ingredienti locali (anatra, cavallo, lumache, cervo, pesci di mare ma anche il salmerino d’acqua dolce) e ortaggi di stagione plasmati da un mix di diverse tecniche di cucina, dalle amate paste fresche ripiene sino ad arrivare al ramen o al BBQ. La cantina è votata alle piccole produzioni bio e natural. L’ambiente, come si può immaginare, è familiare e scanzonato.
- Osteria Virgilio: Osteria situata in Oltretorrente, quartiere storico della città, protagonista di un passato legato alla ribellione. La stessa insofferenza alle mode e al mainstream dell’oste, fautore delle nicchie e di una ricercata qualità. Il locale ha pochi tavoli (prenotare!) e fa bella mostra di sé un bancone per esposizione di vini e salumi scelti con cura. Una lavagnetta indica i piatti del giorno in una lista contenuta che si muove tra tradizione e leggera modernità. Immancabile l’assaggio del tagliere di salumi, per poi proseguire con anolini in brodo, sapidi e piacevoli. Gli amanti della tradizione più fedele non si facciano scappare il “cavallo pesto”con patate arrosto. Carta vini caratterizzata dalla prevalenza di naturali.
Parma ha un paniere di prodotti agroalimentari da fare invidia. Conta il prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, il culatello di Zibello, la coppa di Parma, la spalla di San Secondo, lo strolghino, il salame di Felino, il fungo di Borgataro. Che allargando lo sguardo ai piatti significa gnocco fritto (qui torta fritta) con cui accompagnare i salumi, tortelli d’erbetta, cappelletti, anolini, trippa alla parmigiana, Rosa di Parma.
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