Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno è un film drammatico del 1991 diretto da John Avnet. La storia è tratta dal libro “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” scritto da Fannie Flagg, candidato al Pulitzer 1987.
La Trama Intrecciata tra Passato e Presente
Nel film scorrono parallele due storie: quella del passato delle due grandi amiche, e quella del presente di Evelyn. I piani narrativi sono separati, ma allo stesso tempo profondamente simili e interconessi, dato che le stesse forze e le stesse tensioni, in contesti pur tanto diversi, scuotono le vite delle protagoniste. Il treno diventa il ponte tra due epoche lontane. Fin dai primi istanti, quando Evelyn ne sente il rumore, si comprende che quel luogo ha qualcosa di magico e quel treno rappresenta “il cambiamento”.
La vicenda inizia con l’incontro fra Evelyn Couch (Kathy Bates), una casalinga insoddisfatta del suo matrimonio e della sua vita, e Ninny Threadgoode (Jessica Tandy), un’anziana signora ricoverata nella casa di cura in cui Evelyn si reca spesso per accompagnare il marito a far visita a una vecchia zia. Poco per volta nasce fra le due un'amicizia sincera. L'ottimismo e l'intraprendenza di Ninny si rivelano per Evelyn più efficaci di ogni tentata terapia: è meno ansiosa nei riguardi del marito che la trascura; riesce a concedersi qualche golosità senza furtivi complessi; diventa più decisa e disinvolta, e soprattutto ascolta come fosse una fiaba a puntate il lungo racconto di Evelyn, che rammenta un vecchio caffè americano di periferia degli anni trenta, aperto senza discriminazioni ai bianchi come ai neri, a pochi metri dalla fermata di un treno, un caffè dove chi entrava era trattato familiarmente e poteva gustare in esclusiva una curiosa pietanza di pomodori verdi fritti e nel quale la vita della vivace e anticonformista Idgie e quella della sensibile Ruth, le due giovani donne che lo gestivano, scorreva in amicizia e serenità, nonostante i lutti e le ombre che passano su ogni vita, in particolare l'enigma di un lontano omicidio, su cui non si è mai fatta luce. Le due donne iniziano a chiacchierare e Ninny racconta a Evelyn le vicende di un gruppo di persone vissute negli anni venti intorno al Whistle Stop Café.
Evelyn (K. Bates), depressa donna di mezza età, incontra in una casa di riposo Ninny (J. Tandy), vivace ottantenne che le racconta la storia d’amicizia, avvenuta molti anni prima, tra due donne anticonformiste: Idgie (M. Stuart Masterson) e Ruth (M.-L. Parker). Un’amicizia costruita intorno a drammatiche peripezie e momenti esilaranti. Entrambe ebbero il coraggio di non omologarsi al razzismo dilagante e alla prepotenza maschile. Un legame forte che le condurrà al Whistle Stop Café, alla fermata di un treno che non c’è più. Qui si poteva gustare la specialità locale, appunto pomodori verdi fritti.
Le protagoniste principali dei racconti di Ninny sono due amiche Idgie Threadgoode (Mary Stuart Masterson) e Ruth Jamison (Mary-Louise Parker) che in Alabama, proprio nel cuore del sud degli Stati Uniti, gestivano il loro cafè con un anticonformismo che sfidava il maschilismo e il razzismo, che in quegli anni dominavano indisturbati la società americana. Idgie, anche detta “Ammaliatrice di api”, è una bimba ribelle e un po’ maschiaccio che adora suo fratello maggiore Buddy (Chris O’Donnell), l’unico che riesce a gestire le sue ribellioni. Una volta cresciuta, inizia a gestire il caffè di famiglia insieme al suo dipendente di colore e nel momento in cui Ruth, primo amore di suo fratello Buddy, si trova in difficoltà con un marito violento e despota, accoglie l’amica condividendo con lei tutto parte della sua vita. Le vicissitudini delle due amiche passano attraverso fatti di gioia e di dolore, ma sempre affrontati insieme senza perdere di vista la loro amicizia.
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Sarà proprio ascoltando l’anziana e misteriosa signora dell’ospizio che Evelyn, da casalinga e mamma a tempo pieno, si trasformerà in Towanda: nome di battaglia per trovare il coraggio di ribellarsi al suo matrimonio e alla banalità quotidiana.
Temi Chiave e Interpretazioni
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno è una storia di ribellione, di paure, rassegnazione ma anche e soprattutto di tanto coraggio e complicità. Da un lato abbiamo Idgie, che simboleggia la voglia di contrastare un sistema ancora profondamente razzista e maschilista, di uscire fuori dagli schemi. Dall’altro Ruth e Eveline che rappresentano la rassegnazione, la pigrizia dettata dall’abitudine e la paura di cambiare. Xenofobia, maschilismo, razzismo con tanto di Klu-Klux Klan e omosessualità sono i temi che maggiormente emergono da questa pellicola ma che in realtà non vengono affrontati fino in fondo.
Grazie alla straordinaria interpretazione delle due attrici, i personaggi raccontano la vera natura del loro legame attraverso gesti e un profondo gioco di sguardi.
Il Whistle Stop Cafe: Un Luogo Reale
Esiste davvero un Whistle Stop Cafe che serve pomodori verdi fritti e si trova a nord di Macon, in Georgia. Dopo che il film ebbe un enorme successo, il set di Whistle Stop Cafe divenne un vero e proprio ristorante e la zona circostante fu trasformata in un’attrazione turistica.
Differenze tra il Film e il Romanzo
Come spesso accade nelle versioni cinematografiche, che per motivi di tempo e di narrazione sono costrette a profonde revisioni dei romanzi, rispetto al libro anche qui mancano molte storie e viene tagliato perfino un intero personaggio: Artis O.
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