L'industria del cacao-cioccolato produce un giro d’affari che ammonta, complessivamente, a 125 miliardi di dollari statunitensi nel 2024. Sono 5-6 milioni le persone impiegate a vario titolo nella coltivazione del cacao e nella sua lavorazione in America Latina, Africa e Asia. Oltre il 90% del cacao in circolazione proviene da piccole piantagioni a conduzione familiare con un’estensione media che, nella maggior parte dei casi, non supera i 2,8 ettari.
Sebbene i piccoli produttori rappresentino la spina dorsale dell’intero settore della coltivazione del cacao, il loro guadagno non supera il 6% del valore finale di una tavoletta di cioccolato. Il resto della torta viene spartito, principalmente, fra le industrie multinazionali che dominano la trasformazione e la commercializzazione del prodotto. Questo provoca un progressivo allargamento della forbice tra i due estremi della filiera del cacao-cioccolato: le più importanti multinazionali fatturano ogni anno cifre record, laddove la fetta dei ricavi percepita a valle è diminuita del 37,5% rispetto agli anni ’80. Tra il 2022 e il 2025 il prezzo del cacao è aumentato del 220%, superando i 10.000 euro/tonnellata.
I Principali Paesi Produttori di Cacao
I principali Paesi coltivatori di cacao sono collocati nel sud del mondo. I primi otto a livello mondiale sono Costa d’Avorio, Ghana, Ecuador, Camerun, Nigeria, Brasile, Indonesia e Papua Nuova Guinea; rispettivamente 4 in Africa, 2 in Sud America e 2 in Asia. Costa d’Avorio e Ghana rappresentano da soli quasi due terzi della produzione mondiale e hanno costruito parti importanti delle loro economie sul cacao. Tuttavia, nonostante questi Paesi rappresentino una parte essenziale in un mercato da quasi 50 miliardi di dollari all’anno, le loro economie sono in cattive acque.
Attualmente il maggior produttore di cacao resta l’Africa che occupa saldamente il primo posto con un bel 73% del mercato mondiale. Ma, in questo mercato, si sta facendo strada anche il cacao dominicano: la sua produzione, che nel 2008 era di circa 46.000 tonnellate, è salita a 50.000 nel 2012. Crescita dovuta anche alla qualità di questo cacao.
Nel continente americano la produzione si deve a piantagioni sia di piccola dimensione sia di dimensione più vasta (fino a circa 20 ha) mentre in Africa si trovano prevalentemente piccole piantagioni e piccole aziende di produzione. Certo la situazione non è omogenea; basti pensare che, per esempio, in Camerun, o in Costa d’Avorio si trovano anche grandi piantagioni più che altro per intervento di aziende europee.
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Focus su Alcune Destinazioni Chiave
- Brasile: Il seme di cacao, coltivato in tutto il mondo, è in realtà originario del Brasile. Il paese, da sempre uno dei più importanti coltivatori di questo seme meraviglioso, è diventato anche un esperto produttore di cioccolato. Oggi il cioccolato brasiliano è considerato un prodotto di alto livello, e vanta di una sempre più sofisticata gamma di cioccolatini.
- Vietnam: Il Vietnam è un coltivatore di cacao già dal XIX secolo, ma solo recentemente ha assistito all’intensificarsi della sua produzione. Grazie ad un clima umido che consente una rapida crescita degli alberi di cacao, il Paese è ora in prima linea per la produzione di fave di alta qualità.
- Costa Rica: In Costa Rica, è la costa che affaccia sul Pacifico ad ospitare la maggior parte delle piantagioni di cacao. La coltivazione del cacao è tradizionalmente svolta da comunità indigene, come i Bribris e i Cabécars.
- Madagascar: Coltivato principalmente nel nord ovest dell'isola rossa, il cacao malgascio si caratterizza per avere un particolare aroma pungente. È grazie alla coltivazione del cacao che il nord del Madagascar è parzialmente sfuggito alla deforestazione, perché il settore privilegia la qualità rispetto alla quantità.
- Perù: In Perù non si coltiva un tipo di cacao qualunque… Qui si coltiva prevalentemente il criollo, e bio per di più! Il criollo è la varietà che fornisce le migliori fave di cacao, con un sapore delicatamente dolce e un piacevolmente amaro.
Problematiche Ambientali e Sociali
La coltivazione del cacao e la sua lavorazione sono legate a tante questioni di carattere ambientale e sociale che seriamente minano la biodiversità dei paesi produttori e i diritti umani di tutte quelle famiglie di coltivatori. Chi compie il lavoro più duro non usufruisce del prodotto che ne risulta.
Non solo: anche se questi stati coltivano percentuali enormi di cacao, le loro fabbriche e le loro imprese non figurano tra i maggiori produttori mondiali di cioccolato. Come mai?
Il Mercato del Cacao: Un Sistema Inequo
Il mercato del cacao è ricco ma non esattamente equo. La maggior parte dei profitti, infatti, va alle aziende che lavorano il cacao e non ai coltivatori. Il grosso del processo di lavorazione avviene fuori dai Paesi di coltivazione. È qui che la questione comincia a farsi puramente geopolitica, perché questo sistema porta a dei risultati paradossali. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori olandesi, in Costa d’Avorio e Ghana i contadini locali guadagnano stipendi al di sotto della linea di povertà assoluta (meno di 1,90 dollari al giorno).
Ai coltivatori del cacao, tanto per capire come stanno le cose, va solo il 6% del costo di una barretta di cioccolato. Un dato, questo, in netto calo da decenni.
Alternative e Iniziative per un Commercio Equo e Solidale
In questo contesto, emergono iniziative volte a promuovere un commercio più equo e sostenibile. Altromercato controlla l’eticità della filiera del cacao equosolidale per i suoi prodotti: lo fa direttamente nel caso di importo diretto dai produttori di cacao o attraverso i suoi partner (produttori, trasformatori, etc.) che acquistano fave di cacao sotto il controllo e la garanzia di WFTO, Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale.
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La relazione con i partner produttori di cacao equosolidale è di tipo commerciale, di supporto tecnico e di cooperazione. Si tratta di un coltivare diversificato, che prevede la semina di diverse varietà di piante e alberi ad uso e consumo delle famiglie produttrici. Alta percentuale di cacao da agricoltura biologica per il cioccolato a marchio Altromercato. Grande attenzione alla sostenibilità viene data anche alla logistica. Gli involucri delle tavolette di cioccolato Altromercato non contengono alluminio. Sono realizzati in carta e plastica che possono essere smaltite con la raccolta differenziata.
Una soluzione ci sarebbe: favorire la nascita delle industrie del cacao direttamente nei Paesi produttori, come fanno i manager di Fairafric che nel 2020 hanno creato una delle prime industrie del cioccolato in Ghana, ma per il momento questo resta un caso isolato.
In conclusione, il mondo del cacao è complesso e affascinante, con sfide e opportunità che richiedono un approccio consapevole e responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti, dai produttori ai consumatori.
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