Gli spaghetti sono uno dei simboli identificativi del nostro Paese all’estero. Basta in effetti guardare le fiction in cui gli stranieri parlano degli italiani per trovare un immancabile riferimento in tal senso. Eppure della storia della nostra specialità di pasta più celebre non si sa quasi nulla, da un punto di vista puramente culturale.
Le Origini Siciliane degli Spaghetti
A partire dalla primogenitura degli spaghetti, che pochi sanno appartenere alla Sicilia. Gli spaghetti sono nati in Sicilia. In particolare, la loro patria sarebbe Trabia.
Ad attestarlo una testimonianza redatta dal geografo arabo, di stanza presso la corte di Ruggero II, Muhammad al-Idrisi, più conosciuto come Edrisi. In effetti, nel dialetto siciliano ancora oggi i capelli d’angelo, spaghetti estremamente sottili, sono indicati con il termine tria.
Proprio dalla testimonianza di Edrisi discende peraltro una teoria abbastanza suggestiva, in base alla quale potrebbero essere stati gli arabi ad importare la pasta secca nel nostro Paese. Poiché all’interno della sua opera non è possibile reperire altre testimonianze, si tratta però di una semplice teoria.
Proprio dalla Sicilia, gli spaghetti iniziarono quindi a diffondersi nel resto della Penisola, grazie in particolare al legame tra Trapani e Genova. Con gli abilissimi commercianti della Superba a fungere da veri e propri testimonial della bontà di questo alimento nel Nord del Paese. Tanto che nel XV secolo Bartolomeo Sacchi parlava di “trie genovesi” o “paste di Genova“.
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Evoluzione e Diffusione degli Spaghetti
All’inizio dell’800 a Napoli comincia la meccanizzazione della produzione delle paste alimentari: Proprio nell'opera del poeta napoletano Antonio Viviani “Li maccheroni di Napoli” compare per la prima volta il termine spaghetti (come diminutivo di “spago”).
Soltanto nel 1824 si inizia a utilizzare il termine spaghetti, ad opera di Antonio Viviani, il quale ne “Li maccheroni di Napoli” fa apparire una serie di illustrazioni in cui sono descritte le varie fasi della lavorazione.
Le quali venivano cotte senza risparmio e servite con corredo di formaggio grattugiato e spezie in polvere prima, con burro abbinato a zucchero e cannella in seguito. Anche in questo caso si veniva a formare una chiara diseguaglianza tra i ceti abbienti e quelli popolari.
Nel secolo successivo i primi stabilimenti in cui si produceva la pasta, a Gragnano e Torre Annunziata, trasformarono la pasta in un vero e proprio processo industriale.
Il Condimento: Dall'Olio al Pomodoro
Inizialmente gli spaghetti erano conditi perlopiù con olio d’oliva, formaggio e pepe. Il pomodoro, importato dall’America, viene introdotto solo più tardi. Fu grazie al clima mite dell’Italia meridionale che questa pianta cominciò ad essere coltivata e si trasformò anche in un ottimo sugo.
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La prima testimonianza in questo senso la si trova in un presepe napoletano conservato nella Reggia di Caserta, in cui si vedono due contadini arrotolare alla forchetta gli spaghetti colorati di rosso. Nella seconda metà dell’800 viene pubblicata la prima ricetta di pasta abbinata al pomodoro.
Gli Spaghetti Oggi: Un Simbolo Italiano
Navigando su Google, troverete sicuramente tantissimo materiale fotografico che illustra come nella città di Napoli e in altre del Sud Italia, ancora alla fine del XIX secolo, gli spaghetti venissero mangiati con le mani. Questo perché le forchette utilizzate ai tempi erano piuttosto appuntite e poco pratiche. Dal punto di vista politico, ciò rendeva la presentazione di questa pasta improponibile ai pranzi ufficiali.
Fu grazie al ciambellano di corte Gennaro Spadaccini, che, col sostegno di Ferdinando II di Borbone, le dimensioni della forchetta vennero ridotte: da allora i “maccheroni di Napoli” cominciarono ad essere consumati anche a corte e ben presto si diffusero ovunque.
Ad oggi gli spaghetti sono uno dei piatti che più rappresentano la tradizione italiana e il Made in Italy. La buona cucina, che ha reso il Bel Paese conosciuto in tutto il mondo, predilige soprattutto alcune tipologie di piatti, prima tra tutti gli spaghetti.
Nonostante la storia contesa tra più popoli, nonostante la contaminazione di varie culture, gli spaghetti restano oggi uno dei simboli dell'italianità nel mondo, il piatto iconico della tradizione mediterranea.
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Gli spaghetti si sono diffusi velocemente in Italia e nel mondo. Nello specifico, l’origine degli spaghetti nella penisola, ha visto come complici il gusto inconfondibile e la forma unica di questa pasta. Gli spaghetti sono arrivati in Italia facendosi spazio tra altri formati.
Quella che genericamente veniva definita pasta lunga, oggi può essere catalogata in diverse tipologie di formati che ricordano proprio gli spaghetti nella forma ma che si differiscono da questi per ingredienti e formato. Tutti questi formati hanno contribuito negli anni a perfezionare quella che in tutto il mondo è conosciuta come l'alimentazione italiana.
Le origini degli spaghetti sono davvero interessanti e ricche di storia e leggenda. Una cosa è certa, gli spaghetti biologici sono perfetti in tutte le occasioni: per una cena a casa con gli amici, per un pranzo formale, per un appuntamento romantico.
Il primato di Trabia non è cosa da poco, in un Paese come il nostro dove la pasta è considerata il simbolo dell’alimentazione. Basta scorrere “La Cucina Italiana. Storia di una cultura” (di Alberto Capatti e Massimo Montanari) per venire a conoscenza del fatto che già i Romani, Greci ed Etruschi mangiavano qualcosa di molto simile.
Ci sono molti modi per dire Made in Italy: attraverso l’arte, la cultura, la moda. Ma l’Italia è famosa nel mondo anche per la buona tavola. La cucina italiana è conosciuta e apprezzata in tutto il globo: non esiste Paese al mondo che non abbia provato a riprodurre o imitare le ricette tradizionali italiane.
Se siete appena arrivati in Italia o avete intenzione di soggiornare nel Belpaese, c’è un piatto che dovete senz’altro assaggiare: gli spaghetti, diventati simbolo del nostro patrimonio nazionale.
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