Le etichette per alimenti non sono semplici adesivi apposti su un packaging: sono veri e propri strumenti di comunicazione, trasparenza e marketing. Rappresentano il primo punto di contatto tra il prodotto e il consumatore, ed esercitano una forte influenza sulla decisione d’acquisto. Inoltre, costituiscono un obbligo normativo da rispettare con attenzione.
Questa guida si rivolge a produttori artigianali, PMI del settore alimentare, startup del food, negozi bio e chiunque desideri creare etichette alimentari professionali, personalizzate e in linea con la normativa vigente.
Normative di Riferimento
Nel contesto dell’Unione Europea, la realizzazione delle etichette alimentari deve conformarsi al Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio. Si tratta del principale documento che sancisce le regole basilari per sapere quali informazioni devono essere scritte sui packaging degli alimenti.
Secondo il Regolamento (UE) n. 1169/2011, ogni etichetta deve includere informazioni precise e obbligatorie per garantire trasparenza e sicurezza. Negli ultimi anni, il regolamento è stato integrato con linee guida che rafforzano la trasparenza su aspetti come l’origine degli ingredienti e l’impatto ambientale del packaging.
La mancata conformità alle norme può comportare sanzioni amministrative e pecuniarie, oltre a un danno reputazionale per le aziende. Le sanzioni variano da paese a paese, ma in Italia sono disciplinate dal Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. D.Lgs.
Leggi anche: Come Personalizzare le Etichette Marmellata
Informazioni Obbligatorie
Per questo ci sembra opportuno tornare con un focus che riprenda l’argomento fondamentale delle informazioni obbligatorie da riportare su ogni confezione, con qualche dettaglio utile in più per ognuna.
- Denominazione del prodotto: deve essere chiara e facilmente comprensibile, senza possibilità di fraintendimenti. In alcuni casi, la denominazione è stabilita dalla legge.
- Elenco degli ingredienti: deve riportare tutti i componenti utilizzati, ordinati in base al peso in fase di preparazione, in ordine decrescente.
- Quantità netta del prodotto: deve essere espressa in unità di misura standard, come grammi (g) o millilitri (ml).
- Dichiarazione nutrizionale: Questa tabella deve riportare i valori nutrizionali essenziali, espressi per 100 g o 100 ml di prodotto.
- Origine o provenienza: Per alcuni prodotti (come carne, pesce, miele, frutta e verdura), è obbligatorio indicare l’origine o il paese di provenienza.
- Modalità di conservazione e utilizzo: Le etichette devono fornire indicazioni chiare su come conservare il prodotto (es. “conservare in frigorifero a +4°C”) e, se necessario, su come utilizzarlo.
Altri Aspetti Chiave
- Leggibilità: è un altro aspetto chiave: i testi devono avere un corpo minimo di 1,2 mm (o 0,9 mm per confezioni sotto gli 80 cm²) e un contrasto sufficiente tra testo e sfondo.
- Allergeni: quanti e quali ingredienti allergenici possono essere presenti: attenzione, perché qui non si tratta solo di individuare allergeni negli ingredienti “puri”, ma di indicare anche eventualmente degli strumenti tecnologici usati nella produzione dell’alimento stesso, come materiali con cui è venuto a contatto e che possono aver rilasciato sostanze potenzialmente allergeniche.
Aspetti Normativi Legati all’Utilizzo dell’Aggettivo “Artigianale”
Vi è la tendenza a riportare questo aggettivo come a voler enfatizzare una qualità superiore del prodotto rispetto ad un altro prodotto simile; supponiamo, ad esempio, che un imprenditore produca biscotti e che, invece di usare un rullo formatore che produce migliaia di biscotti all’ ora, li forma uno ad uno manualmente e riporti in etichetta che i suoi biscotti sono artigianali.
La qualità del prodotto non è determinata dal fatto che esso sia stato fatto con l’ utilizzo di tecniche artigianali ma dipende da altri fattori: la qualità degli ingredienti ed imballi utilizzati, le condizioni igieniche di lavorazione, le condizioni di stoccaggio e commercializzazione, ecc.
Quando si può utilizzare l’aggettivo “artigianale”?
Per rispondere a questa domanda faccio un richiamo al Regolamento UE 1169/2011 Articolo 7 (Pratiche leali di informazione), punto 1, lettera c:
Articolo 7 1. Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare: c) suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive.
Leggi anche: Personalizza le tue etichette marmellata
L’ abuso del termine “Artigianale” si può configurare come violazione delle prescrizioni del suddetto articolo. Se proprio si vuole mettere in evidenza che il prodotto è stato realizzato in un’ azienda artigiana lo si può fare scrivendo, accanto alla denominazione di vendita, la dicitura: “prodotto in laboratorio artigianale”, oppure “Prodotto da Azienda artigiana” se l’ azienda in questione possiede i requisiti stabiliti dalla LEGGE 443/85, per le aziende artigianali.
Cosa Dice il Ministero delle Attività Produttive
La Circolare del Ministero delle Attività Produttive N° 168 del 10 Novembre 2003 fa chiarezza sull’ uso di termini quali: “artigianale”, “lavorato a mano”, “integrale”, ecc. Al punto F (Prodotti artigianali) dice che spesso, nella commercializzazione di taluni prodotti alimentari viene fatto riferimento con una certa enfasi alla “produzione artigianale” come se si trattasse di una garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore.
Al medesimo punto ribadisce che l’ utilizzo di alcuni termini come “lavorato a mano” e simili è ingannevole quando solo alcune fasi secondarie e collaterali della produzione sono effettuate a mano e che tale termine può essere utilizzato solo quando tutte o la maggior parte delle fasi del processo vengono condotte manualmente.
Vi sono, tuttavia, dei casi in cui parlare di prodotto artigianale ha senso perchè effettivamente il prodotto artigianale possiede caratteristiche differenti rispetto al prodotto industriale. Nei capitoli che seguono, descrivo 3 casi in cui è possibile utilizzare l’ aggettivo “ARTIGIANALE”: il gelato, le bevande spiritose e la birra.
Materiali e Design
Il materiale dell’etichetta influisce sulla resistenza, la funzionalità, l’aspetto visivo e l’impatto ambientale del prodotto.
Leggi anche: Etichette Biscotti: Risorse Gratuite
- Polipropilene bianco o trasparente: resistente a umidità, oli e sbalzi termici.
- Materiali eco-friendly: carte riciclate, compostabili, FSC.
Creare un’etichetta alimentare efficace richiede equilibrio tra estetica, funzionalità, rispetto delle normative e strategia comunicativa. Ricorda che il design non serve solo a vendere, ma a creare fiducia.
Esempio Pratico: Marmellate Artigianali
Un piccolo produttore di marmellate artigianali, chiamato Dolci Radici, vuole raccontare la propria storia di autenticità e legame con il territorio, utilizzando le etichette come veicolo narrativo.
- Messaggio narrativo: “Nata tra i fiori di pesco della nostra terra, questa marmellata celebra la rinascita della natura.
- Elemento distintivo: illustrazioni di foglie cadenti e un breve racconto della tradizione autunnale locale, diversa per ogni varietà (es.
tags: #etichette #biscotti #artigianali #normative

