Dove Mangiare a Roma: Un Viaggio tra Tradizione e Innovazione

Roma è sinonimo di buon cibo, piatti caserecci, tradizionali e abbondanti, senza essere troppo elaborati. Se visiti la città per la prima volta, preparati a un'esperienza culinaria indimenticabile. Questa guida ti condurrà attraverso i migliori locali, dalle trattorie storiche ai forni tradizionali, per assaporare l'autentica cucina romana.

Piatti Tipici Romani da Non Perdere

Se volete avere una vera esperienza della cucina tipica romana, ecco una lista di piatti che dovete assaggiare o per lo meno conoscere:

  • Fiori di zucca fritti: ripieni di fiordilatte e alici.
  • La coda alla vaccinara: un tempo considerato un piatto della cucina povera, viene preparato con la coda di bue o di vitello e salsa di pomodoro. Il tutto cucinato per ore finché la carne non diventa tenerissima. Provatela come sugo con pasta fresca all’uovo, davvero spaziale!
  • La porchetta: famosa quella di Ariccia (località dei Castelli Romani). Realizzata con le parti più grasse e morbide del maiale, la carne deve essere accuratamente pulita e disossata prima di essere ripiena con le spezie.
  • Insalata di puntarelle: ovvero germogli di cicoria arricciati e croccanti, serviti a crudo e accompagnati da una salsa a base di olio, aglio e filetti di acciughe.
  • Pizza alla pala: caratterizzata dalla sua forma rettangolare e dalla crosta croccante e dorata.
  • La trippa romana: altra specialità della capitale, viene realizzata con le parti meno pregiate del bovino, ovvero lo stomaco. Un piatto decisamente sostanzioso e ricco di sapore!
  • I filetti di baccalà fritti: spesso consumati come street food o come antipasto nei ristoranti.

Se si parla di piatti della tradizione, come non assaggiare uno dei grandi classici come i Tonnarelli Cacio e Pepe, i Bucatini all’Amatriciana, i Rigatoni alla Carbonara e la Gricia detta anche “amatriciana in bianco”?

Le Migliori Trattorie Romane

Se vi state chiedendo dove mangiare una buona Carbonara o una Cacio e Pepe fatta ad arte, la risposta spesso è solo una: in trattoria. Mangiare in una tipica trattoria romana, che sia a pranzo o a cena, è un’esperienza da fare e che vi consentirà così di assaporare la cucina tradizionale romana. I loro piatti forti sono sicuramente i primi con pasta fresca fatta a mano. Tra i preferiti di Ale, che a Roma ha vissuto per diversi anni, la pasta con il sugo di coda alla vaccinara.

Felice a Testaccio

Se c’è un posto famoso, sempre in lista come migliore posto dove mangiare la cacio e pepe a Roma, questo è Felice a Testaccio tanto che bisogna prenotare settimane prima per poter trovare un tavolo. Più che una trattoria ormai è un vero e proprio ristorante sia nell’aspetto, nell’atmosfera elegante e anche nel prezzo. A nostro avviso però, la fama che si è creato ha fatto ormai il suo tempo, tanto che anche le opinioni dei romani stessi sono opposte: molti ne parlano bene altri non proprio. Noi siamo andati a testarlo e personalmente non ci ha conquistato. Nota di merito il “giro” della cacio e pepe fatto direttamente al tavolo.

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Trattoria Vecchia Roma

Il locale, anche se vicino a grotte naturali a vista, è sotto certi aspetti un po’ senz’anima, ma la cucina merita: abbacchio, coda alla vaccinara (io non la mangio), cacio e pepe e poi carciofi alla giudia fritti a regola d’arte.

Tonnarello

Trattoria Vecchia Roma (Piazza V. La classica ed autentica trattoria romana alla Alberto Sordi. Sfiziosa, abbondante e sostanziosa, quasi da audaci per la porzione che vi porteranno. Assolutamente da provare! Buona anche la cacio e pepe. Economica e super gettonata da romani e non!

Porzioni generose, bella presentazione dei piatti al tavolo, cenare da Tonnarello è sinonimo del mangiar bene. Provate anche le loro polpette!

Da Felice (Ghetto Ebraico)

E’ una delle mie trattorie preferite per diversi motivi: si trova nel cuore del Ghetto Ebraico di Roma (una delle zone che più mi affascina). E’ piccola, spartana e folcloristica. Talmente buono che un giorno che passavo di là, ho chiesto se mi facevano al volo un carciofo take away. Una trattoria storica fuori dal tempo con un ambiente familiare dove ritrovare tutti i piatti della tradizione romana.

Da Dolce

Chi mi segue da tempo sa benissimo che questo ristorante nel Quartiere africano, vicino a Piazzale Libia, è da sempre in cima alla mia top list dei ristoranti di Roma. Un menù originale che diventa ad un viaggio attorno al mondo grazie a gusti e sapori diversi che si uniscono alla stessa cucina romana. Si possono ritrovare influenze mediterranee, arabe, asiatiche ma anche americane. Tutto è homemade, tutto è fatto “con amore”. Il loro pezzo forte? Come dice il nome non poteva che essere il dolce: così importante che va ordinato all’inizio della cena anche perché alcuni di questi vengono realizzati al momento. Vi basti sapere che esiste un menù dei dolci dedicato solo alle cheesecake. Da Dolce si va per la cena, il dopo cena, la merenda e per il brunch della domenica mattina.

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Angelina a Testaccio

Un tempo Angelina aveva due sedi e sempre un tempo era uno dei ristoranti più gettonati a Roma, tra i consigliati per la cacio e pepe. Oggi ci sono sempre due location, una a Testaccio e una a Porto Fluviale. Quest’ultima non ho avuto ancora modo di testarla. Ne ho sentito parlare più che altro per la colazione. In ogni caso da Angelina a Testaccio, complice lo stile shabby chic, la cura dei dettagli e la location molto particolare in cui si trova, a me piace sempre tornare. E poi mi fanno impazzire gli enormi piatti in cui servono i primi.

Salotto

Noi lo abbiamo vissuto a colazione, uno dei momenti della giornata in cui mi piace coccolarmi: il piccolo e ricercato buffet è ricco di tante cose deliziose che ogni giorno il pastry chef realizza in base anche ai prodotti stagionali. Sono homemade anche la crema alle nocciole e le marmellata da spalmare sul pane. In “Salotto” invece si trova il loro “cocktail bar“, ideale per un aperitivo di qualità dove spezie ed erbe aromatiche ben in vista sul bancone, diventano l’ingrediente principale sapientemente mixato dal bartender in cocktail originali. La prossima volta ci riserviamo di provare anche il ristorante a cena: la creatività dei nomi dei loro piatti, curati dallo chef Gabriele Moro, ci ha davvero incuriosito. E poi voglio troppo assaggiare il loro “Il Carciofo si fa in tre“, ovvero carciofo arrosto, in crema e cialda e con latte di mandorla e menta.

Ristorante Giapponese con Rooftop

Il menù propone una cucina giapponese (Japanese Dining Room), i cocktail sono buonissimi e con tanto di logo impresso addirittura nei cubetti di ghiaccio o sulla scorza d’arancia. Di giorno con il sole il rooftop offre una tipica vista sui tetti della città, con il calare della sera diventa intimo e romantico. Si può cenare in terrazza ma anche nell’elegante ristorante situato al piano di sotto rispetto al rooftop.

Sushi & Mixology

Sushi e mixology in un piccolo localino bohémien (ed instagrammabile) che si ispira alle atmosfere parigine e a quei caffè letterari un po’ misteriosi. Madeleine, tramè, mini burger e roll non solo di pesce ma anche con carne (e questi sono ancora più buoni) uniti a maionese e salse homemade dai gusti innovativi e particolari. Anche i cocktail sono preparati con grande creatività artistica come ci si aspetterebbe da un locale dal concept così originale. Voto 8 anche per i loro dolci al cucchiaio, davvero realizzati a regola d’arte.

Phil’s Barbecue

Vicino al Quartiere Eur, in una zona piuttosto periferica, Phil’s Barbecue non è propriamente comodo da raggiungere, vi occorrerà la macchina o uno scooter anche perché non ci sono fermate della metro vicine: ma vi assicuro che in qualsiasi modo lo raggiungiate merita ogni sforzo. All’interno di una piazzola di benzina ricalcando un pò lo stile dei locali a stelle e strisce, il suo gigantesco affumicatore garantisce la cottura del miglior american barbecue nella capitale. Cottura slow and low, brisket che scioglie in bocca, ma anche ribs, pulled pork, salsicce. Oppure per chi passa a fare benzina al mattino pancakes e cinnamon rolls.

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I Migliori Forni di Roma

Due i forni storici dove mangiare a Roma che vi consiglio di non perdere.

Antico Forno Campo de’ Fiori

Storico (ci sono tracce dell’esistenza di questo forno che risalgono al 1880) e indicato in qualsiasi guida dedicata a Roma, si trova esattamente nella nota Piazza Campo de’ Fiori. Sempre pieno, sempre un must dove fare tappa per mangiare “pizza bianca e mortazza”, il comfort food romano per antonomasia, ovvero focaccia soffice e sottile farcita con una dose generosa di mortadella. Per un pranzo mordi e fuggi, una merenda, un take away: qualunque sia l’ora della giornata, va sempre bene per una pizza bianca e mortazza!

Forno Roscioli

A Roma di locali della famiglia Roscioli ce ne sono ben tre: il ristorante, il bar ed il forno, tutti a pochi metri uno dall’altro, a pochi passi dalla Piazza di Campo dei Fiori. Ma solo uno, ovvero proprio il forno, merita e resta una conferma per un buon pezzo di pizza alla pala: sottile, croccantella come solo a Roma la sanno fare, ricca e sfiziosa. Per me una delle più buone della capitale! Noi qui ci fermiamo a prescindere, anche se non è ora di pranzo e anche se non abbiamo fame. La sua pizza è talmente buona che c’è sempre spazio per gustarne un pezzo.

Forno Kosher del Ghetto Ebraico

C’è un terzo forno in realtà che proprio in una mia ultima visita a Roma ho scoperto sempre tra quel dedalo di vicolo della zona di campo dei Fiori. Il bancone enorme da una parte ospita tutti i lievitati comprese ovviamente le varie tipologie di pizze, dall’altra la parte gastronomica. Qui si viene a comprare il pane, a fare colazione, per l’aperitivo o un pranzo veloce e gustoso. Forno kosher storico e famosissimo, nel cuore del Ghetto ebraico. Da provare almeno una volta! Le specialità sono la torta con la ricotta (che ho trovato impegnativa in quanto a consistenza), la torta con le visciole, e la pizza dolce ebraica detta anche “Pizza di Beridde”, un dolce tipico della tradizione ricco di canditi, uvetta, pinoli e mandorle. Molto particolare e sostanzioso! Al di là delle loro specialità, da provare le loro brioche, così buone da da fare il bis. Dalle 18:00 in poi ci sono anche i semi di zucca salati per chi vuole uno snack da aperitivo.

Pasticcerie Storiche da Non Perdere

Pasticceria Regoli

Pasticceria storica amata da tutti i romani, qui vengono sfornate in continuazione grosse paste e grossi bignè stracolmi di crema. Altra specialità sono torte e tortine con un sacco di panna e fragole di bosco. Inutile dirvi che il loro maritozzo si contende lo scettro della capitale insieme al Maritozzaro e alla Pasticceria Romoli, tanto che non è inusuale arrivare al pomeriggio e non trovarne più!

Pasticceria Romoli

Bar, pasticceria e cornetteria: insignita del titolo di bottega storica, dal 1954 è famosissimo per i suoi cornetti alla crema caldi e i giganteschi maritozzi alla panna. C’è solo un difetto, o meglio dire un problema: sono così buoni che creano dipendenza! E il fatto che Alessandro nei suo anni vissuti a Roma abitasse a pochi passi, vi assicuro che era un problema perché al mattino non si poteva evitare di fare tappa. E giusto per non farsi mancare nulla, il caffè al bancone viene rigorosamente servito con un cucchiaio di panna. Non preoccupatevi se non riuscite a passare per colazione: da Romoli i cornetti li trovate fino a tarda notte: durante la settimana è infatti aperto fino alle 2:00 e nel week end addirittura fino alle 3:00.

Andrea De Bellis

Il top per me è il Mont Blanc, anche se uno dei suoi cavalli di battaglia sono le mousse al cioccolato. Fino a poco tempo fa nel suo piccolo shop a Campo De Fiori si poteva anche pranzare, ammetto che non ho aggiornamenti in merito.

Street Food Romano

Filetti di Baccalà a Campo de' Fiori

Cinque euro per un filetto di baccalà enorme fritto, unto come ti aspetti, avvolto nella carta bianca come un tempo. Un’istituzione a Roma assolutamente da provare.

Trapizzino

Quando nasce un mito dello street food: un triangolo di focaccia romana stracolmo di lingua di manzo e salsa verde oppure polpette al sugo, pollo alla cacciatora o parmigiana (quello che scelgo sempre). Tutti lo adorano Ale compreso. Per fortuna lo hanno aperto anche a Milano… e lo sapevate che c’è anche a New York? Diversi le parti della città in cui potete trovarlo: Ponte Milvio, Mercato Centrale nella Stazione Termini e Testaccio.

Sora Milvia

Piccola, piccolissima e buona, buonissima! Possibilità di mangiare lì (ci sono giusto 4 posti) oppure take away. Indirizzo assolutamente da non lasciarsi scappare se siete amanti del fritto e delle polpette è Sora Milvia. La piccolissima friggitoria, è quasi in un’istituzione in quella che è la zona della movida di Roma. Qui vi potrete letteralmente sbizzarrire scegliendo tra diverse tipologie di supplì, verdure pastellate, gli immancabili fiori di zucca ripieni con le alici, olive all’ascolana, filetti di baccalà… il tutto serviti in cartocci in perfetto stile street food e a costi davvero contenuti. I nostri preferiti?

Biscottificio Innocenti a Trastevere

Nella zona più tranquilla di Trastevere, allo storico Biscottificio Innocenti si fa una scorta infinita di biscotti deliziosi e senza conservanti. Qui in una bottega dove il tempo sembra essersi fermato, troverete ciambelline al vino, lingue di gatto, biscotti alle visciole, cialde alle nocciole, ma anche crostate e pizzettine di pasta sfoglia buonissime: più di 100 tipi biscotti vengono sfornati ogni giorno uno più buono dell’altro. Noi non manchiamo mai di passare da qui, per prendere una tazza di buon caffè e per comprarne una confezione di miscela macinata al momento da portare a casa.

Caffè Storici Romani

Antico Caffè Greco

Il Caffè più antico di Roma, dal 1760 accoglie clienti provenienti da tutto il mondo nella rinomata via Condotti a pochi passi da Piazza di Spagna. Oggi è uno di quei caffè storici che se da una parte bisogna testare dall’altra bisogna stare attenti… Già perché ordinare un caffè seduti vi costerà più di 7 euro.

Caffè Sant’Eustachio

Anche questo antico caffè si trova vicino al Pantheon. Famoso per il suo caffè segreto (che poi tanto segreto non è), qui al momento dell’ordine dovete scegliere se lo volete già zuccherato o meno. Qualora optiate per il caffè “segreto” ovvero quello zuccherato, vi verrà servito un caffè con la cremina. Caffè Sant’Eustachio - Piazza di S.

Colazione a Roma: Un Buon Inizio di Giornata

Sono davvero tantissimi i posti carini dove fare colazione a Roma. Ci sono diversi locali francesi a Roma, ma questo è quello più mi piace: per colazione, ovviamente baguette appena sfornata spalmata di burro e marmellata. E po pan brioches, croissant burrosi e sfogliati perfettamente ripieni anche di caramello o con crema alle mandorle, l’immancabile pain au chocolat… Insomma, potrei continuare all’infinito. Posto assolutamente da considerare anche per cena con zuppa di cipolle e tanti altri piatti francesi. E per l’aperitivo?

Grangia: Un Nuovo Capitolo di "Famo Pizza Bona Pe’ Tutti"

Nel cuore della nostra città, un ristorante amato da molti ha recentemente intrapreso un viaggio emozionante e trasformativo. “Famo pizza bona pe’ tutti” è diventato “Grangia“. Questo nuovo nome riflette meglio i nostri nuovi valori e il nostro impegno verso un’alimentazione inclusiva e di qualità.

Grangia è nata dalla passione per la cucina genuina e dall’amore per il benessere dei nostri clienti. Vogliamo offrire piatti che siano non solo deliziosi, ma anche accessibili a tutti, indipendentemente dalle loro esigenze alimentari. La nostra visione è quella di creare un ambiente inclusivo dove ogni persona possa sentirsi a casa e godere di cibo genuino e di alta qualità. Grangia rappresenta un luogo di accoglienza, tradizione e innovazione.

Grangia non dimentica le sue radici. Le tecniche tradizionali di preparazione e le ricette che hanno reso famosa la cucina di “Famo pizza bona pe tutti” rimangono al centro di ogni piatto. Tuttavia, queste tradizioni sono state adattate per soddisfare le moderne esigenze alimentari. La qualità dei nostri prodotti è il nostro orgoglio. Le nostre pizze, preparate con farina di riso e lievitazione di 72 ore, sono arricchite da ingredienti freschi e selezionati. Inoltre, i nostri dolci e risotti sono tutti senza glutine e senza lattosio, garantendo che ogni cliente possa gustare i nostri piatti senza preoccupazioni.

Ma non ci fermiamo qui. Grangia è sempre alla ricerca di nuove idee e tecniche per migliorare i nostri prodotti e offrire piatti innovativi e sorprendenti. Grangia si impegna a rivoluzionare, migliorare e potenziare i nostri prodotti per soddisfare le esigenze di tutti i nostri clienti. Vogliamo che ogni persona che entra nel nostro ristorante si senta accolta e possa godere di piatti deliziosi e genuini, preparati con amore e passione.

In conclusione, il rebranding di “Famo pizza bona pe tutti” in “Grangia” rappresenta un nuovo capitolo nella nostra storia, un capitolo che abbraccia l’innovazione senza dimenticare le nostre tradizioni.

Ricetta Veloce: Pizza con Taleggio, Mele e Salvia

Ecco una ricetta per una pizza che al primo sguardo potrebbe lasciare un po’ perplessi, ma che è veramente tanto buona:

  1. Impastare 400g di farina con 20g di lievito di birra sciolto in 12 cl di acqua, aggiungere un cucchiaino scarso di sale, uno abbondante di zucchero e due cucchiai di olio d’oliva. Mentre impastate (con la planetaria), regolate se serve con poca acqua o poca farina per volta, in modo da ottenere in finis un impasto che sia liscio e compatto ma anche un pochino umido (tipo che non deve formare una palla soda ma deve rimanere un filo appiccicoso), il tutto deve rimanere a impastare per 10 minuti.
  2. In finis, ungere una ciotola capiente con poco olio, ungere un pochino anche l’impasto stesso, ricoprire con della pelicola e lasciar lievitare per un’ora abbondante.
  3. Una volta l’impasto lievitato, rovesciatelo direttamente su una teglia da forno unta anche quella, e schiaccare l’impasto con la punta delle dita in modo da fare un rettangolo spesso meno di 1cm.
  4. Condire con un filo d’olio, poi disporre, regolarmente (tipo ogni 5cm) del tocchetti di taleggio, poi delle fettine sottile di mela (nell’ultima versione erano delle mele fuji dalla romagna, nella foto di tempo fa erano golden), una abbondante manciata di salvia finemente tritata, salare leggermente, spolverare con del pepe nero macinato, aggiungere un filo di miele liquido (circa 1 cucchiaio per 1 pizza) e completare con del pecorino toscano stagionato, grossolanamente grattugiato o a scagliette.
  5. Altro filino di olio e infornare il tutto a 200° (nel caso di un forno decente) o con forno a palla (nel caso del mio forno a gas, c’è scritto 250° ma di sicuro non ci arriva), finché la pizza non sia dorata.
  6. Sfornare, tagliare a pezzi e servire.

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