Fatto in Casa da Alba: Ricette Golose Senza Forno e Tradizioni Liguri

Torniamo in cucina per un dolce e senza dover accendere il forno in queste giornate infuocate d’estate. Il risultato finale sarà davvero sorprendente sotto ogni punto di vista. Andiamo a scoprire come.

Torta Fredda che Sembra una Sbriciolata: La Ricetta di Alba

La torta che vi presentiamo oggi ha tutto l’aspetto di una sbriciolata, ma si realizza senza forno ed è anche ripiena. Si tratta di un dolce estivo senza pari. Ha tutto l’aspetto di una sbriciolata, ma si fa senza forno ed è pure ripiena: questo dolce estivo io lo adoro! (Youtube Fatto in casa da Alba) RicettaQubi.it

Realizzare una torta come questa è molto più facile di quanto si possa pensare. Si fa in poche mosse ed è anche ripiena, un dolce perfetto per l’estate per tante motivazioni. In primis, come già specificato, si fa senza forno e poi all’assaggio è leggera e molto fresca.

Per farlo abbiamo scelto il canale Youtube Fatto in casa da Alba che conta quasi 900mila iscritti e ci regala una ricetta golosa dietro l’altra. Nella descrizione del canale leggiamo: “Mi chiamo Alba e sono appassionata di cucina tradizionale con un occhio creativo. Ricette facili e veloci da realizzare per tutti. Ogni settimana ve ne propongo di nuove. Grazie per tutto il vostro supporto”.

Gli Ingredienti e il Procedimento

La torta di cui vi parliamo oggi sembra una sbriciolata, con una ricetta che di certo non ha bisogno di pasticceri e nemmeno del forno. Si fa rapidamente e si realizza con fantasia, grazie a piccoli accorgimenti. La ricetta di una torta che sembra una sbriciolata ed è anche ripiena (Youtube Fatto in casa da Alba) RicettaQubi.it

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Partiamo dagli ingredienti, per realizzarla abbiamo bisogno di biscotti, burro, succo di limone, latte, zucchero, amido di mais, uova, estratto di vaniglia, cioccolato, mascarpone e zucchero a velo. Passiamo dunque al procedimento.

Mettiamo i biscotti tritati dentro a una ciotolina e aggiungiamo del burro fuso in precedenza oltre a un po’ di succo di limone. Mescoliamo tutto fino a che non sarà amalgamato nella maniera corretta. Ora prendiamo una teglia e mettiamo questo composto sul suo fondo schiacciandolo con il dorso di un cucchiaio.

Mette del latte in una pentola e aggiungete lo zucchero oltre all’amido di mais. Inserite poi il tuorlo di un uovo e l’estratto di vaniglia, andando poi a mescolare il tutto con una frusta. Sciogliamo il cioccolato in questa crema con il mascarpone. Mescolate fino a che il cioccolato non sarà assorbito e spezzettato.

Inserite tutto sulla teglia e appiattitelo. A quel punto aggiungete in testa biscotti sbriciolati per formare la parte superiore. Aggiungete del latte in cima e tenete in frigo per 30 minuti. Ora vi lasciamo il video per altre indicazioni. Per la cioccolata scegliete voi se bianca o fondente.

Un Tuffo nel Passato: L'Albicocca di Valleggia e la Marmellata della Nonna

Piccola, delicata, morbida, dolcissima e profumata. Questa è l’albicocca di Valleggia, arrivata tanto tempo fa dall’estremo Oriente via mare, scaricata per caso nel porto di Savona e divenuta nel tempo prodotto d’eccellenza di quella fascia costiera.

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Quando ero bambina c’era un albero di albicocco di Valleggia nelle nostre terre ad Albenga. Era un albero grande, dinoccolato e ricurvo su se stesso per il peso del tempo. Come se con l’età avesse maturato esperienza, negli ultimi anni della sua vita quest’albero produceva enormi quantità di albicocche dal sapore speciale.

Ricordo che ogni estate, in un caldo pomeriggio di luglio, le andavamo a raccogliere con mia nonna per fare piramidi di vasetti di marmellata che avremmo consumato lungo tutto l’inverno. Io e mio fratello ci arrampicavamo sui grossi rami bassi e con la testa tra le foglie afferravamo orgogliosi quei piccoli frutti tiepidi di sole. Quando li mordevo sembrava che sotto la buccia fina già ci fosse la marmellata che la nonna avrebbe preparato il giorno dopo. Le albicocche più buone del mondo.

Sull’onda di questo ricordo ho deciso di andare a cercare proprio quelle albicocche per conoscere e raccontarne la storia ma soprattutto per preparare nuovamente la marmellata proprio come la faceva mia nonna. Così martedì alle 6:00 di mattina mi sono messa in macchina e sono andata a Valleggia, frazione di Quiliano, entroterra di Savona (proprio all’uscita dell’autostrada).

Prima tappa mercato ortofrutticolo, per incontrare Giacomo Traverso- rappresentante della Cooperativa “Le riunite” (che insieme alla Ortofrutticola Valleggia, raccoglie i pochi produttori rimasti nella zona) e mio Cicerone in questo piccolo viaggio nei frutteti di albicocchi - e, soprattutto, per fare scorta di albicocche. Pur non essendo giorno di massimo smercio, quando si raccoglie non si vende, sono riuscita ad accaparrarmi un paio di grosse cassette niente male.

Seconda tappa, raggiunta a piedi attraverso stradine di campagna illuminate dalla luce dell’alba, il frutteto di Pino, la cui famiglia coltiva albicocche da varie generazione, per raccoglierle e assaggiarle appena colte (la mia personale ricerca proustiana del tempo perduto). Ho accompagnato Pino nel suo giro mattutino (lui ha un altro lavoro, le albicocche sono una tradizione di famiglia che non vuole abbandonare), armati di cestini di vimini e scalette di legno traballanti. E lungo la strada Pino mi ha raccontato la storia dei suoi frutti.

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La Storia dell’Albicocca di Valleggia

La coltivazione delle albicocche di Valleggia nella piana di Savona risale con certezza almeno ai primi del 1800, ma la massima diffusione - pare che i frutteti si estendessero per centinaia di ettari tra Savona e Finale - vi è stata sia stata intorno agli anni ’60. Poi l’esplosione edilizia che ha cementificato le poche pianure esistenti, la diffusione del florovivaismo e l’arrivo della concorrenza di altre albicocche coltivate all’estero hanno in poco tempo fatto perdere interesse in questa coltura.

Oggi rimangono pochi frutteti in zona. Alcuni, come quello di Pino, ospitano alberi che hanno addirittura 70 anni. Per tutelare questo frutto dalle caratteristiche organolettiche davvero speciali nel 2011 è stato ottenuta la DE.CO (Denominazione Comunale) e Slow Food l’ha inserita tra i propri presidì della Liguria.

Le Caratteristiche dell’Albicocca di Valleggia

L’albicocca di Valleggia si raccoglie solo a Giugno, rigorosamente a mano e facendo molta attenzione. La buccia è molto sottile, arancio chiaro, e picchiettata - in piena maturazione - di puntini color mattone. Di piccole dimensioni, il suo sapore è più dolce, intenso e profumato delle altre varietà in commercio.

Durante la visita nelle terre di Pino , ho conosciuto anche l’ottuagenaria mamma, la cui incredibile abilità nell’incestare le albicocche a mano è da anni famosa in tutta la zona. Sì, perché le albicocche di Valleggia sono di diverse pezzature e soprattutto sono molto delicate per cui è necessario prestare gran cura nel selezionarle (ovviamente a mano una ad una) e nel sistemarle nella cassetta perché possano affrontare gli spostamenti senza rovinarsi.

Mi racconta con orgoglio la mamma di Pino che quando negli anni ’60 da Vado partivano treni carichi di albicocche alla volta della Svizzera e della Germania, i doganieri chiedevano a suo marito di portare le cassette per ultimo alla stazione perché erano le più belle e le meglio incestate. Il carico avrebbe certamente fatto una più bella figura all’apertura delle porte dei vagoni a destino!

A ben vedere le cassette riempite dalla mamma di Pino sono incredibili. Sembra che le albicocche ci siano cresciute dentro tanto si incastrano alla perfezione!

L’ Albicocca di Valleggia in Cucina

Non potevo esimermi dal chiedere alla mamma di Pino come consumano loro in casa le albicocche da cui sono circondati.

Lei mi risponde, con la semplicità di chi non ha tempo per perdersi nei dettagli, che le cucina cotte. Usa quelle più mature che non vanno alla vendita e le mette a bollire in una pentola dai bordi alti per una decina di minuti. Non aggiunge zucchero perché sono già molto dolci di loro.

E la marmellata? No, no, la marmellata ci vuole troppo tempo per farla! (e io ho pensato: forse in casa di inverno di albicocche non ne vogliono più sentir parlare!)..

La Marmellata “Biscotta” della Nonna

Mia nonna invece di marmellata d’albicocche ne faceva a quintali! Quanto d’estate partiva la missione “scorte” dalla cantina venivano tirati fuori nell’ordine: pentoloni di alluminio dove avrei potuto farci il bagno dentro, fornellone da campo con annessa bombola del gas, mestoli di legno lunghi circa un metro, una cinquantina almeno di vasi di vetro di diverse dimensioni (religiosamente conservati di anno in anno), e poi vari pacchi di zucchero semolato e di “frutta pec”. Si rovesciava la cassa di albicocche al centro del tavolo in giardino e via, noi donne di casa, nonna a capotavola, ci mettevamo a pulire le albicocche per tutta la mattina.

Nonna faceva due versioni di marmellata. Quella “moderna” con il frutta pec e quella “biscotta”, la mia preferita: solo frutta e zucchero, la cuoceva a lungo, diventava marrone ambrato e aveva un lieve retrogusto di caramello. Con le albicocche che mi sono portata indietro da Valleggia ho voluto rifarla e cercare quel gusto rimasto impresso nella mia memoria.

Ricetta della Marmellata di Albicocche “Biscotta”

Questa la ricetta (ad onor del vero semplicissima) della marmellata di albicocche “biscotta”:

COSA VI SERVE:

  • 1 kg di albicocche, ben mature e private del nocciolo
  • 700 g di zucchero semolato
  • ½ limone, il succo

COME SI PREPARA:

  1. Prendete le albicocche, private del nocciolo, tagliatele a pezzetti e mettetele in una pentola dai bordi alti. Aggiungete lo zucchero e il succo di mezzo limone.
  2. Mescolate e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 2 ore e mezza.
  3. Non è necessario rimescolare spesso, basta lasciare che il liquido denso sobbolla a lungo.

La marmellata sarà pronta quando avrà raggiunto la consistenza desiderata. Per fare la prova versate di tanto in tanto un cucchiaino su un piattino. Quando la marmellata, inclinato il piattino, scorrerà lentamente, significa che è pronta. Al momento di versarla nei vasetti dovete aver cura di prendere la marmellata senza portare via quella rimasta attaccata al bordo della pentola, che probabilmente sarà troppo caramellata.

La Torta di Albicocche di Wally, o Quasi

Le albicocche, tutte ma in particolare quelle di Valleggia morbide, dolcissime e dalla buccia sottile, sono ottime anche dentro le torte perché cuociono molto bene in forno. In casa nostra si preparava la focaccia di albicocche, sostanzialmente una torta allo yogurt bassa con albicocche fresche sparse in superficie. Forse più avanti posterò la ricetta.

Con le albicocche di questa settimana, invece, ho preparato una torta di frutta speciale, prendendo ispirazione da una ricetta contenuta nel libro di Wally (Waltraud Tsuchurtschenthaler) “Torte e Segreti”, uno dei migliori libri di ricette di torte (non Liguri) che abbia incontrato negli ultimi anni.

Questa torta ha una base di pasta frolla molto friabile (io ho usato farina integrale e zucchero di canna per accentuare la rusticità della pasta) e una farcitura di panna montata con uovo e zucchero e albicocche fresche. Per dare un po’ di croccantezza in più ho aggiunto granella di nocciole sopra la farcia.

Istruzioni

Per la pasta frolla:

Con una planetaria (o a mano in una ciotola) lavorate insieme e rapidamente tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formate una palla, schiacciatela in superficie, coprite con pellicola trasparente e mettetela a riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Trascorso questo tempo, tirate fuori dal frigo la pasta, infarinate il piano da lavoro e sopra lavorate brevemente la pasta frolla per ammorbidirla leggermente. Aiutandovi con un mattarello stendete la pasta in una sfoglia sottile. Per evitare che la pasta si attacchi al tavolo da lavoro o al mattarello infarinatela bene oppure stendetela tra due strati di carta da forno.

Imburrate, infarinate e una tortiera rettangolare da crostata (con fondo mobile) da 35 x 11 cm. Adagiatevi dentro con l’aiuto del mattarello la frolla, rifinite la pasta lungo i bordi schiacciandola con i rebi di una forchetta e sempre con le punte della forchetta praticate tanti buchi alla base della frolla per evitare che gonfi durante la cottura.

Per la farcitura:

Preriscaldate il forno a 180°C. Cospargete il pan grattato sul fondo della pasta (aiuterà ad assorbire il succo rilasciato dalla frutta durante la cottura e impedirà che la pasta frolla diventi troppo morbida.

In una ciotola capiente montate la panna con lo zucchero fino ad ottenere una massa solida e compatta. Aggiungete i tuorli, lo zucchero vanigliato e l’amido. Versate la crema sul fondo della torta e livellatela con un cucchiaio in modo uniforme.

Lavate le albicocche, tagliatele a metà, privatele del nocciolo, tagliatele ancora in quarti e adagiatele sopra la crema. Terminate la farcitura spargendo sulla torta la granella di nocciole. Infornate e cuocete la torta per 45-60 minuti. Lasciatela raffreddare completamente prima di servirla.

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