Frittata con Fiori di Tarassaco: Ricetta Tradizionale Italiana

Ed eccomi qui amici ed amiche! Oggi ritorno con la bella rubrica de L’Italia nel piatto, rubrica che mi piace tantissimo e che questo mese ha come tema quello delle frittate colorate.

Colorate con ingredienti regionali, con verdure, con salumi, erbe, insomma, come sempre largo alla fantasia e alla tipicità. Io adoro la frittata, a casa mia ne abbiamo sempre realizzate tante con vari ingredienti. Stavolta però ho voluto fare una versione povera che mia nonna mi raccontava fare quando era giovane; lei era contadina e nei campi si raccoglievano erbe di ogni genere.

In primavera si era soliti andare a raccogliere l’erba o l’insalata matta, questo era il nome del tarassaco. Ricordo anche io da bambina nelle campagne, tanta gente con sacchetti stracolmi di questa erba amarissima, che però veniva definita purificante del sangue e disintossicante per il fegato. Successivamente a casa lo si lavava per bene e poi veniva, come già detto sopra, lessato e gustato. Bisognava adattarsi con quello che c’era…

Cos'è il Tarassaco?

Ma scopriamo qualcosa di più di questa “erba matta”… Il Taraxacum officinale, della famiglia delle Asteraceae, è un’erba perenne molto comune in tutta Italia in prati, pascoli, campi, ai margini dei boschi, sulle sponde dei fiumi, lungo le strade. A livello mondiale la si trova ormai in tutti i continenti nelle regioni temperate e fredde.

Non è una pianta che ha una lunga storia o tradizione: le prime testimonianze scritte ci arrivano infatti dal XV secolo, quando se ne iniziano a studiare le proprietà. Questa pianta viene infatti definita ottima a scopo diuretico e depurativo, oltre che per curare le ferite. Il periodo ideale per raccogliere il tarassaco da consumare crudo è l’inizio della primavera, quando le foglie sono ancora tenere e senza boccioli (poi fiorirà il caratteristico fiore giallo). Il tarassaco però è disponibile in tutte le stagioni; per gli usi erboristici si estirpano dal terreno le radici in autunno e in primavera.

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Cresce ovunque, in tutte le regioni e fino a 1700m di quota, in prati concimati, incolti, boschi e ambienti ruderali. Ha pochissime calorie ed è ricco di vitamine, fibre e sali minerali; sono accertate per il tarassaco proprietà coleretiche e colagoghe. Qualità epatoprotettive, amaro-toniche, stimolanti l’appetito, diuretiche e depurative, antireumatiche, leggermente lassative, antiacneiche. Io da piccola lo chiamavo piscialetto, termina che rimanda alle sue proprietà diuretiche.

Come trattare il tarassaco in cucina

Come le altre erbe spontanee, anche il tarassaco va trattato con delicatezza: per lavarlo si immerge in abbondante acqua fredda muovendola con le mani, poi si scola e si asciuga. Se usato a crudo va tagliato con un coltello molto affilato per non schiacciarlo e in sbieco. Se invece il tarassaco si usa cotto, potete sbollentarlo in acqua calda e salata senza coperchio.

Il tarassaco può essere consumato cotto al vapore, saltato in padella, in frittata o in insalata. I fiori possono essere utilizzati per dare più sapore alle insalate o conservati sott'olio.

Ricetta della Frittata con Fiori di Tarassaco

Oggi vi presento la frittata di tarassaco, un’idea semplice ma geniale per un contorno o un antipasto che sia allo stesso tempo gustoso, salutare e leggero.

Ingredienti Principali

  • Tarassaco
  • Uova
  • Parmigiano

Preparazione

  1. Mondate il tarassaco e sciaquatelo sotto acqua corrente. In una pentola scaldate abbondante acqua salata, tuffatevi il tarassaco e cuocetelo per 5 minuti. Poi scolatelo, lasciatelo intiepidire e strizzatelo. Tagliatelo con un coltello in modo da spezzettarlo grossolanamente.
  2. Sbucciate l'aglio e schiacciatelo con il palmo della mano. Tagliate a bastoncini la pancetta, mettetela in una padella antiaderente con l'aglio e fate dorare a fuoco medio alto. Eliminate l'aglio, aggiungete il tarassaco, saltalelo per qualche istante e poi lasciatelo intiepidire.
  3. Sbattete le uova con sale e pepe, aggiungete il tarassaco, mescolate e fate riposare per 10 minuti. Scaldate un filo d'olio in una padella antiaderente, versatevi il composto di uova ed erbe e cuocete a fuoco medio basso finché anche la superficie inizierà a rapprendersi.

Naturalmente ho usato uova biologiche comprate da un contadino vicino a casa mia dove le galline scorrazzano libere e felici. L’uovo ad esempio, che è un elemento quasi fondamentale soprattutto nella cucina italiana, è quello della gallina Grisa, una razza autoctona della Lessinia che si era quasi estinta. Ha carni tenere, succulente e dolci ed è anche un’ottima ovaiola. Uso solo le sue uova, di un allevamento bio a Mezzane di Sotto, e a volte le rendo protagoniste dei miei piatti.

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Soffriggi lo spicchio d’aglio in camicia col filetto d’acciuga e il peperoncino fresco, aggiungi il tarassaco e fallo insaporire. Scalda il burro in una padella antiaderente di 26cm fino a farlo diventare color nocciola e insaporiscilo con la salvia. Versa il composto d’uova e cuoci a fuoco basso per qualche minuto.

Frittura o cottura al forno per la frittata?

Nella sezione “preparazione” vi presento entrambe le possibilità, dunque sta a voi decidere. La frittata di tarassaco “fritta” è ovviamente più pesante, più grassa e potrebbe essere anche leggermente oliata. Tutto dipende ovviamente dalla quantità di olio che inserite in padella e dall’efficacia della padella stessa. Se questa è antiaderente, ne servirà davvero poco; dunque vi consiglio di utilizzare padelle di questo tipo. Per quanto riguarda la cottura al forno, essa produce una frittata molto più leggera, anche se un po’ più secca. Vi consiglio comunque di adagiare un foglio di carta da forno sulla teglia, prima di partire con la cottura. Questo piccolo accorgimento vi consentirà di “sformare” la frittata in modo rapido e semplice, senza il rischio di comprometterne la forma o addirittura di romperla.

Quale formaggio è opportuno usare per questa frittata?

Quando si parla di frittata, a prescindere dagli ingredienti, è impossibile non parlare anche di parmigiano. E’ infatti una presenza fissa, in quanto insaporisce e contribuisce alla consistenza della frittata. La frittata di tarassaco, ovviamente, non fa eccezione. Ecco, quindi, che emerge il dubbio di sempre: quale parmigiano utilizzare? Premetto che, in linea teorica, per questo genere di preparazione va bene qualsiasi tipo di parmigiano, tuttavia, alcuni “funzionano” meglio di altri. La scelta è ovviamente tra le varie stagionature, personalmente consiglio quelle a medio-bassa stagionatura. Nella fattispecie, infatti, il parmigiano non è un condimento finale, bensì un ingrediente, dunque deve amalgamarsi alla perfezione con l’uovo. Le varianti meno stagionate, più morbide e un po’ più ricche di grassi, servono meglio a questo scopo. Per quanto riguarda il parmigiano in sé, necessita di ben poche presentazioni. E’ uno degli alimenti simbolo del genio agroalimentare italiano, è un formaggio non solo squisito, ma anche straordinariamente nutriente. Il riferimento è alla quantità di proteine, che è straordinariamente elevata, più che nelle carni, come anche all’eccezionale contenuto di calcio. Ovviamente, non difetta nemmeno in termini di vitamine e sali minerali. Insomma, è un alimento eccezionale sotto tutti i punti di vista.

Proprietà e Benefici del Tarassaco

Le straordinarie proprietà del tarassaco: il tarassaco è una delle poche specie vegetali che dà il meglio di sé sia in ambito terapeutico-officinale che in ambito gastronomico. Le sue proprietà nutritive sono eccellenti, contiene infatti grandi concentrazioni di vitamine, sali minerali e ovviamente fibre.

Ha notevoli proprietà diuretiche e gli viene riconosciuta un’importante funzione depurativa, in particolare per il fegato e i reni. Gioca anche un ruolo lassativo, per quanto leggero, dunque stimola il regolare processo intestinale senza provocare fastidi o spiacevoli effetti collaterali. Aumenta la produzione di bile e ne stimola il flusso. Per quanto riguarda gli elementi nutritivi, poi, si segnala una straordinaria concentrazione di potassio, che può essere considerato un ricostituente e un toccasana per la pressione sanguigna. Il tarassaco, poi, è anche ricco di flavonoidi e antiossidanti, sostanze che agiscono in funzione antitumorale e stimolano la rigenerazione cellulare.

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Mi chiedete spesso il tarassaco dove si compra e vi dico che lo raccolgo vicino casa. Il tarassaco dove trovarlo? E’ possibile raccoglierlo nei campi, cresce un pò ovunque ed è molto resistente. E’ possibile coltivarlo anche nell’orto di casa.

Usi del Tarassaco

Gli usi di una pianta molto utilizzata in fitoterapia: il tarassaco, come abbiamo già anticipato, ha numerosi utilizzi. In particolare, si segnalano gli usi terapeutici, sia home made che industriali. Nel primo caso si producono succhi o decotti, i quali si caratterizzano per la già citata funzione depurativa. Era molto conosciuto nella medicina popolare e alcuni rimedi naturali sono stati confermati anche dalla medicina moderna. Nel secondo caso si adopera nella produzione di unguenti e cosmetici.

Va segnalata una terapia alternativa, da seguire sotto stretto controllo del medico, chiamata “tarassacoterapia”. Essa, come suggerisce il nome, prevede il consumo regolare di tarassaco per una decina di giorni e viene somministrata allo scopo di depurare gli organi interni. Dal punto di vista culinario, le possibilità sono molte. Il tarassaco, e in particolare le sue foglie dette anche rosette, possono trasformarsi facilmente in un elegante e gustoso contorno. Possono essere utilizzate nelle zuppe, nelle torte salate, nei ripieni dei ravioli e nelle frittate. La radice di tarassaco può essere essiccata e macinata in modo da produrre una bevanda che assomiglia al caffè. I fiori di tarassaco si possono utilizzare per preparare confetture e gelatine o usati per creme e torte. Con i boccioli ancora chiusi dei fiori si può preparare una ricetta che li paragona ai capperi.

Un caffè dal sapore diverso, certo, ma molto più sano. Da questo punto di vista, si segnalano punti di contatto con la cicoria, altra specie vegetale con cui ha molto in comune essendo anch’essa impiegata come surrogato del caffè. Il tarassaco come cucinarlo? Qualche esempio di ricette con tarassaco Lo abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, ma vale la pena evidenziare le opportunità culinarie che il tarassaco pone in essere.

Altre ricette con il tarassaco

  • Tarassaco sott’olio: Una preparazione relativamente semplice ma che consente di gustarne a pieno le caratteristiche.
  • Pesto di tarassaco: Dalle foglie del tarassaco, poi, è possibile ricavare un ottimo pesto che ha un sapore molto più delicato e meno aromatico rispetto al classico pesto di basilico.
  • Tarassaco in padella: Un’altra ricetta che vale la pena di provare è il tarassaco in padella, i cui gambi e foglie vengono saltati con uno spicchio d’aglio in camicia, un ottimo contorno soprattutto per le carni bianche particolarmente speziate.
  • Insalata di tarassaco: Infine è bene menzionare anche la semplicissima insalata di tarassaco, condita con olio, pepe, sale, aceto e arricchita da uova sode e acciughe.

Insomma gli usi del tarassaco in cucina sono molteplici in cucina, similmente a quanto avviene per il suo parente più prossimo, ovvero la cicoria. I fiori di tarassaco in cucina li possiamo utilizzare per una confettura molto particolare, diversa da quelle cui sicuramente siete abituati.

Tarassaco e Metalli Pesanti

Questa erba spontanea sta assumendo ogni giorno molta importanza anche grazie alla sua capacità d indicarci la presenza di metalli pesanti nell’ambiente. Se un terreno è ricco di elementi come cadmio, cromo, manganese, nichel, piombo e zinco anche le foglie di tarassaco lo sono. Lo dimostrano diversi studi. Ci sono studi e ricerche che confermano una stretta correlazione fra inquinamento ambientale e concentrazione di alcuni metalli pesanti accumulati in questa pianta, in particolare nelle foglie. Fra gli effetti positivi fitoterapici del tarassaco c’è proprio quello di disintossicare l’organismo da metalli pesanti. Ovviamente valutate dove raccogliere le erbe spontanee.

Le erbe spontanee non richiedono pesticidi, non richiedono trattamenti particolari, irrigazioni aggiuntive: sono spontanei per crescere “spontaneamente” appunto in quel luogo. Con beneficio per le risorse e l’equilibrio di quell’ambiente

Non saranno troppe otto uova? La ricetta della frittata del tarassaco, come lecito aspettarsi, abbonda di uova. La lista degli ingredienti ne suggerisce almeno otto. Alcuni potrebbero chiedere: non saranno troppe otto uova? La risposta è dipende, ovvero dipende da quante persone viene consumata la frittata. Questa ricetta è pensata per quattro persone che consumeranno due uova a testa, una quantità tutto sommato “ordinaria”. I timori nascono dalle proprietà nutrizionali delle uova, che nell’immaginario collettivo non sono poi così benefiche. Il riferimento è all’abbondanza di colesterolo, che può essere dannoso per la nostra salute. Tuttavia, si deve tenere conto anche delle vitamine e dei sali minerali abbastanza rari presenti nelle uova. In ogni caso, a titolo meramente esemplificativo, possiamo reputare come “innocuo” un consumo pari a sette uova a settimana. Un altro timore riguarda la presenza dei grassi e quindi l’apporto calorico. Va detto, però, che i grassi sono concentrati nel tuorli e che un uovo raramente va oltre le 60-70 kcal.

Il rotolo di frittata al tarassaco con cotto e formaggio

Il rotolo di frittata al tarassaco con cotto e formaggio è un secondo piatto fresco e saporito, da fare anche in anticipo. Con l’arrivo della bella stagione le erbe spontanee danno il meglio. I prati sono pieni di erbe e fiori, un’esplosione di profumi e colori.

Ingredienti

  • 8 uova
  • 50 g di foglie di tarassaco (le più tenere)
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extra vergine di oliva
  • 220 g di formaggio spalmabile
  • 100 g di prosciutto cotto
  • Fiori di tarassaco

Preparazione

  1. Preriscaldate il forno a 180 gradi, rivestite una teglia da forno bassa da 20 x 30 cm con la carta forno.
  2. Lavate il tarassaco e tritatelo finemente.
  3. Rompete le uova in una ciotola, unite il tarassaco, sale, pepe e mescolate.
  4. Ungete leggermente la carta forno e versate il composto di uova nella teglia.
  5. Infornate per circa 10 - 15 minuti.
  6. Sfornate e fate raffreddare.
  7. Rovesciate la frittata su un piano da lavoro ed eliminate delicatamente la carta forno.
  8. Spalmate l’intera superficie della frittata con il formaggio spalmabile e coprite con le fette di prosciutto cotto.
  9. Arrotolate la frittata e avvolgete il rotolo ottenuto nella pellicola, fate riposare in frigo per 3 - 4 ore.
  10. Al momento di servire riprendete il rotolo dal frigo, eliminate la pellicola e decorate con fiori di tarassaco.

Tabella Nutrizionale del Tarassaco (per 100g)

Nutriente Valore
Calorie 45 kcal
Proteine 2.7 g
Grassi 0.7 g
Carboidrati 9.2 g
Fibre 3.5 g
Potassio 397 mg

La frittata di tarassaco è un delizioso esempio di cucina con le erbe spontanee. Ad accompagnare il tarassaco appena scottato e ripassato in pochissimo burro, un composto d'uova e formaggio pecorino, sostituibile con Parmigiano Reggiano o Grana Padano se preferite un sentore più lieve. La frittata così preparata, è un ottimo secondo piatto o antipasto.

Il tarassaco, chiamato anche cicoria selvatica o dente di leone, è un'erba spontanea che cresce un po' ovunque nei nostri campi e prati. Chi ha la possibilità di raccoglierla, comunque, sa che il tarassaco, oltre a essere riconosciuta come pianta officinale dagli effetti depurativi, trova svariati impieghi in cucina: crudo arricchisce con sapore l'insalata, soprattutto quelle a base di uova sode, saltato in padella con un po' di pancetta è squisito e lessato arricchisce i ripieni di ravioli e torte salate.

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