Fritto Misto di Torre San Giorgio: Una Delizia della Tradizione Piemontese

Il piccolo paese di Torre San Giorgio è noto per la grande Sagra del Fritto Misto, piatto forte della tradizione culinaria regionale. Con diverse e appetitose portate di carne, verdura, frutta e dolci fritti, rappresenta un’esperienza irrinunciabile per chi vuole immergersi nella calda convivialità della pianura piemontese.

Torre San Giorgio: Un Borgo Ricco di Storia e Tradizioni

Torre San Giorgio sorge nella pianura ai piedi del monte Monviso, tra il Po e il torrente Varaita. Il toponimo richiama forse un’antica struttura fortificata. Nel Medioevo è feudo di nobili famiglie, fino a quando viene accorpato al marchesato di Saluzzo, per passare successivamente ai Savoia.

Sulla chiesa parrocchiale di San Giorgio svetta il campanile alto 25 metri che veglia sui tetti delle abitazioni. L’austero edificio in stile barocco piemontese risale al 1710. Nel centro del paese sorge anche la piccola cappella di San Rocco, oggi adibita a biblioteca. Eretta nel 1300 grazie alle offerte della popolazione, viene abbellita nel ‘700 con alcune notevoli pale del pittore torinese Rebaudengo.

A pochi passi dal palazzo comunale, la Pinacoteca civica ospita 47 opere dell’artista Carlo Sismonda, premiato con numerosi riconoscimenti internazionali. Appena fuori dal centro, si trova il parco dello Sciu Sal, meta di chi ama passeggiare nel verde, oltre che location per eventi, mentre ai confini con il territorio del comune di Saluzzo, si incontra il Bosc d’la Perzon, ovvero il Bosco della Prigione. Si tratta di un’oasi del WWF di 15.000 mq ricca di alberi e vegetazione che accoglie numerose specie di uccelli.

La Sagra del Fritto Misto: Un Evento Imperdibile

Il paese di Torre San Giorgio ospita nel mese di aprile la Sagra del Fritto Misto. Fritto misto è un piatto tipicamente piemontese, una specialità della cucina popolare e contadina con numerose portate di carne, verdura, frutta e dolci fritti. La manifestazione ne propone la degustazione, oltre al mercatino dei prodotti locali e dell’artigianato.

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Con una tradizione quasi ventennale, Torre San Giorgio è pronta anche quest’anno a proporre la sua sagra dedicata al Fritto Misto. Il Fritto Misto simboleggia, infatti, l’apice del momento di convivialità della macellazione del suino, che un tempo avveniva in quasi tutte le case dei piccoli paesi di campagna. In quei giorni anche gli scarti venivano presi, fritti e mangiati insieme a chi aveva lavorato.

Fino a qualche anno fa era una cena servita, poi siamo passati alla modalità self service, più moderna, con fritto misto salato, dolce e pesce, oltre ad alcuni antipasti a base di prodotti tipici tra cui formaggi, battuta di carne e giardiniera. Il fritto misto viene cucinato sul posto da un catering cui ci appoggiamo da sempre, però sono i volontari, tra i quali anche molti giovani, a occuparsi di tutta l’organizzazione e del servizio. Poi ci sono anche quelli che si dedicano alla sicurezza, gestendo la viabilità e i parcheggi.

Non tutti sanno che Torre San Giorgio è il paese dove, a partire dagli anni ‘50, i panettieri Albertengo ebbero la brillante idea di produrre quello che poi è diventato il famoso Panettone Albertengo. Questa versione del goloso dolce natalizio è realizzata artigianalmente con lievito naturale ed è considerata un’eccellenza dell’arte pasticcera locale.

La Tradizione del Fritto Misto Piemontese

Chiamato anche Fricassà mëscià o Fricia, il fritto misto piemontese è una ricetta che parla di antiche tradizioni popolari, quando si macellava ancora in casa e si tendeva a non buttare via niente degli scarti. Un’usanza da cui è nata la cucina delle frattaglie e piatti storico come questo. Piatto tradizionalmente dedicato ai periodi freddi è considerato un “piatto della festa”: al suo interno ci sono sapori dolci e salati e racconta stili di vita quasi scomparsi. Sì, perché il fritto misto piemontese è nato appunto quando ancora le famiglie avevano gli animali e venivano macellati in casa.

Nel corso degli anni la ricetta tradizionale del fritto misto piemontese ha subito diverse aggiunte e variazioni. Ad esempio, in molte ricette sono stati aggiunti altri prodotti piemontesi, come l’amaretto, carni miste, verdure. Come spesso accade per le ricette della tradizione, è molto difficile trovare un’unica versione, ma a seconda del territorio ne esistono innumerevoli variazioni, anche a seconda della fantasia, della disponibilità dei prodotti.

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La Ricetta Antica e le Variazioni

La ricetta antica voleva la frittura piemontese costituito dai soli avanzi di macellazione del vitello per la parte “salata”, il famoso quinto quarto, e da qualche pezzo di dolce e frutta, il tutto accompagnato dalle carote saltate in padella, per un antipasto ricco e completo.

Esiste una confraternita gastronomica per tutelare la ricetta originale del fritto misto alla Monferrina. L’Accademia della Fricia, è nata infatti per non far cadere la tradizione al consumo di questa leccornia che richiede lunghe operazioni di preparazione.

La Fricia, secondo le ricerche dell’Accademia, è composta da 15 parti di cui 9 salate, 5 dolci, e 2 accompagnamenti:

  • bistecca di maiale
  • bistecca di coscia di vitello
  • salsiccia di suino
  • filoni
  • animelle
  • cervelle
  • fegato bovino
  • polmone bovino
  • granelle
  • semolino (friciulin)
  • semolino al cioccolato
  • bignola al cioccolato
  • mela in pastella
  • amaretto (in pastella)
  • carote fritte
  • bagnet verd (bagnetto verde)

Una Versione "Light" del Fritto Misto Piemontese

Qui segnalo una versione “light” se così si può dire, del fritto misto piemontese. Usiamo infatti solo la carne di vitello e le sue frattaglie: più delicata e leggera. Oltre alla mela e agli amaretti, puoi provare ad aggiungere anche albicocche secche, fatte rinvenire prima in acqua e poi fritte in pastella.

Ingredienti:

  • 200 g salsiccia
  • 2 mele grandi
  • 12 amaretti
  • 200 g farina + farina q.b.qb
  • acqua frizzante
  • 1 l latte
  • 1 limone scorza grattugiata
  • zucchero a piacere q.b.
  • uova q.b.

Istruzioni:

  1. Per prima cosa, prepara il semolino, che dovrà avere il tempo poi di raffreddare.
  2. Metti in un pentolino il latte con la scorza grattugiata di un limone e un po’ di zucchero a piacere (a seconda di quanto vuoi dolce il semolino). Quindi versa a pioggia la farina di semola e, sempre mescolando, fai cuocere fino a che avrai ottenuto una crema piuttosto densa.
  3. Versa il tuo semolino in uno stampo rettangolare e fai raffreddare.
  4. Quando il semolino si è raffreddato e rassodato, puoi toglierlo dallo stampo e tagliarlo a quadretti.
  5. Taglia tutta la carne in modo da formare quattro porzioni per tipo; cerca di fare, per ogni tipo di carne, pezzi di dimensioni simili in modo da uniformare il tempo di cottura.
  6. Sbuccia la mela e tagliala a fette.
  7. Sbatti le uova in un piatto.
  8. E’ il momento di impanare: passa ogni pezzo di carne e di semolino nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
  9. Fai scaldare in una padella abbondante olio e burro e comincia a friggere i pezzi di carne e semolino impanati.
  10. Prepara una pastella a piacere (ad esempio con farina e acqua frizzante) e immergi le fettine di mela e gli amaretti.

Note: Fai attenzione a friggere un tipo di ingredienti per volta, per non mescolare i sapori.

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Torre San Giorgio: Un Comune Dinamico

Torre nasce come un Comune basato principalmente su agricoltura e allevamento, ma nel tempo si è trasformato in un polo industriale. Contiamo sul nostro territorio grandi aziende come il gruppo Idrocentro, Bertolotto e Albertengo, più altre tantissime realtà. Abbiamo più persone che lavorano di quante abitano: circa mille occupati con oltre cento aziende, per un paese di 750 residenti. L’agricoltura è quindi passata un po’ in secondo piano, anche se mantiene sempre la sua tradizione. La presenza di queste industrie è estremamente importante: gli imprenditori hanno le radici nel territorio in cui si sviluppano e quando li chiamiamo ci sono sempre, così come noi rispondiamo alle loro richieste e facciamo il possibile per accontentarli.

Ma anche l’arte ha il suo spazio, con le opere del pittore Sismonda. Tutto è nato da una forte amicizia personale sfociata con il conferimento della cittadinanza onoraria all’artista che, per ricambiare, ci aveva fatto dono dei suoi quadri che rappresentano i Vangeli. Inizialmente erano appesi in municipio, ora stiamo finendo di ristrutturare Casa Bonino, un fabbricato dietro al Comune, e lì le opere troveranno una sistemazione definitiva. Si è trattato di un grande dono che ci lega anche a Racconigi, con cui prevediamo future sinergie per dare il giusto rilievo a quello che Sismonda ci ha lasciato.

Abbiamo due spazi verdi di proprietà comunale che intendiamo curare e rendere disponibili. Una è il parco dello Sciu Sal, utilizzato anche dai nostri pescatori, sulla vecchia strada per Scarnafigi, dove si arriva con pista ciclabile attraversando la campagna di Torre San Giorgio. Si tratta di un sito all’aria aperta con una struttura abbastanza ampia che può ospitare momenti di convivialità e che può essere utilizzata in qualsiasi momento.

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