L'iniziativa di offrire hamburger in chiesa a Trissino, in provincia di Vicenza, ha suscitato un acceso dibattito. L'evento, intitolato "L'hamburger dove non te lo aspetti", ha visto la chiesa di San Pietro trasformata in un luogo di ritrovo per giovani e giovanissimi, con cibo gratuito, musica e intrattenimento.
L'Iniziativa: Un Hamburger per Avvicinare i Giovani
L'unità pastorale Castelgomberto-Trissino ha promosso l'evento con una locandina accattivante: la fotografia di un hamburger ripieno con a fianco il timbro «100% free», cioè gratis. Il claim, come direbbero coloro che si occupano di pubblicità: cibo, musica e tanto divertimento! Per giovani e giovanissimi (dalla terza media in su).
Sarà la chiesa di San Pietro a Trissino ad ospitare venerdì 31 gennaio l'evento. Organizzazione: Unità pastorale Castelgomberto Trissino. La «chiamata», il 31 gennaio alle 20.30, è più gastronomica che spirituale e volendo essere farisei tocca pure il peccato: quello di gola.
L'obiettivo era chiaro: avvicinare i giovani alla comunità parrocchiale in modo informale e accogliente. È questa la trovata del parroco don Domenico Pegoraro della chiesa di San Pietro a Trissino, per invogliare i le giovani generazioni a frequentare di più la parrocchia.
In occasione della festa di S. Giovanni Bosco abbiamo pensato ad una proposta che coinvolga i giovani in un luogo che molti di loro non frequentano abitualmente con l'intento di far passare il messaggio che l'edificio chiesa è luogo di tutti, è luogo di accoglienza, di incontro, di relazione, di condivisione, di festa.
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Reazioni e Polemiche
L'iniziativa ha diviso l'opinione pubblica. C'è chi lo definisce "blasfemia", "sacrilegio", "contrario per altro al Codice di Diritto canonico". Qualcun altro invece esprime perplessità sul modo di attrarre i giovani in chiesa: "L'iniziativa è simpatica anche se ho grossi dubbi per l'obiettivo, ma spero di sbagliarmi".
Tante critiche «Bislacca iniziativa», secondo i giornalisti cattolici della «Nuova Bussola quotidiana», ai quali piace poco anche il «Ristorante Sant’Egidio», che riceve i poveri per il pranzo di Natale. «Se la scusa è quella di accalappiare i giovani in chiesa - scrive Andrea Zambrano -, è l’eterna strategia della sconfitta che produce solo la riprovazione dei fedeli e non attira un solo giovane che sia uno perché nel dubbio, sceglierà sempre l’originale, cioè Mc Donalds e affini».
Non è il solo a considerare riprovevole l’iniziativa. In toni più sfumati anche «Dissapore», che si occupa di enogastronomia, ha voluto dire la sua a firma di Massimo De Marco: «La Gen Z - scrive - si dimostra impermeabile anche alle strategie di marketing più raffinate. Nessuno sembra riuscire a trovare un registro di comunicazione adatto, e questo porta a un moltiplicarsi di tentativi maldestri. Ora ci si mette pure la Chiesa».
Se l’iniziativa ha riscosso successo tra i giovani, altrettanto non si può dire per tutti i fedeli. Sui social, infatti, il dibattito è acceso: c’è chi parla di «blasfemia» e «sacrilegio», chi cita il Codice di Diritto Canonico per contestare l’idea di mangiare in chiesa e chi, pur trovandola simpatica, dubita che sia il metodo giusto per avvicinare le nuove generazioni alla fede.
All’esterno, una pacifica contestazione da parte di una ventina di fedeli appartenenti a gruppi conservatori ha visto la recita del rosario in latino «in riparazione».
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Tuttavia, la serata si è svolta senza disordini e si è conclusa con un bilancio positivo a riprova del successo dell’iniziativa.
La Difesa dell'Iniziativa
Tra i più favorevoli c'è chi ricorda che "San Giovanni Bosco padre e maestro della gioventù, anche lui amava stare con i giovani e andava a cercarli per strada, nei cantieri, nelle botteghe... anche in carcere.
A benedire l'iniziativa è comunque il vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto, che al Corriere Veneto dice: "Comprendo che ci possa essere una certa reazione da chi pensa che il sacro non debba essere toccato per definizione. Riconducendomi a ciò che dice il Vangelo, dal punto di vista ecclesiale ritengo importante coinvolgere e porre attenzione a tutti, e tra questi non sono esclusi i giovani, al contrario, una delle categorie che fa sicuramente parte delle odierne fragilità, per cui credo sia doveroso dare loro spazio, con le dovute attenzioni, anche nei luoghi sacri.
Dal canto suo il parroco, don Domenico Pegoraro, non si scompone più di tanto, appoggiato in toto dal consiglio della citata Unità pastorale, che si è mossa autonomamente rispetto alla Diocesi. «Noi ne siamo venuti a conoscenza come tutti gli altri, tramite i mezzi di promozione - dice don Matteo Zorzanello, responsabile della Pastorale diocesana per i giovani -. È una delle tante iniziative che, autonomamente o in coordinamento, le Unità pastorali stanno attuando per coinvolgere maggiormente i ragazzi nella vita della comunità. In questo contesto e nel rispetto del luogo dove si svolgerà, questa “festa” trova la sua ragione d’essere».
Sul rispetto del luogo è lo stesso parroco a fugare ogni dubbio: «Chi conosce la nostra chiesa, costruita quasi ad anfiteatro, sa bene che la “tavolata di condivisione”, è disposta nella parte alta dell’edificio, ben separata dall’altare, luogo sacro dove riceveremo i ragazzi inizialmente.
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Prova a mettere d’accordo tutti il vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto. Chiamato in causa e tirato un po’ da tutti per la giacca, il clergyman, usa il linguaggio diplomatico: «Comprendo che ci possa essere una certa reazione da chi pensa che il sacro non debba essere toccato per definizione. Riconducendomi a ciò che dice il Vangelo, dal punto di vista ecclesiale ritengo importante coinvolgere e porre attenzione a tutti, e tra questi non sono esclusi i giovani, al contrario, una delle categorie che fa sicuramente parte delle odierne fragilità, per cui credo sia doveroso dare loro spazio, con le dovute attenzioni, anche nei luoghi sacri.
Il vescovo difende l'iniziativa: «Gesù avrebbe approvato» «Comprendo che ci possa essere una certa reazione da chi pensa che il sacro non debba essere toccato per definizione», ha affermato vescovo, sottolineando che, «riconducendomi a ciò che dice il Vangelo, dal punto di vista ecclesiale ritengo importante coinvolgere e porre attenzione a tutti, e tra questi non sono esclusi i giovani, al contrario, una delle categorie che fa sicuramente parte delle odierne fragilità, per cui credo sia doveroso dare loro spazio, con le dovute attenzioni, anche nei luoghi sacri». «Gesù è stato etichettato con un mangione e un bevone, ma se oggi fosse qui oggi, credo accoglierebbe e approverebbe iniziative come questa», ha concluso il vescovo.
Risultati dell'Iniziativa
Più di quattrocento hamburger e 70 chili di patatine consumati in poche ore: questi i numeri che raccontano il successo dell’iniziativa «hamburger in chiesa» che ha portato circa 400 giovani nella chiesa di San Pietro Apostolo a Trissino per un incontro tra fede e convivialità.
La coda per la serata «free hamburger» Intorno alle 20.30, alla presenza di carabinieri e polizia locale per garantire l’ordine, decine e decine di giovanissimi si sono presentati alle porte della chiesa, tanto che chi non si era prenotato online ha dovuto attendere fuori e darsi il cambio con chi usciva.
L’iniziativa un successo, con code per accedere all'evento. Che l’iniziativa fosse quantomeno curiosa non c’erano dubbi, ma che addirittura la chiesa andasse sold out forse non se lo aspettavano nemmeno gli stessi organizzatori.
L’evento ha visto coinvolti giovani di tutta la diocesi di Vicenza.
Tabella Riassuntiva dell'Evento
| Dettaglio | Valore |
|---|---|
| Numero di hamburger consumati | Oltre 400 |
| Chili di patatine consumate | 70 kg |
| Numero di partecipanti | Circa 400 giovani |
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