I prodotti a base vegetale sono in costante crescita e non sono prerogativa esclusiva di vegetariani e vegani. Al contrario vengono consumati maggiormente da persone che vogliono limitare il proprio consumo di carne, fare una scelta più salutare oppure più attenta agli animali e all’ambiente.
Tra i prodotti vegetali più diffusi non mancano di certo i burger vegetali: buoni e veloci da preparare, sono un alimento che non può mancare nel frigo di studenti e lavoratori.
Se lo chiede spesso chi, per ragioni etiche o di salute, ha deciso di rinunciare alla carne. Parliamo di milioni di persone a livello globale, tra vegani e vegetariani, che sta facendo crescere la domanda di prodotti a base vegetale in tutto il mondo.
Ma quali marche scegliere tra gli scaffali della GDO per assicurare al frigo o al congelatore di casa un prodotto ottimo e con il miglior rapporto qualità prezzo? Vediamo alcune delle migliori opzioni disponibili sul mercato italiano.
Le Marche Più Apprezzate
Nonostante i risultati non entusiasmanti riscontrati in alcuni test, alcuni prodotti si sono comunque distinti dagli altri per qualità e sapore.
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Unconventional Burger (Granarolo)
L’hamburger vegano migliore del mondo è l’Unconventional Burger di Granarolo. L’azienda produttrice è l’azienda italiana Granarolo, che da tempo si sta impegnando a produrre alternative vegetali in risposta alla crescente richiesta. Questo burger ha vinto per due anni consecutivi (2022 e 2023) il premio come miglior burger vegetale del mondo (secondo le recensioni dei consumatori su Abillion) e anche il premio come miglior burger vegetale alla Plant Based World Expo di Londra.
Lanciato durante la pandemia, è riuscito in pochi mesi a diventare uno dei prodotti di punta dell’azienda, che ora prevede di renderlo maggiormente disponibile nel resto d’Europa.
È un burger a base di proteine di soia e concentrato di pomodoro. L’unconventional burger è forse quello che ricorda di più le carni rosse. In cottura rilascia il succo di barbabietola, rendendolo davvero simile ai burger di carne e dei quali ricorda anche il sapore.
Tuttavia, in un test di Altroconsumo, Unconventional Burger, griffato Granarolo, importante filiera italiana del latte biologico, è un burger 100% vegetale che per aspetto, profumo, gusto e consistenza ricorda la carne. Visto la notorietà del marchio che ha promosso la novità ci si aspettava un piazzamento migliore nella classifica di Altroconsumo.
Beyond Meat
Ha in tutto e per tutto l’aspetto di un burger di carne, ma il principale ingrediente è la proteina dei piselli gialli. Questo burger vegetale contiene anche olio di cocco, fecola di patate e succo di barbabietola - che dà alla “carne” il tipico colore rosso. La sua somiglianza ai burger di carne attira anche gli onnivori che vogliono ridurre il consumo di proteine animali o che sono semplicemente curiosi di assaggiarlo.
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Dal primo lancio nel 2016, l’ultima versione offre progressi impressionanti in termini di gusto e nutrizione rispetto alla carne macinata: 35% di grassi in meno, meno calorie, zero colesterolo e vitamine e minerali del gruppo B paragonabili al profilo micronutriente della carne bovina.
Beyond Meat è un’azienda americana nata nel 2009 che produce sostituti della carne di pollo, manzo e maiale. Il loro progetto è stato sostenuto da Bill Gates e Leonardo DiCaprio.
Dove si possono trovare: Alì & Alìper, Esselunga e in alcuni Carrefour. Disponibili anche da Metro per chi ha partita iva.
In un test di Altroconsumo, Beyond Meat, una delle prime aziende americane a produrre la cosiddetta “carne-non-carne”, con Leonardo Di Caprio e Bill Gates tra i finanziatori, ha portato anche sul mercato italiano il suo “Beyond Burger”. Un prodotto completamente vegetale praticamente sovrapponibile all’alternativa di origine animale. Il sapore di carne, come la qualità del prodotto non sono mai state messe in discussione. Prima del test di Altroconsumo, che definisce il Beyond Burger di qualità media, piazzandolo al settimo posto della sua classifica.
Next Level Burger (Lidl)
È la risposta di Lidl al Beyond Burger, ma decisamente più economico. Se infatti il costo di una confezione di due Beyond Meat Burger si aggira attorno ai 7-8 €, il Next Level costa invece intorno ai 3 euro.
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Gli ingredienti di questi burger vegani includono funghi champignon, olio di cocco e proteine di piselli e grano. Lidl è una catena di discount tedesca. La linea My Best Veggie è dedicata alla dieta vegetariana o vegana.
Da Lidl, non sempre sono disponibili tutti i prodotti vegetali, ma vengono proposti solo per brevi periodi. Per questo è meglio sempre aguzzare la vista e tenere d’occhio i loro volantini.
Heura Foods
Non solo burger, ma tantissime alternative simili a ogni tipo di carne. Sono molto famosi anche gli straccetti simili a quelli pollo, che per ora non hanno eguali.
Oltre a essere un’azienda etica, i prodotti di Heura sono a base di proteine del pisello, a basso contenuto di grassi (contengono olio d’oliva) e addizionati con vitamina b12. Quando Heura ha lanciato il prodotto nel 2020 lo ha definito il burger vegetale più sano presente sul mercato.
Heura Foods è una startup nata a Barcellona che si è posta l’obiettivo di produrre alternative vegetali alla carne a basso impatto ecologico. In solo un anno il suo fatturato è raddoppiato e i suoi prodotti si possono trovare nei fast food e paninoteche di tutta Europa. Il prezzo è intorno ai 4-5 euro la confezione.
Dove si possono trovare: nei fast food (es. 📷 Questo burger ha anche i pezzetti bianchi che ricordano il grasso della carne, per renderli ancora più simili!
Kioene
Kioene è un’azienda italiana con sede in provincia di Padova.
Recentemente Kioene ha lanciato anche la linea “Gli Essenziali”: burger surgelati con ceci, verdure grigliate o spinaci e “Con gusto”: mini burger, sempre surgelati, con vari mix di sapori.
Valsoia
Oltre ai burger simili alla carne, Valsoia produce anche burger a base di verdure. Alcuni contengono anche formaggio veg spalmabile. Sono buonissimi e apprezzati da vegani e non. Una confezione costa intorno ai 4 euro.
Food Evolution (PareManzo e ParePollo)
L’azienda italiana Food Evolution, pur occupandosi della promozione di un’alimentazione vegetale da oltre 40 anni, si è lanciata di recente nella produzione di alternative simili alla carne. L’ obiettivo è una rivoluzione, da portare avanti - come si legge sul loro sito - “un piatto alla volta”.
Il loro punto forte (oltre ai nomi dei prodotti!) è una lista di ingredienti non eccessivamente lunga e il sapore che ricorda perfettamente i prodotti che vogliono imitare. PareManzo è succoso e ideale per il barbecue, mentre ParePollo ha un gusto più leggero. Sono entrambi a base di soia, ricchi di proteine e senza glutine.
Di loro produzione sono anche i dadini simili alla pancetta, ottimi per fare la carbonara.
Dove si possono trovare: Nei supermercati Alì, Aliper, Esselunga, Conad, Tosano oppure online.
Garden Gourmet (Nestlé)
Anche se presenta la dicitura “Vegetariano” è un burger completamente vegano a base di soia dal costo che si aggira intorno ai 3.50 euro.
Garden Gourmet è una linea della Nestlè, che a suo modo sta contribuendo alla diffusione delle alternative vegetali nella grande distribuzione. Basti pensare al VUNA, il tonno vegetale che recentemente ha riempito il banco frigo dell’Esselunga, fornendo un’alternativa al pesce che fino a ora mancava nella grande distribuzione.
Findus (Green Cuisine)
Anche la Findus, leader di mercato nel settore del pesce, si è dedicata alla produzione di alternative vegetali. Findus, la famosissima azienda di surgelati, si sta sempre più aprendo al mercato plant-based tramite la linea di prodotti “Green Cuisine”: polpette, burger cotolette e anche gli iconici bastoncini in chiave vegetale. Si tratta di un segno inequivocabile che ci fa ben sperare per il futuro!
Questi burger sono a base di proteine del pisello, sono ricchi di proteine e non contengono olio di cocco. Hanno un sapore deciso ma meno simile alla carne rispetto ai precedenti. Il costo si aggira intorno ai 4 euro.
Sojasun
I burger vegetali Sojasun contengono circa il 70% di verdure. Un’alternativa che non vuole imitare i burger di carne, perciò molto ricca di verdure. Ne esistono di diversi tipi: con spinaci, piselli e zucchine, oppure carota, zucca e patata dolce, altri con pomodori e olive (inserito nella top 10 dei burger più buoni del 2023!), oppure con asparagi.
Zerbinati
I burger Zerbinati con Quinoa e verdure fresche hanno in poco tempo conquistato i palati di vegani e non. Da poco l’azienda ha lanciato una novità: i “Crock burger“, ovvero una nuova ricetta croccante e perfetta da preparare in friggitrice ad aria, in forno o in padella.
Zerbinati è un’azienda di Casale Monferrato che è presto passata dal settore ortofrutticolo alle preparazioni di minestroni e piatti pronti a base di verdure. Anche loro, come i precedenti burger alle verdure, offrono alternative più naturali e che non vogliono assomigliare alla carne.
Vegamo (Lidl)
Della linea vegamo si possono trovare non solo i burger alle verdure ma anche quelli alla soia e tanti altri prodotti veg. Si tratta di prodotti pensati per vegetariani e vegani, addizionati con ferro e vitamina b12, ma adatti a tutti quelli che vogliono alimentarsi in maniera più salutare e sostenibile.
Vegamo è distribuita da Atlante s.r.l., un’azienda italiana che si è di recente lanciata nella produzione di alternative vegetali tra cui burger, nuggets, gelati e pasta fresca. Fai attenzione alla dicitura vegan/vegetarian perché non tutti i prodotti sono vegani.
La gamma di prodotti vegani di Lidl davvero gustosa e pensata per chi non vuole rinunciare alla comodità dei burger ma non ama il sapore della carne. Si possono trovare di tanti gusti diversi, si scaldano al forno o in padella e hanno prezzi super popolari.
Eurospin (V-Burger e Fior di Natura)
Anche da Eurospin si trovano burger vegetali simili alla carne a prezzi davvero competitivi. Una confezione di V-Burger costa infatti solo 2.50 €.
In un test di Altroconsumo, sia l’alternativa vegetale al burger di carne realizzato da Eurospin (o meglio, da un produttore terzo per l’insegna dei discount) e da Findus, vengono giudicati da Altroconsumo di qualità buona. Si tratta di prodotti diversi e non solo perché i burger Findus sono congelati. La proposta Eurospin ha un prezzo decisamente più basso.
Esselunga (Equilibrio)
Anche in questo test Esselunga conquista il primato. Non solo, pur essendo un prodotto industriale che subisce molte trasformazioni, è anche il “miglior acquisto”, si distingue dunque per il rapporto qualità prezzo più conveniente.
Se il profilo nutrizionale di questo burger vegetale surgelato è tutto sommato mediamente equilibrato, secondo Altroconsumo l’apporto proteico è notevole.
Additivi e Valori Nutrizionali
I burger vegetali sono un alimento sempre più diffuso e apprezzato, non solo da vegetariani e vegani. Gli ingredienti di base sono sempre costituiti da un mix di legumi, cereali e verdure. Le caratteristiche dei prodotti invece variano sensibilmente, in ragione sia dell’aggiunta di sale e additivi, sia dei tenori di grassi, grassi saturi e proteine.
Il campione si compone di 9 prodotti a marca del distributore (MDD), 12 dei discount, 15 di marca dell’industria e 21 biologici. Gli additivi alimentari non mancano. Quattro di questi - metilcellulosa (E461), gomma di guar (E412), farina di semi di carrube (E410) e gomma di xanthan (E416) - possono creare disturbi gastrointestinali.
I nutrition claims più presenti in etichetta dei burger vegetali riferiscono alla presenza o ricchezza in fibre e proteine. ‘fonte di proteine’ e ‘ad alto contenuto di proteine’ (High protein)‘ indicano che almeno il 12% e il 20% del valore energetico dell’alimento, rispettivamente, viene apportato dalle proteine.
- grassi saturi.
- fibre.
- 25,4g% la media di 7 prodotti su 12.
- sale.
Il prezzo medio dei prodotti esaminati nei discount è 11,80 €/kg.
- impiego dell’additivo metilcellulosa (E 461), che può avere effetti lassativi.
- ben tre additivi e due aromi di sintesi. Tra questi ultimi meritano attenzione gli aromi di affumicatura, indicati come potenzialmente genotossici nell’ultimo parere di EFSA.
Le ‘own-label’ (o ‘private label’) della Grande Distribuzione Organizzata a loro volta registrano una crescita continua, anche (ma non solo) a causa dell’inflazione alimentare. I 9 prodotti di Carrefour, Coop ed Esselunga qui comparati (vedi tabella) sono tutti non biologici.
- i grassi saturi raggiungono il livello di 6,5g per 100g di prodotto nei due Burger di Unconventional. Un tenore quasi triplo rispetto alla media dei 15 prodotti (2,2%), e più vicino a quello di molti hambuger di carne, come abbiamo visto.
- le proteine, spesso citate in etichetta, sono in media 10,75g per 100g di prodotto. Il quantitativo minimo (4,5g) si trova nei miniburger carote broccoli di Nestlé Garden Gourmet.
L’offerta più ampia e qualitativamente pregiata di burger vegetali appartiene al biologico, forse più rodato per rispondere alla domanda di prodotti veg equilibrati e sostenibili. I valori invisibili di questi burger attengono alla vera sostenibilità delle produzioni agricole, nel rispetto dell’unico metodo codificato a livello internazionale, nonché l’assenza di residui di pesticidi e altri agrotossici in verdure, legumi e ogni altro ingrediente. Altro che grani ‘convenzionali’ e lenticchie canadesi essiccate con il glifosato.
Il prezzo medio dei burger vegetali bio è 22,63 euro/kg. Superiore ai prezzi di tutti i prodotti non bio, dai 17,83 €/kg delle marche industriali ai 15,15 €/kg delle ‘private label’, fino agli 11,80 €/kg dei discount. Il range dei prezzi, anche nel bio, è piuttosto ampio.
Le persone allergiche devono prestare particolare attenzione nella scelta dei burger vegetali. Su 57 prodotti comparati, 11 precisano l’assenza di glutine. Come mostra la tabella, i prodotti sono sempre biologici, a eccezione di due casi (La Fattoria Veg, nelle due versioni basilico-pinoli e carote-timo). Quest’ultima, tuttavia, evidenzia in etichetta anche ‘senza soia’, salvo poi precisare sul retro la sua possibile contaminazione ‘in tracce’.
Tutti questi burger sono molto gustosi, ma, essendo prodotti preconfezionati e industriali, non è consigliabile mangiarli tutti i giorni. Questo non vuol dire però dover rinunciare ai burger in sé!
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