Uno dei “biscotti” più celebri della storia recente è quello che ha portato all’eliminazione dell’Italia dall’Europeo del 2004. Ma perché in occasioni come queste si utilizza proprio il termine “biscotto”? L’origine della sua trasposizione nello sport con il significato di “combine” o “gara falsata” non è molto chiara.
L'Origine del Termine "Biscotto" nello Sport
L’altra ipotesi risale invece all’ippica e indica anche qui una gara truccata o falsata. Ai cavalli che dovevano perdere - spesso per far vincere altri cavalli outsider, su cui puntava chi imbrogliava - si davano dei sedativi, così da impedirne la vittoria.
Il Biscotto nel Poker: Un Tell Rivelatore
Nella vita di tutti i giorni, le emozioni vengono elaborate dal cervello e trasmesse al resto del corpo. Amore, paura, gioia, ansia diventano fenomeni fisici che gli altri possono interpretare. Nel poker questi sono definiti tells e “saperli leggere” può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
La storia di questo gioco è piena di grandi letture e di errori clamorosi, ma in questo caso per parlarne non useremo una partita reale, bensì una inventata. Nella prima scena di gioco Mike McDermott (Matt Demon), il protagonista del movie, si siede a un tavolo dove c’è anche un losco figuro. Questi è Teddy KGB (John Malkovich) gestore della bisca nonché affiliato alla mafia russa negli States. In ballo ci sono i 30.000 dollari che Mike ha pazientemente accumulato nel tempo.
Il nostro eroe comincia bene e si porta quasi a 50.000 dollari. Mike apre preflop rilanciando $500 con A♣9♣. KGB si limita al call. Il flop si presenta così: A♠9♠8♣. Mike, che adesso ha la miglior doppia coppia possibile, continua a puntare: questa volta mette in mezzo $2.000. Ed è proprio qui che arriva uno dei momenti chiave dell’intero film. Prima di agire, il russo prende un biscotto Oreo (simile ai “Ringo” Pavesi), lo avvicina all’orecchio, separa le due metà e poi le mangia entrambe. Al termine di questo “rituale” chiama i 2.000 dollari puntati da Mike che ancora non sa di aver appena assistito ad un tell del suo avversario.
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Il turn è un 9♥, una carta apparentemente meravigliosa per il personaggio interpretato da Matt Demon che chiude fullhouse e pensa di poter intrappolare l’avversario. La sua ipotesi è che Teddy sia in flush draw di picche e spera che al river scenda proprio una carta con la quale il russo possa completare il colore. L’ultima carta è un 3♠, una delle nove carte tanto desiderate da Mike che adesso è convinto di avere in pugno Teddy, perché il suo fullhouse batte il colore dell’avversario. E così, quando KGB esce puntando 15.000 dollari, Mike si sente invincibile. Dopo aver fatto un po’ di scena, mette in mezzo tutto quello che gli resta dicendo: “Non credo tu abbia due picche in mano“.
Tutti i soldi del giovane rounder finiscono nelle tasche di Teddy KGB ma la verità è che in questa mano Mike non si accorto di due cose. La prima: il suo fullhouse non era nuts, cioè non era quello più alto in assoluto. Dopo varie peripezie e tanta fatica da parte di Mike per recuperare i soldi persi, i due sono di nuovo uno di fronte all’altro. L’azione è presa al flop: A♣3♦5♠. Anche se non sappiamo esattamente quanto ci sia già nel piatto, vediamo Mike pronto a mettere in mezzo una bella pila di chip.
Questa volta il giovane “rounder” capisce il significato di quel gesto: quando Teddy mangia il biscotto è segno di una mano molto forte, perché inconsciamente indica che si divora l’avversario. Mike decide di non puntare. Teddy invece va all-in, mostrando molta forza o anche un potenziale bluff. Ma Mike ora sa di dover foldare, nonostante abbia di nuovo la doppia coppia più alta, con A♥5♦ in mano. Una “monster hand” per un “monster fold” che manda in tilt Teddy KGB. Mike gli dice: “Hai 4 e 2 (scala al flop, ndr) e io non gioco contro un punto così“. Il russo non mostra le proprie carte ma la sua reazione ci fa capire che Mike ha letto perfettamente la situazione grazie al tell. Qualche istante dopo anche Teddy KGB si accorge del proprio punto debole: l’Oreo.
I Biscotti e i Bambini: Un Mondo di Emozioni
I comportamenti bizzarri dei bambini hanno un perchè.Sarà capitato a tutti di offrire un biscotto rotto a un bambino e di ricevere in cambio un capriccio stratosferico…In prima battuta alziamo gli occhi al cielo pensando: “Ecco, ci risiamo! Non va mai bene niente…” poi cerchiamo di convincere l’infante dicendogli: “E’ l’unico che c’è, o questo o niente!” oppure “Ma daiiii…tanto per mangiarlo bisogna romperlo!”. Perché i bambini non vogliono i biscotti rotti? Fondamentalmente per due motivi:
- Razionalmente non si tratta di un evento drammatico ma quel biscotto spesso rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso di una tensione precedentemente accumulata.
- I bambini a volte usano pretesti per noi assurdi e incomprensibili per spostare le motivazioni profonde e autentiche dei disagi che non riescono a esprimere su questioni di minor rilievo.
Lasciamo che il bambino si sfoghi e allontani lo stress e che ne possa uscire alleggerito, senza razionalizzare ma semplicemente accogliendo. Del resto dopo una giornata particolarmente pesante può accadere anche noi di sfogare tutta la tensione in un pianto a partire dal fatto che ci è scivolata una tazza dalle mani…I bambini vogliono i biscotti interi perché sono belli, integri, giusti, perfetti e rispondono alla loro idea di biscotto. Nel loro immaginario il biscotto è intero, se è rotto non va bene, non lo voglio, non mi piace, non è ciò che ho chiesto.
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Non ha nessun senso a questo punto la spiegazione razionale, ma semplicemente è importante non farsi agganciare dalla loro reazione e spiegare con calma: “E’ rimasto solo questo, te lo lascio qua…magari arriva il topolino e se lo mangia… tu controlla eh!”. Questo significa viziare o prendere in giro i bambini? No! Significa capire come funziona un bambino e rispondergli a partire dal suo pensiero magico. In questo modo eviterete di innescare un braccio di ferro basato sul capriccio e sarà il bambino spostarsi dal pianto al gioco facendo il topolino: avrete tramutato la situazione positivamente per entrambi. Scritto da Natalia il 22 Maggio 2009.
Un'idea divertente: il puzzle di biscotto
Qui vi consiglio di giocare molto sull’elemento “sorpresa”, preparatelo voi da sole! Decidete poi di offrirlo ai vostri bambini durante la mattina del sabato o della domenica, quando, s’intende, potete fare le cose con più calma. Invece, in una bella mattina tranquilla, presentate ai vostri bambini questo puzzle di biscotto e spiegate loro che prima di mangiarselo dovranno risolverlo.
Se fate fare questa esercitazione almeno due o tre volte vi potrete permettere nel frattempo un momento tutto vostro. Io ho fatto questo puzzle con i numeri, ma potete applicare sopra anche altri soggetti come fiori, cuori, stelline etc.. Stendete la frolla, ricavate un quadrato (o la forma che desiderate) applicate le figure e tagliate in tanti pezzi.
Mi chiamo Natalia Cattelani, sono nata a Sassuolo (Mo), vivo a Roma dal 1990, da quando mi sono sposata. La passione per la cucina ce l’ho da sempre.
Il Dalgona di Squid Game: Un Fenomeno Virale
Complice il successo di Squid Game, la serie sudcoreana di successo arrivata alla sua seconda stagione su Netflix, questi dolcetti sono diventati virali, scatenando la curiosità sia degli utenti appassionati di cucina che di coloro che non sono troppo pratici ai fornelli. In Squid Game 2 il protagonista Seong Gi-hun, meglio noto come il giocatore 456, torna a parlare di "caramello", uno dei giochi mortali che aveva superato con non poche difficoltà nella prima stagione.
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Credendo che le sfide proposte fossero sempre le stesse in ogni edizione, aveva provato a dare dei consigli ai compagni di viaggio, peccato solo che alla fine quei biscotti da intagliare con l'ago siano stati sostituiti da un "pentathlon a sei gambe". Tanto, però, è bastato perché quei dolcetti al caramello ricominciassero a invadere i social: non sono stati creati appositamente per la serie, esistono davvero e sono un cibo tipicamente sudcoreano conosciuto col nome dalgona.
Com'è nato il biscotto dalgona
I dalgona sono dei biscotti leggeri e croccanti simili a delle caramelle realizzati con zucchero fuso e bicarbonato di sodio, sui quali viene impresso un disegno attraverso un'apposita formina. Molto popolari tra gli anni '70 e '80 nella Corea del Sud, di recente sono tornati a essere tra gli street food più amati del paese grazie a Squid Game. Il motivo per cui sono diventati virali? Al di là del gioco mortale che li ha visti protagonisti, i produttori della serie di Netflix hanno messo in atto una precisa strategia di marketing: hanno puntato sull'effetto nostalgia per attirare l'attenzione della generazione di attuali 40/50/60enni sudcoreani, ovvero coloro che da bambini hanno mangiato gli iconici biscotti durante la normale quotidianità.
La loro particolarità? Oltre a essere gustosi, sono facilissimi da preparare ed è proprio per questo che piacciono tanto anche ai giovanissimi.
Cookie Box: Un Gioco da Tavolo a Tema Biscotti
La più famosa pasticceria del mondo sta cercando nuovi cuochi per preparare biscotti da leccarsi le dita! Si parla di Cookie Box, ideatore Jean-Claude Pellin, illustratore Sunju Choi; gioco pubblicato in Italia da Asmodee (originariamente edito da Korea Bord Games). Volete provare a preparare degli ottimi cabaret di biscotti? Allora continuate a leggere.
Il setup del gioco consiste nel fornire ad ogni giocatore un set di nove gettoni biscotto dello stesso colore, questi li sistema in ordine casuale davanti a sé, formando un quadrato 3×3. Scopo del gioco è quello di trovare velocemente i biscotti corrispondenti e posizionare i propri gettoni nella stessa disposizione indicata sulla carta ordinazione. Si possono spostare i propri gettoni e girarli in modo da trovare i biscotti giusti. Non appena un giocatore riesce a combinare i propri gettoni biscotto in modo che corrispondano a quelli sulla carta ordinazione, quel giocatore deve suonare velocemente il campanello.
Dopodiché tutti i giocatori smettono di giocare. Se i bisotti/gettone corrispondono, quel giocatore vince la carta ordinazione e la posiziona a faccia in giù davanti a sé. Se non corrispondono, quel giocatore ha sbagliato. Prende la carta ordinazione e la posiziona a faccia in su davanti a sé.
Tanto tempo fa è nato Halli Galli, poi sono arrivati molti altri giochi che hanno introdotto il campanello per determinare il più veloce nell’eseguire un’azione. Positivo il fatto di giocare tutti contemporaneamente, in modo da annullare i tempi morti, e parimenti positivo il fatto che gli adulti possano, in un qualche modo, indirizzare l’andamento della loro partita, come interessante il twist del gettone double-face che permette 512 combinazioni teoriche possibili. Il pregio più grosso del gioco però è nell’avere usato dei materiali di assoluta qualità, per saper attrarre al tavolo anche chi giocatore non è.
Il gioco può sembrare caotico, ma sicuramente un approccio più calmo e con uso anche delle capacità mnemoniche avvantaggia i giocatori che lo metteranno in pratica: non è raro infatti non riuscire a trovare proprio il dolce che si sta cercando e magari si sarà costretti a girare e ri-girare i gettoni biscotto ed è evidente che, se questa operazione viene fatta secondo una logica e non affidandosi al caso, si avranno risultati migliori. Parimenti il gioco può sembrare troppo semplice, ma il non trovare il biscotto che si sta cercando e la meccanica del gioco in simultanea che premia solo il più veloce rende il tutto meno banale di quanto non possa sembrare e lo rende quindi più divertente, ma anche un po’ più frustrante per chi non approccia il gioco in modo corretto.
Un piccolo difetto è che il setup iniziale può influenzare pesantemente la manche: se si hanno molti biscotti giusti, infatti, sarà un po’ più semplice vincere… peccatuccio trascurabile, soprattutto in relazione al tipo di gioco, ma sicuramente da segnalare.
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “la vita è una scatola di biscotti. [… ] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no.
Se volete provare a preparare un po’ di biscotti potete trovare il gioco su Egyp.
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