L'Angolo della Pizza: Storia e Tradizione di un'Eccellenza Italiana

La storia della pizza è un viaggio attraverso i secoli, tradizioni e cambiamenti.

Le Origini Antiche della Pizza

La pizza ha una storia ricca e molto antica che parte dall’Antica Roma. Secondo altri dal latino pinsere: “schiacciare, macinare, ridurre in polvere”. Infatti, nella cultura gastronomica italiana sono presenti numerosi ricette dal nome simile: in Veneto, Friuli e Trentino troviamo la Pinza una focaccia dolce lievitata a base di frutta secca. A Bologna la torta Pinza si mangia nel periodo natalizio ed è un rotolo di pasta frolla farcito con frutta secca o marmellata di prugne.

C’è poi la tesi “germanica” secondo la quale pizza deriverebbe dal termine di origine longobarda bizzo o pizzo che significherebbe “boccone”. Il dibattito resta aperto ma vi è una certezza: la parola pizza appare per la prima volta nel X secolo, precisamente nel 977.

La successiva apparizione ufficiale della parola pizza è del 1570 ad opera di Bartolomeo Scappi, cuoco personale di Papa Pio V. Nella sua Opera, libro di ricette, Scappi annovera anche quella “per fare torta con diverse materie, dai napoletani detta pizza”. La pizza ivi citata è però molto differente da quella moderna, talmente diversa da essere dolce: una base di mandorle e pinoli pestati, uvetta e fichi secchi. Il tutto impastato con acqua, tuorli, zucchero e mosto d’uva.

Numerosi autori hanno nominato la pizza nei loro scritti o le hanno dedicato interi libri. Celebre la descrizione che ne fa Alexandre Dumas nel suo Impressioni di viaggio. Il corricolo in cui racconta di un suo viaggio a Napoli e che ritroveremo più avanti; Matilde Serao nel suo libro Il ventre di Napoli del 1884; Giuseppe Marotta ne L’oro di Napoli del 1947. E poi due saggi dedicati alla pizza Sapore di Napoli. Storia della pizza di G. Porcaro e La pasta e la pizza di F.

Leggi anche: Recensione: L'Angolo della Pizza, Casalguidi

La Pizza Napoletana: Un'Icona Gastronomica

Gli storici ritengono che la prima vera pizza napoletana fosse quella che noi oggi chiamiamo “marinara” condita con aglio, olio, pomodoro e origano. Vi è un’altra leggenda legata alla creazione della “Marinara”. Si racconta che i pescatori di Napoli, passando lunghi periodi in mare, per sfamarsi velocemente, preparassero una semplice pizza condita con salsa di pomodoro, aglio, origano e olio d’oliva.

“Cibo per poveri, pietanza per frettolosi, (…) da mangiare così, magari in piedi e magari a un angolo di strada, sotto gli occhi di tutti” come scrive G. Porcaro nel suo libro Sapore di Napoli.

“La pizza è nutrimento invernale. Il primo maggio cede il posto al cocomero. Ma sparisce solo la mercanzia, il mercante rimane lo stesso. […] Nel giorno indicato il pizzaiolo si fa mellonaro.

Le pizzerie dell’epoca non erano luoghi pensati per il consumo in loco ma angusti laboratori con un bancone e un forno a legna in cui venivano prodotte pizze destinate alla vendita da asporto o ai venditori ambulanti. Come si svolgeva la giornata dei pizzaioli ce lo racconta Matilde Serao nel Ventre di Napoli: la notte producevano un grande numero di pizze che la mattina affidavano ai garzoni o ai rivenditori i quali provvedevano alla distribuzione agli angoli delle strade. Una volta terminate, i pizzaioli ne facevano altre e così via fino a sera. Le pizze, quindi, non venivano cotte “a richiesta” come ora ma, similmente al pane, prodotte in grandi quantità.

E le pizzerie? Fino alla metà del ‘700 non ve n’è traccia. E le prime che compaiono sono luoghi piuttosto sudici frequentati dalla plebaglia, ben lontane dai luoghi di ritrovo conviviali ai quali siamo abituati.

Leggi anche: Analisi Pizzeria L'Angolo della Pizza

La pizza, quale alimento del popolo, fungeva anche da termometro dell’andamento dei mercati: il suo prezzo variava a seconda del costo delle materie prime e della freschezza degli ingredienti. Per sfamare i più poveri venivano vendute anche pizze “vecchie” di giorni, il cui prezzo era ovviamente molto più basso rispetto a quello iniziale, ed esisteva anche la cosiddetta “pizza a oggi otto” che si poteva pagare una settimana dopo.

La Nascita della Pizza Margherita

Con l’Unità d’Italia nel 1861 inizia un processo di nazionalizzazione in cui il Nord fa propri quegli usi e costumi tipici del Sud trasformandoli in simboli dell’italianità.

La leggenda narra che la pizza margherita sia stata inventata in onore della Regina Margherita di Savoia; tuttavia i documenti forniscono un’altra versione. Di una pizza ricoperta di pomodoro con fette di mozzarella e foglie basilico narra infatti F. De Bourcard nel 1858, 3 anni prima dell’unità d’Italia.

Come andarono le cose esattamente non lo sapremo mai, ma quel che è certo è che nel giugno 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito fu chiamato nella reggia di Capodimonte dove alloggiavano il Re Umberto I e la Regina Margherita di Savoia per fare gustare loro la pizza napoletana. Ne preparò tre versioni: quella che riscosse maggior successo presso la Regina era condita con mozzarella, pomodoro e basilico. Quando gli fu chiesto il nome di quella pizza egli rispose furbamente “Margherita”.

La Pizza Conquista l'America e il Mondo

All’inizio del ‘900 iniziano le prime migrazioni verso gli Stati Uniti. In migliaia sbarcano a Ellis Island: tutti italiani ma tutti diversi per lingua, usi e costumi. Ecco allora che il cibo, come sempre accade quando un gruppo sociale è in pericolo o deve ricostituire la propria unità, diventa il mezzo di costruzione dell’identità nazionale. La pizza, mangiata con le mani agli angoli di strada o gustata velocemente seduti a un tavolino sui marciapiedi del Lower East Side piace, anche agli americani.

Leggi anche: Dove mangiare la migliore pizza a Cavriago

Ma gli emigrati, hanno bisogno non solo di ricostruire la loro identità ma anche le dinamiche sociali tipiche del nostro meridione, dove la condivisione del cibo e la convivialità sono colonne portanti della socialità: nascono così le pizzerie. Tornati in patria in molti aprono pizzerie lungo tutto lo stivale e, a partire dal secondo dopoguerra grazie anche al boom economico, le pizzerie diventano il luogo di ritrovo per eccellenza come le conosciamo ancora oggi. Ad essa hanno concorso non solo gli emigrati italiani che si sono inventati, o reinventati, pizzaioli ma anche gli americani stessi.

Inizialmente frequentate esclusivamente da comunità italiane, desiderosi di gustare i sapori autentici della loro terra d’origine per sentirsi a casa. La popolarità della pizza oltre Oceano esplose grazie ai soldati americani che avevano ricevuto in Italia durante la Guerra. Questo anche perchè si adattava perfettamente allo stile di vita veloce e al boom della cultura del “mangiare fuori”, che si stava sviluppando negli Stati Uniti. Questa fase di commercializzazione ha anche spianato la strada verso l’innovazione. L’impatto di quegli anni è ancora molto evidente oggi.

L'Esperienza in Pizzeria: Recensioni e Sensazioni

Una pizzeria che merita davvero una visita. La pizza è ottima (ho preso una pizza boscaiola, una pizza ai funghi) , con un impasto ben fatto e ottimi ingredienti. Le pizze per rapporto qualità-prezzo sono ottime, quella gigante è davvero grande rispetto ad altre pizzerie che ti portano sempre una pizza piccola!! Il servizio è stato rapido. L'ambiente è piacevole e ben pulito, ideale per trascorrere una serata tranquilla. Un'esperienza che sicuramente ripeterò. Uno dei miei posti preferiti per mangiare la pizza!

Personalmente mi ordino a parte le patatine vertigo e le metto sopra con i würstel e consiglierei di aggiungerla come opzione al menu! Pizzeria con un ambiente informale e familiare. Pizza molto buona, ben condita e dall’impasto fine; I ragazzi in sala sono stati molto gentili e simpatici e i tempi di attesa sono stati nella norma. Ormai tappa fissa per il nostro gruppo sempre indeciso se pizza o carne! Nell’Hinterland è un must! Poi locale sempre pulito… ..camerieri simpatici.

Lo scorso Sabato sono andata a mangiare una pizza qui in questo locale con dei miei amici e posso dire dire eseere stati trattati veramente molto bene. Abbiamo potuto portare con noi un cane di stazza piccola e anche il nostro bambino di 2 anno e mezzo è stato da tutti accolto molto bene. I camerieri erano gentilissimi. Da subito siamo stati avvisati che si sarebbe stato un po da aspettare nel caso avessimo optato per la pizza e abbiamo accettato di aspettare. La pizza era da non credere, fine e gustosissima. Buonissima da far ricredere le persone che in passato (1 anno fa) avevano avuto una brutta esperienza. Il rapporto qualità prezzo è statovmolto buono e il fatto di averci permesso di portare il cane mi invita a ritornarci di nuovo.

Prima volta che mangio la pizza qui, mi è piaciuta la possibilità di prenotare il tavolo tramite la piattaforma Google, il servizio è molto efficiente. Personale gentile veloce e simpatico, sfornano pizze ogni minuto, sembra una catena di montaggio. Era sabato sera, ho ordinato una pizza ai fiori di zucca e mi è arrivato questo spettacolo, la pizza praticamente neanche si vedeva da quanto era carica, le foto parlano da sole. La migliore mai mangiata fino ad ora con questo ingrediente. Complimenti a tutto il personale.

Le pizze sono veramente squisite, l'impasto é ben lievitato e gli ingredienti freschissimi. Bel locale accogliente dove poter gustare con calma le pizze o le varie bistecche con insalata e stuzzichini. Le sale sono ampie e adatte ad ospitare sia famiglie con bambini, gruppi di ragazzi o coppie. Ho sempre trovato un ambiente gradevole e mai scadente. I ragazzi sono troppo carini, gentilissimi, attenti e puntuali. Un servizio eccellente davvero, ed é un valore aggiunto a tutto il resto: calorosa accoglienza, cortesia, e cibo di qualità con ampia scelta. È disponibile anche il servizio d'asporto o la consegna a domicilio.

La “Napoletana“, invece, è nota per la sua crosta soffice e per i tempi di lievitazione prolungati. Per ottenere la giusta consistenza e la qualità desiderata dell’impasto, è consigliato l’utilizzo di forni professionali che rispettino tutte le caratteristiche della cottura indicate nel disciplinare, riuscendo a rispettare la tradizione Napoletana garantendo performance perfette.

tags: #l #angolo #della #pizza #storia

Post popolari: