La Notte Più Profonda: Un'Epopea nell'Universo DC

Nessuno sfugge alla morte! Su migliaia di mondi i morti stanno tornando in vita.

La Notte più Profonda è un evento crossover che continua e influenza svariati ambiti del DC Universe, dal momento che la minaccia delle orribili Lanterne Nere sta riportando in vita diversi eroi e criminali ufficialmente defunti, in versione zombi, e, in alcuni casi, persino qualche congiunto del super-eroe di turno.

La Minaccia delle Lanterne Nere

Un esercito di eroi e criminali reclutati dall’oltretomba per accrescere i ranghi del Corpo delle Lanterne Nere, il cui scopo è estinguere la luce della vita nell’universo.

Hal Jordan e la Guerra per la Vita

Hal Jordan ha già sconfitto la morte e ora dovrà guidare la guerra più grande che l’universo abbia mai visto!

Lo scrittore Geoff Johns (Green Lantern, Infinite Crisis) e gli artisti Ivan Reis (Aquaman, Superman) e Doug Mahnke (Superman/Wonder Woman, Green Lantern) riesumano i più grandi segreti del DC Universe per trascinarci nella battaglia definitiva tra i guerrieri dello Spettro Emozionale!

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Il Ruolo di Wonder Woman

Wonder Woman riveste un ruolo cruciale nel DC Universe e, come è facile intuire, non poteva non essere coinvolta negli avvenimenti di Blackest Night, il meraviglioso cross-over di Geoff Johns giunto a conclusione pure in Italia.

Rucka non ha bisogno di presentazioni e ha all’attivo lavori per Marvel e DC e, pur trovandolo discontinuo e più adatto a delineare trame noir e hard-boiled, devo ammettere che con Wonder Woman, nello specifico di questa uscita, ha realizzato un buon prodotto.

Come per ogni fumetto di super-eroi che si rispetti, non mancano le guest star: Mera, la principessa Ippolita, Maxwell Lord, Wonder Girl, Batman; e i testi di Rucka, caratterizzati da monologhi interiori dalla struttura frammentaria, sono efficaci.

E qual è quello preponderante di Wonder Woman? L’azzurro (l’anelito alla pace)? Il giallo (la paura)? Il rosso (la rabbia)? Zaffiro Stellare, character spesso presente in Green Lantern, fornirà la risposta.

Se i testi sono validi, lo stesso dicasi per gli ottimi disegni di Nicola Scott, rivelazione del comicdom americano degli ultimi tempi.

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Il lay-out delle pagine è strepitoso, così come la visualizzazione degli orrori collegati alle Lanterne Nere o della sensuale bellezza fisica della protagonista.

Per concludere, Wonder Woman - La Notte Più Profonda non è un fumetto innovativo o rivoluzionario ma un tipico prodotto da entertainment; però c’è qualità ed è realizzato con professionismo.

La Filosofia Dietro la Saga

Lo scrittore americano Geoff Johns ha preso spunto da questo semplice ma efficace motto per costruire, a partire dal grande evento del 2005 Lanterna Verde: Rinascita, l’appassionante epopea di Hal Jordan che ha conquistato legioni di lettori.

Cosa deve fare un membro del Corpo delle Lanterne Verdi per far sì che il proprio anello, diretta emanazione della forza di volontà di chi lo porta, sia in grado di sconfiggere nemici e ingiustizie? E’ necessario vincere le proprie paure, con coraggio e tenacia.

Blackest Night ha tutti gli ingredienti di un gustoso fumetto d’avventura: tantissimi personaggi, cattivi inquietanti, dialoghi brillanti, azione mozzafiato.

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Eppure La Notte più Profonda è di più, molto di più. Lo spunto da cui nasce questa saga (la cui idea di base, poi sviluppata con massima abilità e passione, è stata tratta da un interessante albo di Alan Moore degli anni ’80) è quello che solitamente è alla base di ogni racconto di supereroi: il bene contro il male, che qui si incarna nella suggestiva contrapposizione fra lo splendore della vita opposto alle cupe ombre della morte.

Non si tratta però di una semplice resurrezione di massa, ma di un doloroso ritorno in scena di figure che hanno in qualche modo rappresentato qualcosa nella vita e nel passato degli eroi DC.

Assistiamo quindi a un proliferare di scontri che ripropongono antichi rancori, rivalità, amori e sconfitte. Johns infatti, soprattutto nella prima parte della saga (probabilmente la più riuscita), porta alla ribalta una delle nostre paure più grandi e profonde: un inaspettato confronto con le persone care che abbiamo perso, le quali però non dimostrano comprensione, ma hanno per noi solo parole di scherno.

Non è un caso che le Black Lanterns mirino direttamente al cuore dei loro avversari, dimostrando come le emozioni negative possano indebolirci, avvelenarci l’animo e portarci via quanto di più bello e puro possediamo: la voglia di vivere e combattere per ciò in cui crediamo.

Johns in questo modo appaga inoltre le curiosità dei fan creando scontri e confronti (Hal Jordan vs Abin Sur, ad esempio) resi impossibili dalla continuity e dalle scelte narrative di chi l’ha preceduto.

Blackest Night non è però una storia tesa a valorizzare solo il mondo delle Lanterne Verdi, ma conferisce forza e grandissimo vigore sia ad alcuni personaggi secondari anche con poche battute (Mera, Firestorm, Atom, Oracolo, solo per citarne alcuni) ma soprattutto a uno splendido e incredibile Barry Allen, autentico perno della trama, in alcuni punti forse più dello stesso Hal Jordan.

Barry infatti, già esaltato in precedenza da Johns nella storia dedicata proprio alla sua Rinascita, incarna al meglio il messaggio posto al centro della trama, ovvero il trionfo della vita sulla morte.

Blackest Night, con apparente semplicità (perché non è per nulla facile scrivere una storia che “declina” le sfumature del bene in maniera così abile) ci mostra che l’unico modo per far trionfare la vita (la nostra personalità sfaccettata) sull’oblio della morte (l’asservimento alla mediocrità del male) significa accettare le emozioni belle e brutte che ne fanno parte: paura, rabbia e avarizia/egoismo compongono inevitabilmente il nostro quotidiano, ma esse possono essere mitigate e addirittura sconfitte dalla forza di volontà, dall’amore, dalla speranza e dalla compassione.

Arginare la morte significa accettare la vita per quello che è, cercando però di tendere sempre al meglio. I sette Corpi colorati non sono solo quindi un modo divertente per rendere godibile e riconoscibile la storia, ma rappresentano una vera e propria analisi dei meccanismi dell’animo umano.

Basta osservare quanto sia approfondito nelle storie di Johns il rapporto verde/giallo (forza di volontà/paura), o rendersi conto della potenza di Corpi in apparenza secondari come le Lanterne Blu (speranza) o Indaco (compassione).

Alla straordinaria epicità dell’evento contribuisce anche un Ivan Reis in stato di grazia, capace di ricordare la maestria di grandissimi disegnatori del passato come George Pèrèz.

Ci sarebbero tanti momenti della saga che meriterebbero un approfondimento: il costante confronto fra Hal Jordan e uno splendido Sinestro, l’amore incrollabile di Carol Ferris, l’eroismo di John Stewart, la determinazione di Donna Troy, la frustrazione di Atrocitus.

Ma Blackest Night è incredibile proprio perché tutti possono ritrovare in essa parti di sé. Basta semplicemente leggerla senza pregiudizi e senza paura di essere considerati deboli o buonisti. La Notte più Profonda è la rappresentazione di un sogno, del bello che risiede in ognuno di noi.

Non abbiate paura di essere come Hal Jordan e Barry Allen.

Batman e la Notte Più Profonda

E il Cavaliere Oscuro non poteva non essere coinvolto nella vicenda. Ma ciò non ha fermato Peter Tomasi che, insieme al disegnatore indonesiano Ardian Syaf, ha realizzato la miniserie Blackest Night: Batman, proposta da Planeta De Agostini nello speciale La Notte Più Profonda - Batman.

Lo speciale è impreziosito dalle matite di Ardian Syaf, una delle rivelazioni degli ultimi anni. Il penciler sa caratterizzare in maniera egregia ogni personaggio della miniserie, dimostrandosi incisivo sia nelle sequenze di lotta che in quelle più riflessive.

Nel complesso, La Notte Più Oscura - Batman è consigliabile e costituisce uno dei tasselli narrativi più validi e importanti del crossover.

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