Il rabarbaro (Rheum rhabarbarum) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, originaria della Cina e dell’Asia orientale e coltivata sia in Europa che in Asia. È noto per i suoi steli carnosi di colore rosso-rosato e il suo sapore intenso, acidulo e aromatico. Il rabarbaro è un ingrediente molto versatile, utilizzato soprattutto in preparazioni dolci, ma anche in ricette salate per bilanciare sapori intensi.
Caratteristiche della Pianta
Il rabarbaro, il cui nome scientifico è Rheum palmatum, Rheum officinale, è una pianta perenne, come la passiflora, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae. Questa pianta è caratterizzata da foglie molto ampie che arrivano fino a 50-80 cm di diametro e il picciolo è lungo e massiccio, visto che deve essere in grado di sostenere foglie di tale grandezza. L’altezza della pianta può variare da un metro fino a tre metri.
Il terreno ideale per la coltivazione del rabarbaro è leggero e organico; esso va piantato tra fine inverno e inizio primavera, quando non vi è più il rischio di gelate. La parte che viene utilizzata per scopi terapeutici è il rizoma. Quest’ultimo è di colore biancastro all’esterno e giallo all’interno. Il rizoma viene frantumato e fatto essiccare o sui graticci o nella stufa.
Proprietà e Benefici del Rabarbaro
Le proprietà del rabarbaro sono molteplici. Le proprietà del rabarbaro lo rendono un alleato della digestione, grazie ai composti naturali che stimolano l’attività intestinale e favoriscono il benessere dello stomaco. Come il bergamotto, aiuta la digestione se somministrato in piccole dosi; agisce da lassativo se assunto in dosi maggiori e combatte, di conseguenza, la stitichezza. Grazie alla presenza di vitamina K, il rabarbaro ha una funzione antiossidante sulle cellule del cervello, promuovendo l’attività cognitiva. Oltre all’effetto lassativo, ha anche proprietà protettive e riparatrici per il fegato, migliorando condizioni come la fibrosi epatica.
In particolare, spicca la presenza di vitamina C, la quale è coinvolta in numerosi processi metabolici e protegge le cellule dallo stress ossidativo. Inoltre, è un potente alleato della circolazione sanguigna, migliorando la viscosità del plasma e favorendo la coagulazione. L’emodina, in particolare, riduce l’infiammazione intervenendo sulle citochine.
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Ricco anche di vitamine e sali minerali (soprattutto potassio e calcio), il rabarbaro ha proprietà digestive e depurative. Le calorie sono 71 per 100 g e non mancano gli zuccheri e le fibre alimentari. Le calorie tuttavia possono variare in base alla preparazione.
Tabella Nutrizionale del Rabarbaro (per 100g)
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | 71 |
| Fibre Alimentari | (Valore non specificato) |
| Zuccheri | (Valore non specificato) |
| Vitamina C | (Valore non specificato) |
Il Rabarbaro in Cucina
Il rabarbaro viene sia utilizzato in cucina in numerose ricette e per la preparazione di prelibate pietanze. Inoltre, questa pianta viene sfruttata per aromatizzare confetture, marmellate, infusi e decotti. Ha radici antiche nella tradizione culinaria e il suo gusto unico, fruttato con una nota acidula, lo rende perfetto per arricchire ricette dolci e salate. È protagonista di torte, confetture, salse e insalate, ma anche di bevande e liquori.
In pasticceria si sposa bene con la dolcezza della zucca, creando un abbinamento sorprendente in torte, confetture e dessert autunnali. Ma il rabarbaro sa anche vestire i panni da protagonista nei liquori, pensiamo al celebre “Rabarbaro Zucca”, l’amaro milanese che ha fatto storia o al Negroni rivisitato con una nota di rabarbaro che ne esalta l’aroma deciso e l’eleganza amara.
Tra le preparazioni più famose c’è il liquore Zucca Rabarbaro, digestivo dal sapore dolciastro e vellutato, ricco di flavonoidi che svolgono un’azione antiossidante e antibatterica, proteggendo anche il tratto gastrico. Ottima anche la marmellata di rabarbaro, profumata e ricca di nutrienti, fatta con i gambi della pianta, ideale per chi cerca un’alternativa alle confetture tradizionali. Infine, trova spazio anche nei cocktail, dal Pritz al bitter, regalando un aroma intenso e inconfondibile.
Consigli per l'uso in cucina
- Prima di utilizzare il rabarbaro, è importante rimuovere le foglie e sciacquare accuratamente i gambi.
- Per bilanciare il suo sapore acidulo, è consigliabile cuocerlo con zucchero o dolcificanti naturali.
- Il sapore acidulo e aromatico del rabarbaro si abbina bene a vini dolci e aromatici, ma anche a bianchi freschi e rosati leggeri.
- Il rabarbaro è anche un ingrediente tradizionale di alcuni liquori e amari, grazie al suo sapore intenso e aromatico.
Come Preparare la Marmellata di Rabarbaro
La marmellata di rabarbaro è facile da preparare ed è perfetta per chi ama i sapori non eccessivamente dolci. Il protagonista di questa ricetta è il rabarbaro, una pianta di origine asiatica ma utilizzata anche nella cucina italiana per preparare liquori, digestivi e, appunto, confetture. Il rabarbaro vanta eccellenti proprietà nutrizionali. Le sue coste, che costituiscono la parte più adatta al consumo alimentare, sono molto dolci e si caratterizzano per un profumo intenso. Il rabarbaro è anche una pianta officinale, è considerato infatti un rimedio naturale contro la stipsi e un efficace regolatore dell’appetito.
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Ricetta Confettura di Rabarbaro
Ingredienti (per 2 barattoli da 250 grammi):
- 650 gr. di rabarbaro pulito
- 200 gr. di zucchero di canna
- 2 limoni (succo e scorza)
Preparazione:
- Sterilizzate i barattoli e i tappi.
- Rimuovete le foglie del rabarbaro e tagliate le coste in pezzi da 1 cm ciascuno.
- Lavateli in acqua fredda e versateli in una ciotola.
- Aggiungete lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e il suo succo (non superare i 70 gr).
- Mescolate, coprite con la pellicola e lasciate riposare per 2-3 ore.
- Versate il contenuto della ciotola in una pentola dalla capienza di 6 litri, portate a bollore, poi cuocete a fiamma media per 10 minuti.
- Abbassate ulteriormente la fiamma e lasciate cuocere per altri 50-60 minuti.
- Riponete la confettura di rabarbaro nei barattoli, avendo cura di lasciare 1 cm tra il bordo del barattolo e la confettura.
- Per ottenere un miglior risultato lasciate riposare la confettura dentro i barattoli per tre settimane in un luogo al riparo dai raggi del sole.
La confettura di rabarbaro si conserva per 3 mesi, ma fate attenzione, una volta aperta va riposta in frigorifero e consumata entro 3 giorni.
Precauzioni e Controindicazioni
Il rabarbaro deve essere consumato con attenzione perché contiene acido ossalico, la sostanza che gli conferisce il caratteristico sapore acidulo, ma che in quantità elevate può essere tossica, soprattutto nelle foglie, da non mangiare mai crude. Questo acido riduce l’assorbimento del calcio, ma la cottura ne abbassa il contenuto: meglio comunque non riutilizzare l’acqua di cottura.È sconsigliato a chi soffre di patologie renali, calcoli urinari, malattie infiammatorie intestinali, appendicite o ostruzioni. È controindicato anche in caso di gravidanza, allattamento, nei bambini sotto i dieci anni e per chi presenta disidratazione o crampi addominali.
Un consumo eccessivo può causare diarrea, perdita di liquidi e squilibri elettrolitici, per cui è importante idratarsi adeguatamente. Inoltre, può ridurre l’assorbimento di alcuni farmaci e, in caso di perdita di potassio, potenziarne gli effetti.
Conclusioni
Il rabarbaro è un alimento versatile e benefico per la salute, ricco di fibre, vitamine e minerali essenziali. Se consumato con moderazione, può aiutare la digestione, migliorare la regolarità intestinale e sostenere il benessere cardiovascolare.
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