Scopriamo chi è Martina Panini, dalle origini al percorso che l’ha vista arrivare anche al Maurizio Costanzo Show a raccontare parte del suo mondo. Molti spettatori l’hanno vista a Tu Sì Que Vales, dove la sua storia di sofferenze e battaglie contro il bullismo ha colpito anche i conduttori.
Infanzia e sfide
Martina Panini è nata il 24 agosto 1986 a Sansepolcro, Comune toscano della provincia di Arezzo. Dall’età di 3 anni convive con la sordità, porta le protesi e in passato era Marco. Martina Panini, infatti, ha raccontato il percorso intrapreso per diventare donna.
A tre anni le è stata diagnosticata la sordità e porta due protesi. "Iniziarono anni di bullismo e violenze. Mi picchiavano perché volevano che parlassi meglio. Ho capito di non essere nel corpo giusto e il bullismo è continuato. Le persone mi offendevano pesantemente. Ho iniziato a soffrire molto".
Il percorso di transizione
Martina Panini ha raccontato di aver vissuto momenti di attrito con la famiglia, che poi l’avrebbe supportata in ogni fase della sua transizione.
Partendo proprio da quel corpo tanto estraneo, che nel 2015 si è finalmente trasformato in qualcosa che corrispondesse finalmente alla sua vera identità. È nata Martina "una truccatrice, sorda e donna transessuale". E fiera di esserlo.
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La forza di una guerriera
Oggi appare una donna solare, fisico statuario e con un sorriso splendente, ma porta con sé un pesante bagaglio di discriminazione e dolore.
Martina, come persona sorda ha avuto difficoltà in ambito scolastico e lavorativo per farsi comprendere? "Purtroppo durante tutta la mia infanzia e adolescenza ho dovuto affrontare molte difficoltà. Queste mi hanno portata a rinchiudermi in me stessa. È stato molto più difficile essere compresa che dover comprendere il mio problema, perché spesso la sordità veniva vista come una malattia e associata al mutismo e alla stupidità. Nell'ambito lavorativo ho avuto scontri con persone che non capivano il mio problema".
È mai stata discriminata come donna transessuale? "Quando a 18 anni decisi di intraprendere il percorso per diventare donna sapevo delle tante difficoltà e discriminazioni a cui sarei andata incontro. Venivo già discriminata per la mia femminilità quando ero un ragazzo e ancora oggi, purtroppo, l'ignoranza e la cattiveria sono molto presenti nella mia vita. Ma l'importante è non abbassare mai lo sguardo".
L'impegno sociale e la campagna Creazioni Femministe
Martina Panini è bellissima ragazza di 35 anni che arriva da Sansepolcro (Arezzo) ed è la perfetta incarnazione di coloro che Creazioni Femministe vuole aiutare. Sui social è conosciuta come Martina La Strega Make Up e, come si potrà immaginare, il trucco è la sua passione da quando, a 4/5 anni, ha iniziato a sperimentare su di sé quegli stratagemmi che la facevano sentire più femminile.
Dalla volontà di dare alle donne, lesbiche e persone trans sorde segnanti di Bologna una via d'uscita dalla situazione di abuso e allo stesso tempo sensibilizzare la comunità sorda segnante sui vari aspetti che può assumere la violenza di genere, il 25 novembre scorso l'associazione Micce ha presentato, in collaborazione con il Bar Senza Nome, la campagna di comunicazione in LIS Creazioni Femministe.
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Martina Panini ha avuto fin da piccola la passione per il trucco. Cosa l’ha spinta ad aderire alla campagna Creazioni Femministe? "Il mio essere diventata più forte dopo aver affrontato tante violenze. Violenze che non si possono spiegare, perché fanno ancora male, ma mi hanno portata a voler aiutare le persone che ne stanno subendo. Se si è in certi tipi di situazione l'unica soluzione è provare ad allontanarsene e chiedere aiuto".
Quali valori e azioni vuole promuovere aderendovi e, letteralmente, mettendoci la faccia? "Il rispetto per noi stess*, la forza di volontà nel dimostrare chi sei realmente lottando contro la società omologata e misogina. Mai vergognarsi, anzi denunciate!".
Lei è mai stata vittima di questo genere di abuso? "Purtroppo sì, sono stata vittima di abuso sessuale come donna, vittima di troppe violenze che mi hanno fatto male. Sono stata oggetto anche di transfobia, ancora oggi la subisco. La mancanza di una legge che tuteli le persone LGBTQ* è il sintomo di un Paese ancora fortemente misogino, maschilista e non laico. Una norma che tuteli le persone che denunciano atti di omolesbotransfobia, di misoginia e di abilismo deve essere assolutamente approvata al più presto".
L’arte, in tutte le sue forme, può essere uno strumento di cura e di rinascita per le vittime? "L'arte è una forma di libertà, dà la possibilità di esprimersi senza paura. L'arte è qualcosa di unico. A me ha aiutato a rinascere e soprattutto ad essere felice".
Cosa spera e sogna, per il futuro? "Spero di vivere serena, senza tutto questo astio verso la diversità. Sogno un mondo a colori, dove ci sia davvero la libertà di esprimersi e no di offendere. Sogno un mondo dove sorridere anche nei momenti out, senza mai mollare".
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Nella rete di Creazioni Femministe sono coinvolti anche il MIT - Movimento Identità Trans e la Linea Lesbica Antiviolenza di Lesbiche Bologna, per attivare percorsi specifici in base alle eventuali richieste e necessità. Qui, per il primo incontro e per tutto il percorso, sarà presente gratuitamente una interprete LIS per facilitare la comunicazione.
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