Non esiste tradizione culinaria che non abbia al suo interno almeno due o tre panini farciti particolari e Roma, ovviamente, non fa eccezione. Il panino a Roma è una cosa sacra, come il Vaticano ed il Colosseo, è la colonna portante su cui si fonda la civiltà. Col panino pranza la classe operaia, fanno merenda gli scolari. Il panino si porta alle scampagnate, nei viaggi per calmare l’appetito. Un mondo senza panini sarebbe un mondo vuoto, inutile, secco e odiosamente low-carb.
Il bello del panino è che puoi metterci dentro tutto quello che vuoi, che sia salato o dolce, carne, pesce o verdura, col pane ci sta sempre bene tutto, come diceva il compianto Aldo Fabrizi in un suo famoso sonetto, il pane è buono: “cor prosciutto, li fichi e la caciotta./ Co’ tonno e cipolletta, cor salame,/ co’ le castagne, co’ la cioccolata, /ma soprattutto e’ bono co’ la fame.”
Dalla classica ciriola farcita alla più elegante rosetta, passando per il must della pizza e mortadella e altre meraviglie. Il panino a Roma fa parte della tradizione da sempre, ecco dove addentare i migliori. Eccoli allora i 5 panini della grande tradizione romana ed i posti dove puoi addentare i migliori.
I 5 Panini Iconici della Tradizione Romana
1. La Ciriola Imbottita: Un Must al Pigneto
La ciriola a Roma è il vero pane del popolo, quello che tutte le famiglie povere romane mettevano a tavola ogni giorno, era il pane con il quale gli operai pranzavano, riempiendolo di cicoria il più delle volte. La ciriola, quindi, è alla base “della catena alimentare” di Roma ed è giusto che oggi ci sia chi abbia saputo ridarle il giusto valore e significato simbolico e affettivo.
Dar Ciriola al Pigneto è oggi un must del cibo da strada romano. Qui non c’è che l’imbarazzo della scelta per gli amanti dei panini imbottiti, perché sono più di 100 le ciriole diverse disponibili in menu. Dalle più tradizionali con salumi e formaggi, a quelle “calde”, come la ciriola farcita con le polpette al sugo. E poi quelle vegetariane, quelle vegane, quelle dolci. Impossibile che non ti venga la voglia di tornare sempre fino ad assaggiarle tutte.
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Dar Ciriola, Via del Pigneto, Via Pausania, 2/A Roma - 0621702636
2. La Rosetta Gourmet: Un'Esperienza a Monti
Ci sono miti che devono essere sfatati, come ad esempio la rosetta, che, seppure ormai sia considerata un must del pane tradizionale romano, con la sua vera origine e diffusione Roma, purtroppo, non c’entra nulla, perché la rosetta è nata a Milano ed è stata introdotta solo successivamente nella Capitale. Il suo successo è dovuto al fatto di essere “soffiata”, ossia vuota all’interno, senza mollica, cosa che le permette di essere facilmente farcita con ogni ben di dio.
E così fa ormai da anni Zia Rosetta a Monti, una paninoteca dove è lei la protagonista assoluta, disponibile in formato normale o mignon. La puoi trovare farcita con ricette tradizionali romani, ma io ti consiglio di provare qualche abbinamento gourmet particolare, come ad esempio la Elizabeth con merluzzo al tegame, patate schiacciate e pomodori secchi. Una meraviglia.
Zia Rosetta, Via Urbana, 54 Roma - 0631052516
3. La Ciabatta Farcita: Un Tesoro al Mercato di Testaccio
Sergio Esposito non c’è più a condurre i suoi ragazzi al bancone del nuovo mercato rionale di Testaccio, ma nonostante la perdita dolorosa, la sua splendida creatura, Mordi & Vai, continua nella sua straordinaria impresa che consiste nel distribuire centinaia di ciabattine farcite con il meglio delle ricette romane di carne. L’appuntamento a pranzo qui è fisso per gli amanti del vero street food romano.
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Ciabatte ripiene con l’allesso e la cicoria, con le polpette al sugo, col picchiapò, con il quinto quarto (trippa, coratella etc), ma anche la vegetariana pecorino e carciofi alla romana. Grazie ancora Sergio per averci donato questo tesoro inestimabile.
Mordi & Vai, box presso mercato rionale di Testaccio, Via Beniamino Franklin, 12/E Roma - 3476632731
4. Pizza con la Mortazza: Un'Istituzione Dietro Campo de' Fiori
Non è un panino vero e proprio, ma a Roma la pizza bianca con la mortadella è la merenda per eccellenza, praticamente una ragione di vita. Non c’è scolaro romano che - specialmente durante il periodo invernale - non la prenda ogni giorno al fornaio di quartiere, lasciandola rigorosamente al caldo sui termosifoni una volta arrivati in classe.
La migliore pizza bianca con la mortazza per me è e rimane per distacco quella del forno Roscioli a via dei Chiavari, dietro Campo de’ Fiori, dove la croccantezza della pizza appena sfornata bollente si unisce in matrimonio con l’unto del grasso della mortadella che si scioglie con il calore. Un’emozione unica, impareggiabile, divina.
Antico Forno Roscioli, Via dei Chiavari, 34 Roma - 066864045
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5. Il Panino con la Porchetta: Un Classico all’Esquilino
Simbolo di merende e scampagnate fuori porta da sempre, il panino con la porchetta di Ariccia non poteva mancare nell’elenco dei 5 migliori panini tradizionali a Roma. Il mio preferito, da sempre, lo puoi trovare in una piccolissima osteria all’Esquilino, a due passi dalla Stazione Termini.
Er Buchetto, inoltre, entra con merito nella storia di Roma, essendo ad oggi una delle attività commerciali più antiche ancora aperte in città, essendo in via de Viminale dal lontano 1890. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.
Donato De Caprio: Da Salumiere a Fenomeno Sociale
“Con mollica o senza?”: basta una semplice frase per riconoscere immediatamente il “marchio di fabbrica” di Donato De Caprio. Il salumiere più famoso di tutta Italia, tanto che persino Bella Hadid lo conosce, ha costruito un vero e proprio impero sulla sua immagine genuina e autentica.
Quando comincia lavora “ai Monti Lattari”, una salumeria di Napoli (quartiere Pignasecca). Si apre sulla piattaforma e porta i suoi seguaci dietro le quinte del suo lavoro, con un format easy ma innovativo al tempo stesso. Il numero dei follower cresce, e anche il successo di Donato De Caprio. I suoi fan prendono familiarità con il contesto e il format riconoscibile, lo scenario sempre uguale ma anche il fattore dell’imprevedibilità a dare una spinta al tutto (cosa ci sarà sul menù oggi?). Bastano pochi mesi per trasformare Donato in una vera e propria celebrità.
Le folle si accalcano di fronte al suo negozio e attendono ore per un panino, per verificare che i suoi prezzi siano bassi come appaiono dai video o anche semplicemente per conoscerlo. Ma questo momento idilliaco è destinato a finire nel giro di pochissimo tempo.
Il Periodo Buio di Donato De Caprio
Si sa, il successo nasconde sempre l’altra faccia della medaglia. L’azienda per cui lavora all’epoca dei fatti gli impedisce di realizzare altri contenuti all’interno del locale, per paura di perdere la sua clientela abituale, messa in secondo piano rispetto alle migliaia di follower che ogni giorno prendevano d’assalto il locale impedendo agli altri di compiere i quotidiani acquisti. Un successo veloce si trasforma quindi in un declino altrettanto celere, viste le conseguenze che la fama di Donato hanno avuto nella vita reale.
I fan ovviamente si scagliano contro l’azienda, tempestando di commenti negativi e odio le pagine ufficiali di “ai Monti Lattari”. Il poco più che quarantenne deve ricominciare da zero in ogni settore della sua vita. Di recente, Donato De Caprio ha dovuto affrontare un’altra grande sfida. Lo scorso aprile sua madre è stata uccisa in casa sua, nella periferia di Napoli. Donato si è stretto attorno alla sua famiglia per riuscire a superare questi momenti critici.
Donato De Caprio e la Sua Nuova Avventura
Nel momento peggiore della sua vita, De Caprio si è trovato solo contro tutti. Senza un lavoro, senza i suoi social e per giunta con tantissime persone contro (conosciamo tutti gli hater disposti solo a far sentire peggio chi già sta attraversando un periodo difficile, no?). Ma poi, il colpo di scena: entra in campo un altro personaggio, Steven Basalari.
Il 30enne originario del Nord Italia è un imprenditore, titolare di una delle discoteche più famose della Lombardia (Number One di Brescia) e un influencer, nonché proprietario di diverse attività nel settore ricreativo. Nasce così un accordo unico: Donato ci mette la sua immagine e la manodopera, Basalari i fondi e il capitale. Insieme aprono un locale, a poca distanza dal vecchio “Ai Monti Lattari”, che prenderà il nome del tormentone di Donato: “Con mollica o senza?”.
Vediamo di nuovo il salumiere nel suo ambiente naturale, a preparare panini da consumare subito o da asporto. Lo scorso 20 febbraio Donato pubblica un video per l’inaugurazione della nuova salumeria, attirando immediatamente migliaia di curiosi, di follower e di turisti affamati. Dopo un periodo di stallo, e dopo aver rifiutato diverse proposte di finanziamento da parte di imprenditori interessati al suo brand, Donato De Caprio oggi si è risollevato.
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