Panino che si gonfia: cause e rimedi

Un disturbo che colpisce molto spesso dopo i pasti è quello di avere la pancia gonfia. Non sempre è semplice risalire alle cause di questo fastidio, perché ci possono essere numerosi fattori e a volte è necessario consultare il proprio medico per approfondire il problema. Molto spesso, però, è possibile notare che questo gonfiore è particolarmente frequente dopo i pasti a base di pane e pasta. È piuttosto abituale notare che mangiare il pane gonfia, ogni tanto questo succede anche con la pasta. Approfondiamo in questo articolo il perché i carboidrati gonfiano.

Perché pane e pasta gonfiano? L’amido tra i primi responsabili

Molto spesso ci accorgiamo che i carboidrati gonfiano la pancia subito dopo i pasti, causando a volte anche difficoltà digestive, pesantezza, fastidio e senso di pienezza.

Pane e pasta sono essenzialmente composti da carboidrati, con una piccola percentuale di fibre, proteine e zuccheri semplici. Il contenuto di amido all’interno di pane e pasta può causare gonfiore, perché, nel processo digestivo a livello intestinale, può fermentare per azione della flora batterica intestinale e questa fermentazione provoca la liberazione di gas, i quali, se in quantità eccessive, causano il gonfiore addominale.

Pane e pasta gonfiano la pancia soprattutto quando sono ricchi di amido, per questo motivo preferire prodotti integrali aiuta a diminuire il gonfiore, perché è inferiore il contenuto di amido, a favore di un maggior apporto di fibre e proteine.

Pancia gonfia dopo carboidrati? Attenzione al glutine, ma anche ai fruttani

Molto spesso siamo portati a pensare che il glutine, naturalmente contenuto in cereali come grano, farro, orzo ed altri cereali con cui si producono pane e pasta, sia sempre il responsabile della pancia gonfia dopo i carboidrati. Questo è vero, però, solo in pochi casi specifici, per esempio in caso di sensibilità al glutine o celiachia.

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In altri casi la correlazione carboidrati e pancia gonfia può essere dovuta ai fruttani, carboidrati formati dal fruttosio, comuni nel frumento, ma presenti anche in alcuni ortaggi e frutti, questi possono causare molto spesso gonfiore da fermentazione con presenza di meteorismo.

L’intolleranza al grano o frumento è una delle intolleranze più comuni e non deve essere confusa con la celiachia, che è un’intolleranza permanente al glutine, una proteina contenuta nel grano, ma anche nell’orzo, nella segale, nell’avena...Se sei intollerante al grano il tuo intestino rifiuta questo cereale in tutte le sue componenti: per questo avrai dei disturbi anche se assumerai dei cibi privi di glutine!

Alcuni soggetti presentano un quadro classico di malassorbimento con diarrea e perdita di peso. Altri riferiscono uno o più sintomi cronici quali debolezza muscolare, formicolii, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, nervosismo e insonnia. Frequente è anche l’anemia da carenza di ferro. Infine, esistono soggetti nei quali i disturbi sono così modesti da non richiedere l’intervento del medico: in questi casi la malattia è diagnosticata solo perché nell’ambito familiare c’è già un altro soggetto intollerante.

La diagnosi di intolleranza al grano si effettua mediante specifici dosaggi sierologici e analizzando la reazione dell’organismo a questa somministrazione: le sostanze usate sono gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG) e gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA). Recentemente è stato messo a punto un nuovo test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli Anti-transglutaminasi.

Ecco l’elenco completo dei cibi da eliminare se hai il dubbio di essere intollerante al grano:

  • Prodotti da forno: tutti i tipi di pane, anche se di soia o di segale, grissini, crackers, fette biscottate, pizza, pasta, cuscus.
  • Cereali da colazione: ammessi solo i fiocchi di riso e d’avena
  • Carne e pesce: hamburger, salami, salsicce, carne in scatola, paté, prosciutto cotto, cotolette di pesce e carne, cibi precotti o surgelati con impanatura.
  • Verdure: vanno eliminate quelle ricoperte con pangrattato, fagioli e zuppe in scatola.
  • Salse e condimenti: dadi, senape, pesto e tutti i sughi già pronti. No al lievito in polvere.
  • Dolci: torte, pasta frolla, yogurt con cereali, gelati artigianali e industriali, cioccolata, caramelle.
  • Bevande: birra, whisky, gin, alcuni tipi di vino.

Attenzione anche a certi farmaci (il grano è presente tra gli eccipienti), al seitan (è un alimento macrobiotico a base di glutine di grano) e persino alla colla sui francobolli.

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La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in frumento, farro, kamut, orzo, segale, avena, spelta e triticale. In Italia, l’incidenza di questa intolleranza è in netto aumento: è stimata in un soggetto ogni 100-150 persone. Oggi i celiaci italiani sarebbero circa 400 mila, ma ne sono stati accertati solo 35 mila.

Per la diagnosi certa di celiachia è indispensabile la biopsia dell’intestino tenue: l’esame istologico determina con sicurezza l’atrofia dei villi intestinali.

Per curare la celiachia l’unica via conosciuta è quella di escludere dalla dieta pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. L’assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può causare col tempo danni gravi, tra i quali malassorbimento, crampi, alterazioni cutanee e stanchezza cronica.

I rimedi all’intolleranza da grano: usa i cibi alternativi e depura l’intestino col baobab

La prima regola da seguire per combattere l’intolleranza al grano è quella di evitare totalmente, almeno per 2 mesi, gli alimenti che lo contengono.

Esistono per fortuna dei cibi che possono essere tranquillamente consumati anche dai “patiti” di pane, pasta e affini. Tra questi si segnalano: riso, mais, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno; patate, castagne, brodo vegetale e di carne; carni (suine, bovine, ovine, caprine, pollame, selvaggina), tutti i pesci e i molluschi; prosciutto crudo, formaggi stagionati, uova, verdura, legumi e frutta. Tra i condimenti utilizzabili, ci sono burro, lardo, strutto, olio d’oliva extravergine, olio di arachidi, di soia, di mais, di girasole, di vinaccioli, sale ed erbe aromatiche; funghi secchi e freschi, olive, latte, panna fresca. Tra le bevande, caffè, tè, camomilla e tisane in genere, bibite gassate, vino, acqua, spumante, champagne. Ammessi anche zucchero e miele.

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I cibi a base di grano, dopo i 2 mesi di “astinenza”, potranno essere reintrodotti gradualmente e a piccole dosi, verificando sempre le reazioni dell’organismo.

Ecco tre consigli in più per curare l’intolleranza al grano durante la dieta:

  • Disintossicare l’organismo con il baobab: Le intolleranze che scatenano coliti e gonfiori, come quelle indotte dal grano, migliorano assumendo la polpa liofilizzata di baobab, l’albero africano noto per la sua attività depurativa sull’intestino. Basta bere una bustina di polvere del frutto sciolta in un po’ d’acqua la mattina per 2 mesi.
  • Mantenersi in forze con il coenzima Q10: È un’integratore che ci mantiene in forze quando aboliamo dalla nostra dieta i farinacei. Assumi una compressa prima dei 2 pasti principali per 2 mesi.
  • Stimolare il metabolismo con le alghe: Se si eliminano i cibi a base di grano, spesso ci si sente stanchi e nervosi.

Consigli per eliminare la pancia gonfia

Pasta e pane gonfiano la pancia? Ecco alcuni consigli per evitarlo:

  • Preferite pasta e pane integrali, con un alto contenuto di fibre
  • Evitate di cuocere troppo a lungo la pasta, seguite le indicazioni sulla scatola, più la pasta cuoce più il contenuto di amido viene liberato e aumenta la fermentazione addominale
  • Evitate di mangiare pane confezionato, come pane in cassetta, ricco di amidi, zuccheri e grassi che affaticano il processo digestivo
  • Prediligete il pane a fermentazione naturale, i batteri naturalmente contenuti all’interno ne faciliteranno l’assorbimento
  • Accompagnate sempre il pasto con verdure, preferibilmente cotte
  • Masticate lentamente, attivando gli enzimi salivari

Il legame pancia gonfia carboidrati può essere conseguenza di disturbi digestivi. Cosa mangiare con la cattiva digestione?

  • Evitare cibi complessi o pesanti, ricchi di grassi e condimenti
  • Limitare l’abbondanza dei pasti, preferendo pasti più piccoli e frequenti
  • Preferire cibi semplici, come riso, verdure al vapore, carni bianche alla griglia

Rimedi naturali contro la pancia gonfia

Se, nonostante gli accorgimenti precedenti, il gonfiore dopo i pasti persiste, è consigliabile assumere dei rimedi naturali che favoriscano l’eliminazione dei gas intestinali e che aiutino la flora batterica nella digestione dei carboidrati. Tra i rimedi naturali particolarmente adatti a questa funzione vi sono:

  • Infusi di semi di finocchio o anice
  • Infusi di frutti di zenzero
  • Tisane di foglie di melissa
  • Decotto di carciofo

Alcuni di questi rimedi aiutano anche la funzione digestiva ed il transito intestinale, in particolare gli estratti di finocchio sono un valido alleato per il gonfiore e la digestione, inoltre aiutano ad attenuare la sensazione di pesantezza allo stomaco subito dopo i pasti.

Altre possibili cause del gonfiore addominale

Quando questi gas sono in eccesso si accumulano nel tratto digerente e danno origine a una condizione chiamata meteorismo (pancia gonfia). Questo disturbo è molto fastidioso, sia perché crea disagi di tipo estetico, sia perché può associarsi a dolore e/o alterazioni dell’alvo come stipsi o diarrea.

Il meteorismo non va sottovalutato perché potrebbe essere solo un disturbo momentaneo, ma anche il segnale di altre patologie come la Sindrome del colon irritabile (colite), intolleranze alimentari, dispepsia (cattiva digestione), stitichezza o disbiosi intestinale.

Fattori che contribuiscono al meteorismo:

  • Abitudini alimentari: Ciò che mangiamo incide fortemente, sia direttamente che indirettamente, sulla produzione dei gas intestinali.
  • Modalità di consumo: Masticare lentamente, senza foga e a bocca chiusa per evitare l’ingestione di ulteriore aria.
  • Stile di vita: Rendere il proprio stile di vita più attivo (si consiglia di andare a lavoro a piedi o in bicicletta, parcheggiare lontano rispetto alla propria destinazione, evitare l’uso dell’ascensore, etc.).

Alimenti consigliati:

  • Pane ben cotto, senza mollica o leggermente tostato, sostituti del pane come cracker e grissini, fette biscottate, etc.
  • Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Formaggi stagionati come il Grana Padano DOP.
  • Cereali (tranne il pane ricco di mollica), variando la scelta tra frumento, avena, riso, mais, miglio, grano saraceno, etc.
  • Verdure (tranne quelle sopraelencate). Il finocchio, in particolare, aiuta a moderare le fermentazioni intestinali e favorisce l’espulsione dei gas.
  • Frutta, privilegiando melone, pere, mele, agrumi e ananas.
  • Tisane carminative ai semi di finocchio, aneto, cumino, menta, etc.

Su indicazione del proprio medico, o con la sua approvazione, è possibile utilizzare preparati presenti in commercio contenenti l'enzima alfa-galattosidasi: quest’ultimo è in grado di degradare alcuni componenti presenti in legumi, frutta, verdura e cereali che fermentando possono contribuire al meteorismo.

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.

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