Pantoprazolo nei Bambini: Dosaggio, Usi e Precauzioni

Negli ultimi anni, l’uso del gastroprotettore in età pediatrica è aumentato significativamente. Diversi studi hanno infatti evidenziato come l’uso degli inibitori di pompa protonica (IPP) sia cresciuto sensibilmente tra i lattanti (0-1 anni) e i bambini (> 1 anno). Sempre più spesso, inoltre, la loro prescrizione è off-label.

Indicazioni e Utilizzo del Pantoprazolo

Attualmente l’utilizzo dei gastroprotettori in età pediatrica è previsto solo per un ristretto numero di condizioni. Una delle indicazioni più comuni dei gastroprotettori è il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo. In questo caso i farmaci IPP possono essere utilizzati dopo un’attenta valutazione dei sintomi del bambino, tesa ad accertare clinicamente la presenza della MRGE.

Generalmente nei bambini in età linguistica i sintomi della malattia da reflusso sono sovrapponibili a quelli dei pazienti adulti. Va notato, tuttavia, che la sola valutazione dei sintomi può trarre in errore, portando a diagnosi falsamente positive di malattia da reflusso. Ciò suggerisce come gli IPP debbano essere impiegati con cautela, in assenza di una documentata malattia da reflusso gastroesofageo.

Infine, i gastroprotettori dovrebbero essere utilizzati per il più breve tempo e al minor dosaggio efficace possibile. In linea generale l’uso degli IPP nel bambino non dovrebbe superare le 4-8 settimane di trattamento, con dosaggi che variano in base al tipo di gastroprotettore.

Dosaggi Raccomandati di Pantoprazolo

I dosaggi raccomandati di pantoprazolo sono:

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  • Omeprazolo: 1-4 mg/kg/die
  • Esomeprazolo: 10 mg/die (peso <20kg) o 20 mg/die (peso >20kg)
  • Pantoprazolo: 1-2 mg/kg/die

Gastroprotettori nei Lattanti

Attualmente le linee guida circa all’utilizzo dei gastroprotettori nei lattanti (<1 anno) attengono esclusivamente la malattia da reflusso gastroesofageo. In questo caso i farmaci IPP dovrebbero essere utilizzati sempre sotto la supervisione di un gastroenterologo pediatrico e solo dopo aver provato i trattamenti di prima e seconda linea.

In primo luogo è consigliabile evitare un eccessivo consumo di latte o cibo, riducendo il volume dei pasti e aumentandone la frequenza. Inoltre è possibile utilizzare formule alimentari addensanti, in grado di “ispessire” il latte, così da ridurne l’eventuale risalita. Solo a questo punto, qualora gli interventi non siano risultati efficaci, il gastroenterologo pediatrico valuterà se e come utilizzare il gastroprotettore.

Va notato, infatti, che solo una piccola parte degli attacchi di reflusso è di tipo acido. Ciò suggerisce come l’uso degli IPP possa risultare inefficace nel trattamento del reflusso infantile, il cui contenuto è spesso non acido o solo debolmente acido.

Effetti Collaterali e Rischi

Generalmente l’uso dei gastroprotettori in età pediatrica è ritenuto sicuro nel breve termine. Il loro utilizzo per periodi limitati si associa infatti a effetti collaterali minori e reversibili, sebbene non rari. In particolare, il 34% dei bambini che assumono IPP riporta mal di testa, nausea, diarrea o stitichezza.

Tuttavia un loro uso a lungo termine si associa invece ad un aumento del rischio di infezioni del tratto gastrointestinale e delle basse vie respiratorie, carenza di vitamina B12 e magnesio, fratture ossee, iperacidità di rimbalzo e asma. Inoltre l’uso dei gastroprotettori nei primi 6 mesi di vita è associato a un maggior rischio di sviluppare allergie alimentari e ai farmaci nella prima infanzia.

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La protratta soppressione acida dello stomaco dovuta all’uso degli IPP può infatti ridurre uno dei primari filtri immunologici del corpo, la barriera acida gastrica che, limitando la presenza dei patogeni, riduce il rischio d’infezioni e di disbiosi intestinale, da cui può dipendere il maggior rischio di sviluppare le allergie. Inoltre l’acido gastrico è necessario per l’assorbimento di alcuni micronutrienti come la vitamina B12 e il calcio, la cui carenza potrebbe invece spiegare il maggior rischio di fratture ossee.

Va notato, tuttavia, che gli studi che hanno evidenziato tali associazioni sono solo osservazionali. Essi richiedono quindi ulteriori approfondimenti, oltre che cautela nella generalizzazione dei loro risultati.

Alternative e Misure Comportamentali

In caso di reflusso, non è necessario alcun trattamento farmacologico specifico. Si possono consigliare ai genitori alcune misure dietetiche e comportamentali che riducano la frequenza degli episodi di rigurgito. Nel lattante, può essere utile cambiare la posizione assunta durante il riposo che segue il pasto.

Mantenere il lattante in posizione eretta per il maggior tempo possibile (almeno 30 minuti) dopo il pasto, riduce notevolmente la probabilità che si verifichi reflusso. Il bambino dovrebbe consumare la cena 2-3 ore prima di andare a letto. I fritti e i cibi ricchi di grassi dovrebbero essere evitati perché allungano i tempi di svuotamento gastrico. Da evitare anche cioccolata, alimenti speziati e cibi con elevato contenuto di acidi, come gli agrumi e i pomodori; le bevande che contengono caffeina, come il tè e la CocaCola, e la menta (la caffeina e la menta provocano il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore).

Quando il bambino dorme è da preferire la posizione sdraiata sul fianco sinistro (riduce la pressione sullo stomaco), con la testa rialzata (alzare la testiera del letto o aggiungere cuscini).

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Pantoprazolo: Informazioni Generali

Il pantoprazolo è un composto che inibisce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco tramite un blocco specifico delle pompe protoniche delle cellule parietali gastriche.

Il pantoprazolo è un profarmaco (cioè un farmaco che quando viene somministrato è in una forma inattiva) e viene convertito nella sua forma attiva nell’ambiente acido delle cellule parietali ove va a inibire, in modo dose-dipendente, l’attività dell'enzima H+, K+-ATPasi, cioè il passaggio finale della produzione di acido cloridrico nello stomaco. Questa inibizione interessa la secrezione acida sia quella basale sia stimolata.

Analogamente ad altri inibitori della pompa protonica e ad inibitori del recettore H2 dell’istamina, il trattamento con pantoprazolo riduce l'acidità nello stomaco e conseguentemente aumenta la gastrina in modo proporzionale alla riduzione dell'acidità.

Precauzioni e Avvertenze

  • Informare il medico in caso di problemi epatici.
  • Fare attenzione in caso di ridotte riserve corporee o fattori di rischio per ridotta vitamina B12.
  • Non è raccomandata la co-somministrazione di inibitori della proteasi dell’HIV come atazanavir con gli inibitori della pompa protonica.
  • Assumere un inibitore di pompa protonica come pantoprazolo, soprattutto per un periodo superiore ad un anno, può aumentare leggermente il rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale.
  • In caso di assunzione di pantoprazolo da più di tre mesi è possibile che i livelli di magnesio nel sangue (ipomagnesiemia) possano diminuire.
  • In caso di comparsa di un eritema cutaneo, soprattutto nelle zone esposte ai raggi solari, consultare il medico il prima possibile, poiché potrebbe essere necessario interrompere la terapia.
  • Tutti gli inibitori della pompa protonica possono aumentare la conta dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale superiore.

Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni includono cefalea, capogiro, diarrea, nausea, vomito, e disturbi del sonno. In rari casi possono verificarsi reazioni allergiche serie, disturbi della vista, dolori articolari e muscolari.

È importante segnalare qualsiasi effetto indesiderato al medico curante.

Tabella dei Dosaggi di Pantoprazolo

Farmaco Dosaggio
Omeprazolo 1-4 mg/kg/die
Esomeprazolo 10 mg/die (peso <20kg) o 20 mg/die (peso >20kg)
Pantoprazolo 1-2 mg/kg/die

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