Patatine Giapponesi: Ingredienti e Preparazione

Le conosciamo tutti, le candide chips cinesi che frizzano piacevolmente in bocca: sono le nuvole di drago! Leggerissime, sfiziose, una delle ricette della cucina cinese più conosciute e "spiluccate" anche in Italia! Da gustare come snack o antipasto o per accompagnare ad altre pietanze.

Cosa Sono le Nuvole di Drago?

Le Nuvole di drago, oggi vendute pressoché in tutti i supermercati, fino a qualche tempo fa erano una prerogativa dei ristoranti orientali. Difficile capire al primo assaggio la composizione di queste particolari patatine bianche che, a contatto con la bocca, quasi tendono a frizzare.

È il loro nome inglese, prawn crakers, a dirci qualcosa di più, ossia a indicare la presenza nell’impasto di gamberi o, generalizzando, frutti di mare. La loro forma e consistenza richiama le tipiche chips di patate, in inglese sono conosciute come "prawn crackers", infatti nell'impasto sono presenti proprio i gamberetti e farina di tapioca.

Si tratta di chips croccanti che hanno il sapore dei frutti di mare, preparate con farina di tapioca e gamberi frullati.

Fritte, appetitose e irresistibili, soprattutto se accompagnate dalla tipica salsa agrodolce.

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A dispetto della loro leggerezza, infatti, contengono una quota rilevante di frutti di mare, quindi hanno una funzione nutritiva più marcata rispetto a un semplice snack.

Ingredienti Principali

Le nuvole di drago sono composte in egual misura da gamberi e da farina di tapioca. Partiamo da quest’ultima. Si tratta di una polvere che viene ottenuta dalla manioca, un tubero originario dell’America del Sud. Viene solitamente impiegata in cucina come addensante e per rendere i piatti più leggeri. 100 grammi di farina di tapioca apportano 332 calorie.

Nel loro quadro nutrizionale c’è un’ovvia preponderanza di carboidrati e amido rispetto alle proteine.

I gamberi invece sono dei crostacei ipocalorici e ricchi di proprietà nutrizionali. Soprattutto quando si parla di acidi grassi omega 3 e 6, indispensabili per il corretto funzionamento del sistema cardiocircolatorio.

Come Preparare le Nuvole di Drago in Casa

Con pochi ingredienti e una ricetta infallibile Chef Mulan ci guidano passo passo nella preparazione di queste delizie asiatiche. Se vorrai cimentarti ti servirà un po’ di pazienza e soprattutto tanto tempo a disposizione, perché dovrai prima cuocere l’impasto al vapore, farlo riposare a lungo, lasciarlo asciugare in forno e infine friggerlo.

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L’insolita Ricetta delle Nuvole di Drago infatti si ottiene lavorando insieme la Farina di Tapioca, ottenuta dalla pianta di Manioca, un tubero originario dell’America del Sud, e polpa di Gamberi. Il tutto, addizionato con Glutammato Monosodico come si usa nella cucina orientale, viene poi fritto in olio profondo e servito, spesso accompagnato con Salsa Agrodolce.

Istruzioni per la preparazione:

  1. Preparazione dei gamberetti: Per prima cosa pulisci i gamberetti, privandoli del carapace e del filo intestinale. Se optate per l’acquisto dei gamberi interi, seguite la nostra guida su Come Pulire i Gamberi. Sciacquateli sotto l'acqua corrente, togliete la testa e sgusciateli, facendo attenzione, eliminate l'intestino nero con l'aiuto di un coltello o di uno stuzzicadenti.
  2. Creazione della crema di gamberi: Inseriscili in un mixer con un pizzico di sale e frullali fino a ottenere una crema. Raccogliete i gamberetti in un contenitore dai bordi alti con il sale e lo zucchero e frullateli molto finemente fino a ottenere una crema. Passate i gamberi puliti al mixer fino ad ottenere una purea omogenea.
  3. Impasto: Aggiungi alla crema di gamberi anche la farina di tapioca e continua ad azionare il mixer fino a ottenere un panetto compatto e liscio. Sistematela in una ciotola e unitevi l’amido di tapioca. Impastate il tutto con le mani unendo poca acqua alla volta fino a ottenere un impasto che non sia appiccicoso. Versate nel mixer munito di lame anche la farina di tapioca, il sale, il pepe e in ultimo il glutammato. Impastate fino a ottenere un composto compatto, liscio e omogeneo. Infine aggiungete il glutammato e continuate a mescolare fino a quando otterrete un impasto omogeneo e compatto.
  4. Regolazione dell'impasto: Se il composto dovesse risultare troppo granuloso, aggiungi poca acqua. Se dovesse risultare granuloso potete aggiungere un goccio di acqua, viceversa altra farina di tapioca. Se l'impasto dovesse risultare troppo granuloso, aggiungete un bicchiere di acqua, se invece dovesse risultare troppo liquido aggiungete un altro po' di tapioca. In caso contrario, altra farina.
  5. Forma del salsicciotto: Preleva l’impasto e dagli una forma di salsicciotto, con un diametro di circa 4 centimetri. Dividete a metà il panetto 10 e formate due salsicciotti di circa 4 cm di diametro, controllando che l’impasto non presenti bolle 11. Rivestite una spianatoia con carta da forno e iniziate a lavorare l'impasto. Stendetelo fino a quando diventerà liscio e morbido. Formate due o tre rotolini d'impasto, cercando di eliminare eventuali bolle d'aria.
  6. Cottura a vapore: Fallo cuocere a vapore per 1 un’ora. Coprite con il coperchio 13 e cuoceteli al vapore per un’ora a fuoco medio. Potete usare una vaporiera classica o il tradizionale cestello cinese di bambù.
  7. Raffreddamento e riposo: Quando il salsicciotto sarà ormai freddo, avvolgilo nella pellicola per alimenti e fallo riposare per tutta la notte in frigo. Fatelo raffreddare e poi avvolgetelo con pellicola per alimenti. A questo punto potete farlo raffreddare in frigo per 1 notte oppure in congelatore per un paio d’ore. Quando saranno cotti, togliete dal fuoco e avvolgeteli nella pellicola trasparente in modo che raffreddandosi mantengano l'umidità. Fate solidificare i rotoli in frigo per circa 12 ore.
  8. Taglio a fettine: Riprendi il salsicciotto, taglialo più sottilmente che puoi, senza spaccarlo, e adaglia le fettine su una teglia da forno. Quando il salsicciotto sarà più solido affettarlo molto sottilmente con un coltello. Togliete l'involucro di carta e affettateli in modo da dargli la classica forma di nuvolette.
  9. Essiccazione in forno: Falle asciugare in forno ventilato già caldo a 60° per un’ora circa. Disponete le fettine ottenute su una teglia foderata con carta forno e fatele asciugare in forno a 60° in modalità ventilata per 1 ora. Disponete le chips su una teglia foderata con carta forno 17 e, per farle asciugare, cuocetele in forno ventilato a 60 °per un’ora. Poggiate le nuvolette su una teglia foderata con carta da forno ed infornate per circa 1 ora a 60 gradi in modo che si secchino.
  10. Frittura: A questo punto puoi friggerle in olio di arachidi finché non saranno croccanti e leggere. Scaldate l’olio di semi in una padella o in un wok. Quando avrà raggiunto una temperatura tra i 150 e i 180 °, immergete le chips 19 finché non risulteranno gonfie e friabili. Friggetele in abbondante in olio di semi a 175° finché non risulteranno gonfie e friabili.
  11. Asciugatura dall'olio: Scolatele con una schiumarola 20 e adagiatele su un vassoio rivestito con carta assorbenete per asciugare l'olio in eccesso 21. Quando saranno cotte, togliete dal fuoco e poggiatele su un piano rivestito con carta assorbente in modo che si asciughi l'olio in eccesso e fate raffreddare.
  12. Servire: Gustate le nuvole di drago con la salsa agrodolce o con quella piccante.

Difficoltà MediaPreparazione 30 minutiCottura 1 ora e30 minutiDosi per 4 persone

Valori Nutrizionali e Calorie

Una porzione di nuvole di drago apporta circa 300 calorie, calcolate però al netto della frittura che, come sai, aumenta l’apporto calorico totale. Il consiglio è quello di servirle, se possibile, anche con della verdura cruda, per avere delle fibre in più e rallentare l’assorbimento dei grassi.

Quando Servire le Nuvole di Drago

Servitele come antipasto o in occasione di un aperitivo multietnico.

Perfette per un aperitivo etnico, le Nuvole di Gamberi possono essere seguite da altre Ricette tipiche Cinesi come i Wanton Fritti, gli Spaghetti di Soia con Verdure oppure il Ramen Fatto in Casa, di cui si contendono la paternità con il Giappone.

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La versione con i gamberi, per capirci, quella che troviamo al ristorante cinese, è la più diffusa in Occidente. Mentre in Malaysia e Indonesia, la nazione che ne produce di più, si usano frutti di mare macinati o semi di piante autoctone come il melinjo, un seme oleoso dal gusto acidulo.

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