La nostra nazione vanta numerosi prodotti tipici, riconosciuti in tutto il mondo per le loro eccellenti qualità. Tra queste, spicca senza dubbio la pizza, un'eccellenza gastronomica che incanta i palati di ogni continente.
World Pizza Day: Una Celebrazione Globale
Il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, dei fornai e dei pizzaioli, si celebra il World Pizza Day. Questa giornata onora uno dei piatti più amati al mondo, da sempre tra i preferiti degli italiani. I dati recenti indicano che in Italia si sfornano 8 milioni di pizze al giorno, per un totale di quasi 3 miliardi all'anno, generando un giro d'affari di 15 miliardi di euro. Stando a un'indagine Cna agroalimentare, il movimento economico complessivo supera i 30 miliardi.
Le Origini Incerta e la Tradizione Napoletana
L'origine della pizza è incerta, anche se alcune testimonianze storiche narrano della presenza a Napoli, nel XVI secolo, di un pane schiacciato chiamato appunto pizza. Questo termine deriva dalla parola greca "pitta", che indica il pane tipico di questa popolazione. Nel napoletano, la pizza è una tradizione consolidata, apprezzata sia dalla popolazione più povera che dai nobili.
La Pizza Napoletana: Un'Esplosione di Sapori
Le pizze italiane, soprattutto quelle della tradizione, sono farcite con ingredienti di prima qualità. La famosa pizza napoletana nasce dall'incontro di diversi ingredienti, dove l'olio extra vergine di oliva, l'aglio, il pomodoro fresco e l'immancabile mozzarella rendono giustizia a quella che è probabilmente la pizza più amata dagli italiani. La pizza napoletana è protetta da una certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (STG).
L'impasto è composto da farina di frumento, lievito, sale e acqua e viene lasciato lievitare fino a 24 ore. Viene modellato a mano in un disco piatto e rotondo, di circa 3 millimetri di spessore. Dopodiché, viene guarnito con gli ingredienti e cotto per 90 secondi in un forno a legna bollente (circa 900 ° F).
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Pizza Margherita: Un Omaggio alla Regina
La seconda pizza ampiamente conosciuta e apprezzata, non solo in Italia, è la pizza margherita. La pizza margherita fu creata nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della Regina Margherita, che era in vista a Napoli. I tre ingredienti, pomodoro, mozzarella e basilico, volevano riprodurre i colori della bandiera italiana.
Altre Varianti Popolari
- Pizza Marinara: Condita con pomodori, origano, aglio, olio extra vergine di oliva e talvolta basilico fresco. Il suo nome deriva dal fatto che era un alimento base dei pescatori che lo consumavano al ritorno dalla pesca nel Golfo di Napoli.
- Pizza alla Diavola: A base di ingredienti molto piccanti, ha un sapore vivace e deciso, perfetta per i palati più coraggiosi.
La Storia Antichissima della Pizza
La storia della pizza ha origini antichissime, anche se è solo nell'ultimo secolo che il sapido disco di pasta, mozzarella e pomodoro è salito nell'olimpo gastronomico mondiale. L'usanza di collocare gli alimenti sopra un piatto di farina impastata e cotta è diffusa ovunque e in tutte le epoche. Nel libro di Francesco De Bourcard, Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti, pubblicato nel 1858, è descritta una pizza con la mozzarella e il basilico.
Diecimila anni fa, nel Vicino Oriente, gli uomini iniziarono a coltivare specie vegetali selezionate, come farro e piccolo farro, orzo, legumi e lino. Il ruolo degli Egizi nella vicenda della pizza è quello degli scopritori del lievito. Con la lievitazione, gli impasti di cereali schiacciati o macinati diventano, dopo la cottura, morbidi, leggeri, più gustosi e digeribili.
L'Evoluzione del Termine "Pizza"
Un vocabolo del germanico d'Italia (gotico, longobardo), "bizzo-pizzo", dal tedesco "bizzen", arriva in Italia con i Longobardi. Nel latino medievale del Codex cajetanus di Gaeta, una focaccia viene per la prima volta chiamata "piza". Verso il Mille compare anche il termine "picea", non sappiamo se in alternativa o per indicare una preparazione diversa. Però il termine pizza indica ancora oggi nel sud d’Italia non solo la classica pizza, la schiacciata condita e mandata in forno, ma anche molti tipi di dischi di pasta ripieni e fritti, focacce ripiene o preparazioni simili.
Nel Seicento, Giovan Battista Basile, nel suo Cunto de li Cunti, cita la tradizionale schiacciata di farina di frumento impastata e condita con aglio, strutto e sale grosso. Agli albori del XVII secolo fa la sua apparizione la pizza “alla Mastunicola” (in dialetto, del maestro Nicola). È solo nella seconda metà del ‘700 che si sparge infine in cucina in Italia l’uso del pomodoro.
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La Pizza alla Corte dei Borbone
Vincenzo Corrado, cuoco, filosofo e letterato italiano, è uno dei maggiori cuochi che si distinsero tra il ‘700 e l’800 nelle corti nobiliari di Napoli. La pizza è popolarissima presso il popolino, ma la disdegnano baroni, principi e regnanti, fino all’arrivo di Ferdinando I di Borbone, che ama in maniera smisurata la pizza e decide di farla cuocere nei forni di Capodimonte, vicino a quelli da cui escono le preziosissime ceramiche.
La Prima Ricetta Scritta
La prima ricetta della pizza come la conosciamo oggi è probabilmente riportata in un trattato dato alle stampe a Napoli nel 1858, che descrive il modo in cui in quegli anni si prepara la “vera pizza napoletana”.
Nel 1907 il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana suggerisce che pizza provenga in realtà da “pinza” (dal latino ‘pinsere’, schiacciare). Klein suggerisce invece un prestito dal greco medievale ‘pita’, torta.
La Pizza Napoletana Oggi
Dalla Gazzetta Ufficiale 120 del 24 maggio 2004: “Le materie prime di base caratterizzanti la ‘Pizza Napoletana’ sono farina di grano tenero tipo 00 con l’eventuale aggiunta di farina tipo 0, lievito di birra, acqua naturale potabile, pomodori pelati e/o pomodorini freschi, sale marino o sale da cucina, olio d’oliva extravergine.
Dal 5 febbraio 2010 la pizza è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita della Unione europea.
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Nel 2010 Julia Roberts gusta la pizza nel film Mangia, prega, ama. La scena è realmente girata nella Antica pizzeria da Michele a Forcella (storico quartiere popolare di Napoli).
Nel 2017, l'arte del pizzaiolo napoletano è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO.
La Magia di un Piatto Semplice
Acqua, farina, lievito e olio: ingredienti semplici che, uniti insieme, danno vita ad uno dei piatti più riconoscibili al mondo. Una storia fatta di povertà e ricchezza, partita dalle pendici del Vesuvio da dove ha conquistato il mondo intero, diventando un vero e proprio marchio di fabbrica della cucina italiana e Patrimonio dell’Umanità.
La pizza ha tremila anni di storia. Nell’antico Egitto era usanza celebrare il genetliaco del Faraone, mangiando una schiacciata condita con erbe aromatiche. In epoca greca, Erodoto tramanda diverse ricette babilonesi che ci riportano a schiacciate e focacce di vario genere. In epoca romana era uso cucinare focacce di farro.
La vera pizza napoletana è nata intorno al 1730 nella versione Marinara. Nel 1800 conosciamo la pizza nella versione Margherita. Fino al 1900 la pizza e le pizzerie rimangono un fenomeno prettamente napoletano, poi dopo la seconda guerra mondiale e sull’onda dell’emigrazione che la pizza esce dai confini del meridione per sbarcare al Nord e all’estero, diventando così un fenomeno mondiale.
La pizza ha assunto la sua popolarità su scala nazionale e internazionale dopo la seconda guerra mondiale. Negli anni ’50, quando si svilupparono massicci flussi migratori verso l’Italia settentrionale, gli emigranti meridionali contribuirono alla diffusione delle pizzerie nelle regioni del Nord. Negli stessi anni, la pizza divenne popolare anche all’estero. Negli Stati Uniti, nella prima metà del Novecento era consumata quasi esclusivamente dagli emigranti italiani, ma dopo la guerra si diffuse tra tutti i cittadini.
Tipologie di Pizza
Poiché la pizza è diffusa in tutto il mondo, esistono numerosissime varianti, legate alle abitudini alimentari e ai gusti dei diversi popoli. Basti pensare che a Hong Kong si serve pizza con carne di serpente e in Australia si possono trovare pizze con carne di canguro o con la cannabis.
FAQ sulla Pizza Napoletana
- Che cos’è la pizza napoletana?
La pizza napoletana è una tipologia di pizza tradizionale nata a Napoli, caratterizzata da un impasto morbido e altamente idratato, cottura nel forno a legna a 450-485°C e condimenti semplici e di alta qualità. È riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale.
- Quali sono gli ingredienti principali della pizza napoletana?
Gli ingredienti base sono farina, acqua, lievito, sale, pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala campana o fiordilatte, basilico fresco e olio extravergine di oliva.
- Perché si chiama “Margherita”?
La leggenda narra che fu creata nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della regina Margherita di Savoia. I colori dei condimenti - rosso (pomodoro), bianco (mozzarella) e verde (basilico) - richiamano la bandiera italiana.
- Qual è la differenza tra pizza napoletana e pizza romana?
La pizza napoletana ha un impasto morbido e bordi alti (cornicione), mentre quella romana è più sottile e croccante.
- Quanto tempo serve per cuocere una pizza napoletana?
La cottura avviene nel forno a legna a temperature molto alte (450-485°C) e dura circa 60-90 secondi.
Aneddoti sulla Pizza Napoletana
- La Regina e la Pizza
La famosa storia della pizza Margherita è uno degli aneddoti più raccontati. Nel 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito fu invitato alla reggia di Capodimonte per preparare delle pizze per la regina Margherita. Tra le tre varianti proposte, la regina apprezzò particolarmente quella con pomodoro, mozzarella e basilico. Da allora, quella combinazione è stata battezzata “Margherita”. - La Pizza nel Cinema
La pizza napoletana è stata immortalata nel cinema, in particolare nella scena iconica del film Vacanze Romane (1953), dove Audrey Hepburn gusta una pizza su una terrazza di Napoli. Questa immagine ha contribuito a consolidare l’immagine della pizza come simbolo della dolce vita italiana. - Il Pizzaiolo delle Stelle
Gino Sorbillo, uno dei pizzaioli napoletani più famosi, ha creato una pizza che è stata inviata nello spazio per l’astronauta italiano Paolo Nespoli durante una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale.
La Giornata mondiale della pizza, che cade ogni anno il 17 gennaio, è stata introdotta nel 2018 per celebrare il riconoscimento dell’“arte del pizzaiuolo napoletano” come patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO. La celebrazione non è riconosciuta ufficialmente dalle istituzioni politiche e non è molto popolare oltre i confini italiani.
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