Il sushi è un piatto che trae le sue origini nella tradizione gastronomica orientale e, come altre cucine giapponesi, incorpora molte influenze straniere. Non a caso dal 2013 inserito fra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO. La cucina del Sol Levante ha radici molto antiche, con le prime testimonianze che risalgono al VIII secolo d.C., ma è stato durante il florido periodo Edo (1603-1868) che il cibo giapponese iniziò a prendere forma, con una crescente e (quasi maniacale) attenzione nella scelta delle materie prima e sulla presentazione estetica delle portate. Il Sushi è senza dubbio il piatto giapponese più iconico, una pietanza che combina riso condito con aceto di riso e una varietà di ingredienti come pesce crudo, verdure e uova.
Le Origini Antiche del Sushi
Il primo antenato del sushi ha le sue radici nella Cina del II secolo. Una delle metodologie utilizzate consisteva nello sfruttamento delle fermentazioni naturali; il pesce fresco, pulito e sfilettato, veniva pressato in strati di sale e ricoperto con dei pesi. Fu in seguito scoperto, nel Giappone del VIII secolo, che se il pesce sfilettato veniva avvolto in uno strato di riso imbevuto di aceto di riso, il processo di fermentazione si compiva in tempi molto più ridotti. Il riso veniva poi gettato via, ed il pesce conservato; ma, durante i periodi più siccitosi e di carestia si prese l’abitudine anche di consumare il riso stesso: fu così che nacque il sushi.
Numerosissimi erano i banchetti che lo vendevano per strada, ognuno in competizione con l’altro nell'ideazione di sushi sempre più colorati e gustosi. Una curiosità: all’epoca i banchetti che vendevano il sushi per strada avevano una tenda di colore bianco che, oltre ad offrire riparo dal sole e dalla polvere, serviva anche ai clienti per pulirsi le mani dopo aver mangiato. Quindi, le persone che dovevano scegliere presso quale banchetto acquistare del sushi, non avevano dubbi nel recarsi verso quello dotato della tenda più sporca: una garanzia sul numero di frequentazioni e - di conseguenza - sulla qualità del cibo servito.
Solo negli anni '70, insieme all'espansione dell'economia giapponese, il sushi viene esportato dapprima negli Stati Uniti, e successivamente in tutto il mondo. Per rendere questa preparazione più invitante ai palati non esperti, gli chef dei ristoranti americani hanno inventato delle preparazioni più accattivanti per i neofiti, tra cui il famosissimo California Roll.
Tipi di Sushi
Quando si parla di sushi, tutti conoscono sicuramente i principali nomi: nigiri, hosomaki, uramaki, temaki e onigiri. Ogni tipo di sushi varia per forma, colore, ingrediente e preparazione. Ecco tutti i tipi di sushi con foto e descrizione della pietanza, dalle preparazioni più comuni alle varianti tipiche di alcune prefetture del Giappone. Scopriamo il nome dei piatti a base di sushi che tanto piacciono agli italiani. Molti pensano che il sushi sia solamente del riso con del pesce crudo, ma in realtà esistono anche dei tipi di sushi con pesce cotto. È bene fare una distinzione tra sushi e sashimi per non confondere le due pietanze.
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Nigiri-zushi
Il Nigiri è il sushi per antonomasia, quello conosciuti da tutti. Consiste in un pallina di riso allungata sormontato da una fettina di pesce crudo o cotto, da verdure o da frittata. Ultimamente mi è capitato di vederne anche con pannocchie arrostite e carne cruda…
Gunkam-zushi
Il Gunkam è considerato una variante di nigirisushi ed è formato da una pallina di riso avvolta esternamente da un’alga nori. Nella parte alta l’alga è più alta del riso, così da formare una piccola rientranza in cui, solitamente, vengono aggiunte varie tipologie di uova di pesce o dei ricci di mare o kanimiso (cervella di granchio amalgamate), ma esistono molte altre varianti. Sembra sia stato inventato in un ristorante di Ginza, a Tokyo, negli anni ’40.
Maki (o Norimaki)
Il Maki è un altro tipo di sushi tra i più conosciuti, al pari dei nigirizushi. Il riso e gli altri ingredienti (pesce crudo o cotto, verdure, surimi o frittata) vengono avvolti all’interno di un’alga nori a comporre una forma tubolare, quindi viene tagliato in sezioni più piccole.
Hosomaki
L’hosomaki è una versione del maki composta unicamente da un solo ingrediente (oltre al riso ed all’alga) ed abbastanza sottile. Tra i più comuni si possono trovare hosomaki di tonno, cetriolo o daikon.
Futomaki
Anche questa è una versione del maki, ma al contrario dell’hosomaki che è sottile, il fuomaki è molto grosso e solitamente è composto da più ingredienti. Spesso è formato da più hosomaki a formare una specifica composizione. In Giappone, raramente lo si può ordinare nei ristoranti, ma è più facile trovali nei supermercati o nei bento.
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Ehomaki
Letteralmente “Il sushi della direzione fortunata”. Questa è una versione molto particolare di maki, preparata per celebrare il Setsubun (festeggiato il 3 febbraio per l’avvento del calendario lunare e del passaggio alla primavera). E’ obbligatorio utilizzare 7 differenti ingredienti (oltre al riso e all’alga nori), va mangiato a morsi senza essere tagliato, in silenzio, puntando il volto verso la direzione fortunata (che cambia di anno in anno).
Temaki
Variante dei maki dalla forma conica i cui ingredienti sono ben visibili dal lato aperto del cono. Oltre al riso, gli ingredienti al suo interno possono essere verdure, pesce, frittata e foglie di shiso. Va mangiato assolutamente con le mani senza attendere troppo tempo, perché altrimenti l’alga assorbirebbe tutta l’umidità del riso.
Date-Maki
Una variante del futomaki, con l’unica differenza che la parte esterna del maki è avvolta in una frittata dolce, oltre che nell’alga nori, facendolo diventare un maki veramente imponente.
Inari-zushi
L’inarizushi è una realizzazione molto particolare, in cui gli unici ingredienti sono il riso ed il tofu fritto. In pratica viene realizzata una specie di “sacca” con il tofu che, dopo essere stato fritto ad alte temperature, viene riempito di riso.
Chakin-zushi (o Fukusa-zushi)
Il chakinzushi è una versione dell’Inarizushi dove al posto del tofu fritto viene usata una frittatina di uova molto sottile, sempre a racchiudere una piccola quantità di riso, ed a volte, funghi o verdure triturati.
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Chirashi-zushi
Il Chirashi è composto da una ciotola piena di riso ricoperta di fettine di pesce di vario tipo. Solitamente, ma non per forza, oltre al pesce è possibile che siano presenti uova di pesce, frutti di mare, radici di fiori di loto, verdure e tamagoyaki (frittata giapponese).
Oshi-zushi
L’oshizushi è un particolare sushi tipico del Kansai e più specificamente di Osaka; viene preparato pressando il riso in una scatola di legno, chiamata oshibako, dopo aver aggiunto il pesce (cotto o stagionato) alla sua base. Il risultato finale è una serie di piccoli pezzi rettangolari di sushi pressato, molto particolare.
Kakinoha-zushi
I Kakinohazushi sono una versione di sushi pressata, così come gli Oshi-zushi, ma con la differenza che ogni singolo pezzo è avvolto in una foglia di cachi (che funge anche come antibatterico) e legato con uno spago. Questa ricetta è caratteristica della prefettura di Nara, soprattutto per le cerimonie della zona di Yoshino.
Nare-zushi
Può essere considerata la versione originale di sushi, la prima mai creata. Praticamente non ha nulla a che vedere con un nigirizushi in quanto è composto da un pesce eviscerato e pulito, messo sotto sale per un minimo di sei mesi ed un massimo di due anni, e con all’interno della pancia del riso il quale, fermentando, funge da conservante. Ha un odore veramente molto forte (simile al gorgonzola) ed oggi è preparato soprattutto nella zona del lago Biwa, a nord di Kyoto.
Mushi-zushi
Il Mushizushi è molto simile al Chirashi se non per la differenza che il pesce posto al di sopra della ciotola di riso è cotto al vapore, insieme ad una frittatina, anch’essa cotta a vapore. Solitamente viene servito in un contenitore di bambù ed è tipico di Osaka e Kyoto (non lo troverete mai al di fuori di queste due zone).
Temari-zushi
Questa è una versione di sushi preparata principalmente a casa e per particolari occasioni, come ad esempio l’Hinamatsuri, ovvero la festa bambine che fi festeggia il 3 di marzo. E molto simile al nigirizushi, ma il riso ha una forma ovale ed in genere la sua preparazione, per quanto simile, è molto più facile e non richiede le abilità di una maestro di sushi.
Condimenti per il Sushi
I sushi più comuni e conosciuti, come i nigiri, i maki e le loro varianti sono sempre accompagnati da alcuni condimenti “accessori” necessari ad esaltarne il gusto.
- Wasabi: Il wasabi è una pianta perenne molto difficile da coltivare, costosa e di origine giapponese; è di colore verde, ha un gusto molto forte e pungente oltre ad un profumo intenso; nela preparazione del sushi viene anteposto tra il riso ed il pesce. Se siete mai stati in un ristorante giapponese occidentale, il wasabi che avete visto e provato è un falso, perchè è preparato con radice di rafano e colorante verde, che i giapponesi chiamano western wasabi.
- Salsa di soia (shōyu): La salsa di soia è un composto di acqua, sale e semi di soia che, dopo aver fermentato, vengono spremuti fino ad ottenere un liquido utilizzato in molti piatti giapponesi. Esistono 5 tipolgie di salsa di soia, stabiliti dal ministero dell’agricoltura giapponese e può essere prodotta seguendo diverse metodologie. E’ utilizzato per insaporire il pesce del sushi (e non il riso) ed è presente su ogni tavolo/bancone di ogni ristorante.
- Zenzero (gari): Lo zenzero, o gari in giapponese, che accompagna i piatti di sushi è un altro dei condimenti fondamentali per gustare appieno varietà differenti di pesce durante un pranzo o una cena. Non è una decorazione del piatto, come alcuni pensano, e neanche un qualcosa che va mangiato insieme al pezzo di sushi, ma serve per ripulire il palato al cambio di tipologia pesce (ad esempio quando si passa dal branzino al tonno, e via dicendo). E’ un prodotto sottaceto, chiamato tsukemono, e deve essere di colore chiaro per avere una buona qualità; se di colore rosato vuol dire che la materia prima non era fresca.
Come si mangia il sushi
In generale, il sushi può essere mangiato sia con le bacchette sia direttamente con le mani (ad eccezione del temaki che è praticamente impossibile da mangiare con le bacchette, o l’ehoumaki, che per tradizione va mangiato unicamente con le mani).Non va mai morso o tagliuzzato o separano, ma va messo in bocca in un unico boccone (ovviamente escludendo, anche in questo caso il temaki e l’ehoumaki oltre al Chirashi ed il Mushi-zushi che non sono formati da piccoli pezzetti).La salsa di soia, con cui di accompagna il pezzetto di sushi, non dovrebbe mai toccare il riso, ma bagnare solamente il pesce. Se non riuscite a farlo con le bacchette, potete inzuppare un po’ di zenzero nella soia e poi passarla sul pesce così da trasferire quest’ultima sul pesce. Nei ristoranti di un livello più alto sarà direttamente lo chef a spalmare la salsa di soia sul vostro nigiri.Il wasabi è “gestito” unicamente dallo chef. Non troverete mai ciotole o poltiglie da cui prelevare il wasabi, ma sarà cura di chi vi prepara i sushi anteporne, tra il riso ed il pesce, la giusta quantità. Questo è lo standard, ma in molti ristoranti potete chiedere anche di non aggiungere wasabi.Lo zenzero non si mangia mai insieme al sushi, ma va utilizzato unicamente per ripulire la bocca al cambio di tipologia di ingredienti, quindi tra un sushi ed un altro, così da avere il palato pronto per assaporare appieno il uovo gusto.Per gustarlo al meglio sarebbe opportuno mangiare per prima i sushi più leggeri (dentice, seppia, orata, abalone, sardina, gamberi) finendo con quelli più intensi e grassi (anguilla, riccio di mare, tonno grasso, salmone, uova di pesce). Il sushi con la frittata è considerato un dolce, per cui va sempre mangiato come ultimo, magari subito dopo un hosomamaki.Infine, se siete indecisi su cosa ordinare, potete chiedere direttamente allo chef di fare a sua scelta, utilizzando la parola “Omakase”. Sicuramente non ne rimarrete delusi (anche se correrete il rischio di trovare qualcosa che proprio non vi piace) e lui sarà molto contento per la fiducia che gli avete concesso; occhio a mangiare tutto in questo caso…
Il sushi e la salute
Negli ultimi anni medici e nutrizionisti hanno evidenziato l'importanza del consumo di pesce quale alimento alternativo ad altri cibi proteici come formaggi, uova e carni di altri animali. Non è solo il pesce crudo a fare del sushi un piatto salutare e ricco di proprietà preventive, ma la naturale combinazione tra proteine, carboidrati, grassi omega-3, vitamine, minerali, fibra alimentare contenuti nei suoi vari ingredienti. Inoltre, l’apporto calorico del sushi è molto basso: i pesci a carne bianca, come il branzino e l’orata, hanno meno di 100 calorie ogni 100 g e anche i pesci più grassi (come sgombri, anguille e il taglio più grasso del tonno) hanno meno di 200 calorie ogni 100 g.
Gli amidi del riso favoriscono l’assorbimento delle proteine del pesce crudo. L’alga nori è ricca di fibra alimentare, vitamine A, BI, B2, B6, niacina e C, magnesio, iodio e zinco. Lo zenzero è un antisettico naturale molto efficace. Ricco di vitamina C, il wasabi (radice di rafano) stimola la produzione di saliva e favorisce la digestione. Ha ottime proprietà antibatteriche e anti-ossidanti.
Tabella Nutrizionale Comparativa (per 100g)
| Tipo di Pesce | Calorie (kcal) |
|---|---|
| Branzino | Meno di 100 |
| Orata | Meno di 100 |
| Sgombro | Meno di 200 |
| Anguilla | Meno di 200 |
| Tonno (taglio grasso) | Meno di 200 |
Concedetevi un momento per immergervi nel mondo del sushi, un’arte della cucina giapponese che va ben oltre il semplice atto di mangiare.
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