Calvairate dà il nome a questa vasta zona che si trova grossomodo tra Viale Umbria e Piazzale Cuoco. Pochi forse perchè i nomi dei quartieri e delle zone, a meno che non abbiano una forte identità, come Baggio o Quarto Oggiaro, vanno sparendo a Milano. Calvairate per molti è Piazzale Cuoco, Viale Molise, Viale Umbria, Piazzale Martini o Piazza Insubria.
In origine era un piccolissimo borgo formato da poche cascine, poche anime e una piccola chiesa che rimase invariato sino agli anni Venti del Novecento e facente parte dei Corpi Santi di Porta Orientale. Il nome deriva da Mons Calvarius (Monte Calvario), perché dei crociati tornando dalla Terra Santa qui, su un piccolo poggio (leggera altura in una zona acquitrinosa), costruirono una piccola cappelletta dedicata alla Madonna Nascente e al Monte Calvario, forse nel XII o XIII secolo.
Con l’espansione della città, il piano Beruto (1884) non aveva considerato questo piccolissimo nucleo di casette e persino la graziosa chiesupola consacrata dal secondo Santo milanese e di origini antichissime venne ritenuta importante. Oggi solo una via ricorda la presenza di questo piccolo borgo che si trovava su una strada che da piazza Beccaria, dietro al Duomo, conduceva nelle campagne a sud-est verso Monlué e Ponte Lambro.
Al bordo est della zona venne costruito il Macello dal 1912, che era stato trasferito dalla troppo centrale piazza Sant’Agostino in questa landa desolata a due passi dalla stazione ferroviaria di Porta Vittoria. Progettato in stile liberty dagli ingegneri comunali Giannino Ferrini e Giovanni Filippini venne portato a termine nel 1924 da Antonio Cecchi. Oggi rimane un’area di 132mila metri quadri abbandonata a sé stessa.
Poco prima nel 1911 era stato spostato il mercato ortofrutticolo, dall’antico Verziere (strada che ancora oggi ne porta il nome) a corso XXII Marzo, adiacente allo scalo merci di Porta Vittoria (l’odierno Largo Marinai d’Italia). Nel 1965 l’ortomercato fu trasferito nell’attuale sede di via Lombroso, a est di Calvairate.
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Il Mercato delle Pulci: Un Luogo di Contrasti
Il triangolo di terreno delimitato da Viale Puglie, via Tertulliano e dalla ferrovia è diventato da qualche anno il luogo dove si svolge il Mercato delle Pulci. Il mercato è in realtà formato da due mercati: uno “ufficiale” e uno di venditori più “fantasiosi”, diciamo così.
Quello che è certo è che qui, all’angolo tra piazzale Cuoco e viale Puglie, da quasi 20 anni confluisce una folla disordinata e composta da un’umanità alquanto disparata per estrazione e ceto sociale. Tutti riuniti per prendere parte a uno dei riti più antichi che la storia dell’umanità conosca. Quello del mercato.
Il mercatino delle pulci di Piazzale Cuoco, ufficialmente HobbyPark, è un luogo mitico, raccontato in varie salse dalla stampa a seconda del colore politico e indubbiamente uno dei simboli più famosi del quartiere. È un luogo di socialità, scambio, riciclo e a volte ricettazione.
Hobby Park: Un Esempio Virtuoso Ostacolato
Il mercatino degli hobbysti che sorge in Hobby Park è una realtà che opera a Milano da 17 anni, promuovendo l’economia circolare, cioè la vendita dell’usato che finirebbe, altrimenti in discarica o negli inceneritori. È un esempio virtuoso di economia a misura d’uomo, severamente regolato: chi vuole vendere si deve prenotare. Questa benemerita istituzione è stata chiusa dal Comune, perché a fianco c’è il Mercatino delle Pulci. Di cui, come detto, non parleremo. Ma che, visto il poco spazio che divide i due mondi, fa ricadere le sue scelte, che non abbiamo i mezzi per sapere se siano o meno legittime, né ci interessa, sugli hobbysti.
Come abbiamo visto, il rigido regolamento di Hobby Park non prevede nulla di tutto questo. È quindi lecito domandarsi: a che serve questa decisione? A rendere la vita impossibile a chi ha sempre lavorato secondo le regole, nonostante l’ampia disponibilità al dialogo della società, cioè la Parkomodo SRL.
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Le Criticità e le Reazioni dei Residenti
Da quando cioè il mercatino domenicale di San Donato Milanese è stato e centinaia di venditori ambulanti stranieri si sono spostati in quest'area, portandosi dietro un degrado impressionante. Al punto che molti anziani hanno timore a uscire di casa per prendere un mezzo pubblico, tanto per fare un esempio. "Abito qui da 33 anni e nonostante e i, non ho mai visto un vigile fare qualcosa per scoraggiare questi stranieri: preferiscono multare le nostre auto" ci spiega Roberta Gorini, 57 anni, impiegata.
Così anche ieri, con l'appoggio del comitato locale del consigliere di zona Rosa Pozzani che, oltre a portare la gente in strada per un presidio, ha fatto volantinaggio, Sardone, De Chirico e De Corato erano tutti in prima fila in quella fetta di quartiere tra il Corvetto e la zona Vittoria, cioè tra viale Puglie e piazzale Cuoco, dove hanno raccolto in questo mese circa 1500 firme per far chiudere il mercatino della domenica.
La scorsa domenica (il 24 aprile 2016, ndr), gli abitanti del quartiere non ce l’hanno fatta più e, per l’ennesima volta, dopo appelli e petizioni rivolti alla Giunta Pisapia, questa volta sono scesi in strada a manifestare, per chiedere lo stop di questo inaccettabile mercato abusivo. “Degrado, risse e l’impossibilità di accedere al parco Alessandrini”, ci spiegano i residenti, “basta, siamo stufi, vogliamo che il nostro quartiere torni alla normalità!”
Interventi e Promesse Non Mantenute
Le tante promesse dell'assessore Granelli sono finite nel dimenticatoio nonostante comunicati ufficiali sia a luglio che a ottobre annunciasserop l'imminente chiusura - spiega Sardone - I residenti vogliono anche l'esproprio dell'immensa area per consentire il completamento del parco Alessandrini. Che di domenica è quasi inaccessibile”.
"Oggi - afferma l'assessore - abbiamo molti meno problemi in piazzale Cuoco e nel parco, il problema è più in via Monte Cimone. "Ogni domenica - prosegue l'assessore - si radunano qui molte decine di persone, che occupano i marciapiedi del piazzale, via Monte Cimone e parte del parco Alessandrini per vendere di tutto, materiali di scarso valore, purtroppo anche merce rubata". Ogni domenica (talvolta anche con la polizia di Stato) la polizia locale effettua un presidio sul posto. "Coi nuovi agenti assunti vogliamo essere sempre più incisivi", conclude l'assessore Granelli.
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In tutto ciò, il Comune si era impegnato a smantellare la vasta area di illegalità un anno fa ma, la promessa, non è mai stata mantenuta, aumentando la rabbia e la disillusione dei tanti cittadini e onesti commercianti che vedono la zona sempre più preda dell’illegalità.
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