Dici Italia e pensi al pomodoro, sebbene il frutto sia tutt’altro che autoctono. Le varietà censite, da distinguere per forma, colore, gusto e dimensioni, sono oltre 5000. E diverse fra le migliori maturano proprio nel buon paese, a dimostrazione del fatto che la tradizione è un’innovazione ben riuscita, come prima di Monsieur de Lapalisse ha scritto Oscar Wilde.
Il Pomodoro Lungo Campano
Il pomodoro lungo è un prodotto campano molto simile al “San Marzano D.O.P.” dalla forma allungata, caratteristica del D.O.P. e dal colore rosso vivo. Anche la polpa è molto simile essendo spessa e soprattutto carnosa e la sua massima bontà la si ottiene servendolo all'insalata con olio evo e origano selvatico. Sapore agrodolce e scarsa presenza di semi all'interno, rendono il pomodoro lungo campani unico nel suo genere; inoltre è anche ricco di vitamina A e C, nonché di sali minerali.
Caratteristiche Principali
- Forma allungata simile al San Marzano DOP
- Colore rosso vivo
- Polpa spessa e carnosa
- Sapore agrodolce
- Scarsa presenza di semi
- Ricco di vitamina A e C, e sali minerali
Varietà di Pomodori Lunghi
San Marzano DOP
Il re è indiscutibilmente lui: il pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino, coltivato ed eventualmente trasformato nell’areale di riferimento situato in provincia di Salerno, con propaggini nel Vesuviano e nell’Avellinese, tutelato da una DOP datata 1996. Qui, grazie al suolo vulcanico, si sviluppa la sua caratteristica mineralità. L’originale tuttavia è stato distrutto da una virosi e conseguentemente cancellato dal catalogo nel 1991. Oggi a essere ammesse sono varietà che ne condividono almeno in parte il patrimonio genetico, come Kiros e San Marzano 2, con la prima che copre praticamente tutta la produzione. Si consuma crudo, cotto o in conserva.
Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
Ma la Campania ha anche un’altra bacca ineludibile: il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, anch’esso tutelato da una DOP, risalente al 2009. La coltivazione antichissima nasce dal bisogno di pomodoro durante i mesi freddi: la buccia spesa e resistente ne consente infatti la conservazione, al riparo da muffe. La specie è la solanum lycopersicum, varietà mill, che discende dalle tradizionali cultivar fiaschella, lampadina, Principe Borghese, patanara e Re Umberto. A maturazione, i grappoli vengono appesi completi di tralci in locali areati, riuniti in grossi grappoli, in modo che asciugandosi man mano si conservino per tutto l’inverno, fino alla primavera. Anche in questo caso, il terreno vulcanico gioca la sua parte. Si presta a una cottura breve.
Corbarino
E ancora il pomodorino Corbarino, originario di Corbara, da consumare fresco, in conserva o “al piennolo”. Beneficia dei terreni vulcanici alle pendici dei Monti Lattari e dell’acqua salmastra, che gli regalano una sapidità spiccata, segreto del sugo alle “vongole fujute”.
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Datterino
Datterino giallo o rosso - piccoli, di forma allungata, molto versatili in cucina: da consumare sia crudi che cotti.
Scatolone
Varietà tradizionale della Tuscia (Lazio), caratterizzata da un frutto allungato, vuoto all’interno (da cui il nome “scatolone”).
Coltivazione del Pomodoro: Consigli Utili
Il pomodoro necessita di esposizione in pieno sole. Il pomodoro ha temperature ideali di crescita tra 20-24°. Tra 18-27° sono le migliori condizioni per l’allegagione dei frutti, che è difficoltosa sotto i 10° e sopra 35° (specialmente per le varietà antiche e a bacche grosse). Con meno di 13° in fioritura, i frutti possono risultare deformi e con cicatrici.
Terreno e Preparazione
Il pomodoro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli di medio impasto, fertili e ben drenati. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm).
Distanze e Epoca di Trapianto
Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file. Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) ad agosto.
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Concimazione
Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro. La concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK (es. la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel. la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze.
Irrigazione
Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà. Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni.
Pacciamatura e Protezione
Pacciamatura: la pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia. La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia. Protezione con Nylon: nei trapianti precoci (da febbraio a fine marzo) la coltivazione sotto serra di nylon, offre alcuni vantaggi, come l’anticipo della raccolta, la disponibilità del prodotto per un periodo più prolungato, un più agevole controllo della peronospora. Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno e aprire i laterali in estate, per almeno 140 cm di altezza in estate.
Sostegni e Potatura
Sostegni nei pomodori 'da palo' (indeterminati): esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon. Potatura delle femminelle: mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle”, iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto.
Diradamento e Ombreggiamento
Diradamento delle foglie: è bene sfoltire le foglie che coprono i grappoli in zone costantemente in ombra. Lasciare invece le foglie che riparano le bacche dal sole del pomeriggio, per evitare le scottature. Ombreggiamento: le piante con frutti in maturazione, gradiscono un leggero ombreggiamento nelle ore centrali della giornata, a partire dalla fine del mese di giugno.
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Trattamenti e Raccolta
Trattamenti: per prevenire la Peronospora, nebulizzare prodotti a base di rame, ogni 15 giorni. Il momento migliore per la raccolta, si può decidere considerando le varietà coltivate e i propri gusti personali, perché i frutti hanno caratteristiche diverse nei differenti stadi di maturazione.
Considerazioni Finali sulla Scelta delle Varietà
Elencare tutti i pomodori esistenti sarebbe un compito impossibile e la lista di varietà coltivate risulterebbe chilometrica. Questione di gusto. Questione di spazio. Se dovete coltivare pomodori in spazi stretti oppure se state intraprendendo una coltivazione di pomodori sul balcone dovrete cercare varietà che non sviluppino piante enormi. Se invece avete un campo non dovrete pensare alle dimensioni della pianta ma considerare di predisporre supporti adeguati a sostenerla. Questione di clima. Ci sono alcune varietà di pomodoro che hanno bisogno di molto sole e calore per dar frutti dolci, altre che si adattano meglio anche a climi più rigidi e possono essere coltivate anche in orti di montagna. Questione di resistenza.
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