Mulino Bianco, un marchio iconico nel panorama italiano, ha celebrato il suo 50° anniversario con la campagna “50 anni di ricordi buoni”. Questo traguardo rappresenta mezzo secolo di storia in cui il marchio ha contribuito a costruire un mercato che continua ad innovare con prodotti capaci di rispondere alle esigenze dei consumatori.
Le Origini e l'Ascesa
E’ nato quando ancora la colazione era un’abitudine riservata per lo più ai bambini. Sulle tavole italiane da poco al posto del pane e latte erano comparsi i primi biscotti artigianali. Nell’ottobre del 1975, con l’arrivo sugli scaffali dei suoi primi biscotti (Galletti, Tarallucci, Pale, Campagnole, Molinetti, Macine: questi ultimi sono, tuttora, i più venduti), ha rivoluzionato non solo la colazione degli italiani, diventata da allora in poi appannaggio degli adulti e non solo dei bambini, ma anche il mondo della comunicazione, del marketing e della pubblicità. Le prime confezioni di biscotti risalgono al 1975: nella forma e nei nomi attingono all’immaginario contadino, il packaging, il sacchetto, è un richiamo all’arte bianca dei fornai. Un anno dopo il brand ha già una quota di mercato del 7%.
Il logo è frutto della combinazione di tre componenti: le spighe e i fiori che esprimono la naturalità, la figura del mulino che evoca la tradizione, il nome Mulino Bianco che sintetizza i primi due elementi nei concetti di genuinità e salute. La scelta della confezione, che richiama i sacchetti dei fornai, caratterizza da subito i prodotti Mulino Bianco. Il colore giallo viene scelto per ricordare la tenerezza, quella che vai a cercare nell’infanzia: l’autore del lancio del marchio si è lasciato ispirare dal colore del cioccolato bianco e della pasta dei biscotti rubata alla mamma prima che vadano in forno.
L'Impatto del Marketing
Ma sarà il marketing nel 1978 a mettere il boost: la prima raccolta punti della storia del brand regala il coccio - riproduzione di un modello originale del 1919 - a 6 milioni di italiani e porta Mulino Bianco ad affermarsi come leader di mercato in Italia. Già perchè Mulino bianco è anche merendine: le prime arrivano a fine anni 70, ampliano le occasioni di consumo e quella relazione con gli italiani che il marketing cementerà. Dagli spot d’autore - uno per tutti Giuseppe Tornatore che, fresco di Oscar, nel 1990 firma il racconto della prima famiglia del Mulino Bianco sulle note di Ennio Morricone - alle raccolte punti capaci di fidelizzare i consumatori di tutte le età, dalle sorpresine, oggetto cult prodotto in 650 tipologie diverse, ai testimonial d’eccezione, il brand dei prodotti da forno Barilla diventa parte della storia dei consumi nazionali.
Innovazione e Sostenibilità
«Tutti i prodotti», ha continuato Diterlizzi, «sono stati rinnovati, dal punto di vista del profilo nutrizionale, almeno una volta, per intercettare sempre di più le esigenze dei nostri consumatori». Con un occhio alla sostenibilità (nel 2018 Mulino Bianco, in collaborazione con Wwf Italia, Università di Bologna e Università della Tuscia, ha realizzato la Carta del Mulino per sostenere la diffusione di pratiche agricole sostenibili lungo la filiera della farina di grano tenero) e all’innovazione: come quella delle Fisarmoniche, la proposta per la colazione dalla caratteristica forma a onda che ha richiesto sei anni di sviluppo, dai panel test al concept. Impegnarsi per ‘un mondo più buono’ si traduce anche in una serie di azioni concrete.
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L’energia elettrica acquistata per la produzione in stabilimento di tutti i prodotti arriva solo da fonti rinnovabili, così come tutti i packaging sono riciclabili e forniscono chiare indicazioni sulla loro composizione, aiutando il consumatore a differenziare nel modo corretto. L’impegno per un’agricoltura sostenibile è costante e radicato nel dna di marca. Nel 2018 Mulino Bianco, in collaborazione con WWF Italia, Università di Bologna e Università della Tuscia, ha realizzato la Carta del Mulino con l’obiettivo di sostenere la diffusione di pratiche agricole sostenibili lungo la filiera della farina di grano tenero. Ad oggi sono oltre 100 i prodotti Mulino Bianco realizzati con 100% farina di grano tenero proveniente da agricoltura sostenibile.
Il Piccolo Mugnaio Bianco e le Campagne Pubblicitarie
Nel 1981 Mulino Bianco conquista lo spazio televisivo pomeridiano (agenzia Troost, Campbell & Edweld, con sede a Milano). Nasce il Piccolo Mugnaio Bianco (creato dalla fumettista Grazia Nidasio) che trascorre le giornate sfornando Crostatine e Bomboloni per l’amata Clementina. Uno spot, con protagonista ancora una volta il Piccolo Mugnaio Bianco, «molto cinematografico, per la regia di Gabriele Mainetti», ha spiegato Carolina Diterlizzi, marketing vice president di Mulino Bianco. E non a caso, oltre che sulle principali tv e canali digital, lo spot sarà in programma anche al cinema.
Mulino Bianco Oggi
Oggi, 50 anni dopo, Mulino Bianco continua a essere un love brand, che Barilla ha deciso di celebrare con un programma di eventi e iniziative partito da Milano, con un’attivazione di cinque giorni in piazza Gae Aulenti. Qui un’installazione immersiva, aperta al pubblico, riproduce, in formato maxi, la sveglia a forma di mulino degli anni ’80 ed è arredata al suo interno con gli oggetti che hanno fatto la storia del marchio: dalla poltrona del mugnaio alla gallina Rosita (quella vera, protagonista dei famosi spot insieme all’attore Antonio Banderas), dalle Sorpresine (lanciate nel 1983, ciascuna prodotta in almeno un milione di pezzi, per un totale di oltre 315 milioni) ai premi delle popolari raccolte punti, partite nel 1978: il primo è stato il Coccio, una scodella in terracotta ispirata a un modello del 1919 ed entrata nelle case di 6 milioni di consumatori.
‘Love brand’, leader nel mercato nel settore dei prodotti da forno in Italia, Mulino Bianco arriva nelle case di 23 milioni di famiglie con oltre 140 prodotti (per un totale di 180 formati), la metà dei quali dedicati al momento della colazione. Ogni settimana vengono venduti in media 12 milioni circa di pack, prodotti nei 6 stabilimenti produttivi presenti in tutta Italia (Novara, Ascoli, Cremona, Castiglione delle Stiviere, Melfi, Rubbiano), per 50 linee di produzione, su 1.180.000 metri quadri di superficie totale. Negli ultimi 10 anni sono stati effettuati investimenti negli impianti bakery del Gruppo Barilla per un totale di 300 milioni di euro.
Nel 2024 sfornati 14 mld tra biscotti, merendine&co. 50 anni dopo è presente nelle case di 23 milioni di famiglie con 140 prodotti diversi, la metà dei quali per la prima colazione, che, nel frattempo, è diventata rito irrinunciabile anche per gli adulti. "Mulino Bianco parla di mondo buono, quindi per noi il mondo buono è saper fare e continuamente offrire alle persone dei prodotti buoni genuini, di qualità - ci ha detto Laura Signorelli, marketing director equity Mulino Bianco - sostanzialmente ha creato un po’ il rituale della colazione già a fine degli anni 70 e per noi la colazione ha significato proprio offrire prodotti che avevano questo gusto artigianale e al tempo stesso raccontare momenti di condivisione”.
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L'Impegno dei Dipendenti
Il 17 giugno, per due ore, gli impianti cremonesi di Mulino Bianco e, in contemporanea, quelli di Novara, Ascoli, Melfi, Rubbiano hanno messo in pausa la produzione per consentire ai lavoratori di ritrovarsi, festeggiare e condividere aneddoti, ricordi e testimonianze legati al marchio. Durante i festeggiamenti, tanti dipendenti hanno raccontato episodi significativi del loro percorso: dai primi anni in stabilimento al cambiamento tecnologico, dai legami umani nati tra le linee di produzione fino a momenti di difficoltà superati insieme. Lo storico sito produttivo di Cremona, fondato nel 1974, si estende su una superficie di 255.000 m² e si distingue per 8 linee produttive all’avanguardia e 25 ricette. Diretto da Mario Zanetti, il complesso impiega oltre 300 persone. E la collaborazione e l’affiatamento sono la base del lavoro quotidiano.
Lo spiega bene Rosangela Frassi, operatrice di reparto (installazione linea Pan Bauletto): “Quando abbiamo dato il via alla nuova linea del Pan Bauletto, abbiamo iniziato una fase di formazione con tecnici, softwaristi e macchinisti. E quando abbiamo testato la linea, ricordo lo stupore e l’emozione di vedere uscire le prime teglie di Pan Bauletto. Sentivo, e tutt’ora sento, un forte legame con questa linea che ho visto nascere e che è stata un’opportunità per imparare davvero come si fa il pane, approfondendo allo stesso tempo la grande attenzione dell’azienda alla qualità e agli ingredienti.
“Avevo 35 anni e il ruolo di Tecnologo quando abbiamo avviato la nuova linea a vapore del Mooncake Pan di Stelle”, commenta Luca de Vito, Capoturno (avviamento linea Mooncake Pan di Stelle). “È un prodotto molto particolare che deve la sua delicatezza ad una cottura a vapore che si ispira a quella usata nella tradizione giapponese. Si basa su una tecnologia complessa e, pertanto, una grande sfida. È servito tanto impegno da parte di tutti i team coinvolti nel progetto. Grazie alla perseveranza e al lavoro di squadra, nonostante le difficoltà siamo riusciti a rispettare i tempi e soprattutto ottenere ottimi risultati.
“Ho iniziato il mio percorso come operatore sia di produzione che di confezione (soprattutto di Nastrine, Plumcake e Torte), poi sono passato al magazzino ricambi (mi è sempre piaciuto catalogare e ordinare in maniera precisa)”, commenta Mario Maggi, Magazzino ricambi. “Questa posizione mi ha permesso di aumentare la conoscenza di tutto quel mondo che sta dietro le linee: come funzionano, i pezzi che le compongono e come si ottengono determinati risultati. Tra i nostri prodotti mi ha sempre affascinato come realizziamo le torte, a partire da come viene costruita e formata la frolla.
“Mulino Bianco oggi è un brand così amato anche grazie al cuore, alle mani e ai sorrisi di chi ogni giorno ha creduto in un sogno buono. Ed è proprio con queste persone che oggi vogliamo condividere questo traguardo, festeggiando insieme. È anche attraverso il loro supporto che Mulino Bianco sì è evoluto ed è rimasto rilevante nel tempo.
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Tabella: Principali Tappe nella Storia di Mulino Bianco
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1975 | Debutto dei primi biscotti Mulino Bianco (Tarallucci, Molinetti, Pale, Campagnole, Galletti e Macine). |
| 1978 | Lancio della prima raccolta punti con il Coccio. |
| Fine anni '70 | Introduzione delle merendine. |
| 1990 | Campagna della Famiglia del Mulino, firmata da Giuseppe Tornatore. |
| 2018 | Realizzazione della Carta del Mulino per la sostenibilità. |
| Oggi | Mulino Bianco è presente in 23 milioni di famiglie italiane con oltre 140 prodotti. |
Innovazione protagonista anche della strategia di marketing e comunicazione di Mulino Bianco, fin dai primi spot del 1976. Mezzo secolo di campagne firmate da registi come Gabriele Salvatores e Giuseppe Tornatore, entrate nell’immaginario collettivo e capaci di trasformare il marchio in un luogo fisico: il mulino bianco esiste davvero (si trova a Chiusdino, in provincia di Siena) e negli anni novanta ha ospitato gli spot della famosa, omonima famiglia.
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