Quotazioni Cacao: Analisi dell'Andamento e Previsioni

Il valore dei contratti futures del cacao ha toccato picchi sorprendenti, sollevando interrogativi sulla sostenibilità di questa tendenza. Ci troviamo al culmine di questa crescita o ci sono ancora margini per ulteriori aumenti? Recentemente, il prezzo dei futures del cacao ha superato i 10.000 dollari USA per tonnellata. Esaminiamo le ragioni di questo fenomeno e le prospettive future che si delineano.

Fattori che Influenzano il Prezzo del Cacao

Quali sono i fattori che influenzano il prezzo del cacao? La ragione principale del rally dei prezzi del cacao è attribuibile ai due maggiori produttori mondiali: la Costa d'Avorio e il Ghana. Questi due paesi africani, che insieme rappresentano circa il 60% della produzione mondiale, hanno ridotto le forniture a causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno danneggiato le coltivazioni, insieme alla diffusione della malattia del baccello nero e del virus dei germogli gonfi, alterando così il ciclo di semina. Inoltre, i disordini politici e la svalutazione delle valute nazionali hanno ulteriormente ridotto l'offerta.

Un altro fattore che ha contribuito al rapido aumento dei prezzi del cacao è l'attenzione sempre maggiore dei fondi speculativi sul mercato del cacao. A partire dalla fine del 2023, si è registrata una crescente partecipazione di questi hedge fund a investire oltre 8 miliardi di dollari sui mercati di New York e Londra per assicurarsi i contratti futures del cacao, contribuendo all'aumento record dei prezzi già determinato dai cattivi raccolti in Africa occidentale. Ciò ha portato i prezzi a raggiungere livelli mai visti prima. Sebbene il maltempo e le malattie che colpiscono le piante di cacao nelle principali regioni di coltivazione dell'Africa occidentale abbiano scatenato l'impennata, secondo gli analisti, il fervore degli hedge fund ha accentuato ulteriormente questa tendenza.

Il trend in salita delle quotazioni del cacao sembra essere inarrestabile. A febbraio, i futures del cacao si aggiravano intorno ai seimila dollari per tonnellata dai 2.500 dollari dell’anno prima. Da allora, i prezzi sono schizzati in alto, stabilendo nuovi massimi quasi ogni giorno. I contratti futures con scadenza a maggio hanno raggiunto un massimo intraday di 10.080 dollari per tonnellata. Solo questo mese, il prezzo del cacao è aumentato del 53,75%, mentre dall'inizio dell'anno ha accumulato un incremento di quasi il 130%.

Principali Acquirenti e Prospettive Future

Quali sono i principali acquirenti di cacao e cosa riserva il futuro del mercato del cacao? I Paesi Bassi sono al vertice della lista con circa 770 mila tonnellate, seguiti dalla Germania al secondo posto con circa 470 mila tonnellate (dato relativo all'anno di raccolta 2022). Il notevole volume di cacao importato nell'Unione Europea potrebbe esercitare ulteriori pressioni sul mercato del cacao in futuro, soprattutto a causa dell'EU Supply Chain Act. Questa legge prevede il divieto di importare prodotti agricoli provenienti da aree la cui produzione scaturisce dalla distruzione delle foreste, ed entrerà in vigore alla fine del 2024. Gli esperti ritengono che l'ampia deforestazione, spesso illegale, e il conseguente aumento dell'offerta siano stati uno dei motivi per cui il prezzo del cacao è stato generalmente troppo favorevole negli ultimi anni.

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In definitiva, è possibile che il mercato continui a sperimentare un'offerta più limitata rispetto alla domanda, contribuendo così a ulteriori aumenti delle quotazioni. Secondo le proiezioni dell'Organizzazione Internazionale del Cacao, il rapporto tra scorte e macinazione raggiungerà il livello più basso degli ultimi quarant'anni, contribuendo ulteriormente all'incremento dei prezzi. Questo aumento si riflette anche sui prezzi del cioccolato per i consumatori finali, con un aumento medio del 24% nei listini italiani, dopo aver registrato un aumento del 15,4% nel 2023.

L'Impatto del Cambiamento Climatico

Il prezzo del cacao è aumentato a dismisura a causa del cambiamento climatico. Per via dei rincari, la prossima Pasqua i bambini potrebbero ricevere un uovo più piccolo del solito. Sicuramente, più salato, almeno dal punto di vista economico. La produzione del cacao, considerato già dai tempi antichi il “cibo degli dei”, è fortemente minacciata dal riscaldamento globale. E, per la vecchissima legge del mercato, se cala l'offerta e aumenta la domanda, a salire sono anche i prezzi. In questo caso in maniera vertiginosa.

Secondo l'analisi della ong britannica, a pesare molto sul settore sono stati i raccolti falliti in Ghana e in Costa d'Avorio, dove al momento viene ancora coltivato oltre il 50% del cacao a livello mondiale. Non è la prima volta che accade: si tratta di un trend degli ultimi anni che, però, non sembra prossimo a invertirsi.

Già nel 2023 si era verificato un crollo importante della produzione causato da condizioni climatiche estreme come la siccità, le inondazioni e le malattie delle piante, facendo schizzare il prezzo del cacao fino al 400% in più, e arrivando a toccare i 12.218 dollari per tonnellata. Il 18 dicembre 2024 è stato registrato un nuovo record: 12.605 dollari a tonnellata, con quotazioni che risultano molto alte ancora oggi, seppur attorno ai 9mila dollari. Per avere un'idea, fino al 2023 il prezzo del cacao si attestava stabilmente sotto i 3mila dollari la tonnellata.

Le cause, pare siano nel cambiamento climatico: se guardiamo i dati degli ultimi trent'anni, l'impennata si registra nel 2023, anno in cui le precipitazioni sono state doppie rispetto alla norma nella stagione in Africa Occidentale: "Le condizioni umide hanno fatto marcire le piante a causa della malattia del baccello nero. A questo è seguita una grave siccità nel 2024 - si legge nel report - Le Nazioni unite hanno dichiarato che la siccità del 2024 in Ghana ha colpito più di un milione di persone, provocando gravi perdite di raccolti e prezzi alimentari da record. Secondo uno studio del World weather attribution [un progetto accademico che si occupa di stabilire il nesso tra eventi estremi e cambiamento climatico, ndr], il cambiamento climatico ha reso le ondate di caldo in Africa occidentale dieci volte più probabili".

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A essere colpite sono intere popolazioni che basano la loro sussistenza su raccolti legati al cacao, e non solo in Africa. Gli operatori della ong hanno registrato alcune testimonianze di produttori: "Il cambiamento climatico ha distrutto i nostri raccolti - racconta Aurelia, 53enne e coltivatrice di cacao in Guatemala - Questo significa che non abbiamo un reddito perché non possiamo vendere nulla. La mia piantagione sta morendo e i pochi alberi di cacao che avevo non sono cresciuti abbastanza, quindi non potevamo usarli. La stessa cosa è successa ai raccolti di banane, che stanno morendo. Tutto ciò è molto preoccupante per i nostri figli e soprattutto per i nostri nipoti".

E se le decisioni che riguardano il clima, e la diminuzione dei gas serra, richiedono ancora tempo, i coltivatori hanno bisogno di soluzioni nel breve periodo per non finire nella povertà assoluta. "È necessario ridurre le emissioni per fermare l'impatto del cambiamento climatico e, nel frattempo, dovrebbe essere fornito supporto finanziario ai coltivatori di cacao per aiutarli ad adattarsi e diversificare le loro fonti di reddito" si legge nello studio. A rischio sono soprattutto le piccole imprese che non possono, come quelle più grandi, manipolare le ricette rimuovendo prodotti a base di cacao e sostituendoli con derivati, sostituendo il burro di cacao con altro, o giocando con la grandezza delle confezioni.

Le temperature sempre più alte non sono quindi l'unico fattore che gioca un ruolo importante nella ciclo di vita delle piante di cacao. Come sottolineano gli studiosi di Climate central, ad avere un impatto sulla resa dei raccolti sono anche degli schemi di precipitazioni incoerenti. Per il cacao, infatti, è cruciale che la pioggia sia distribuita durante l'anno: in caso contrario, gli alberi e la conseguente fioritura soffrono. Gli scienziati spiegano che se piove troppo in un lasso di tempo ridotto, l'acqua potrebbe saturare i campi e impedire alle radici di assorbire ossigeno, vitale per i processi di crescita fisiologica degli alberi: "Le piogge intense possono far cadere i fiori dagli alberi, riducendo la quantità del raccolto, e l'umidità eccessiva crea anche un ambiente ideale per lo sviluppo della malattia del baccello nero, o marciume del baccello, che nel 2012 ha causato una perdita del 25% della produzione annua di cacao in Ghana".

Anche la siccità è ovviamente un problema: può ridurre l'efficienza della fotosintesi negli alberi, portando a una minore produzione di fiori. Ci sono poi le malattie dovute agli insetti che prosperano in condizioni caldo umide, come le cocciniglie, e che possono trasportare purtroppo il virus del rigonfiamento del germoglio del cacao (Cssv). Questa malattia causa rigonfiamento dei fusti e delle radici, ingiallimento delle foglie e riduzione delle dimensioni delle foglie e dei baccelli, portando poi alla morte degli alberi infetti. Secondo le stime del Ghana cocoa board è responsabile di una perdita annua del 17% del prodotto. Nel 2023, quasi 600mila ettari di terreno in Ghana risultavano infestati dal Cssv.

Il Problema delle Miniere Illegali

Esiste, poi, il problema dell'attività mineraria illegale: nella stagione 2023/2024 almeno 160 mila tonnellate di cacao sono state perse a causa del contrabbando (tre volte in più rispetto a quella precedente). I coltivatori affittano la loro terra ai minatori in cambio di pagamenti spesso superiori ai profitti ottenuti dalla coltivazione del cacao: le attività minerarie hanno però un forte impatto sul suolo e possono pregiudicarne la qualità, impedendone la coltivazione della pianta in futuro. La combinazione dei fattori contribuisce a far salire il prezzo del cacao.

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Investire nel Cacao: ETF e ETC

Negli ultimi anni il prezzo del cacao è aumentato in modo significativo, con un vero e proprio boom della quotazione di questo prodotto alimentare che nel 2024 ha oltrepassato la soglia di 10mila dollari per tonnellata. Per questi motivi tanti investitori e trader stanno prendendo in considerazione l’idea di arricchire il proprio paniere con gli ETF che consentono di investire su questa materia prima alimentare.

Il cacao può essere definito una soft commodity, vale a dire che si tratta di una materia prima che può essere reperita in superficie, al contrario delle hard commodities come il petrolio o l’oro che, invece, necessitano della trivellazione del sottosuolo. I maggiori paesi produttori di caco al mondo sono Costa d’Avorio e Ghana, stati che hanno un’economia fortemente incentrata su questo prodotto e da soli rappresentano i due terzi della produzione mondiale. Complessivamente, considerando sia le fave di cacao che i prodotti a base di cacao e di cioccolato, il mercato globale del cacao vale circa 114,2 miliardi di dollari nel 2025, ma si stima che potrebbe raggiungere i 145,3 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita media annua del 4,5% nel periodo 2025/2030. Il solo mercato europeo è stato valutato in 47,3 miliardi nel 2024, dunque rappresenta una quota del 43% circa rispetto al valore del mercato mondiale di cacao.

Come abbiamo visto in molti approfondimenti dedicati agli ETF sulle materie prime, tutte le commodities possono essere oggetto di trading con gli ETF (Exchange Traded Funds), particolari fondi di investimento gestione passiva che replicano l’andamento di un indice o di una specifica asset class. In realtà, quando si tratta di materie prime sarebbe più corretto parlare di ETC (Exchange Traded Commodities). Trattandosi di un prodotto ancora un po’ di nicchia dal punto di vista finanziario, non sono moltissimi i provider che propongono ETF\ETC Cacao, ma la scelta è abbastanza ampia.

Gli ETF a leva e short sul cacao sono prodotti speculativi particolarmente apprezzati dai trader che operano in logiche di breve termine, ma che non sono adatti a chi predilige strategie di investimento di lungo periodo o a chi è poco propenso al rischio: con un ETF Cacao a leva 2 o leva 3, ad esempio, si sceglie uno strumento che restituisce un multiplo delle performance del sottostante, sia in positivo che in negativo.

Esempi di ETF Cacao

  • WisdomTree Cocoa (codice ISIN JE00B2QXZK10): Emesso dal celebre provider statunitense WisdomTree, è uno dei più importanti ETC legati al cacao tra quelli presenti sul mercato. Si tratta di un fondo a replica sintetica interamente collateralizzato che ha come indice di riferimento il Bloomberg Cocoa Subindex Total Return.
  • iPath Bloomberg Cocoa Subindex Total Return ETN (codice ISIN US06739H3131): Emesso da Barclays, ha un costo di gestione leggermente più alto della media (0,70% all’anno), mentre la dimensione del fondo è pari a 34,83 milioni.
  • WisdomTree Cocoa 2x Daily Leveraged: Un ETC che replica l’indice Bloomberg Cocoa Leveraged (2x), il quale replica la performance del Bloomberg Cocoa a doppia leva (quest’ultimo replica il prezzo dei contratti futures sul cacao).

Per capire se conviene o meno investire in ETF sul Cacao nel 2025 bisogna prendere in considerazione diversi aspetti che hanno a che fare non solo con l’attualità - post pandemia da Covid-19, guerra tra Russia e Ucraina e dazi USA - ma anche con i processi produttivi della materia prima e le peculiarità dei paesi che la coltivano.

Fattori ambientali e climatici: per crescere la pianta di cacao ha bisogno di piogge abbondanti e alti tassi di umidità, ma con il surriscaldamento globale e i mutamenti climatici in corso (basti pensare all’emergenza siccità che sta colpendo il nostro paese in queste settimane) le piantagioni di tutto il mondo sono a rischio.

Variazioni della domanda dell’offerta: la pandemia da Covid-19 ha inevitabilmente portato ad una riduzione degli stock di tutte le materie prime in un momento nel quale la domanda di beni come il cacao si trovava in forte ascesa, dopodiché la guerra tra Russia e Ucraina e i dazi applicati dall’Amministrazione Trump hanno portato anche a un rincaro dei costi sull’energia necessaria per la produzione e il trasporto e aumenti dei prodotti per i consumatori.

Fatta questa premessa, è difficile fare previsioni. Ad ogni modo, gli analisti e i produttori di cioccolato prevedono un potenziale calo dei prezzi dopo i rincari degli ultimi anni, non a caso negli ultimi mesi gli operatori del settore hanno ridotto l’utilizzo di futures sul cacao a dimostrazione che credono in una possibile contrazione dei prezzi a breve e medio termine. Gli investitori che stanno pensando di includere nel proprio portafoglio gli ETF Cacao con l’obiettivo di realizzare profitti a stretto giro potrebbero quindi rimanere delusi.

Come spesso ripetiamo, non esistono investimenti universali che vanno bene per tutti: la soluzione migliore è sempre quella di scegliere prodotti su misura, studiati per rispondere alle necessità del singolo risparmiatore e capaci di generare rendimento nel tempo nel rispetto della propensione al rischio del singolo.

Investire sul Cacao con i Leva Fissa Certificate di Vontobel

Vontobel fornisce strumenti finanziari come Leva Fissa Certificate basati sui future del cacao. Questi strumenti sono collegati ai future del cacao negoziati presso l'Intercontinental Exchange (ICE), considerato un riferimento globale per il prezzo del cacao. Questa tipologia di prodotto replica la performance giornaliera del contratto future del Cocoa Future, con una leva costante (3x, 5x, 7x. Consulta tutta la gamma cliccando al link qui) e offre la possibilità di sfruttare i trend di mercato, sia al rialzo (long) sia al ribasso (short), moltiplicando la performance giornaliera del Cocoa Future per la leva.

L’orizzonte temporale d’investimento e/o di copertura è di breve/brevissimo termine (intraday, ovvero all’interno della singola giornata di negoziazione). Infatti, qualora il prodotto fosse mantenuto in portafoglio oltre il singolo giorno di negoziazione, potrebbero emergere delle differenze tra la performance dell’attività finanziaria sottostante moltiplicata per la leva e la performance effettiva del prodotto come conseguenza del Compounding Effect (Effetto dell’Interesse Composto).

I Leva Fissa Certificate prevedono un meccanismo di ricalcolo del prezzo di valutazione, mirato a limitare eventuali perdite in situazioni di forti fluttuazioni dell'attività finanziaria di riferimento.

Quando la soglia predeterminata, nota come Reset Barrier, viene raggiunta, il prodotto viene temporaneamente sospeso e il Prezzo di Valutazione viene ricalcolato, riprendendo il calcolo della performance dell'indice a leva come se iniziasse una nuova giornata di trading.

È importante sottolineare che la Reset Barrier non costituisce un Floor, ossia una barriera di protezione assoluta. Seppur contribuendo a evitare perdite superiori al capitale inizialmente investito, in scenari sfavorevoli l'investitore potrebbe comunque incorrere nella perdita totale del capitale investito.

I Certificati a Leva Fissa, oltre a non presentare un Floor come barriera di protezione al ribasso, non dispongono di un Cap; ciò implica l'assenza di limiti ai rendimenti positivi ottenibili con il Certificato, consentendo all'investitore di beneficiare completamente delle variazioni positive dell'attività finanziaria di riferimento.

Rischi Associati agli Investimenti

Gli investitori sono esposti al rischio che l’Emittente (Vontobel Financial Products GmbH, Francoforte sul Meno) o il Garante (Vontobel Holding AG, Zurigo) non risultino in grado di adempiere ai propri obblighi in relazione al prodotto. È possibile una perdita totale del capitale investito. In quanto titoli di credito, i prodotti non sono soggetti ad alcuna protezione dei depositi.

Gli investitori devono tenere presente che l’andamento dei prezzi delle azioni delle società sopra menzionate è influenzato da molti fattori imprenditoriali, ciclici ed economici, che dovrebbero essere presi in considerazione al fine di formarsi un’idonea opinione sul mercato. Il prezzo delle azioni potrebbe muoversi diversamente rispetto alla previsione degli investitori, portando a perdite di capitale. Inoltre, i rendimenti passati e le opinioni degli analisti non sono un indicatore per i rendimenti futuri.

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