Reti per Insalata: Tipi e Utilizzi per una Coltivazione Ottimale

La coltivazione dell'insalata, sia in campo aperto che con tecniche innovative come l'idroponica, richiede attenzione e protezione. L'utilizzo di reti specifiche può fare la differenza, proteggendo le colture da parassiti, condizioni climatiche avverse e altri fattori che possono compromettere il raccolto.

Protezione dalle Avversità: Reti e Teli per l'Insalata

Molti agricoltori utilizzano teli e reti per proteggere le proprie colture da stress abiotici (pioggia, grandine, eccesso di luce) o da stress biotici (insetti, uccelli). Questi strumenti offrono una difesa efficace contro diversi pericoli:

  • Uccelli: Le reti protettive impediscono agli uccelli di mangiare le foglie dell'insalata.
  • Insetti: Reti a maglia fine proteggono da insetti come altica e tripide, riducendo la necessità di trattamenti fitosanitari.
  • Condizioni climatiche avverse: Teli e reti ombreggianti proteggono dal sole eccessivo, dal vento e dagli abbassamenti termici.

Un esempio virtuoso è il controllo della Drosophila suzukii e della cimice asiatica. Studi e prove sperimentali su colture frutticole, orticole e ornamentali stanno approfondendo come usarle per modificare il comportamento della pianta andando a "manipolare” la luce intercettata, il regime termico e l'ombreggiamento, e quindi il microclima interno della coltura.

Le reti ombreggianti tradizionali proteggono le piante dalla luce solare. Oggi è fondamentale proteggere le piante con reti ombreggianti. Produciamo i nostri tessuti a rete ombreggiante in diversi colori e fattori di ombreggiamento. Gli ombreggianti per le colture proteggono dalle bruciature.

Tipi di Reti Ombreggianti

  • Gamma di reti ombreggianti in bandella di polietilene.
  • Lo schema tessile a “doppia trama” assicura una buona consistenza ed indemagliabilità.
  • Tessuti a rete ombreggiante ad elevata resistenza meccanica e all’abrasione concepiti per l’utilizzo su tensostrutture.
  • Schermo ombreggiante, Low Density Factor.
  • Schermo ombreggiante, Medium Density Factor.
  • Schermo ombreggiante, High Density Factor.

Coltivazione Idroponica e Aeroponica: Un Approccio Innovativo

Coltivare l'insalata in idroponica è estremamente semplice, molto di più di quanto possa sembrare; anche per chi inizia da zero e si avvicina per la prima volta al mondo dell’idroponica. Innanzi tutto, occorre precisare che per coltivare l’insalata con questo sistema è possibile utilizzare qualsiasi impianto: quello a goccia, il sistema Ebb&flow e quello NFT, tuttavia - per chi è alle prime armi - vale la pena prendere in considerazione il sistema aeroponico Aeroflo, che è molto facile da installare, usare, monitorare e manutenere e - allo stesso tempo - consente di ottenere un ricchissimo raccolto.

Leggi anche: Tutto sulle reti per insaccati

Dopo aver parlato del giardino idroponico, vediamo ora come la lattuga sia in realtà la cosa più semplice da coltivare, per cui è proprio il tipo di prodotto più adatto per chi si cimenta per la prima volta con una coltura indoor.

Come Coltivare Lattuga Idroponica?

Una volta individuata la varietà di insalata più adatta alle vostre esigenze e ai vostri gusti, dovete procurarvi i semi, che potete trovare nella sezione del sito dedicata alle sementi o acquistarli direttamente in uno dei grow shop della vostra città, dovrete poi acquistare dei cubi di lana di roccia (Rockwool) e dei vasetti a rete, una miniserra per riporli al caldo, in un ambiente protetto e dei vasetti a rete, studiati proprio per le esigenze delle piante che vengono coltivate con sistemi idroponici e aeroponici. Servirà, quindi, un piccolo impianto idroponico o aeroponico. Vediamo allora quali sono i passi da compiere.

I semi di insalata vanno inseriti all’interno dei cubi di lana di roccia inumiditi (è raccomandabile non inserire più di cinque semi per ogni cubo) solo con acqua e poi sistemati all’interno della miniserra, ad una temperatura che può oscillare tra i 23 e i 28 gradi centigradi. Un aspetto da controllare - quando si usano i cubi di lana di roccia - è la quantità di acqua che assorbono, perché un’eccessiva quantità di liquido potrebbe portare a far marcire le radici e all’annegamento delle stesse. Per questo, è opportuno sempre controllare i livelli di liquido presenti ed eventualmente strizzare i cubi per far uscire l’acqua in eccesso.

Con la giusta quantità di acqua e la temperatura ideale, i semi di lattuga inizieranno a germinare dopo circa 48 ore. Quando vedrete spuntare le prime radici dai cubi di lana di roccia (sia dai lati che dalla base), vuol dire che è arrivato il momento di trasferire le piantine appena nate negli appositi vasetti a rete, che andranno prima riempiti con dell’argilla espansa e poi sistemati nell’impianto idroponico che avete scelto (o aeroponico).

Le piantine inserite nel sistema aeroponico andranno poi alimentate con un’apposita soluzione nutritiva a base di acqua e fertilizzanti in modo da fornire tutto quello di cui hanno bisogno. È importante evitare qualsiasi tipo di fertilizzante durante la fase di germinazione e poi iniziare con una dose dimezzata rispetto a quando raccomandato sulla confezione. Usando dei fertilizzanti adatti e nella giusta dose, si consente alle radici delle piantine di lattuga di svilupparsi al meglio e più velocemente rispetto a quanto impiegherebbero con un sistema di coltivazione tradizionale, anche perché - in questo modo - le radici riescono a ricevere e ad assimilare i nutrienti in modo più rapido.

Leggi anche: Hamburg Distretto 21: Approfondimento

Per far crescere le piantine in modo sano e veloce, rafforzando così anche il loro apparato radicale in modo da renderlo più robusto, è possibile optare per alcuni fertilizzanti particolari, che contengono sostanze fondamentali in grado di promuovere e aumentare la crescita, accelerando l'assorbimento dei nutrienti, e tenere lontane le malattie più comuni dell’insalata. I fertilizzanti giocano un ruolo fondamentale per la vita e la salute della pianta. Dal momento che il sistema idroponico e aeroponico non prevedono la presenza di terreno fertile, per far in modo che l’insalata riceva tutti i nutrienti è fondamentale utilizzare i fertilizzanti giusti per poter far crescere le piante in modo corretto.

Rafforzare l’apparato radicale delle piante di insalata e prevenire i parassiti significa far crescere piante sane, forti e vigorose, in grado di restituire un buon raccolto. Uno dei marchi raccomandabili per la fertilizzazione delle piante di insalata coltivata in idroponica è Canna, prodotti molto facili da gestire e molto efficaci.

A questo punto, una volta avviata la coltivazione, è opportuno tenere sotto controllo alcuni valori importanti per la salute e la crescita di ogni pianta, come il pH, che determinerà la capacità - da parte del vegetale coltivato - di assorbire correttamente i nutrienti disponibili. Per far in modo che le piante di insalata assorbano in modo corretto tutti i nutrimenti, il pH deve essere leggermente acido e per accertarsi che sia sempre tale è opportuno monitorare spesso la situazione con dei test manuali. Ad esempio, è possibile utilizzare le strisce di carta per il pH test economiche e facili da utilizzare.

Per creare un ambiente adatto e protetto, è raccomandabile riparare e controllare le piante di insalata all’interno di una grow box, in modo da farle crescere bene, in salute e più velocemente, senza pesare sul costo della bolletta. Tra i vantaggi dell’uso della grow box c’è sicuramente quello di poter controllare più facilmente la temperatura rispetto ad un ambiente più grande e, quindi, meno controllato, gestire al meglio la ventilazione, assicurarsi la giusta illuminazione (grazie al telo mylar riflettente presente all’interno della grow box che consente di propagare in modo efficace la luce).

Per aiutare la crescita, è opportuno illuminare correttamente le piantine di insalata: la soluzione migliore è utilizzare le lampade HID a scarica oppure con le LED, ma è possibile trovare un buon compromesso anche utilizzando le lampade fluorescenti. Per gestire al meglio l’illuminazione delle piante di insalata, è opportuno attivare le luci per 12 ore al giorno, garantendo così 12 ore di buio. Per chi inizia, è opportuno acquistare un semplice set di illuminazione formato da 4 lampade CFL, sufficienti per una coltivazione casalinga.

Leggi anche: Insalata Estiva con Farro e Tonno

Lotta Biologica e Alternativa ai Pesticidi

Nell’ultimo decennio, le aziende di produzione e di trasformazione di prodotti biologici sono complessivamente raddoppiate, mentre le superfici agricole destinate al biologico sono cresciute del 60%. A fine 2018 la superficie coltivata in Italia ad agricoltura bio è arrivata a quasi 2 milioni di ettari, con un numero di coltivatori che arriva a sfiorare le 80.000 unità. È quindi un dato di fatto che, anche tra le aziende specializzate nella produzione di ortaggi e in particolare di insalate, sia sempre più avvertito il problema di ridurre il numero di trattamenti antiparassitari al fine di offrire un prodotto con un numero minore di principi attivi. Inoltre, l’impiego di molte molecole si sta dimostrando poco efficace, di conseguenza l’applicazione di pesticidi risulta una scelta controproducente da più parti.

Ne sono la prova i risultati eccellenti ottenuti in seguito a un test in campo per il controllo dell’altica, eseguito su una semina di rucola condotta in biologico, avviata a inizio settembre e raccolta 17 giorni dopo. La prova ha interessato una superficie di oltre 5.000 metri quadrati, seminata a rucola di varietà Extrema, dell’azienda Maraldi Sementi di Cesena.

Un’ulteriore conferma dei risultati di Biomaglia arriva poi da un altro test in campo condotto presso l’Azienda Agricola Fratelli Cambise di Trasacco (AQ), storica realtà che da oltre trent’anni è specializzata nella produzione di ortaggi a foglia. Il responsabile tecnico Sandro Cerasani ha spiegato: “Per questo tipo di coltura, il problema principale è rappresentato naturalmente dalle virosi, il cui vettore principale è il tripide. Per contrastare la sua diffusione, abbiamo fatto un test con la Biomaglia di Arrigoni su lattuga, broccoletto e radicchio.

“L’aspetto importante - evidenzia Milena Poledica, agronoma di Arrigoni - è che nelle superfici protette dai tessuti non si sono resi necessari trattamenti fitosanitari contro l’altica o il tripide né si sono manifestati danni alla coltura. Si evince dalla prova che l’impiego della protezione fisica tramite rete sulla coltura è estremamente vantaggiosa, sia in termini di costo sia in termini di efficacia. E, soprattutto, offre la possibilità di raccogliere un prodotto libero da residui di insetticidi e, quindi, più sano.

Coperture Fotoselettive: Manipolazione della Luce per la Crescita

Le coperture fotoselettive sono costituite da diversi spessori e materiali, ma la particolarità che salta subito all'occhio sono i diversi colori: blu, rosso, grigio perla, giallo o fluo. Gli spazi vuoti della maglia fanno passare una parte di luce non alterata; contemporaneamente i fili colorati cambiano lo spettro luminoso della luce percepita dai nostri occhi, ma anche in quella dell'ultravioletto e dell'infrarosso non percepibili dall'occhio umano.

La luce visibile ha una lunghezza d'onda che va dai 400 ai 700 nanometri (nm) che cade tra le bande del violetto e del rosso; di questo spettro fa parte la Radiazione Fotosinteticamente Attiva, chiamata anche Par, Photosynthetically Active Radiation. Rappresenta il 41% dell'energia totale che arriva dal Sole ed è quella intercettata dalla clorofilla: quindi, è effettivamente la luce disponibile per la fotosintesi.

Quando una pianta viene colpita dalla luce diretta, la maggior parte di questa luce viene intercettata dalle foglie esterne, mentre le zone più interne della chioma assorbono lunghezze d'onda già molto filtrate dalle foglie sovrastanti. Sotto la rete si crea ombra, quindi si diminuisce l'intensità di luce diretta e si aumenta l'intensità di quella diffusa che penetra meglio all'interno della vegetazione con conseguenze positive sulla sua crescita complessiva.

"Questo tipo di reti crea un ombreggiamento del 15-20%; con reti più chiare il valore diminuisce mentre con reti più scure aumenta" - continua a spiegare Neri - "questi livelli di ombreggiamento consentono un'ottima fotosintesi e rendono meno pericolosi i fenomeni di fotoinibizione e fotossidazione, particolarmente gravi con temperature molto elevate". I fenomeni di fotoinibizione e fotossidazione si conoscono sotto il nome di "stress termico".

Studi sperimentali condotti con diverse maglie colorate su meleti e pescheti, con una percentuale di ombreggiamento selettivo intorno al 15-30%, hanno registrato già nel primo anno un migliore allungamento dei germogli, una maggiore dimensione della superficie fogliare, una stimolazione sull'induzione a fiore, la qualità dei fiori e sull'allegagione, cioè lo sviluppo dei frutticini subito dopo la fioritura.

Considerazioni Ambientali e Durata delle Reti

Una delle grandi sfide che deve affrontare l'agricoltura moderna è la sempre più scarsa disponibilità di acqua. Il trend è quello di utilizzare piante a basso input in fabbisogno idrico senza però diminuire le produzioni. Come riporta Neri, il costo più alto di acquisto però sembra essere compensato dalla durata della vita del telo: "se confrontate con le reti nere tradizionali addizionate con il carbon black per renderle stabili agli Uv (circa 10 anni di vita), le fotoselettive hanno dimostrato di avere una tenuta elevata. Ma con lo svantaggio, in alcuni casi, di una durata inferiore del colore rispetto ai risultati attesi (esempio la rete rossa).

"Tutte le reti in commercio devono rispettare la normativa Uniplast che prevede una garanzia di 5 anni sul materiale. La stessa normativa prevede però che vengano rispettati anche tutti gli accorgimenti installativi e che non vengano superati i valori soglia di determinate sostanze chimiche che potrebbero danneggiare le reti. Alcune ditte non forniscono tale garanzia ma evidenziano che il filato è stabilizzato a 900 KLy (Kilo Langley, l'unità di misura utilizzata per misurare la radiazione solare su un'area in un anno).

Se da un lato l'utilizzo della plastica è molto pratico ed economico, dall'altro lato desta molte preoccupazioni per il suo impatto ambientale sul lungo periodo, tanto più che il settore agricolo contribuisce in maniera significativa a questo tipo di inquinamento. Le coperture protettive rientrano nei prodotti plastici più utilizzati nella filiera agricola (polietilene, cloruro di poli vinile ed etile vinile acetato).

Tuttavia come spiega Neri: "nel caso delle reti fotoselettive c'è una maggiore sensibilità per il riciclo". Le ditte produttrici iniziano ad offrire servizi di raccolta delle reti usate, o almeno forniscono tutte le informazioni necessarie sulla gestione del "fine carriera" di questi materiali, compresi tempi ed elenchi delle ditte autorizzate al ritiro nelle diverse regioni.

Tabella Riassuntiva dei Vantaggi delle Reti per Insalata

Tipo di Rete Vantaggi Utilizzo
Reti Anti-Insetto Protezione da parassiti, riduzione dell'uso di pesticidi Coltivazioni biologiche e tradizionali
Reti Ombreggianti Protezione dal sole eccessivo, riduzione dello stress termico Climi caldi e colture sensibili al sole
Coperture Fotoselettive Manipolazione della luce, miglioramento della crescita e della qualità dei frutti Coltivazioni specializzate
Tessuto non tessuto (TNT) Protezione dagli uccelli, mantenimento dell'umidità Protezione generale delle colture

Nota: La scelta della rete più adatta dipende dalle specifiche esigenze della coltura e dalle condizioni ambientali.

Ma quando si otterrà il primo raccolto di insalata? Molto dipende dalla varietà scelta e coltivata, ma - in linea generale - è possibile affermare che il tempo necessario oscilla tra le 4 settimane e gli 80 giorni. Scegliendo varietà diverse e gestendo al meglio il sistema aeroponico, potrete avere dell’insalata fresca, gustosa e sana in qualsiasi periodo dell’anno. Coltivando l’insalata al chiuso - con sistemi idroponico o aeroponici - permette di gestire l'ambiente e prolungare il raccolto.

tags: #rete #per #insalata #tipi #e #usi

Post popolari: