La santoreggia (Satureja hortensis), conosciuta anche come Cerea o Erba Spezia, è una pianta aromatica con una lunga storia di utilizzo. Il suo nome latino, "satureia" (erba del satiro), deriva dalle sue presunte proprietà stimolanti sessuali.
Originaria della regione mediterranea e del Mar Nero, oggi cresce in Europa, Iran, India, Sud America e Asia, appartenendo alla famiglia della menta.
È una pianta che cresce fino all’altezza del ginocchio e ha foglie a forma acuta, lunghe circa tre centimetri e larghe mezzo centimetro. I fiori della pianta di santoreggia sono piccoli con colori che variano dal rosa al viola.
Coltivazione e Raccolta
È bene piantare la santoreggia all’inizio dell’anno, coprendo i semi con un po’ di terreno. È importante mantenerli sempre umidi, fino in primavera, quando le prime piantine faranno capolino. Consigliamo di piantare i semi in file distanti circa 25 cm un dall’altra, in un luogo soleggiato, ma al riparo dal vento.
A partire da luglio, sarà possibile la raccolta: basterà tagliare i rami più vicini al suolo e appenderli a testa in giù, così da farli seccare.
Leggi anche: Come fare la focaccia senza lievito
Proprietà e Benefici
La santoreggia è una pianta poco utilizzata, ma vanta interessanti proprietà terapeutiche: ha un’azione antimicrobica, carminativa, digestiva, tonica; è inoltre uno stimolante che coadiuva l’astenia generale.
Ha proprietà purgative, diuretiche e antidiarroiche e l’olio essenziale aiuta a contrastare l’azione dei vermi intestinali quali ascaridi e ossiuri. Le foglie alleviano le punture d’insetto. Per uso esterno è un valido cicatrizzante, antireumatico, blando anestetico, molto utile per la regressione delle piccole ulcerazione della mucosa orale.
In realtà quest’erba spontanea delle regioni d’Italia Settentrionale e Centrale trova impiego contro la stanchezza, nelle verminosi e nelle digestioni difficili. Inoltre combatte le infiammazioni intestinali e le dispepsie neurovegetative. Al proposito si consiglia l’infuso di 2 gr di sommità fiorite di santoreggia in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti. Uso: 2 tazze al giorno.
Contro la sordità si pesta la piantina e si introducono 3 gocce di succo nell’orecchio più volte al giorno a seconda delle necessità. Per il mal di denti si masticano le sommità fresche.
Le proprietà eccitanti della santoreggia vengono esaltate in questo bagno afrodisiaco: si pongono 100 gr di una miscela composta di santoreggia, rosmarino, verbena odorosa e salvia in un paio di litri di acqua bollente (tutte le droghe vanno prese in parti uguali). Dopo aver lasciato in infusione per un quarto d’ora si filtra e si versa nell’acqua del bagno dove ci immergeremo per una ventina di minuti.
Leggi anche: Panini Veloci e Facili
Per combattere le rughe si fa un infuso in parti uguali di santoreggia e salvia (4 gr in mezzo litro d’acqua bollente per 10 minuti) e si applica con garze sulla pelle.
A causa delle sue proprietà anti infiammatorie e antisettiche, è adatta per preparare tisane naturali ad effetto espettorante contro mal di gola e tosse, da utilizzare sia come bevanda che come additivo per il bagno.
Santoreggia in Cucina
In cucina il gusto piccante dell’erba trova riconoscimento nella preparazione di salse al pomodoro, di verdure e nell’aromatizzazione di carni. Questa spezia è molto gustosa, leggermente pepata e dal retrogusto un pochino affumicato.
Attenzione al dosaggio! La santoreggia ha un sapore davvero molto intenso, quindi è bene evitare di usarne troppa! Inoltre, solo durante la cottura essa sprigiona tutto il suo gusto e profumo!
La santoreggia è ottima per raffinare patate, verdure alla griglia o piatti di funghi, è possibile usarla anche sulle insalate e per la preparazione di insaccati.
Leggi anche: Deliziose Ricette Fagioli Azuki
La santoreggia annua è quella più profumata, di conseguenza, la più utilizzata per esaltare i legumi (fave, fagioli bianchi, ceci, lenticchie) grazie alla capacità di facilitarne la digestione. Viene altresì proposta in zuppe, salse, salumi, formaggi spalmabili, etc.
La santoreggia aromatizza anche le farce e rientra nella composizione del mazzetto degli odori.
È una delle componenti delle Erbe di Provenza francesi. Una miscela di erbe secche da utilizzare soprattutto in piatti a base di verdura, negli stufati, e nelle grigliate, sia di carne che di pesce. Si aggiungono prima o durante la cottura, e non una volta terminata la cottura; oppure si usa anche mettere le erbe di Provenza nell’olio di cottura per insaporirlo.
Oltre a nobilitare il sapore di carne, pesce, verdure e soprattutto dei legumi, ne facilita l’assimilazione. In particolare è usato per aromatizzare trote, salsicce, salse a base di rafano, liquori digestivi e vini tonici.
Curiosità: santoreggia e fagioli sono una coppia vincente in cucina, ma non solo!
Ricetta: Pesto di Santoreggia
Un'idea per utilizzare la santoreggia è preparare un pesto fresco e aromatico.
Ingredienti:
- Un mazzetto di Santoreggia fresca (Satureja hortensis)
- 1 spicchio d’aglio
- 80 gr d’olio extra vergine d’oliva
- 20 gr pinoli
- 100 gr di parmigiano grattugiato
- q.b. sale fino
- q.b. pepe nero macinato
Preparazione:
- Lavate accuratamente le foglie di Santoreggia, togliendo la parte legnosa, e asciugatele bene.
- Se si utilizza il minipimer: Mettete tutti gli ingredienti nel vaso del minipimer, frullate velocemente e tenete da parte. Per evitare che il composto si scaldi, vi consiglio di aggiungere un po’ di ghiaccio tritato agli ingredienti, prima di frullarli.
- Se si utilizza il mortaio: sfogliare la Santoreggia e sminuzzare le foglioline al coltello; riporle nel mortaio e lavorarle delicatamente, aggiungendo tutti gli altri ingredienti.
Ricetta: Tortino con Santoreggia e Fonduta di Parmigiano
Ingredienti:
- Funghi porcini
- Cipolla
- Olio extra vergine di oliva
- Latte
- Fecola
- Parmigiano
Preparazione:
- Per il tortino: in una padella far scaldare del buon olio extra vergine di oliva, aggiungere la cipolla tagliata a cubetti e farla imbiondire, quindi unire i funghi porcini e far rosolare tutto insieme.
- Per la fonduta di parmigiano: mentre il tortino sta terminando la sua cottura, iniziamo a preparare la fonduta. Versare il latte in un pentolino e portarlo a bollore; intanto sciogliere la fecola con un po’ d’acqua e aggiungerla al latte per farlo addensare.
Un frollino con santoreggia che affonda le sue radici nella tradizione friulana:
*Varhackara è presidio slow food del Friuli Venezia Giulia prodotto in un piccolo paese montano della Carnia, Timau, in provincia di Udine.Impastare burro, farina, uova, zucchero, sale e la santoreggia tritata. Stendere con l’impasto ottenuto a 3 mm di spessore e lasciarlo raffreddare. Coppare con un coppapasta da 2,5 cm di diametro e infornare. Nel frattempo prendere la Varhackara e batterla a uno spessore di 3 mm di spessore e copparla dello stesso diametro del frollino.
tags: #ricette #con #santoreggia

