Salame per bambini di 3 anni: controindicazioni e alimenti da evitare

Quando si parla di alimenti vietati nei primi anni di vita si pensa erroneamente ad alimenti responsabili di manifestazioni allergiche e dunque agli alimenti allergizzanti (uova, soia, frutta a guscio, crostacei, pesce…). Tale associazione è tuttavia sbagliata, infatti non vi sono evidenze per ritardare l’introduzione degli alimenti allergizzanti durante lo svezzamento e nei primi anni di vita (1,2). Quando si parla di alimenti vietati per i bambini nei primi anni di vita bisogna quindi dimenticare quelli che sono gli alimenti allergizzanti e concentrarsi invece su alimenti di ben altro genere. Ecco qui di seguito quali alimenti andrebbero evitati e quali vanno strettamente limitati per i più piccoli.

Quali sono gli alimenti vietati per i bambini?

  1. Carne cruda
  2. Le preparazioni alimentari contenti carne cruda, come ad esempio tartare e carpacci, sono potenzialmente molto pericolose per i più piccoli. Le preparazioni a base di carne cruda possono infatti avere contaminazioni batteriche o virali, che causano intossicazioni alimentari. Il rischio associato al consumo di questi alimenti vi è sia per l’adulto che per il bambino, ciononostante l’organismo di un soggetto adulto ha la maturata capacità per poter rispondere ad una intossicazione alimentare rispetto ad un organismo in crescita. Nei bambini vi è infatti una immaturità dei sistemi funzionali che determina quindi una maggiore suscettibilità alle intossicazioni e possibili effetti collaterali molto più gravi. Per tale ragione si raccomanda di non proporre ai bambini nei primi anni di vita carni crude.

  3. Pesce crudo
  4. Come per la carne, anche il pesce crudo è un alimento che può causare intossicazioni alimentari. Affianco alle possibili contaminazioni batteriche e virali, il pesce crudo può essere anche contaminato da parassiti come l’Anisakis. Per prevenire il rischio di incorrere in tali intossicazioni le strategie da adottare sono il congelamento del prodotto e la cottura del pesce. Per tale ragione alimenti come tartare di pesce, sushi e crudi di pesce sono vietati nei primi anni di vita.

  5. Uova crude
  6. Come per gli alimenti già citati, anche le uova crude sono vietate nei primi anni di vita, a tutela del rischio di sviluppare intossicazioni alimentari. È importante assicurarsi la cottura dell’uovo ogni qual volta si propongono ai bambini preparazioni casalinghe o gastronomiche costituite da impasti in cui è stato impiegato l’uovo. Per preparazioni come la carbonara è possibile impiegare piccoli accorgimenti come ripassare velocemente in padella con qualche cucchiaio di acqua la pasta dei più piccoli, in modo da garantire una rapida cottura dell’uovo.

  7. Tè e caffè
  8. Queste bevande molto diffuse, sono rinomate per il loro contenuto di teina o caffeina, una sostanza psico-attiva stimolante per il sistema nervoso che potrebbe avere controeffetti nei bambini piccoli. Alimenti con attività “nervina” non devono essere quindi proposti ai più piccoli. Oltre al tè e al caffè, esistono anche altre bevande o alimenti contenenti sostanza psico-attive come il tè mate, il cacao e anche il guaranà.

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  9. Alcolici
  10. Nonostante sia una raccomandazione nota, è sempre bene ribadire il divieto del consumo di alcolici durante tutta l’età pediatrica. La raccomandazione è altrettanto valida se si parla di dolci e preparazioni che contengono anche minimi contenuti di alcolici (ad esempio torte o creme).

Quali alimenti devono invece essere limitati?

Esistono alcuni ingredienti o alimenti molto comuni sulla nostra tavola che andrebbero limitati al fine di adottare un modello alimentare sano ed equilibrato. Tale indicazione è valida per gli adulti, ma lo è ancora di più per i bambini più piccoli.

  • Sale
  • L’eccesso di sale, e dunque di sodio, è responsabile di numerosi effetti negativi sulla salute, primo tra tutti l’aumento di pressione arteriosa in età adulta. Sebbene questo non rappresenti un rischio immediato per la salute dei più piccoli è comunque un fattore di rischio per la crescita futura. Fin dai primi anni di vita è bene sviluppare abitudini alimentari corrette; al contrario abituarsi a cibi troppo sapidi in tenera età comporta una predisposizione al consumo di cibi ricchi di sale, abitudine che sarà difficile da eliminare una volta cresciuti. Per esempio, durante lo svezzamento si raccomanda di non aggiungere sale agli alimenti complementari. Questo si traduce in un’attenzione particolare tanto alla preparazione degli alimenti (che non devono essere salati), quanto alla selezione dei cibi proposti, come ad esempio evitare di impiegare il dado da cucina per preparare brodi e pappe, limitare il consumo di snack e di cibi molto salati (per saperne di più ti consigliamo di leggere: “Sale e pappa: istruzioni per l’uso”).

  • Salumi e carni trasformate
  • Prosciutto, salame, bresaola, salsicce, wurstel etc… sono alimenti comuni nella nostra alimentazione ma che andrebbero consumati con moderazione. Essi contengono infatti un elevata quantità di sale, del quale si è già discusso al punto precedente, e numerosi conservanti (ad esempio nitrati e nitriti) il cui consumo prolungato è associato a rischi per la salute. In generale un consumo eccessivo di carni trasformate è associato ad un aumentato rischio di numerose malattie. È bene dunque consumarne in quantità controllate ed educare fin dai primi anni di vita a limitare questi alimenti il più possibile.

  • Zucchero
  • Quando si parla di “zucchero” si fa solitamente riferimento allo zucchero bianco da tavola, che non deve essere offerto ai bambini né aggiunto ai cibi proposti durante lo svezzamento ed i primi anni di vita. Ciononostante, lo zucchero è presente in numerosi alimenti ed è importante saper riconoscere in quali di essi è contenuto. Succhi di frutta, bevande zuccherate, dolci e dessert sono tutti alimenti contenti zucchero e il consumo di quest’ultimi dev’essere scoraggiato durante i primi anni di vita (trovi maggiori informazioni al seguente articolo: “Zucchero: età di introduzione e quantità”). Un eccessivo consumo di zucchero rimane motivo di preoccupazione perché si associa a numerosi rischi per la salute del bambino e dell’adulto, tra cui un aumento del rischio di carie ai denti, di sovrappeso e obesità (specialmente con il consumo di bevande gasate zuccherate) e di problemi gastrointestinali (flatulenza, diarrea, dolore addominale) (3).

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  • Dolci
  • Come già spiegato, i dolci di qualsiasi tipo, sono alimenti che andrebbero consumati con moderazione dato il loro elevato contenuto di zucchero, e spesso anche di grassi. All’interno della piramide alimentare della Società Italiana di Pediatria, i dolci si collocano sulla punta, ad indicare l’importanza di un consumo occasionale e non quotidiano (4).

Salumi e alimentazione infantile

Partiamo subito con un'affermazione: i salumi non fanno male! I salumi sono parte integrante della tradizione gastronomica italiana. Da un punto di vista nutrizionale i salumi, così come gli alimenti a base di carne, contengono nutrienti importanti per l’equilibrio della nostra dieta. Anche nella carne e nei prodotti da essa derivati, e non solo negli alimenti vegetali, sono contenute sostanze definite bioattive e antiossidanti. Tra esse, ad esempio, la carnosina (Bellia F. 1.

In realtà, a parità di peso (100 g) ad esempio, il salame felino o la coppa contengono la metà del colesterolo presente nella carne di tacchino (con pelle), ed il prosciutto crudo la metà del colesterolo presente nei gamberi. Tutti ritengono che i salumi contengano molte calorie ma in realtà una porzione di salame ungherese fornisce in media 202 Kcal, una porzione di mortadella 194 Kcal, una porzione di prosciutto crudo 160 Kcal.

Così come tutti i tipi di carne e derivati della carne, i salumi contengono una vitamina, la vitamina B12, che non è presente negli alimenti vegetali. Per questo chi conduce una dieta vegana deve assumere integratori di questa vitamina, per evitare una carenza. La carenza di vitamina B12 può determinare una particolare forma di anemia e disturbi del sistema nervoso. Nell’adulto, l’assunzione raccomandata di vitamina B12 è pari a 2,4 μg.

Più in particolare, lo zinco è un minerale necessario al nostro organismo perché fa parte di molti enzimi metabolici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, tra cui l’insulina e gli ormoni sessuali. Le principali fonti alimentari di zinco sono il pesce e la carne. Lo zinco si trova anche negli alimenti vegetali, ma la contemporanea presenza di acido fitico ne riduce l’assorbimento. L’assunzione giornaliera raccomandata di zinco nell’uomo e nella donna adulti è 12 e 9 mg, rispettivamente.

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Considerando una quantità di 100 g, l’alimento che contiene la maggiore quantità di acido palmitico, considerato il più “pericoloso” tra i grassi saturi, è l’olio di palma. Strutto, lardo e burro hanno anch’essi un elevato contenuto di questo grasso saturo.

Il valore nutrizionale delle proteine di un alimento si valuta attraverso l’indice chimico, il cui valore massimo è 100 (proteine dell’uovo e del latte intero). L’indice chimico delle proteine dei salumi è alto, e paragonabile a quello di altri tipi di carne.

I nitrati (E251, E252) possono essere aggiunti come additivi alla carne processata (salumi, wurstel, carni in scatola), ai pesci marinati e a volte anche in prodotti caseari in quantità fino a 300 mg/kg. I nitriti, identificati dalle sigle E249 ed E250, sono gli additivi considerati maggiormente pericolosi, e per legge il quantitativo massimo permesso negli alimenti è pari a 150 mg per kg di prodotto. Questo per quello che riguarda i prodotti, ivi compresi i salumi, preparati con tecniche convenzionali. Diverso il discorso per i prodotti biologici: nei salumi biologici, infatti, la quantità di nitriti accettabile per legge si riduce a circa la metà, ossia 80 mg per kg di prodotto.

Mantenendo corrette le porzioni e la frequenza di consumo, i salumi possono entrare a far parte di tutte le diete. Chiaramente, alcune persone dovranno fare maggiore attenzione a non esagerare, ad esempio chi soffre di pressione alta e deve limitare il consumo di sale. Importante è scegliere con attenzione i prodotti più idonei. A CURA DI : Primavera Bio Pedrazzoli- Salumi biologici dal 1996 e Prof. Il Salumificio Pedrazzoli è stato il primo in Italia nel 1996 a produrre salumi biologici con la linea PrimaveraBIO, prodotti con carne 100%italiana.

Quando si può iniziare a dare il prosciutto cotto ai bambini? Prosciutto cotto e bambini: quando si può dare ai bambini, è possibile usarlo già durante lo svezzamento, quali sono le controindicazioni? Non esistono, infatti, indicazioni precise per quanto riguarda questo alimento, che non è vietato. D'altronde, oggi nessun cibo è veramente vietato: rispetto al passato, le linee guida sono aperte a un'alimentazione complementare completa, a patto di inserire uno per volta i nuovi cibi, in particolare quelli allergizzanti, per vedere eventuali reazioni. Durante lo svezzamento, quindi, è meglio limitare al massimo l'uso dei salumi, insaccati ma anche no: se una volta, per un pasto al volo, volete dare del prosciutto a vostro figlio potete farlo. Quando i bambini crescono, la loro alimentazione tende a cambiare notevolmente, sia perché i loro gusti cambiano, sia perché iniziano a mangiare da soli, a frequentare la scuola e le case degli altri e via dicendo.

Il prosciutto cotto, soprattutto in Italia, è un alimento che si ritrova spesso: sia contenuto in un panino, che nelle torte salate, o ancora come vero e proprio pasto. Se, anche in questo caso, non è di per sé un alimento sconsigliabile (nella categoria salumi, preferibile per esempio al salame ma anche al prosciutto crudo o alla mortadella), bisogna cercare di limitarne il consumo: le quantità variano quindi in base sia alle opportunità di mangiarlo sia al resto dell'alimentazione. Il prosciutto cotto è considerato il salume più "sano", ma è pur sempre un alimento conservato.

Alimenti da evitare fino ai 3 anni

Possono contenere germi, quindi possono provocare infezioni intestinali. Valgono le stesse considerazioni fatte per carni e pesci crudi. Possono essere fortemente inquinati, soprattutto se provenienti da zone vicine a porti e scarichi. Hanno un effetto stimolante che non è benefico per i bambini piccoli. Succhi di frutta con zuccheri aggiunti, tè freddo ecc. non apportano benefici nutrizionali, favoriscono l'obesità e abituano al sapore dolce, aumentando la sua attrattiva. Danneggiano irreversibilmente le cellule cerebrali, e interferiscono con la crescita. Va usato con estrema parsimonia e solo quando effettivamente serve (per esempio, è giusto metterne un pizzico nella minestra di verdura, per darle un po' di sapore). Così si abitua il bambino ad apprezzare il gusto naturale degli alimenti, a tutto vantaggio della sua salute anche nell'età adulta, visto che il sale è un importante fattore di rischio per l'ipertensione.

Tabella riassuntiva degli alimenti da limitare o evitare

Alimento Motivazione
Carne cruda Rischio di contaminazioni batteriche e virali
Pesce crudo Rischio di contaminazioni batteriche, virali e parassitarie (Anisakis)
Uova crude Rischio di intossicazioni alimentari
Tè e caffè Contenuto di teina e caffeina, sostanze psico-attive stimolanti
Alcolici Danneggiano le cellule cerebrali e interferiscono con la crescita
Sale Aumento della pressione arteriosa in età adulta
Salumi e carni trasformate Elevato contenuto di sale e conservanti
Zucchero Rischio di carie, sovrappeso, obesità e problemi gastrointestinali
Dolci Elevato contenuto di zucchero e grassi

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