Si è portati ad acquistare prodotti in quantità generose, salvo poi scoprire di essercene dimenticati, e di ritrovarli in fondo al frigorifero già scaduti. Per evitare di sprecare cibo, si è portati a consumare comunque gli alimenti, anche se è passato qualche giorno dalla data di scadenza. Ma non sempre è un bene sorvolare su tale data.
Data di scadenza: cosa indica?
I prodotti alimentari in commercio confezionati hanno una etichetta su cui viene indicata una data di scadenza, utilizzata per comunicare al consumatore entro quando dovrà mangiare un determinato alimento. Esistono alimenti, nella maggior parte dei casi freschi e senza conservanti, che non andrebbero consumati dopo la data di scadenza proprio per il rischio di incorrere in brutte soprese per l'organismo.
Determinati alimenti, a seconda della conservazione, possono "superare" la data di scadenza per un consumo sicuro ed ottimale anche dal punto di vista qualitativo. I cibi secchi e senza acqua o a lunga conservazione, ad esempio, sono quelli che meno si deteriorano, e quindi quelli che possono essere consumati anche dopo un mese dalla scadenza. Essi includono: biscotti, pasta, riso, i cereali e i prodotti in scatola.
Interpretare l'etichetta
Quando vogliamo essere sicuri di ciò che stiamo per consumare o cucinare, dobbiamo leggere attentamente l'etichetta. Le diciture ci dicono "quanta vita ha ancora un alimento" per essere buono e sicuro. Alcuni alimenti riportano infatti la dicitura: "da consumare entro", mentre altri "da consumarsi preferibilmente entro". La prima dà al consumatore un'indicazione più precisa.
La salsa di soia e la sua durata
La salsa di soia, come l'aceto, è già fermentata, quindi può durare a lungo. Inoltre è tipicamente molto ricca di sale.
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Tra le numerose salse di soia esistenti al mondo si possono fare distinzioni diverse, da una zona di provenienza ad un'altra, oppure, in maniera più semplice, per colore che forse è l'aspetto che più immediatamente può colpire. Esistono, infatti, salse di soia più chiare e meno dense. Queste sono da impiegare principalmente sui cibi già cucinati per insaporirli senza modificarne la colorazione.
Bisogna ricordare, infatti, che la soia contiene un'importante quantità di antiossidanti che tuttavia rischia di diminuire una volta che il prodotto viene aperto e lasciato così nel tempo.
Salsa di soia, in bottiglia: non aperta: 2 anni.
Cibi che non scadono mai (o quasi)
Sembrerà incredibile, ma ci sono cibi che non scadono mai. O quasi. Eppure ogni cittadino italiano butta una media di 529,3 grammi di cibo a settimana, pari quindi a poco meno di 30 chilogrammi l'anno secondo l'ultima indagine dell'osservatorio nazionale sugli sprechi alimentari Waste Watcher. Uno spreco che si potrebbe ridurre facilmente iniziando a conoscere i cibi che non scadono mai (o quasi) e che hanno una scadenza che va ben oltre quella data riportata sulla confezione.
Allora perché c'è la data di scadenza? Bisogna fare una distinzione tra la dicitura “da consumare entro” (meglio conosciuta come data di scadenza) e “da consumarsi preferibilmente entro” (il termine minimo di conservazione) perché in Italia la differenza è molto sottile e spesso crea confusione.
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- Il produttore deve utilizzare “da consumare entro” per indicare che dopo la data riportata sulla confezione il prodotto può alterarsi e diventare pericoloso per la salute.
- Se scrive invece “da consumarsi preferibilmente entro” è perché il prodotto può essere consumato ancora per lungo tempo dopo la data riportata ma, passato il termine, potrebbe essere alterato nelle sue caratteristiche organolettiche. Va detto che molto dipende anche dalla modalità di conservazione.
Esempi di alimenti a lunga conservazione
- Pasta: La pasta secca ha una durabilità lunghissima già di per sé, generalmente di 24/36 mesi, ma può essere mangiata anche dopo anni se ben conservata (in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore). Questo perché, essendo un prodotto secco appunto, ha un'umidità bassissima e quindi non ha carica microbica.
- Riso: Per il riso vale stesso discorso fatto per la pasta. Se ben conservato può durare anni.
- Sale: Il sale è un conservante naturale. Praticamente non ha data di scadenza, ma bisogna evitare che prenda umidità.
- Zucchero: Anche lo zucchero è un conservante naturale e ha la stessa capacità igroscopica - ovvero la capacità di eliminare acqua dagli alimenti - del sale.
La data di scadenza degli alimenti è sempre un argomento che suscita grande interesse. Infatti, se per legge si è obbligati a scrivere la data di conservazione, non è detto che questa esista realmente. La natura è stata in grado di creare degli alimenti che sono praticamente inalterabili nel tempo e che addirittura si utilizzano per la conservazione di altri tipi di cibo.
Rischi e precauzioni
Mangiare un alimento oltre la data di scadenza può portare ad un’intossicazione alimentare (con sintomi come: febbre, brividi, crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito). Quindi, sì, alcuni cibi possono essere mangiati oltre la data di scadenza; tuttavia, è fondamentale che vengano conservati in maniera ottimale e a corrette temperature.
Tutti i prodotti freschi come frutta e verdura, di cui non viene riportata una data di scadenza, dovrebbero essere consumati entro qualche giorno dall’acquisto. Per latte e derivati è necessario attenersi alla data di scadenza, in quanto vi è la dicitura “consumare entro”.
I prodotti confezionati, sott’olio, sott’aceto, in scatola, surgelati o secchi, possono essere consumati anche oltre la data di scadenza riportata, seguendo i consigli sopra citati. L’acqua in bottiglia, ha una data di scadenza particolarmente lontana. È quindi difficile che si possa superare la data di scadenza.
Gli alimenti freschi come carne e pesce, o verdure, per aumentare la loro “durabilità” nel tempo, si possono cucinare, e successivamente congelare.
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