Sausage Party: Cibopolis (Sausage Party: Foodtopia), è una serie sequel uscita in esclusiva su Prime Video. La serie sceglie di virare da quell’angolo metafisico e metafinzionale in favore di uno scenario post-apocalittico in cui il cibo ha sterminato l’umanità e deve costruire una nuova società.
Ambientato in un supermercato tra generi alimentari antropomorfi, il film del 2016 Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia, era una sorta di versione volgare e profana di Toy Story e simili, ma pieno di sesso, violenza e parolacce, il tutto volto a scatenare risate. Qualsiasi sentimento trasmesso era - in effetti - solo una parodia del sentimento.
Nel supermercato Shopwell, gli alimenti e gli altri articoli in vendita venerano gli acquirenti umani come le divinità che li condurranno nel Grande Aldilà quando li compreranno. Frank è un wurstel chiuso nella confezione con i suoi amici e sogna di poter stare finalmente con Brenda, un panino per hot dog.
Quando si scopre che il mondo oltre la cassa del supermarket non è l’adempimento celeste che la loro mitologia li ha portati ad aspettarsi, ma porta solamente a essere mangiati, i prodotti commestibili decidevano allora di ribellarsi, uccidendo i loro padroni umani e concludendo la rivolta con un’orgia pansessuale. Il film termina poi con la rivelazione ulteriore che loro erano solo dei cartoni animati.
Ritroviamo i protagonisti del lungometraggio Frank (Rogen); Barry (Michael Cera), un hot dog deformato; e la fidanzata di Frank, Brenda (Kristen Wiig), un panino per hot dog; insieme a Sammy, un bagel (Edward Norton). L’azione si sposta dal supermercato all’intero centro commerciale che lo ospita.
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Essendo, in un certo senso, ‘solo umani’, i cibi cederanno presto ad emozioni come l’avidità, l’egoismo, la gelosia, la divisività e la violenza di massa, sebbene Frank e Brenda, cercheranno di guidarli in altre direzioni più ‘alte’. Sausage Party: Cibopolis è sostanzialmente una rivisitazione bizzarra e assurda di La fattoria degli animali con richiami aperti ad Apocalypse Now e Il signore delle mosche.
Nel corso degli 8 episodi da 25 minuti, l’umorismo profuso abbonda di giochi di parole visivi e verbali (che, come immaginabile, vanno a segno più che altro se visti in lingua originale). Ci sono parodie musicali pop (per esempio, Megan Thee Scallion); una figura alla “Wiener” Herzog che documenta il viaggio di Brenda; una forza di polizia i cui membri includono Chris Baloney, Kishka Hargitay e Iced Tea.
Non si può comunque dire che sia stata realizzata alla leggera. Da un lato, va riconosciuto a Sausage Party: Cibopolis almeno il fatto di essere una delle rare opere, animate o meno, che discute il socialismo come una soluzione migliore di vita. Dall’altro, al centro della trama c’è la possibilità di controllare una creatura entrando nel suo ano.
Analisi e Temi
Dopo i giocattoli animati di Toy Story e dopo gli animali domestici di Pets, tocca stavolta ai prodotti di un supermercato, e in particolare al cibo, il compito di prendere vita e di esser protagonista dell'avventura più scorretta, volgare, spudorata e cinica dell'animazione cinematografica dai tempi di South Park o de Le nove vite di Fritz il gatto.
Le diaboliche menti di Seth Rogen e di Evan Goldberg (coadiuvate stavolta da Jonah Hill), dopo lo scandaloso successo di The interview, decidono di puntare tutto sull'animazione, raddoppiando in tal modo lo sconcerto grazie all'utilizzo di un genere che solitamente viene riservato ai più piccoli.
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Il supermercato in cui la narrazione si svolge diventa una metafora del mondo stesso, dei suoi conflitti e delle sue battaglie. C'è quindi l'odio tra un lavash dall'aspetto e la parlata araba e un bagel kosher ebreo; c'è il taco messicano che fugge attraverso cunicoli sotterranei; i crauti nazionalsocialisti in guerra con i succhi di frutta; il liquore pellerossa cacciato dal proprio scaffale dai crackers e soprattutto ci sono i wurstel desiderosi di dar senso alla propria vita infilandosi tra dei panini da hot dog dalla forma che chiaramente rimanda al sesso femminile.
La pellicola non cerca di mascherare in alcun modo gli espliciti rimandi sessuali né i numerosissimi turpiloqui, ma è anche in grado di trovare delle soluzioni narrative intelligenti e degli sketch ilari in grado di provocare facilmente la risata. Ma ciò che all'opera meglio riesce è il sopracitato paragone tra il mondo diegetico e quello reale, che esagera e prende a caricatura ogni aspetto della nostra vita: dalla religione, al sesso, alla politica.
Starà al wurstel Frank e alla sua amata Brenda svelare il mistero, indagando tra i segreti dei nativi indiani (perennemente strafatti) e una serie di altri personaggi svalvolati e fuori da ogni regola. Cosa si cela dietro al grande inganno dell'aldilà? Forse soltanto un modo per vivere con più serenità la vita, o forse un inganno che promettendo una ricompensa nel futuro impedisce di vivere appieno il presente.
Sono interrogativi che possono avere un effettivo valore quelli che il film affronta, con tutti i limiti che a un tale prodotto si devono concedere. Ovviamente non siamo di fronte a una pretesa di discutere sui massimi sistemi, ma a un film volutamente impertinente che ha come primo obiettivo quello di divertire.
Ci sembra lodabile è il fatto che tale fittissimo succedersi di battute poco ortodosse non si regga soltanto su un desiderio punk di scandalizzare, ma che organizzi la sua narrazione all'interno di una vera trama. L'intreccio non è cioè soltanto un sottile filo che collega debolmente una gag alla successiva, ma un soggetto con una propria struttura, che non ha la pretesa di risolvere in un cartone animato intricati conflitti sociali, ma che riesce sicuramente a far ridere di essi, col distacco e la malizia del cinico, a ricordarci che in fin dei conti non siamo molto diversi da quelle salsicce e da quei panini che si arrabattano tra gli scaffali di un supermercato senza rendersi conto del destino comune che li aspetta alla porta.
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La caduta dei prodotti dal carrello della spesa è uno spassoso riferimento a Salvate il soldato Ryan e dà il via all’avventura nel supermercato che diviene un microcosmo multietnico in cui si mescolano culture e religioni. Incontriamo un lavash mediorientale, un bagel ebreo e una taco lesbica.
Il protagonista Frank è l’eroe-antieroe deciso a sfidare i preconcetti e a portare alla luce il grande inganno che si rifà alla storia delle religioni, strumento di controllo dei popoli, e alle distorsioni che hanno condotto ad aberranti assolutismi. C’è spazio anche per un pizzico di metacinema nella seconda linea narrativa del film, ambientata fuori dal supermercato, in cui uno sgangherato tossicodipendente assume una sostanza allucinogena che gli permette di vedere la quarta dimensione e quindi gli alimenti animati.
Laddove gli altri film animati terminano spesso con uno stucchevole numero musicale, qui si passa ad una liberatoria orgia di cibo. E non è una metafora per un’abbuffata.
I protagonisti di questo film (cibo!) non fanno altro che ripetere che sono stati tutti vittime di un inganno e che quello in cui credono è un'enorme bugia. In un 2016 che verrà ricordato come una delle annate più ricche per i film d'animazione non poteva mancare questa "chicca" riservata esclusivamente ad un pubblico adulto. Il sesso infatti è parte integrante del film, vero "motore immobile" della pellicola, e non a caso la disturbante scena "orgia" finale del film diventa la risposta a tutti i quesiti esistenziali posti nel corso della trama.
Si immagina che i prodotti che siamo abituati a vedere sugli scaffali dei supermercati abbiano in realtà una vita propria e cosa può rendere sopportabile un'esistenza così meschina se non l'idea che ci sia un “oltre” paradisiaco. E' la convinzione che oltre le casse cominci la felicità che fa sospirare la senape come pure il ketchup, essere presi e messi nel carrello equivale così alla più grande delle fortune. Il parallelismo con la vita umana è davvero inquietante.
Informazioni aggiuntive
| Titolo originale | Sausage Party: Foodtopia |
|---|---|
| Uscita | 11-07-2024 |
| Stagioni | 2 |
| Registi | Conrad Vernon, Greg Tiernan |
| Sceneggiatori | Kyle Hunter, Ariel Shaffir, Seth Rogen, Evan Goldberg |
| Musiche | Alan Menken, Christopher Lennertz |
Sausage Party è un film di animazione per adulti, e non è un'esagerazione se pensate anche solo dal trailer di immaginare cosa vedrete o sentirete, bhe... preparatevi a essere stupiti Io per prima non credevo fosse tanto spinto nonostante mi fosse stato ampliamente spiegato dal nostro Madian.
Sotto tale aspetto va riconosciuta una certa intelligenza (o furbizia, ciascuno la registra a modo suo) da parte degli autori, che riescono in questo frangente a “mimetizzare” il discorso di genere, oltremodo centrale, dissimulandolo attraverso il cibo.
Nel film si vedono anche tre alimenti che si autodefiniscono Non Deperibili (Non-Perishables), ovvero immortali, dato che non possiedono data di scadenza, ed ancora una volta molti potrebbero avere difficoltà nell’identificarli.
Collaboratori dal 2007, Seth Rogen ed Evan Goldberg, insieme a Jonah Hill, con Sausage party sublimano nella stesura dello script la loro idea di cinema eccessivo, orgogliosamente oltre i confini del tradizionale, formulato nella massima libertà di usi e costumi, da eterni adolescenti.
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