L’isolamento ci costringe a ripensare anche la più banale delle attività, come cucinare per mangiare oppure per fare arte. In casa reclusi, pioggia o sole, inventarsi le giornate è il momento di mostrare che la cucina è un aspetto più che nobile, un tratto culturale.
Restio a osare una riproposta della mia esclusiva quanto incompresa ricetta, ho allora tentato la prova di forza osando le non trascurabili complicazioni della frittata di cipolle, come anteprima almeno a prossime prove più nobili ed elaborate, certo di accrescere così la mia flebile credibilità culinaria.
Rapito da simili proposizioni gastronomiche e incantato dalle paradisiache promesse conviviali duro fatica a imboccare il sentiero del ritorno alla ragione, a quell’ambito del banale e del contingente, quello che per pura necessità mi son proposto di frequentare nel tentativo di carpire rudimenti, nozioni sia pure elementari in giornate di clausura forzosa e di tempo da render vivace e proficuo.
Minata nel profondo la mia fiducia nel possibile e rapido acculturamento gastronomico via talent show televisivo, prima di ripiegare prudentemente verso la mia più che modesta frittata in fieri, non ho voluto esimermi dallo scandagliare l’apice del diabolico nell’affrontare le danzanti fiamme di “Hell’s Kitchen”, magistralmente manipolate dal biondo demone Gordon Ramsay.
La sigla del programma è “Fire” degli Ohio Players, la stessa usata per “Hotel da Incubo”, il perfetto accompagnamento musicale sulla porta della Città Dolente, quella in cui s’avventurano schiere di vittime sacrificali schiacciate dalla pressione psicologica del dominus che elargisce con dovizia insulti, epiteti, sputi disgustati di assaggi sgraditi, urla drammatiche per sancire cacciate ed esclusioni talvolta dolorose.
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Frittata di cipolle allora, e intanto dentro mi dicevo che starsene in casa a modo nostro non era mica poi la pena terribile che gli anglosassoni definiscono solitary confinement, tortura feroce fatta di segregazione totale che nei casi estremi può persino portare alla decrescita della formazione di nuovi neuroni o addirittura alla perdita di plasticità dell’ippocampo fino al fallimento delle sue funzioni.
Le uova erano sei e le cipolle quattrocento grammi. Avevo cominciato a mondare e lavare le cipolle e poi con molta cura affettarle sottili sottili, ovviamente seguendo la ricetta, prima di iniziare a cuocerle per dieci minuti in padella con olio e sale.
Maquillage simil pop al format originale mutuato dalla Bbc “Ready Steady Look”, e molto autorevolmente condotto in alternanza dalle capaci Elisa Isoardi e Antonella Clerici. La verità però è che il variopinto show m’attrae quasi di più per fatti contingenti e assai poco gastronomici.
Parlo per esempio delle esilaranti battute a doppiosenso o di tutto quel rosario malizioso cucinato da Antonio Ricci e sciorinato da “La prova del ciuccio”, in cui tra curiosità varie possono zampettare tristi e solitari insetti in pietanze già cotte tipo la nota mosca nel piatto dei funghi, bizze di elettrodomestici ribelli o divagazioni quasi letterarie a proposito di felini cotti in padella a scatenare le urla feroci degli sconvolti animalisti.
“Tu mi stai diludendo! vuoi che muoro?”, “Difficilmente sputo, è terribile”, “This dish is a piece of shit!”, “Brodo di scarpe”, “Sembra di mangiare una cimice!”. Benvenuti nell’universo didattico chic di “MasterChef Italia”, l’elegante e dotto talent show guidato dai più che titolati e stellati chef del calibro di Barbieri, Cannavacciuolo, Locatelli, Cracco, Klugmann, Joe Bastianich e altri, capaci, con straordinarie doti melodrammatiche, di dare al programma un pathos da Hell Week, quella per Navy Seals, con prove dall’andamento quasi sempre drammatico, dai giudizi più che caustici, dalle umiliazioni verbali in toni e modi dittatoriali, dalle cacciate senza remissioni provviste di lacrime, sulla più che faticosa via dell’ultima settimana, quella che porta alla conquista dell’agognato grembiule bianco.
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Consigli per una frittata perfetta:
- Quando mescoli le uova dopo averle aperte, picchia forte.
- Qualcuno vi avrà detto di aggiungere latte e farina per renderla più compatta. Beh, cari lettori, volete fare la frittata o un pancake? La prima, giusto?
- Il sale? Se volete una consistenza perfetta per la vostra frittata, meglio saltare alla fine. Il sale reagisce con l’albume, modificando la consistenza della frittata.
- Se volete una frittata morbita, fate solidificare un minimo le uova in cottura, poi mescolatele di nuovo.
- La frittata ha bisogno di olio.
- Ti hanno abituato a rompere le uova sul bordo di un contenitore? Sbagliatissimo. Il guscio entrerà a contatto con il contenuto dell’uovo, contaminandolo con dei batteri.
La mia frittata di cipolle sta intanto cuocendo in padella a fuoco basso per dieci minuti da entrambe le parti.
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