La Storia e la Tradizione degli Sciroppi e Prodotti Monastici

La tradizione monastica ha da sempre offerto prodotti di alta qualità, realizzati con materie prime naturali e vegetali. Questi includono marmellate, confetture, composte, sughi, pane, olio e sale, tutti derivanti da antiche ricette tramandate di generazione in generazione.

Tra i prodotti più noti, spiccano l'Aloe arborescens dei monaci di Chiaravalle, apprezzata per le sue molteplici proprietà benefiche, e una vasta gamma di integratori, creme e sciroppi pensati per il benessere del corpo.

Non mancano poi salumi e formaggi caserecci, birre di tradizione monastica e liquori di tradizione millenaria, vini pregiati e grappe ricche di storia.

L'Antica Farmacia di Sant'Anna a Genova

L'antica farmacia di Sant'Anna, la più antica bottega storica di Genova, rappresenta un luogo suggestivo e iconico. Documentata dal 1652, questa spezieria è aperta al pubblico e offre un viaggio alla scoperta della storia e dell'arte del Convento, guidati dall'architetto Silvia Piacentini e da frate Ezio, erborista e tutore della storia della farmacia.

I primi documenti storici relativi alla farmacia risalgono al 1650, quando fra Martino di S. Martino somministrava medicine e rassicurava i malati con la sua presenza. Nel 1792, la cura e l'amministrazione della spezieria furono affidate a fra Domenico De Simoni, che assunse il nome di Giovanni della Croce.

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Oggi, l'attività dei Frati Carmelitani continua coniugando antico e nuovo, con laboratori moderni e l'ausilio della scienza per perfezionare i processi.

Lo Sciroppo di Rose: Una Tradizione Genovese

Lo sciroppo di rose ha origini antichissime. Durante le prime Crociate, con l'introduzione dello zucchero in Italia, nacque lo sciroppo di rose, che migliorò notevolmente la conservazione dell'infuso dei suoi petali.

Nelle valli del genovesato e in Valle Scrivia, si ha presto notizia di uno sciroppo di rose molto simile a quello odierno, preparato con i petali della Rosa Gallica, sostituita poi dalla Rosa Centifolia verso la fine del XVI secolo.

La ricetta dello sciroppo di rose del Convento di Sant'Anna a Genova risale agli inizi del 1700. Da allora, comprare lo sciroppo di rose è diventato una consuetudine per molti genovesi e "foresti" che ne conoscevano le proprietà officinali, ne riconoscevano la qualità e ne amavano il sapore.

Gli Usi dello Sciroppo di Rose

  • Rimineralizzante: Diluito in acqua fresca o calda, è un eccellente rimineralizzante utile per reintegrare i liquidi.
  • Antinfiammatorio e rilassante: In passato, le mamme lo diluivano in acqua calda per calmare la tosse dei bambini e aiutare la prima dentizione.
  • Ingrediente per dolci: Torte, biscotti, bavaresi, budini e bevande fredde possono essere arricchiti con un tocco di rosa.
  • Ingrediente segreto: Perfetto per sorprendere gli ospiti con dolci di veloce preparazione, come gelato alla panna o panna cotta guarniti con sciroppo di rose.

La Leggenda dei Frati: Un Ristorante Stellato con Radici nella Tradizione

Il progetto "La Leggenda dei Frati" di Filippo Saporito e Ombretta Giovannini nasce da una leggenda che lo chef, sua moglie e il loro staff sono riusciti a tenere viva negli anni direttamente con la loro cucina. Questo ristorante, situato nel suggestivo giardino di Villa Bardini a Firenze, offre un'esperienza culinaria unica, esaltando la gastronomia toscana.

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"Nel mio ristorante voglio esprimere una cucina totale e conviviale, in cui la bellezza del pasto non risiede solo nel cibo, bensì nell’armonia scaturita dall’incontro tra sala e cucina, chef e ospiti," afferma lo chef Filippo Saporito.

Il ristorante offre un menù à la carte e due menù degustazione: "Per noi classici" dedicato alla storia del ristorante e il "Gran Menù dei Frati" dedicato al suo presente.

Lo chef Filippo Saporito ricorda un aneddoto della sua infanzia: "Racconto spesso di avere sempre avuto una buona capacità di lavorare con le mani gli ingredienti, nonché una smisurata curiosità nel testare differenti gusti... Sono certo che siano state proprio questa voracità e curiosità nel mangiare a portarmi a scegliere di frequentare la scuola alberghiera".

Amaro Averna: Un Omaggio di un Frate Cappuccino

La storia dell'Amaro Averna ha origine nel 1854 quando Frà Girolamo, un frate cappuccino dell’Abbazia di Santo Spirito, omaggiò Don Salvatore Averna di un antico manoscritto. Questo regalo fu fatto in segno di gratitudine per le cospicue somme donate da Don Salvatore all'abbazia.

Oggi è possibile visitare all’interno dello Stabilimento un Museo, organizzato all’interno dell’antico edificio cinquecentesco, in cui si può ammirare parte degli antichi macchinari con cui Don Salvatore operava per creare l’Amaro, che nasce ancora oggi dall’infusione di decine di ingredienti, in particolare da una trentina tra erbe, radici, scorze e spezie.

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L'Amaro Averna può essere gustato liscio, con ghiaccio o utilizzato in cocktail come l'Americano Sbagliatissimo, preparato con Averna, Bitter e soda water.

Acqua di Melissa dei Carmelitani Scalzi

L'Acqua di Melissa è stata inventata attorno al 1611 in Francia dai Carmelitani Scalzi. Nel 1710, i frati misero in piedi una distilleria per creare l'olio essenziale e confezionarne un prodotto finito. La Serenissima per decreto decise di assegnare la produzione e la vendita in esclusiva ai Carmelitani e la notorietà raggiunse limiti allora inimmaginabili.

"Oggi ci siamo ancora," racconta padre Roberto Magni, uno dei responsabili della produzione. "Ci siamo resi conto che si trattava di un prodotto antico che si calibra perfettamente alle nuove sensibilità salutistiche. Studi clinici e farmacologici hanno rivelato che l'Acqua di Melissa agisce sul sistema nervoso. È utile per migliorare la memoria, per favorire la concentrazione e le funzioni cognitive."

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