Storia e Origine degli Spaghetti alla Carbonara

La Pasta alla Carbonara è un autentico capolavoro della cucina italiana, apprezzato per la sua semplicità e il suo gusto ricco. La Pasta alla Carbonara è un piatto iconico che incanta i palati con la sua ricchezza e semplicità. In occasione del Carbonara Day (6 Aprile), esploreremo la sua storia affascinante e condivideremo la ricetta tradizionale.

La Storia Dietro la Carbonara

La Pasta alla Carbonara è un piatto intriso di storia e mistero, la cui origine è avvolta nel folklore e nelle leggende della cucina italiana. Mentre la sua etimologia esatta continua a sfuggire agli storici gastronomici, le teorie sulle sue origini sono state oggetto di dibattito accanito nel corso degli anni. Sfatiamo subito un mito: non esistono antichi progenitori della carbonara. Il racconto di umili e operosi pastori (o carbonai) che dalla notte dei tempi riempiono la gavetta di spaghetti conditi con uova, guanciale e pecorino è tanto affascinante quanto antistorico.

Una delle teorie più affascinanti sulla nascita della Carbonara suggerisce che il piatto abbia le sue radici nelle cucine dei pastori dell'Appennino centrale, la cui vita nomade richiedeva pasti robusti e nutrienti. Si racconta che i pastori usassero uova, formaggio e pancetta o guanciale - ingredienti fondamentali della Carbonara - per creare un pasto rapido e sostanzioso, ideale per i lunghi giorni trascorsi sulle montagne.

Un'altra teoria suggerisce che la Carbonara abbia avuto origine a Roma nel secondo dopoguerra, quando gli Stati Uniti invasero l'Italia e le truppe americane portarono con sé generi alimentari come uova, bacon e formaggio. Si dice che i soldati abbiano suggerito l'idea di unire questi ingredienti per creare un pasto gustoso e nutriente, che si diffuse rapidamente tra la popolazione locale.

Partendo dai ricettari storici, si può incontrare il primo esempio di associazione tra uovo e pasta ne “Il cuoco galante” del napoletano Vincenzo Corrado,stampato nel 1773, seguito dalla “Cucina teorica-pratica” del conterraneo Ippolito Cavalcanti. In questi due casi l’uovo viene utilizzato unicamente come addensante per la pasta in brodo, le polpette di pasta fritte o i timballi di pasta, preparazioni molto lontane, non solo dalla carbonara, ma anche dalla concezione stessa di pastasciutta. L’utilizzo di lardo o guanciale come condimento per la pasta viene invece registrato dai ricettari solo molto più tardi. Ricordiamo la ricetta degli Spaghetti al guancialepubblicata ne “Il piccolo talismano della felicità” di Ada Boni nel 1949. Purtroppo in nessuna delle ricette è presente l’uovo per cui possono al massimo essere considerate i primi esempi di gricia, anche se questo nome gli sarà imposto solo molto tempo dopo.

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E a proposito di nomi: quando si sente parlare per la prima volta di carbonara? In “Cameriera bella presenza offresi…” del 1951 durante un insolito colloquio di lavoro con la cameriera Maria, interpretata da Elsa Merlini, il datore di lavoro chiede:“Scusi un momento, senta un po’, ma lei sa fare gli spaghetti alla carbonara?”. Anche nella finzione del film la ricetta non doveva essere così diffusa, poiché la cameriera non la conosce (mentre sa preparare gli spaghetti all’amatriciana). Nello stesso anno una seconda citazione appare nel libro “Lunga vita di Trilussa” di Mario dell’Arco: “È difficile che il nostro poeta muova all’assalto degli spaghetti ‘alla carbonara’ o ‘alla carettiera’…”.

Ma tornando alle ricette, la prima ricetta della carbonara pare sia stata pubblicata nel 1952 negli Stati Uniti in una guida dei ristoranti di un distretto di Chicago dal titolo “An extraordinary guide to what’s cooking on Chicago’s Near North Side” di Patricia Bronté. Nella recensione del ristorante “Armando’s” l’autrice ne riporta una ricetta piuttosto precisa e non ci si può sbagliare: è proprio la carbonara che tutti conosciamo. La comparsa della prima ricetta italiana (ma non come la conosciamo oggi) è invece datata agosto 1954, quando appare sulla rivista La cucina italiana. La presenza dell’aglio e soprattutto del gruviera possono destare più di una perplessità, ma sono coerenti con una ricetta ancora poco conosciuta a livello nazionale e in pieno corso di definizione. Ma la definitiva consacrazione a ricetta nazionale avviene con la pubblicazione nel ricettario di Luigi Carnacina “La grande cucina” del 1960.

Per la prima volta viene introdotto il guanciale di maiale, in sostituzione della pancetta, e la panna che sarà spesso presente nella ricetta fino allo scadere degli anni ’80 con quantità anche importanti (come nella versione di Gualtiero Marchesi del 1989 che ne consiglia un quarto di litro su 400 g di spaghetti). Nei suoi primi quarant’anni di vita, oltre alla panna, altri ingredienti trovano il proprio spazio nella ricetta, come vino, aglio, cipolla, prezzemolo, peperone, pepe e peperoncino, dimostrando un’estrema variabilità della composizione.

Per quanto riguarda le circostanze della nascita di questo piatto, è plausibile che la disponibilità delle razioni militari statunitensi nell’immediato dopoguerra abbia fornito l’impulso decisivo per la costruzione della ricetta. La combinazione del tipico gusto americano uova & bacon con la pasta condita con il formaggio ne ha decretato l’immediata fortuna su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico. Questo giovane cuoco di origine bolognese fu ingaggiato il 22 settembre 1944 per preparare un pranzo in occasione dell’incontro tra l’Ottava Armata inglese e la Quinta Armata americana nella Riccione appena liberata. Facendo di necessità virtù, creò inconsapevolmente un piatto destinato a diventare famoso in tutto il mondo: “Gli americani avevano del bacon fantastico, della crema di latte buonissima, del formaggio e della polvere di rosso d’uovo. Misi tutto insieme e servii a cena questa pasta ai generali e agli ufficiali. All’ultimo momento decisi di mettere del pepe nero che sprigionò un ottimo sapore. Li cucinai abbastanza “bavosetti” e furono conquistati dalla pasta”.

In seguito Gualandi divenne cuoco delle truppe alleate a Roma dal settembre del ’44 all’aprile del ’45 e questo periodo fu sufficiente per diffondere la fama della carbonara nella Capitale. Ovviamente il racconto della carbonara inventata a Riccione nel 1944 da un cuoco bolognese usando le razioni dell’esercito americano, può generare qualche perplessità nei puristi (talvolta autentici talebani senza giustificazione storica) della tradizione romana, ma ciò non rende la faccenda meno veritiera o plausibile.

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Indipendentemente dalle sue origini esatte, la Pasta alla Carbonara è diventata un'icona della cucina romana e italiana nel suo complesso. La sua semplicità e il suo sapore ricco l'hanno resa un piatto amato in tutto il mondo, rappresentando una vera e propria celebrazione dei sapori e delle tradizioni culinarie italiane.

La Ricetta Tradizionale della Pasta alla Carbonara (x 4 persone)

Dalle sue origini a oggi, la Pasta alla Carbonara ha attraversato diverse evoluzioni ed è acceso il dibattito sulla ricetta della "VERA" Carbonara. Quella che segue è la ricetta che sembra maggiormente riconosciuta come "tradizionale", nell'epoca in cui viviamo.

Per preparare la Pasta alla Carbonara, avrai bisogno di:

  • 320g/400g di Spaghetti o Penne Ziti Rigate Mara (acquistabili su NEGOZIOITALIANO.SHOP)
  • 300g di guanciale
  • 4 tuorli + 1 uovo intero
  • 120g di Pecorino Romano grattugiato
  • Pepe nero macinato, preferibilmente pre-tostato, per ridurne l’acidità.
  • Sale q.b.

Procedimento:

  1. Taglia il guanciale a fette sottili e rosolalo in una padella fino a renderlo croccante e trasparente. Scola il guanciale e mettilo da parte, conservando un po' di grasso nella padella.
  2. In una ciotola, sbatti i tuorli e l’uovo intero con il Pecorino Romano grattugiato, un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero. Il risultato deve essere una cremina densa, ma fluida. È consigliabile terminare questa fase con l’aggiunta di un paio di cucchiai di acqua di cottura e un po’ del grasso del guanciale, mescolando energicamente.
  3. Cuoci la pasta in abbondante acqua salata fino a quando è al dente. Scola la pasta, conservando una tazza di acqua di cottura.
  4. Trasferisci la pasta nella padella con il grasso del guanciale. Aggiungi il guanciale croccante e mescola bene.
  5. Rimuovi la padella dal fuoco e aggiungi la miscela di uova e formaggio alla pasta, mescolando immediatamente per evitare che le uova si rapprendano troppo.
  6. Se necessario, aggiungi un po' di acqua di cottura della pasta per ottenere una consistenza cremosa.
  7. Servi la Pasta alla Carbonara calda, guarnendo con ulteriore pepe nero macinato e pecorino grattugiato, se desiderato.

Questione di Gusti: Con Spaghetti o Penne Ziti Rigate Mara!

Se vuoi provare la Pasta alla Carbonara con un tocco diverso, puoi optare per gli Spaghetti o le Penne Ziti Rigate Mara, disponibili su NEGOZIOITALIANO.SHOP. Entrambe le varianti si abbinano perfettamente alla ricchezza della salsa carbonara, offrendo una consistenza unica che ti farà venire l'acquolina in bocca.

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Indipendentemente dalla pasta che scegli, seguendo questa ricetta tradizionale, otterrai sempre un piatto ricco e delizioso, che conquisterà il cuore di chiunque lo assaggi. Prepara la tua Pasta alla Carbonara oggi stesso e delizia i tuoi ospiti con un autentico assaggio della cucina italiana!

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