Mentre la cucina tradizionale giapponese, detta washoku, è un patrimonio dell’UNESCO amato in tutto il mondo, in pochi conoscono la sua controparte, la cucina yōshoku, che comprende piatti occidentali in stile giapponese. Per chi non lo sapesse, nella cucina nipponica esiste il termine "yôshoku" che identifica la cosiddetta cucina occidentale alla giapponese, cioè quei piatti presi da un paese straniero e rielaborati a tal punto per adattarsi al palato locale da diventare un'altra pietanza. Di questa cucina fanno parte alcune delle ricette più amate in Giappone, in gran parte comfort food: come l’omuraisu (riso con omelette), le korokke (come ricorda il nome, “crocchette”) e il curry rice, considerato occidentale perché introdotto dall’esercito inglese. Questi piatti, per quanto in origine possano essere stati diversi dalla cucina giapponese, con il tempo sono stati cambiati e adattati ai gusti e sono diventati parte integrante della cultura culinaria del paese, come la pizza in America.
C’è un tipico piatto yōshoku che ci tocca particolarmente perché di evidente origine italiana: sono gli spaghetti naporitan, o napolitan, che tradotto significa spaghetti alla napoletana, anche se di napoletano non hanno proprio niente, se non l’ispirazione. Gli ingredienti che lo compongono sono pochi: spaghetti (ovviamente), cipolla, peperoni verdi, funghi, salsiccia e ketchup, che viene aggiunto alla fine.
La Nascita degli Spaghetti Naporitan
L’uso del ketchup come sostituto del sugo a un italiano può sembrare scioccante, ma l’origine non è né goliardica né folle, bensì militare. Infatti, gli spaghetti al ketchup facevano parte delle razioni dei soldati americani, che avevano preso ispirazione per il piatto in Italia, ma sostituito il sugo con il ketchup perché di durata più lunga e di costo inferiore. Ed è a questo piatto che, subito dopo la seconda guerra mondiale, si è ispirato per creare gli spaghetti naporitan lo chef giapponese Irie Shigetadaper, il capo cuoco dell’Hotel New Grand a Yokohama, dove il piatto si può gustare ancora oggi. Tutto nasce quando, il 30 agosto 1945, il nuovo comandante supremo per le Forze Alleate, Douglas MacArthur, sbarca all'aeroporto di Atsugi a Yokohama e si dirige verso un elegante hotel che si affaccia sul porto, uno dei pochi ad essere sfuggito alla distruzione dei bombardamenti.
Come tutti i grandi successi, la paternità del piatto è presto messa in discussione e le teorie si moltiplicano.
Ingredienti e Preparazione
Gli ingredienti che compongono questo piatto sono semplici e facilmente reperibili.
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- Spaghetti
- Cipolla
- Peperoni verdi
- Funghi
- Salsiccia (wurstel)
- Ketchup
Ecco i passaggi per preparare questo piatto unico:
- Portare 4 litri d'acqua a bollore e salare.
- Affettare finemente la cipolla, i peperoni e l'aglio.
- Tagliare i funghi e la pancetta in strisce sottili.
- Tagliare in diagonale i wurtsel.
- Quando l'acqua bolle, buttare la pasta.
- Quando sono imbiondite, aggiungere i peperoni e l'aglio.
- Saltarli in padella, aggiungere sale e pepe e toglierli dalla padella.
- Cuocere finché i wurstel non saranno bruni sui bordi.
- Rimettere le verdure nella padella, aggiungere la salsa di pomodoro e il ketchup, mescolando bene.
- Aggiustare di sale e pepe e guarnire con prezzemolo tritato e formaggio grattugiato.
L'Influenza del Ketchup e la Cottura della Pasta
L’uso sprezzante del ketchup invece del sugo di pomodoro non è l’unico crimine culinario di questo piatto. Trattandosi di una sorta di ponte tra i piatti di spaghetti a cui i giapponesi sono abituati e la cucina italiana, la pasta è cotta fino a diventare morbidissima, per ricordare la consistenza dei noodles giapponesi.
Ma poiché la purea di pomodoro, per non parlare dei pomodori freschi, è cara e difficile da reperire, si sostituisce con il ketchup, considerato come un condimento di alta qualità in Giappone fino agli anni Sessanta. Quindi per la sua ricetta mescola insieme purea di pomodoro in scatola, aromatizzata con aglio e pancetta affumicata, a cui aggiunge funghi in scatola e verdure tritate.
Spaghetti alla Napoletana: un ponte tra culture
Speaking today about globalization is banal, but you have to think about it when facing the incredible speed at which techniques, methods, cultures and culinary traditions end up in the global blender. Gastronomy is more and more inclusive, in a collision of cultures that opens enormous horizons.
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