Spaghetti di soia con gamberetti e zucchine: una ricetta facile e gustosa

Gli spaghetti di soia con verdure e gamberetti sono un piatto tipico della cucina cinese, semplice e molto gustoso. È un primo piatto tipico della cucina orientale, semplice da riprodurre, che vi permetterà di portare in tavola sapori e colori tipici. Gli spaghetti di soia sono un prodotto ancora poco noto nel nostro Paese, ma molto diffuso in medio oriente.

Si tratta di un formato di pasta molto simile nell'aspetto ai nostri spaghetti di grano duro, ma preparati con la soia, per questo motivo risultano poi diversi nel colore (sono infatti bianchi e quasi trasparenti), nella consistenza (sono molto più morbidi) e nel sapore (risultano più leggeri e digeribili).

La cottura di questo tipo di spaghetti è molto semplice e vi permetterà di preparare con semplicità un piatto sfizioso e molto gustoso. Il miglior abbinamento per gli spaghetti di soia sono sicuramente: verdurine e gamberetti. In questa ricetta infatti vedremo come preparare gli spaghetti di soia con verdure e gamberetti, in modo semplice ed elementare. Una ricetta adatta a tutti coloro che si vogliono avvicinare anche per le prime volta alla cucina asiatica e cinese.

Ingredienti per 2 persone

  • 150 gr di spaghetti di soia
  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 porro
  • 200 gr di gamberi
  • 2 cucchiai di olio di semi
  • q.b. di salsa di soia
  • q.b. di sale

Preparazione degli spaghetti di soia con verdure e gamberetti

  1. Per preparare gli spaghetti di soia con verdure e gamberetti iniziate a spuntare carota e zucchine, pelate la prima, poi lavate entrambe e tagliatele a julienne molto sottili. Affettate anche i porri (preferite la parte più tenera, quella bianca) e tenete tutto da parte.

  2. In un wok, o una padella capiente, riscaldate l'olio, poi aggiungete i gamberi (se utilizzate quelli surgelati non serve scongelarli, se utilizzate quelli freschi dovrete pulirli) e fateli cuocere fin quando non li vedrete colorati, basteranno pochi minuti.

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  3. Uno dei must della cucina italiana è sicuramente l’abbinamento tra zucchine e gamberetti. Dopo varie ricette già proposte, come le linguine con gamberetti e zucchine o la pasta con zucchine, gamberi e pomodorini oggi abbiamo scelto di rivisitarlo in chiave moderna ma senza discostarci troppo dalla tradizione. Il risultato? Spaghetti con gamberi, zucchine e germogli di soia… un piatto che si avvicina alla cucina asiatica, pur rimanendo ancorato a quella italiana.

  4. Gli spaghetti non sono di soia ma quelli classici a base di semola e il segreto della riuscita di questa pasta sta proprio nel tipo di cottura. Risottando gli spaghetti e cuocendoli all’interno della bisque, questi assorbiranno tutto il sapore dei gamberi e l’amido li renderà cremosissimi!

Preparazione della bisque

  1. Per preparare gli spaghetti con gamberi, zucchine e germogli di soia iniziate a realizzare la bisque. Come prima cosa sgusciate i gamberi, riponete la polpa in frigorifero e tenete da parte i carapaci.

  2. In un tegame versate l'olio e aggiungete cipolla, sedano e carota tagliati grossolanamente. Lasciate rosolare, quindi aggiungete anche i carapaci nel tegame.

  3. Attendete qualche minuto e versate l'acqua. Unite alcuni grani di pepe e lasciate cuocere per circa 30 minuti a fuoco moderato.

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Preparazione delle verdure e dei gamberi

  1. Lavate e spuntate le zucchine, quindi tagliatele prima a fette e poi a listarelle abbastanza sottili. A questo punto occupatevi del porro, eliminate la parte più verde e tagliatelo della stessa dimensione delle zucchine.

  2. Versate l'olio in un tegame, aggiungete l'aglio e il peperoncino (potete lasciarlo incidendolo oppure tagliarlo a metà per soffriggerlo eliminando i semini interni) e lasciateli imbiondire.

  3. Quindi unite sia il porro che le zucchine e saltatele per pochi minuti. Eliminate sia l'aglio che il peperoncino e aggiungete i gamberi.

  4. Versate una parte del brodo in un tegame e scaldatelo. Una volta cotti gli spaghetti aggiungete i gamberi e le zucchine, spegnete il fuoco, aggiungete i germogli di soia e saltate il tutto per un paio di minuti.

È possibile conservare gli spaghetti con gamberi, zucchine e germogli di sioia per un giorno al massimo chiusi in un contenitore ermetico. Il piatto sarà buono anche senza risottatura, ma il tocco in più lo da proprio il brodo di pesce. Ben vengano le verdure di stagione al posto di quelle che abbiamo utlizzato. Scopri la ricetta veloce per preparare degli spaghetti di soia con verdure croccanti e gamberetti succosi.

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Consigli

  • Largo alle tue verdure preferite! Utilizzale pure per questa ricetta facendo attenzione però a che restino croccanti!

  • Per quanto riguarda l'olio, puoi usare anche l'olio extravergine d'oliva se lo preferisci (visto che la ricetta è "italianizzata").

  • Per quanto riguarda i crostacei, puoi utilizzare anche i gamberi precotti.

  • Non usare il sale perchè a dare sapidità c'è la salsa di soia.

  • Il segreto per fare in modo che gli spaghetti di soia non si incollino tra loro è tenerli molto umidi: se vedete che si asciugano troppo, aggiungete acqua o altra salsa di soia, stando sempre attenti alla sapidità.

Conservazione

Consumali subito gli spaghetti di soia.

Gli spaghetti di soia con gamberetti e verdure sono un piatto tipico della cucina asiatica, leggero ma ricco di sapori e profumi. Facili e veloci da preparare, sono perfetti per un pranzo o una cena dal gusto esotico. Le verdure croccanti si abbinano alla delicatezza dei gamberetti, mentre la salsa di soia dona il giusto equilibrio di sapidità.

Gli spaghetti di soia sono un ingrediente molto utilizzato nella cucina asiatica e sono perfetti per chi segue una dieta senza glutine. Si cucinano in pochi minuti e si adattano a tantissimi condimenti, dai più semplici ai più elaborati. Gli spaghetti di soia con gamberetti e verdure si conservano in frigorifero per un massimo di 1 giorno, in un contenitore ermetico.

Certo! Gli Spaghetti Di Soia Con Gamberi, un primo piatto a base di pesce che arriva dall’Asia: gli spaghetti di soia sono infatti molto diffusi in Oriente, in particolare in Thailandia e Giappone, anche se da qualche anno stanno facendo breccia anche da noi in Italia. Si tratta di un cibo indicato anche per chi soffre di intolleranze alimentari: privi di glutine, gli spaghetti di soia sono spesso abbinati a svariate verdure ma possono essere utilizzati anche con altri tipi di condimento. Eccoli quindi con il pomodorino fresco oppure, come nella ricetta che ti presento oggi, accompagnati da gamberi.

Gli Spaghetti di soia con gamberi sono una ricetta molto semplice da preparare, può essere l’alternativa al più classico piatto di pasta con i gamberi: una soluzione utile non soltanto per chi non può mangiare la pasta di grano, ma anche per chi vuole variare un po’ l’alimentazione e cerca qualche cosa di diverso da portare in tavola, senza per questo cimentarsi con preparazioni troppo complicate.

Spaghetti Di Soia Con Gamberi E Verdure: Proprietà

Tra i vantaggi del gustarsi gli spaghetti di soia ci sono le proprietà di questo alimento: capace di mantenere in equilibrio i livelli di glicemia e colesterolo, regolano le funzioni intestinali e con la presenza di fosforo e magnesio combattono l’osteoporosi. Tra gli effetti benefici ritroviamo anche la riduzione dei disturbi della menopausa come le vampate di calore e gli sbalzi di umore, grazie alla presenza di isoflavoni che compensano la mancanza di estrogeni. Eccoci quindi alla ricetta degli spaghetti di soia con gamberi e verdure.

Guida alla preparazione

  1. Iniziamo la preparazione pulendo i crostacei: sciacquiamoli sotto acqua corrente, sgusciamoli, incidiamone il dorso con un coltellino e tiriamo via il filo nero.
  2. Puliamo e tagliamo le verdure: le carote e le zucchine a listarelle e lo scalogno a rondelle.
  3. Uniamo gli spaghetti di soia cotti e passati in acqua fredda: attieniti alle istruzioni riportate sulla confezione, perchè ci sono differenze di modalità e tempi di cottura a seconda delle marche.
  4. Aggiungiamo un bicchierino di salsa di soia ed un pochino d'acqua calda.

Gli spaghetti di soia con verdure e gamberi sono un primo piatto gettonassimo nei ristoranti etnici, tutto sommato facile da riprodurre anche a casa. Vi illustriamo la ricetta passo passo, concentrandoci anche sulla tanto demonizzata soia: abbiamo chiesto l’aiuto di Virgilio Brunetti, storica firma del BBQ4All Magazine e biologo.

La soia e tutti gli alimenti da essa derivati hanno conosciuto negli anni una fortuna alterna: dapprima considerati panacea di tutti i mali, specialmente grazie al particolare apporto proteico che li rendeva ideali sostituti della carne, hanno subìto successivamente un contraccolpo facendo sorgere un dibattito acceso tra chi ne promuoveva l’uso (e l’abuso) e chi invece accusava tali alimenti di essere responsabili dell’insorgenza di alcune patologie.

In mezzo a tutta questa confusione, come sempre accade, la soia negli ultimi anni è stata demonizzata da molti, tanto da essere evitata a prescindere e guardata come se fosse veleno perché “fa venire il cancro!”. Ma qual è la verità? Rispetto agli altri legumi, la soia contiene più proteine, più grassi tra quelli convenzionalmente noti come “buoni” e non è responsabile del gonfiore addominale. Inoltre, è ricca di ferro, vitamine, fibre, calcio e fosforo.

La soia viene anche utilizzata moltissimo a livello industriale. La lecitina di soia viene ampiamente usata in tanti settori anche non alimentari: cosmetico, farmaceutico, salutistico, chimico, ittico e zootecnico.

La soia contiene fino a 100 diversi tipi di fitoestrogeni (tra cui i più importanti sono gli isoflavoni), sostanze vegetali con una struttura chimica simile agli estrogeni femminili.

Soia e cancro al seno

Molte persone si sono chieste dunque se la soia faccia male in presenza di un tumore al seno già diagnosticato. Questo è un aspetto che bisogna sottolineare e su cui torneremo: già diagnosticato. Riguardo al consumo di soia da parte di donne col cancro al seno si è diffuso il timore che i fitoestrogeni possano stimolare la proliferazione di cellule tumorali residue (quindi parliamo di un cancro al seno già conclamato e diagnosticato, non della fase preventiva) o ostacolare l’azione dei farmaci ormonali.

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha espresso prudenza: in realtà, sostiene, non ci sono ancora studi definitivi e il mondo della ricerca è ancora diviso. “Il consumo di soia e altri alimenti contenenti fitoestrogeni non è controindicato per nessuno, anche se in caso di una precedente diagnosi di tumore è meglio far riferimento al proprio oncologo per capire cosa portare a tavola”. Prudenza, dunque. Il che è molto differente dal demonizzare la soia sostenendo che faccia venire il cancro.

D’altra parte, il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro in uno studio sulla sopravvivenza al tumore al seno (2014) ha dichiarato che un peso corporeo equilibrato, l’attività fisica, il consumo di fibre e il consumo di cibi contenenti soia migliorano la sopravvivenza dopo il cancro al seno.

Cosa dice la Fondazione Umberto Veronesi sulla soia?

Anche la Fondazione Umberto Veronesi ha risposto alla questione, attraverso Elena Dogliotti, nutrizionista e divulgatrice scientifica. La dottoressa ha sottolineato in più di un’occasione l’importanza delle quantità: ci sono molti studi secondo cui un consumo moderato di fitoestrogeni (inferiore a 100 mg/die) addirittura proteggerebbe dal rischio di recidive e non interferirebbe con la terapia ormonale.

Tuttavia, sempre a titolo precauzionale, la nutrizionista specifica: “in attesa che ulteriori studi chiariscano la relazione tra tumore al seno e fitoestrogeni, le donne che hanno già avuto una diagnosi di tumore al seno dovrebbero consumare con molta moderazione i cibi che contengono questi ormoni”. Moderazione non vuol dire eliminare la soia a prescindere. E, ribadiamolo, queste precauzioni devono essere prese da coloro che hanno già avuto una diagnosi di cancro al seno.

Il mondo della medicina afferma che non ci siano, attualmente, evidenze scientifiche basate su studi affidabili che dimostrino una correlazione tra il consumo di soia e malattie riguardanti il fegato. Per quanto riguarda la tiroide, anche in questo caso non ci sono evidenze sul fatto che consumare soia possa portare a danni al suo funzionamento. Per chi invece soffre di ipotiroidismo, potrebbe esserci un’ interferenza nell’assorbimento dei farmaci che si assumono (tiroxina); tuttavia ciò non riguarda solo la soia, ma anche la fibra in generale o il latte.

Come tutti saprete, poi, c’è la questione green che riguarda la produzione di soia. In seguito a questo slancio, è nata la Rete svizzera per la soia: cofondata insieme al WWF Svizzera, garantisce che la quota di soia importata, proveniente da produzione responsabile e da colture non geneticamente modificate e destinata all’alimentazione degli animali da reddito nel nostro Paese, sia superiore al 95 per cento.

A livello politico, il WWF si adopera affinché le fonti di cibo per gli animali siano varie.

In un regime dietetico consapevole, controllato, vario, ricco di frutta e verdura, consumare ogni tanto un piatto a base di soia (ecosostenibile e certificata) è assolutamente consigliabile poiché il consumo di queste proteine, insieme ad una dieta a ridotto contenuto di grassi saturi e colesterolo, può ridurre effettivamente il rischio di malattie cardiovascolari.

Inoltre, la salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi a cui si aggiunge acqua e sale, a causa del suo sapore intenso e sapido, può sostituire tranquillamente il sale per condire insalate, verdure, riso, con un grosso vantaggio per la pressione arteriosa.

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