I vini del Salento sono l’espressione autentica di una terra che ti conquista per la naturale bellezza, la ricca storia, la cultura vivace, le tradizioni secolari e l’enogastronomia unica. Nel cuore della Puglia, tra il blu del Mar Ionio e dell’Adriatico, il Salento offre un paesaggio unico fatto di ulivi secolari, muretti a secco e vigneti che si perdono all’orizzonte.
Grazie a vitigni autoctoni come il Negroamaro, il Primitivo e il Fiano, e ad un clima ideale fatto di sole generoso e brezze marine, il Salento produce vini intensi, armoniosi e ricchi di personalità. La viticoltura nel Salento ha radici antiche, risalenti all’epoca dei Greci e dei Romani. Nel corso dei secoli, la produzione vinicola si è evoluta, mantenendo però un forte legame con le tradizioni locali.
La Storia Vitivinicola della Puglia
La vite era probabilmente presente in Puglia prima dei tempi della colonizzazione greca, già nel VIII secolo a.C. Alcune delle varietà oggi considerate autoctone di questa regione come il Negro Amaro e l’Uva di Troia vi sono state introdotte proprio dai Greci. Greco è anche il sistema di coltivazione della vite ad “alberello”, il metodo più diffuso in Puglia.
Nella sua monumentale opera Naturalis Historia, Plinio il Vecchio ricorda che in Puglia erano presenti le Malvasie Nere di Brindisi e Lecce, il Negroamaro e l’Uva di Troia. Plinio il Vecchio definì Manduria come viticulosa, cioè “piena di vigne”.
Con la costruzione del porto di Brindisi nel 244 a.C., dopo la caduta dell’impero romano, la viticoltura e la produzione di vino in Puglia subirono un periodo di crisi e fu solo grazie ai monaci, che le due attività continuarono a prosperare in Puglia. Durante il Rinascimento i vini della Puglia cominciarono a diffondersi nelle altre zone d’Italia e in Francia.
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Il ritardo nell’arrivo della fillossera fece giungere in Puglia imprenditori francesi che qui iniziarono a produrre vino da esportare in Francia, Germania e Austria. Ma alla fine la fillossera arrivò anche qui, segnando il crollo di quella che sembrava un fiorente ripresa.
Negli anni seguenti videro una produzione massiva senza nessun criterio di qualità, prevalentemente concentrata sui vini da taglio, destinati a dare corpo e colore alle produzioni di altre zone d’Italia e d’Europa. Infatti attualmente la regione sta vivendo un periodo di notevole sviluppo nel settore vitivinicolo, soprattutto perché dopo anni di produzione di vino basata sulle alte rese per ettaro di vini soprattutto da taglio, grazie alla loro colorazione e consistenza, si sta ora cercando di valorizzare il territorio raggiungendo dei livelli qualitativi di tutto rispetto per alcuni vini soprattutto a base di vitigni autoctoni.
Vitigni e Denominazioni
In Puglia si coltivano decisamente più vitigni a bacca nera che a bacca bianca. I vitigni a bacca nera più diffusi in Puglia sono il Negro Amaro, il Primitivo, l’Uva di Troia, la Malvasia Nera (di Lecce e di Brindisi), il Montepulciano, il Sangiovese, l’Aglianico, l’Aleatico, il Bombino Nero, il Susumaniello e l’Ottavianello, nome con il quale nella regione si chiama il Cinsaut.
Non mancano le uve internazionali, prima di tutte il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Nonostante questa ricchezza in vitigni, la Puglia è principalmente famosa per i vini derivanti dalle uve di Negro Amaro, Primitivo e Uva di Troia, ciascuna nelle proprie zone di elezione, vale a dire il Negro Amaro al sud, nel Salento, mentre la zona centrale è la terra del Primitivo e l’Uva di Troia è la varietà più diffusa nella parte settentrionale.
I vini bianchi, sono prodotti soprattutto da vitigni autoctoni, quali il Bombino Bianco, la Malvasia Bianca, la Verdeca e il Bianco d’Alessano e il Pampanuto.
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Le Denominazioni di Origine per i vini in Puglia, partendo dalla provincia di Foggia, nella zona nota come Daunia, troviamo i vini delle San Severo DOC e Cerignola DOC. Attorno a Bari, troviamo la zona di Castel del Monte,con i vini delle tre DOCG Castel del Monte Bombino Nero DOCG, Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG e Castel del Monte Rosso Riserva DOCG. In questa zona sono presenti anche l’Aglianico ed i più diffusi vitigni internazionali.
Scendendo ancora troviamo sempre vicino a Bari, la Gravina DOC, la Martinafranca DOC e la Locorotondo DOC. Più giù, nella penisola Salentina, oltre al vitigno principale Negro Amaro e al Primitivo, troviamo la Malvasia Nera di Brindisi. Questi vitigni caratterizzano i vini delle DOC locali, tra cui ricordiamo il Primitivo di Manduria DOC e i vini della Salice Salentino DOC.
Nella regione ci sono dunque 4 DOCG, 3 derivanti dalla preesistente DOC Castel del Monte, alle quali si aggiunge la Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG. Inoltre si contano 28 DOC e 6 IGT.
Vini Dolci Pugliesi: Un Tesoro Nascosto
La Puglia ha dato vita anche ad alcuni tra i migliori vini dolci d’Italia, in particolar modo prodotti da uve Moscato, come nel caso del rinomato Moscato di Trani DOC, e da uve di Primitivo, come nel caso del Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG.
Il Moscato di Trani è il simbolo dei vini dolci pugliesi, ma non è il solo. “Vini dolci sono prodotti anche con altre uve a bacca rossa tipiche, come Nero di Troia o Negroamaro. Anche se in quest’ultimo caso si è costretti a creare un blend con altri vitigni” dice Gangi. Il mercato è comunque di nicchia. “La produzione è limitata perché non c’è grande richiesta. Di solito è un prodotto che si consuma in occasioni speciali, durante le feste. E sono molti, purtroppo, anche gli appassionati di vino o wine lovers che non apprezzano i vini dolci” spiega Gangi.
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I Vini Dolci da Non Perdere
- Moscato di Trani DOC: Famosissimo, ottenuto con uve moscato bianco. È DOC da metà degli anni ’70 e il disciplinare prevede due tipologie: il dolce naturale e il liquoroso.
- Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG: Vino dolce da dessert, prodotto in Puglia da tempi antichi. All’esame visivo è di un bel colore rosso granata, che tende all’arancione con l’invecchiamento, mentre all’esame olfattivo è vigoroso e molto persistente, con un sentore fruttato di prugne e ciliegie. Al gusto è amabile-dolce, scarsamente tannico e saporito, robusto di corpo ed equilibrato.
- Aleatico di Puglia DOC: In tutto il territorio pugliese è possibile produrre la DOC Aleatico di Puglia.
Abbinamenti Gastronomici
Per il momento i vini dolci rimangono relegati a margine del pasto, per accompagnare il dessert. E attenzione: mai abbinarli alla frutta. Secondo Davide Gangi è un errore da non commettere: “I vini dolci vanno con i dolci. La frutta lasciamola da sola. Qualcuno sta sperimentando dei gelati preparati con i vini dolci.
Ecco alcuni consigli per abbinare al meglio i vini dolci pugliesi:
- Moscato di Trani Dolce: Si abbina meravigliosamente alla tipica pasticceria secca, a torte alla crema, all’uovo e al cioccolato e cannoli alla crema. Va servito in coppa a una temperatura di 8°.
- Primitivo di Manduria Dolce Naturale: Si sposa benissimo a preparazioni dolci a pasta non lievitata e consistenti, crostate con confetture di frutti rossi, mostaccioli, formaggi fritti con miele e spezie, ciambelloni, amaretti.
Caratteristiche dei Vini
I vini rossi del Salento sono noti per la loro intensità e complessità. Ecco alcune delle loro caratteristiche:
- Vino corposo, strutturato, con sentori di prugna, ciliegia sotto spirito, pepe nero e vaniglia.
- Elegante, speziato, con tannini vellutati. Blend di Negroamaro e Malvasia Nera.
- Intenso, robusto, con aromi di mora, tabacco e liquirizia.
- Morbido, fruttato, con sfumature floreali.
- Vino aromatico, a volte prodotto in versione dolce naturale.
I Vini Salento Bianchi
I vini bianchi del Salento offrono freschezza e aromaticità, perfetti per le calde giornate estive. Alcune caratteristiche includono:
- Elegante, con aromi di agrumi, frutta tropicale e fiori.
- Autoctono pugliese, con profumi erbacei e citrini.
Vini Salento Rosati
Il Salento è rinomato per i suoi vini rosati, ottenuti principalmente da uve Negroamaro.
Vini Salento Pregiati e Famosi
Tra le numerose etichette che il territorio salentino ha da offrire, alcuni vini salentini pregiati e famosi si distinguono per qualità, riconoscimenti e unicità. Si tratta di veri e propri gioielli enologici, frutto di esperienza, passione e di una lavorazione attenta che valorizza le migliori uve autoctone del Salento. Scegliere un vino Salento significa immergersi in una tradizione millenaria fatta di passione, qualità e legame con la terra.
Questi vini Salento, spesso identificati con l’Indicazione Geografica Tipica Salento (IGT), garantiscono un’elevata qualità e un’identità territoriale precisa. Tra i vini Salento rossi, il Primitivo e il Negroamaro restano i protagonisti assoluti, mentre i vini Salento bianchi, come il Fiano e il Verdeca offrono una freschezza ideale per i mesi estivi.
I Vini Più Apprezzati
Tra i vini pugliesi più apprezzati c’è sicuramente il Primitivo di Manduria, una delle 4 DOCG. Con un colore arancione-violaceo, risulta essere persistente al palato e molto consistente. Il Negroamaro, uvaggio tipico del Salento e di origine greca, si è guadagnato il titolo di vino simbolo della Puglia. Il suo colore intenso, con riflessi violacei, ricorda profumi di frutta matura quali prugna, amarena e ciliegia. Da non dimenticare il caratteristico Aleatico, un vino rosso DOC, più vellutato rispetto ai precedenti due vini ma molto apprezzato.
I Migliori Vini Rosati Pugliesi
I vini rosati pugliesi sono considerati tra i migliori in Italia per ricchezza ed eloquenza di profumi. La storia del vino rosato italiano è relativamente recente: il primo rosato italiano nasce durante la seconda guerra mondiale, in Puglia. Stiamo parlando del Five Roses, dell’azienda Leone de Castris, 90% di Negroamaro e 10% di Malvasia Nera.
La Cucina Pugliese
La cucina Pugliese si distingue per l’importanza data alla qualità dei prodotti di base. Fondamentali le verdure, come la cima di rapa, il cavolo verde, i peperoni, le melanzane, i carciofi, i legumi e tutti i prodotti del mare. Anche se vi sono dei piatti regionali, le ricette variano generalmente a seconda della zona, se costiera o pianeggiante o collinare nell’entroterra.Fra i secondi piatti pugliesi prevalgono ortaggi, legumi e le carni ovine e suine, spesso alla brace. Il pescato è straordinario, grazie al lungo versante adriatico.
Ecco alcuni esempi:
- Agnello con lampascioni (cipolle selvatiche)
- Bombette di vitello
- Cozze ripiene al sugo
- Frittata di borragine
- Olive fritte con burrata
I Frutti di mare, rigorosamente crudi, tra i quali famosi sono i ricci, sono un must nel Barese. In tutti i piatti trova il suo spazio l’Olio extravergine di Oliva, di cui la Puglia è tra le prime regioni italiane per produzione. Per quanto riguarda i dolci, ricordiamo le Cartellate, frittelle natalizie di pasta sfoglia accartocciata.
Il Territorio
La Puglia ha un territorio circa per metà collinare e metà pianeggiante. Partendo da nord, la prima zona vinicola che incontriamo è il Gargano, un promontorio formato da calcare e rocce eruttive con superfici a volte anche ripide ricoperte dalla macchia mediterranea. A seguire il Tavoliere, sempre in provincia di Foggia; le Murge, area molto estesa che copre le province di Barletta-Andria-Trani, Bari e Brindisi e infine il Salento con la provincia di Lecce e parte di quelle di Brindisi e Taranto.
La Produzione Vinicola
La formidabile superficie vitata della Puglia si è dimezzata dagli anni del boom della produzione arrivando a circa 95.000 ettari nel 2010, dei quali la vasta maggioranza si trova in pianura. La produzione di vino annuale supera gli 8 milioni di ettolitri (2015).Uno dei punti di forza dei vini della Puglia è il clima. In questa regione il sole batte ed è presente non solamente nel periodo estivo ma durante tutto l’anno. Questo fa sì che il terreno, così come gli alberi da frutta ne possano beneficiare dando origine a prodotti succosi e molto saporiti. Le uve della Puglia sia bianche che rosse, infatti, sono note per essere intense a livello di colorazione e molto persistenti in bocca. Da qui il suo primario utilizzo, fino agli inizi degli anni ‘90, come base per altri vini regionali meno corposi e che avevano necessità di una maggiore intensità.
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