Voglia di Dolci in Gravidanza: Cause e Consigli

Spesso in gravidanza la voglia di dolce è una costante. Secondo alcuni si tratta di una forma di compensazione, per altri di un appagamento necessario per superare il nuovo stato e vincere le ansie. Ricerche recenti correlano un abuso di questa sostanza anche all’insorgenza di patologie gravi. Quindi, meglio fare attenzione. Ma come?

È ormai noto che tutto ciò cui è esposto il feto durante i nove mesi, a partire dall’alimentazione della mamma, ha effetti sulla sua salute futura. Le donne che seguono una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri in gravidanza corrono maggiori rischi di partorire bambini con un cuore più debole e predisposti ad avere problemi cardiovascolari anche in età adulta.

Quanto aumenta il metabolismo in gravidanza?

Assumere quantità eccessive di grassi e zuccheri in gravidanza porta all’estremo le modifiche metaboliche che durante la gestazione intervengono già naturalmente nell’organismo della futura mamma che, infatti, tende verso l’insulino-resistenza e la scarsa tolleranza al glucosio (zucchero) per lasciarlo a disposizione del feto.

Ma esagerare con i grassi e gli zuccheri provoca squilibri che aumentano il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (diabete gestazionale), ipertensione e gestosi, oltre a favorire l’aumento di peso della donna e influenza la sua “memoria metabolica”, esponendola al rischio di sviluppare obesità e malattie cardiovascolari anche dopo il parto (che in queste condizioni, peraltro, rischia di essere prematuro).

Cosa fa male al bambino quando si è incinta?

Gli squilibri metabolici materni causati da una dieta “obesogenica” alterano anche il flusso di nutrienti e di ossigeno verso il feto, con conseguenze talvolta permanenti sulla struttura e sulla funzionalità di alcuni tessuti del piccolo e sul suo metabolismo.

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Uno studio condotto in laboratorio di recente dai ricercatori dell’Università di Washington ha trovato un possibile legame tra alimentazione delle mamme-topo e nascita di topolini (soprattutto maschi) con problemi al ventricolo sinistro. Anche negli umani questo tipo di anomalie sono segno di una debolezza del cuore, che può provocare scompenso cardiaco, cioè un’alterazione nell’attività di “pompaggio” che impedisce al sangue di irrorare correttamente gli organi (cervello compreso).

L’abitudine ad assumere nutrienti poco salutari attraverso la placenta e durante l’allattamento, induce nel cervello del feto prima e del neonato poi una modifica nel processo di segnalazione degli oppioidi, che genera assuefazione a zuccheri e grassi e in alcuni casi una vera e propria “dipendenza” da cibo spazzatura dopo la nascita. Non bisogna poi rinunciare ai grassi buoni (insaturi, come omega- 3 e omega-6), contenuti nel pesce, evitando invece quelli saturi e/o idrogenati contenuti in molti alimenti confezionati (per esempio nelle patatine fritte).

Cosa mangiare prima e dopo la gravidanza?

Se è vero che quello che la mamma mangia ha un effetto determinante sullo sviluppo del bambino e sulla sua salute futura, controllare la dieta solo durante i nove mesi non basta. Un’alimentazione sana dovrebbe essere intesa anche a scopo preventivo e quindi osservata ancor prima di programmare la gravidanza.

Infatti, lo stato di forma fisica in cui la donna giunge al concepimento influenza l’andamento della gestazione e del parto (con un rischio di complicanze tanto più elevato quanto più la donna è in sovrappeso o affetta da diabete, ipertensione e altre malattie). Dopo la gravidanza, poi, seguire una dieta bilanciata è utile non solo ai fini dell’allattamento, ma anche per favorire il recupero del peso ottimale e al tempo stesso assicurarsi l’apporto di tutti i nutrienti essenziali per affrontare con la giusta energia fisica e mentale l’accudimento del piccolo (riducendo per esempio i fattori di rischio per la depressione post parto).

Infine, non va dimenticato l’aspetto educativo della corretta alimentazione: poiché i bambini - anche quelli molto piccoli - imitano quello che fanno i grandi, mangiare in modo sano è il primo modo con cui la mamma può indirizzare positivamente le abitudini alimentari del figlio.

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Quali dolci si possono mangiare evitando troppi grassi e zuccheri in gravidanza?

Spesso in gravidanza il desiderio (anche psicologico) di dolci aumenta. Per non eccedere con lo zucchero si possono mettere in atto alcuni trucchi, come sostituire i succhi di frutta o le bibite dolcificate con centrifugati di frutta naturali, evitare i cibi “light” in cui spesso la riduzione dei grassi è compensata con gli zuccheri, non esagerare con la frutta (soprattutto con quella ad alto indice glicemico).

Infine, per soddisfare il bisogno di dolce, meglio sostituire lo zucchero raffinato o gli edulcoranti artificiali con miele grezzo, stevia e datteri, che contengono anche vitamine, minerali e antiossidanti.

Quali fibre mangiare in gravidanza?

Oltre ad avere un effetto saziante e a favorire il transito intestinale (ostacolato dalla pressione del feto sugli organi interni), le fibre vegetali contenute nella verdura, nella frutta e nelle farine integrali, riducono l’assorbimento di grassi e zuccheri in gravidanza, aiutando così a tenere sotto controllo glicemia, colesterolo e trigliceridi, prevenendo le malattie correlate.

Consigli per gestire le voglie di dolci in gravidanza

Un suggerimento arriva dalla nuova app realizzata dal governo inglese e destinata a donne in gravidanza e alle mamme. Si chiama sugar smart app, si scarica gratuitamente su Google Play e App Store e permette di calcolare il quantitativo di zucchero di oltre 75mila prodotti.

Rispetto al consumo di zuccheri comunque, in Inghilterra, dove l’obesità, anche infantile, è un problema grave, è stata elaborata anche una lista di otto suggerimenti (approvati anche dalle associazioni delle mamme), che le donne in gravidanza dovrebbero seguire per cercare di stare in forma, evitare il rischio del diabete in gravidanza e fare in modo che i loro eccessi abbiamo ricadute sui nascituri:

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  1. Evitate i prodotti cosiddetti senza grassi o senza colesterolo o low fat, a meno che non abbiate controllato con attenzione l’etichetta.
  2. Lo yogurt può essere un ottimo spezza fame, ma attenzione a quale scegliete. Spesso nei vasetti c’è una concentrazione eccessiva di zucchero. Meglio lo yogurt naturale, anche intero.
  3. A guardar bene molto di frequente non ci si rende conto di quanto zucchero si ingerisce. Per questo la app sviluppata dal governo inglese segnala anche che una lattina di cola contiene l’equivalente di nove zollette di zucchero, una barretta di cioccolato “vale” quanto sei zollette e un succo di frutta piccolo in cartone oltre cinque zollette di zucchero.
  4. Allo stesso modo non esagerate con la frutta.
  5. Cercate di evitare il più possibile i cibi già pronti. Meglio sapere quali sono gli ingredienti dei vostri piatti e come li avete utilizzati, usando quali condimenti e con che tempi di cottura, per evitare brutte sorprese in termini di zucchero assunto.

Alternative sane per soddisfare la voglia di dolce

All’interno di una sana alimentazione, anche in gravidanza, però, ci si può concedere un dolce, come fine pasto o come snack, ma con un’attenzione particolare alla scelta degli ingredienti. Alcuni ingredienti con cui possono essere preparati dolci al cucchiaio o snack dolci, contribuiscono ad apportare alcuni sali minerali importanti in gravidanza.

  • Yogurt e ricotta sono ottime fonti di calcio di cui aumenta il fabbisogno in gravidanza.
  • Carboidrati integrali o multicereale come il pane di segale, grazie all’elevata presenza di fibre contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà.
  • La frutta fresca apporta gli zuccheri che servono al palato, ma con un extra carico di vitamine, fibre e sali minerali, mentre la frutta secca, anche come creme spalmabili di mandorle, arachidi, pistacchi, nocciole, anacardi, sesamo, contiene fibre e acidi grassi omega 3 utili al controllo glicemico.
  • Il cioccolato fondente extra 80-85% è una fonte importante di magnesio e contiene una quantità ridotta di zucchero rispetto al cioccolato al latte.

Alcuni esempi:

  • Preparare un dessert a base di yogurt bianco, frutta fresca di stagione, un cucchiaino di crema o “burro” di frutta secca
  • Sgranare una melagrana, mettere i chicchi in un bicchiere, fondere 2 quadratini di cioccolato fondente 80-85% e versarlo sopra i chicchi
  • Frullare la polpa di un cachi maturo insieme a cacao amaro, mettere il composto in uno stampino da budino e far riposare in frigo.

Il mito delle voglie

Le voglie in gravidanza fanno parte dell’immaginario di tutte le gestanti. Solitamente riguardano il desiderio di cibi particolari, esotici o difficili da reperire, fuori stagione oppure abbinamenti davvero strani.

Spesso riguardano alimenti molto saporiti, oppure dolci o legati al proprio passato, come cibi tipici della propria infanzia. Molte donne riferiscono la presenza delle voglie, sia nel primo trimestre di gravidanza, sia più avanti nella gestazione.

Il partner solitamente è la persona demandata al soddisfarle in quanto, secondo la leggenda comunemente nota, se non vengono soddisfatte al nascituro apparirà una chiazza sulla pelle, una voglia appunto, di forma e dimensioni simili all’alimento che la mamma ha desiderato, ma non ha potuto assaporare.

Che sia una voglia di dolce in gravidanza, o di un raro frutto esotico, molto spesso ci siamo interrogati: c’è qualche correlazione nota tra desiderio della mamma e la voglia sulla pelle del neonato? No, la scienza ci dice non c’è nessun collegamento possibile tra questi due eventi. Ma spesso la cosa più opportuna è quella di assecondare la neo mamma e le sue voglie, anche per farle vivere una gravidanza più serena.

Perché in gravidanza vengono le voglie?

Che sia una molto comprensibile voglia di cioccolato in gravidanza o una molto più bizzarra di cetriolini sottaceto che mai erano piaciuti in precedenza, le voglie in gravidanza si presentano con una certa frequenza, senza però che ci siano molte certezze sulla loro origine.

Ci sono molte ipotesi, alcune credibili ed altre meno, ma le più gettonate sono quella ormonale e quella psicologica:

  • Ipotesi Ormonale: le variazioni ormonali che si provano durante la gravidanza sono piuttosto frequenti e spesso intense, le conseguenze sull’organismo della donna in gravidanza sono evidenti. La maggior produzione di estrogeni può influenzare il gusto e l’olfatto, questo spiega il fatto che a volte si desiderino cibi che in precedenza non erano graditi oppure assunti in modo diverso dal solito. Alcune donne incinte riferiscono, per esempio, che la voglia di limone in gravidanza sia spesso associata al desiderio di mangiarlo a morsi come se fosse un’arancia.
  • Ipotesi Psicologica: la gravidanza rappresenta un momento di gioia, ma anche un momento di stress, fatto di cambiamenti e piccoli o grandi disagi. Voglie e desideri in questa fase della vita possono essere anche una richiesta inconscia di attenzioni, in un periodo della vita in cui spesso si cerca tutto il sostegno possibile. Quindi, senza che ci sia l’intenzione volontaria, spesso rappresentano un modo di incanalare un bisogno personale. In taluni casi, tipica è anche la voglia di piangere in gravidanza senza un particolare motivo, questa è legata alla sfera psicologica, emozionale e ormonale e, se non troppo frequente, è del tutto normale.

Per quanto bizzarre e spesso sottovalutate, le voglie possono anche essere interpretate come un campanello d’allarme per l’aumentato fabbisogno calorico, un modo in cui l’organismo avvisa di assumere cibi più energetici e ricchi in quel periodo di tempo. È sempre importante ascoltare il proprio corpo, per esempio durante la gravidanza, voglia di salato potrebbe anche indicare un aumentato bisogno di sali minerali. È bene quindi ascoltarsi e chiedersi che cosa voglia dirci il nostro corpo in quel momento, così da prevenire ed evitare i più comuni disturbi dovuti alla gravidanza.

Non tutte le voglie in gravidanza sono da assecondare

Le voglie in gravidanza possono, in rari casi, coinvolgere anche prodotti non alimentari, quali sapone, terra, ghiaccio, in questo caso si parla di picacismo, un tipo di voglia che coinvolge sostanze non adatte al consumo in generale oppure sconsigliate per la gravidanza (come la carne cruda). In questo caso la voglia va ancora di più indagata rispetto ai casi precedenti, perché potrebbe indicare una carenza alimentare specifica, come il ferro oppure altri importanti minerali.

Quindi se la vostra non è la tipica voglia di gelato in gravidanza è bene consultare il medico per indagare sui vostri fabbisogni.

Oltre alle voglie, in gravidanza possono anche insorgere disgusto e repulsione verso alcuni tipi di cibi, i quali magari fino a poco tempo prima venivano mangiati tranquillamente. Se l’eliminazione dell’alimento o alimenti in questione non provoca squilibri nella dieta, si può anche evitare di mangiarlo senza doversi sforzare, cercando di sostituirlo con versioni similari (per esempio è molto frequente che la carne porti a nausea e vomito in gravidanza, in questo caso si può tranquillamente eliminarla, sostituendola con qualche porzione di legumi in più a settimana)

Voglio la voglia!

Adesso arriviamo però alla domanda più importante, possiamo o no soddisfare le voglie in gravidanza? La risposta generale è sì, le voglie si possono soddisfare, sempre nell’ambito di una dieta variata e sana.

Quindi se nell’ambito di un’alimentazione a base di carboidrati complessi, verdure, legumi, grassi sani aggiunti a crudo e pochi zuccheri, ci dovessero venire anche delle voglie che non coinvolgano alimenti nocivi, è sano soddisfarle senza preoccuparsi troppo.

Una voglia di formaggio in gravidanza è normale? La posso assecondare? Certamente sì, l’importante è che non si mangi solo formaggio o una quantità esagerata di un determinato alimento tutti i giorni tutto il giorno. Se si tratta invece di voglie strane in gravidanza (come nel caso del picacismo) è meglio evitare ed indagare su ciò che ci sta dicendo il nostro corpo.

Come linea guida generale è sempre bene mantenere un’alimentazione particolarmente equilibrata in questa fase della vita, considerando che il fabbisogno calorico sicuramente aumenta ma che è un falso mito quello del “mangiare per due”, è sufficiente limitarsi ad un 20-25% di calorie in più rispetto al fabbisogno abituale. Non solo per una questione estetica, ovviamente, e la paura dei chili di troppo.

Consigli pratici per limitare gli zuccheri

Ecco come limitare davvero lo zucchero:

  • Mangia frutta intera, invece di dolci a base di frutta. Pur essendo dolce, è ricca di vitamine, è saziante e contiene meno calorie della torta di datteri o di banane;
  • Evita i cibi low-fat. Gran parte di questi contiene alti livelli di fruttosio e glucosio, che fanno male proprio come il saccarosio;
  • Bevi tanta acqua, per stimolare il metabolismo del glicogeno;
  • Bevi acqua aromatizzata fatta in casa, per bere qualcosa di buono ma privo di calorie e zuccheri.
  • Fai esercizio fisico, anche moderato, per mantenere l’umore alto e ridurre le voglie di dolci.

Dolcificanti in gravidanza: cosa sapere

L’OMS sconsiglia l’uso di dolcificanti in gravidanza. Le ragioni sono sia psicologiche sia strettamente mediche.

Da un punto di vista psicologico, i dolcificanti rendono più difficile disabituarsi al sapore dolce. Sul lungo periodo, questo significa condurre uno stile di vita meno sano e assumere più calorie, magari illudendosi di star mangiando “bene”.

Sul fronte strettamente medico, l’OMS fa riferimento a diversi studi che mettono in luce una realtà allarmante. Pare che l’uso massiccio di dolcificanti in gravidanza sia correlato a problematiche ancora non del tutto chiare. Secondo alcuni studi, potrebbe alterare il microbiota intestinale del nascituro e, paradossalmente, aumentare il rischio di obesità infantile.

Voglia di dolce e sesso del nascituro: un mito da sfatare

Si dice che la voglia di dolce in gravidanza significhi che il bimbo sarà femmina; se invece hai più voglia di salato, sarà un maschietto. C’è qualcosa di vero in questa credenza popolare?

No: la voglia di dolci è slegata dal sesso del nascituro e dipende da quanto visto a inizio articolo.

Le voglie di dolce dicono molto poco sul sesso, mentre dicono molto sullo stato di salute mentale e fisica della futura mamma. Per questa ragione, è importante prestarvi attenzione senza cedervi (troppo).

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