I senza lievito sono tutti quegli alimenti che non presentano alcun tipo di agente lievitante nell'elenco ingredienti e nella lista degli allergeni. Sebbene ci siano diverse tipologie di lievito qui puoi trovare una selezione di prodotti biologici che non contengono alcun tipo di lievito. Qui trovi anche prodotti biologici senza lievito alimentare (insapiditore in scaglie). Quando si toglie il lievito dalla propria dieta bisogna farlo anche per la versione inattivata utilizzata largamente come condimento in scaglie.
Cosa sono i lieviti
I lieviti sono microrganismi unicellulari, appartenenti al regno dei funghi, le cui dimensioni si aggirano intorno ai 5-8µm. Presentano una struttura molto simile a quella delle cellule umane, fatta eccezione per la presenza di un rivestimento esterno (detto tunica) che conferisce loro rigidità e forma. La riproduzione dei lieviti, di tipo asessuato, permette loro di creare nuove cellule del tutto simili a sé attraverso un processo detto gemmazione.
La storia di questi organismi ha origini lontane, direttamente riconducibili alle civiltà dell’Antico Egitto. Proprio durante questo periodo storico, infatti, la lavorazione del pane attraverso il processo di lievitazione conobbe un importante perfezionamento a livello artigianale, portando alla nascita della figura professionale del fornaio. Ma fu solo molti anni più tardi, nel 1680, che il naturalista olandese Anton Van Leeuwenhoeck osservò per la prima volta al microscopio i globuli del lievito di birra. Questo evento aprì nuove strade alle ricerche su questi microrganismi, prima fra tutte quella che portò nel 1857 alla comprensione del processo di fermentazione da parte del microbiologo francese Louis Pasteur.
Gli agenti per la lievitazione sono dei piccoli funghi utilizzati soprattutto per i prodotti da forno, per le birre e i vini, che si riproducono a contatto con zuccheri (che forniscono il loro nutrimento) e provocano una fermentazione che gonfia e rende più morbido l'impasto. Il successo di questi nutrienti ha portato ad una loro rapida diffusione, oltre che ad un utilizzo capillare nei più diversi ambiti di produzione alimentare. Esistono infatti tanti formati diversi in cui è possibile trovare questo nutriente, dai preparati a base di lieviti chimici per torte e dolci fino ai lieviti speciali per la fermentazione delle bevande.
Perché evitare il lievito
Ci sono diversi motivi per ridurre o azzerare il consumo di lieviti tra cui la difficile digeribilità. Capita spesso che per motivi di dieta o alla comparsa di allergie varie si riceva dal proprio medico o nutrizionista una lista degli alimenti da eliminare tra cui spesso il lievito. Possono avere degli effetti indesiderati su alcune persone, come gonfiore alla pancia, e alcuni individui sono intolleranti o addirittura allergici. Un abuso di lieviti infiamma la mucosa dell'intestino compromettendo la salute della flora batterica. Ne consegue disbiosi che si manifesta con gonfiore e diarrea o stipsi.
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Gonfiore e pesantezza allo stomaco sono i sintomi più comuni di chi è intollerante al lievito. Ma molte persone, anche se non intolleranti, decidono di eliminare il lievito dalla loro alimentazione, proprio per evitare questa fastidiosa sensazione. Con questa dieta è possibile ottenere una riduzione del senso di gonfiore, una migliore funzionalità dell’intestino, un maggiore equilibrio della flora intestinale, e in generale una sensazione di leggerezza. Tutti i consigli per una dieta adatta a chi soffre di intolleranza al lievito
La nostra proposta è perciò quella di evitare - o quanto meno di ridurre - per un breve periodo l’assunzione di lieviti. Rientrano in questa categoria tutti gli alimenti a base farine, salati e dolci, che hanno subito una lievitazione (sia naturale che chimica). In più, molti prodotti di oggi subiscono lievitazioni spinte con risultati (pensiamo al pane!) inferiori, dal punto di vista del gusto e della digeribilità, rispetto a quelli ottenuti con le lente lievitazioni naturali. Di conseguenza, le persone più sensibili possono presentare sintomi di “sovraccarico da lievito” manifestando i tipici disturbi gastrointestinali come gonfiori o cattiva digestione, ma non solo: la lista è lunga e va dall’orticaria alla stanchezza.
L'infiammazione intestinale inizialmente rimane localizzata nel tuo intestino con sintomi locali. I cibi da evitare sono dunque: i prodotti da forno (torte, pizze, pane, biscotti), latticini (formaggi freschi e stagionati), ma anche lenticchie, frutta essiccata (muesli, uvetta e datteri), bevande (vino, birra e superalcolici).
Per prima cosa dovrete eliminare completamente alcuni alimenti dalla vostra dieta: dadi, bevande alcoliche, pizza, formaggi, yogurt, pane, pasta, funghi, caffè, cioccolato e tè. Potrete invece mangiare senza alcun timore: carne, pesce, uova, verdure, frutta. Da questo possiamo capire che per una dieta senza lieviti l’importante è consumare prodotti freschi, nessun alimento fermentato.
Intolleranza al lievito e alimentazione
Parlare di vera e propria “intolleranza” nel caso del lievito rappresenta in realtà un’inesattezza. Le intolleranze alimentari, come quelle a glutine e lattosio, sono infatti reazioni dell’organismo al consumo di alimenti che non riesce a digerire o a metabolizzare adeguatamente. Si differenziano dalle allergie, in quanto alla loro base non vi è una risposta legata al sistema immunitario.
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Piuttosto, nel caso delle intolleranze ad entrare in gioco possono essere problemi digestivi a livello enzimatico: il corpo, non possedendo gli enzimi necessari per digerire quel particolare cibo, provoca un accumulo di quest’ultimo e la comparsa di disturbi anche molto diversi tra loro. Nel caso del lievito, tuttavia, nessuno di questi due scenari viene soddisfatto: non si ha infatti una vera e propria reazione avversa da parte dell’organismo, ma piuttosto con processi fermentativi che possono rallentare la digestione e portare all’accumulo di gas a livello intestinale. Sebbene non si conoscano con precisione le cause alla base di questi processi, un possibile fattore scatenante potrebbe essere rappresentato da metodi inadeguati di lievitazione.
Per capire meglio cosa si intenda con questo termine, occorre puntualizzare che quando si parla di lieviti, ci si riferisce in realtà a due sostanze differenti: i lieviti biologici, ovvero quelli originati dalla fermentazione naturale, e i cosiddetti lieviti chimici, sintetizzati in laboratorio e largamente utilizzati nell’industria alimentare. Questi ultimi, attraverso reazioni che portano alla formazione di anidride carbonica, hanno il vantaggio di essere molto economici e di permettere tempi più ridotti di lievitazione.
Alimenti naturalmente privi di lievito
In natura esistono diversi tipi di nutrienti che non contengono lievito all’origine. Vediamo insieme i principali:
- Riso e cereali integrali: tra i principali alimenti che non presentano lievito, troviamo il riso e i cereali integrali. Grano saraceno, avena e quinoa sono alleati perfetti in cucina, così come i loro derivati come barrette, fette biscottate e grissini non lievitati e le famose e apprezzate gallette di riso;
- Carne: tutti i tipi di carne, come pollo, manzo, tacchino e agnello, sono naturalmente privi di lievito, e possono dunque essere consumati in tutta tranquillità da coloro che presentano disturbi legati a questo tipo di intolleranza;
- Pesce: il pesce e i prodotti ittici in generale, compresi i molluschi, non presentano tracce di lievito e sono dunque sicuri. Va ricordato tuttavia che diversi piatti a base di questi ingredienti, prime fra tutte alcune fritture di pesce, possono contenere agenti lievitanti all’interno delle farine con cui sono preparati;
- Uova: anche le uova, in quanto alimenti di origini animali, sono del tutto prive di lievito all’origine. Nonostante questo, vengono impiegate nella preparazione di numerosi prodotti alimentari contenenti questo nutrienti, in particolare nei dolci e altri prodotti da forno;
- Frutta e verdura: perfetti in caso di intolleranza al lievito, questi alimenti di origine vegetale sono ottimi alleati per una dieta sana e bilanciata grazie alle vitamine e sali minerali presenti in essi. Tra le verdure sono da preferire quelle a basso contenuto di amido (peperoni, carciofi, insalate e cavoli), spezie e legumi quali soia e lenticchie secche, mentre sarà bene limitare il consumo di patate. Tra la frutta, è consigliabile evitare quella più dolce come uva, banane e fichi a favore invece di cocco, limone e frutta secca.
- Tè, tisane e caffè: tra le bevande, è consigliabile limitare l’assunzione a bevande calde quali caffè, tè e tisane senza zucchero, evitando invece succo di frutta e alcolici. Quest’ultimi in particolare, presentano alte dosi di lievito (in particolare quello di birra) utilizzato in fase di preparazione per facilitare il processo di fermentazione.
Naturalmente non sono fermentati tutti i cereali in chicchi, al naturale o sotto forma di fiocchi o soffiati per la prima colazione (anche gli agglomerati come le gallette o le barrette vanno bene), così come tutte le paste secche. Non danno problemi pesce, carne, legumi (i legumi tendono a fermentare piuttosto rapidamente, perciò consumateli appena pronti), uova. Il tè verde e i normali infusi di erbe secche, che non sono fermentati, vanno bene.
Se dopo aver finito una piacevole serata tra amici sentite ancora la pizza sullo stomaco, se dopo aver mangiato quella brioches che tanto amate non riuscite in alcun modo a digerire, forse avete qualche problema con il lievito e dovreste valutare la possibilità che soffriate di un’intolleranza a questo alimento. Per rafforzare la flora batterica intestinale, in questi casi è importante non mangiare per un periodo il lievito, poiché il lievito stesso produce dei gas che ristagnano nell’intestino creando uno stato di gonfiore e inadeguatezza.
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Perché scegliere i prodotti senza lievito: i consigli
Per il benessere dell’organismo, appare evidente come la prevenzione rappresenti un aspetto fondamentale per contrastare i disturbi e le conseguenze legate all’intolleranza al lievito. Non esistendo infatti al momento cure specifiche per questo disturbo, l’adozione di abitudini alimentari corrette e di uno stile di vita sano e attivo sono alleati centrali per la salute di tutti i giorni. Una soluzione è sicuramente l’utilizzo di cibi senza lievito, come il pane azzimo.
“Senza lievito” è un stile di vita e semplicemente una richiesta che i nostri clienti manifestano spesso come bisogno. Qui trovi prodotti biologici senza lievito (agente lievitante) Biscotti biologici senza lievito, cracker biologici senza lievito e tanto altro per la colazione e la cucina. Qui puoi trovare dadi per brodo senza lievito, creme da spalmare gustose e senza lievito, gallette senza lievito e tanto altro. Da oggi in poi, con questa lista di prodotti senza lievito, seguire il vostro regime alimentare sarà più semplice e vi sentirete da subito disintossicati e leggeri.
L’intolleranza ai lieviti è una reazione d’ipersensibilità che si verifica dopo l’ingestione di alimenti che li contengono in dosi diverse. Nei prodotti lievitati da forno, la reazione avviene producendo anidride carbonica che rimane intrappolata nei reticoli delle proteine presenti nelle farine così da far gonfiare l’impasto, rendendolo soffice e digeribile. La dieta priva di lieviti è la soluzione migliore.
È meglio evitare le cotture elaborate con condimenti grassi o spinte a elevate temperature. “Senza lievito” è un stile di vita e semplicemente una richiesta che i nostri clienti manifestano spesso come bisogno. Sei un operatore della salute?
In questa sezione sono disponibili alimenti senza lievito: pane, pasta, snack e farine. Céréal viene incontro a queste esigenze, proponendo la Linea Senza Lievito Céréal. Molti cibi che consumiamo abitualmente - dalla fetta di pane della colazione al calice di vino a cena - sebbene appartengano a gruppi merceologici diversi hanno una caratteristica comune: contengono lieviti.
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