Antibiotici e sciroppo per la tosse nei bambini: quando e come utilizzarli

La tosse persistente nei bambini è uno dei fastidi più diffusi durante i primi mesi di vita e per tutto il periodo scolare: una particolare situazione che diventa fonte di preoccupazione per moltissime mamme e impegna medici e soprattutto pediatri molto al di là delle reali necessità.

La prima cosa da sapere è che nel bambino piccolo la tosse e il catarro sono fisiologici: la struttura anatomica dell'albero bronchiale non è pienamente sviluppato se non verso i 10 anni. Da ciò deriva che il diametro dei Bronchi (che poi sono dei tubicini cha vanno dal millimetro, e anche meno, fino a un centimetro e mezzo) non è del tutto in grado di espellere tutto il muco che viene prodotto fisiologicamente.

È importante anche sapere che il muco viene convogliato verso l'esterno vincendo la forza di gravità (“in salita”) e ciò avviene attraverso un complicatissimo sistema di migliaia e migliaia di organelli (le cilia) che spingono in alto il materiale. Questo apparato si sviluppa completamente non prima degli otto-dieci anni.

Il sintomo caratteristico nel bambino tossicoloso è, chiaramente, la tosse frequente e insistente, sia con “catarro” (la tosse “grassa”) sia senza (la tosse “secca”), sia di giorno o più spesso di notte. In funzione della causa scatenante, la tosse può essere acuta (della durata inferiore alle tre settimane), oppure cronica (della durata superiore alle tre settimane).

Quando la tosse richiede antibiotici

Il ricorso agli antibiotici è funzionale e giustificato solo nel caso in cui la tosse sia la spia di un’infezione batterica delle vie aeree. Ad esempio, se la tosse è provocata da infezioni batteriche, il pediatra provvederà a prescrivere farmaci antibiotici, come l'amoxicillina o la cefixima.

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Tuttavia, è importante sottolineare che in tutti gli altri casi, infatti, il trattamento antibiotico è totalmente inefficace oltreché inutilmente dannoso per il nostro organismo e un rischio per la salute di tutti. Il loro utilizzo indiscriminato e massiccio, infatti, mette a rischio la salute di tutti.

Perché l'uso eccessivo di antibiotici è dannoso

  • Inefficacia - Il trattamento antibiotico è mirato a combattere la presenza dei batteri nel nostro organismo.
  • Danno inutile - Anche quando si è affetti da un’infezione batterica, il ricorso all’antibiotico è il “male minore”, in quanto oltre ad eliminare i batteri nocivi, o “cattivi” per il nostro organismo, distrugge anche quelli “buoni” (come quelli che compongono la flora batterica intestinale). Per questo motivo, alla terapia antibiotica generalmente si associano trattamenti che mirano a rigenerare i batteri necessari per l’organismo.
  • Rischio per la salute di tutti - La diffusione degli antibiotici funge da “selezione artificiale” dei batteri, promuovendo i ceppi resistenti ai trattamenti disponibili.

Amoxicillina: un antibiotico comune in pediatria

L’amoxicillina è un antibiotico ad ampio spettro, utilizzato frequentemente per il trattamento di diverse infezioni, da quelle delle vie respiratorie a quelle del tratto urinario. È un antibiotico utilizzato frequentemente in pediatria e serve al trattamento di diverse infezioni batteriche nei bambini, accertate dal punto di vista diagnostico.

Quando e come somministrare l'amoxicillina

È di fondamentale importanza utilizzare questo antibiotico solo quando prescritto dal medico, per garantire il miglior risultato terapeutico. Purtroppo l’uso inappropriato di amoxicillina ai bambini, specie in età pediatrica, ha ulteriormente aggravato il problema della resistenza agli antibiotici, favorendo la diffusione di ceppi batterici che non rispondono a questa terapia.

Per determinare la necessità di somministrare l’amoxicillina sono fondamentali test diagnostici che valutino la causa dell’infezione e la presenza di forme resistenti del batterio. Lo specialista deve tenere conto della storia clinica del bambino, riconoscere i sintomi e la presenza di ulteriori infezioni, anche virali, che possono rendere più complicata la diagnosi e anche la scelta della terapia.

L’amoxicillina è disponibile in differenti formulazioni quali compresse (solubili o masticabili, orodispersibili) di 1000mg., capsule rigide di 500 e 1000 mg, polvere per sospensione e gocce. A seconda delle esigenze e delle difficoltà del bambino è necessario valutare insieme al proprio pediatra la soluzione migliore, sia nel formato che nelle modalità di somministrazione.

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Il dosaggio dell’amoxicillina nei bambini (e della sua forma combinata all’acido clavulanico) dipende dal peso e dalla gravità dell’infezione, incluse le forme recidivanti e resistenti. La prescrizione dello specialista, nelle dosi e nella durata, va seguita attentamente perché la terapia sia efficace e nei casi di infezioni più gravi si evitino complicanze.

Possibili rischi ed effetti collaterali

L’amoxicillina è un antibiotico ad ampio spettro, utilizzato frequentemente per le infezioni pediatriche, in maniera sicura. I possibili rischi dell’amoxicillina nei bambini potrebbero arrivare da patologie preesistenti, non ancora diagnosticate, da una maggiore sensibilità dell’organismo nel metabolizzare questo tipo di antibiotici.

  • reazioni allergiche (non diagnosticate in precedenza): possono variare da eruzioni cutanee e prurito a reazioni più gravi come gonfiore, difficoltà respiratorie e anafilassi.
  • disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea e mal di stomaco questi possono essere i sintomi più comuni.
  • infezioni fungine: mughetto orale e candidosi vaginale soprattutto.
  • reazioni cutanee gravi: eruzioni cutanee severe come la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica.
  • effetti sul sistema nervoso: raramente, possono verificarsi effetti collaterali come confusione, agitazione o convulsioni.
  • problemi renali o epatici: in caso di insufficienza renale o epatica grave, l’amoxicillina può accumularsi e interferire ulteriormente con le normali funzionalità di questi organi.

L’uso improprio o eccessivo di antibiotici può contribuire all’antibiotico-resistenza, ciò può rendere le infezioni future più difficili da trattare, poiché causate da ceppi batterici con caratteristiche differenti, che potrebbero richiedere antibiotici più potenti e con maggiori effetti collaterali.

Quando NON serve l'antibiotico

Gli antibiotici uccidono i batteri o ne arrestano la replicazione, e sono quindi utili solo quando i sintomi sono effettivamente causati da questi microrganismi. Ecco perché non ha senso dare un antibiotico al bambino in caso di febbre, raffreddore, vomito o diarrea. Se però la febbre dura molti giorni, la tosse è molto fastidiosa o compaiono altri sintomi, è opportuno rivolgersi al pediatra, il quale valuterà la probabilità che si tratti o meno di un’infezione batterica.

Consigli utili

  • Non fare di testa propria ed evitare di somministrare al bambino (soprattutto se molto piccolo) farmaci di qualsiasi tempo - nemmeno quelli senza obbligo di prescrizione medica - senza prima aver chiesto il consiglio del medico.
  • Quindi è inutile e anche controproducente insistere con sciroppi o altri rimedi: spesso non si fa altro che peggiorare la situazione. Il catarro si scioglie e il bambino fa più fatica ad espellerlo. Questi vanno usati solo su indicazione medica (altro che farmaci da banco, come la martellante pubblicità televisiva induce a far credere!) e in caso di catarro tenace e giallastro.
  • Non sono un medico autoritario; capisco e rispetto le ansie dei genitori, ma sono certo di essere nel vero quando affermo che i bambini iperprotetti e abituati a case eccessivamente calde, abituati a merendine e sempre davanti alla tv sono sempre più gracili.

In altre parole “38 giorni di tosse secca stizzosa” sono il risultato di due o tre infezioni successive: comincia una prima che la precedente sia passata. Con cordialità.Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile.

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