Batteri nell'Insalata in Busta: Rischi e Precauzioni

Attenzione all’insalata iceberg in busta: se è nel frigorifero in questi giorni potrebbe essere a rischio listeria. Sul sito del ministero della Salute è stato aggiornato l’avviso diffuso per un massiccio richiamo di lotti di insalata. Il richiamo delle insalate in busta è scattato per il rischio di listeriosi. Si tratta di un'infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes.

Marchi Coinvolti nel Richiamo

Sono ventisei i marchi coinvolti: Vivinatura, Tres Bon, Torre in Pietra, Tornese, Sigma, Selex, Polenghi, Ortoromi, Ortofresco pulito, Natura è, Mi Mordi, Latte Francia, Il mio orto, Il Castello, Colline Verdi, Ciro Amadio, Centrale del latte, Alifresh, Foglia Verde Eurospin, SISA, Sendero, Professione Snack, Montanino, Matese, Gustura, Coop.

Tutti i lotti sono stati prodotti dall’azienda Ortoromi, cooperativa agricola che produce nello stabilimento di Bellizzi, in provincia di Salerno. Per tutti i lotti coinvolti si invita a riconsegnare il prodotto al punto vendita dove è stato acquistato, si legge nel richiamo. Per individuare i singoli lotti per cui è previsto il richiamo è possibile consultare il sito del ministero della Salute.

Che cos’è la Listeria e la Listeriosi

Listeria monocytogenes è un batterio patogeno Gram-positivo ampiamente diffuso nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. La sua capacità di crescere e riprodursi a temperature molto variabili (da temperature di refrigerazione sino a 45 gradi centigradi), nonché la sua capacità di tollerare ambienti salati e pH acidi, lo rendono un batterio molto resistente a varie condizioni ambientali, incluse quelle che si hanno nella produzione e nella lavorazione degli alimenti.

La listeriosi è un'infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes. Questo batterio è presente in natura, nel suolo e nell'acqua, e può contaminare una vasta gamma di alimenti. Ha filamenti chiamati flagelli, che gli permettono di muoversi in ambienti acquosi e contaminare i terreni, le acque e dentro l'intestino degli animali. Per questo motivo, può finire nel cibo, a qualunque livello della catena di produzione: dai terreni di coltivazioni ai tavoli di lavoro, agli strumenti e agli utensili usati nell'industria alimentare, ma anche nell'ambiente domestico, dove prepari i tuoi piatti.

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Una delle caratteristiche più insidiose di questo batterio è che è in grado di sopravvivere alle basse temperature.

La listeriosi può assumere diverse forme cliniche: per lo più, causa una gastroenterite acuta con febbre, tipica delle infezioni alimentari, e si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione. In alcuni casi, però, può portare all’insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle donne in gravidanza può provocare aborto, morte in utero del feto, parto prematuro e infezioni neonatali. Nelle forme sistemiche l'incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni.

Sintomi e Complicazioni della Listeriosi

Se ingerisci alimenti contaminati dalla listeria questa può trasformarsi in listeriosi. I sintomi della listeriosi possono variare da persona a persona e spesso sono aspecifici, ovvero simili a quelli di altre infezioni. Possono includere febbre, nausea, mal di testa, vomito, diarrea, dolori muscolari, rigidità della nuca, confusione.

In soggetti con un sistema immunitario efficiente non ha particolari effetti a lungo termine, ma in soggetti a rischio, soprattutto soggetti immunocompromessi, anziani e neonati, l'infezione può manifestarsi con sintomi più gravi, come meningite, encefaliti e setticemie, che possono portare alla morte. Anche le donne in gravidanza devono fare attenzione, perché l'infezione può portare a parti prematuri o anche ad aborti.

Precauzioni e Consigli per Ridurre il Rischio di Listeriosi

Per ridurre il rischio di listeriosi ci sono una serie di regole da osservare:

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  • Pulire regolarmente cucina, piani di lavoro, strumenti come i taglieri e il frigorifero.
  • Cuocere bene gli alimenti, soprattutto le carni.
  • Lavare bene frutta e verdura prima del consumo.
  • Mantenere una temperatura corretta del frigo.
  • Riporre bene al suo interno gli alimenti, evitando la contaminazione crociata tra cibi crudi e cotti.
  • Rispettare le date di scadenza e le modalità di conservazione indicate sulle etichette.
  • Lavarsi spesso le mani, soprattutto prima di manipolare il cibo.

L'insalata in busta si può mangiare tranquillamente: prima di essere venduta il prodotto viene sottoposto a una serie di lavaggi per garantirne la salubrità. Per questo motivo a volte avvengono i ritiri, che sono quasi sempre preventivi: c'è un sistema di controllo che, se non viene rispettato tutto il procedimento, fa scattare un allarme.

Come Scegliere e Conservare l'Insalata in Busta

L'insalata in busta non va necessariamente lavata, a meno che non sia riportato sull'etichetta esplicitamente. Se sull'etichetta c'è scritto "prodotto lavato e pronto al consumo" puoi mangiarla tranquillamente senza lavarla. In ogni caso, ecco qualche consiglio da seguire prima del consumo:

  • Evita le confezioni con rigonfiamenti eccessivi e anomali, che indicano la possibilità di proliferazione batterica.
  • Evita le confezioni con tanta condensa: le goccioline sono un ambiente ideale dove il batterio listeria può annidarsi e svilupparsi.
  • Cerca di mantenere la catena del freddo: se possibile, vai a fare la spesa con la borsa frigo.

Insalata in Busta: Vantaggi e Svantaggi

L’insalata in busta è per moltissime persone un “salva pasto” a cui è difficile rinunciare. Anche se quelle diciture sulle confezioni della verdura in busta sembrano tranquillizzarci riguardo le varie fasi della filiera, studi e pareri di esperti presentano opinioni contrastanti sulla sicurezza delle insalate in busta.

In particolare, uno studio condotto dall’Università di Torino ha evidenziato alcuni rischi associati alla tanto cara (in tutti i sensi) insalata confezionata, che sarebbe lontana dall’essere considerata sicura. La ricerca ha esaminato un campione di 100 buste di insalata pronta: molti prodotti presentavano una contaminazione di batteri e microrganismi già al momento del confezionamento, contaminazione che può peggiorare notevolmente in quanto la carica microbica può aumentare in modo esponenziale assai prima della scadenza.

Ma sono una fonte di enormi sprechi, a partire dall’acqua (per i diversi lavaggi, compreso l’ultimo che va fatto dopo che abbiamo aperto la busta e che anche il dottor Calabrese raccomanda). Comprando l’insalata fresca non solo evitiamo l’imballaggio ma consumiamo anche meno acqua. La pulizia effettuata durante il confezionamento industriale, infatti, non è sufficiente a rimuovere le impurità, costringendoci a consumare ulteriore acqua. In pratica, l’insalata imbustata viene lavata almeno due volte.

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Troppa plastica. Il conto della confezione lo paga il consumatore poiché i costi di imballaggio ricadono sul prezzo finale. Ogni confezione richiede un sacchetto di plastica ed in alcuni casi anche una vaschetta.

L’insalata in busta è comoda, se si ha poco tempo da dedicare alla spesa, tuttavia il costo è decisamente alto rispetto a quello dell’insalata fresca. Non aiuta l’ambiente. Prima di arrivare sulla nostra tavola, frutta e verdura passano attraverso numerose fasi, che comportano notevoli emissioni di CO2. La produzione di insalata in busta, a livello industriale, richiede inoltre un elevato consumo di energia.

Aspetto Insalata in busta Insalata fresca
Costo Più alto Più basso
Impatto ambientale Maggiore (plastica, energia) Minore
Consumo di acqua Maggiore (lavaggi multipli) Minore
Rischio di contaminazione Potenziale (Listeria) Potenziale (se non lavata correttamente)
Comodità Alta (pronta all'uso) Bassa (richiede pulizia e taglio)

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