I biscotti ricci sono un'eccellenza della pasticceria siciliana, resi celebri dal romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Questi deliziosi biscotti alla mandorla, aromatizzati al limone, sono tipici del comune agrigentino di Palma di Montechiaro.
Storia e Tradizione
La loro origine è legata al Monastero di clausura del Santissimo Rosario, dove le monache li preparavano già nel Settecento. Nel celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Principe di Salina era particolarmente ghiotto di questi dolcetti. Si legge nel libro: "gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie".
Oggi, il monastero continua a produrli e venderli ai visitatori. Tuttavia, molte pasticcerie della zona, soprattutto durante il periodo pasquale, hanno iniziato a preparare questi biscotti seguendo la ricetta tradizionale.
La ricetta dei ricci di Palma di Montechiaro ce la dà Giusina Battaglia, siciliana doc, dal canale YouTube Food Network Italia.
I ricettari siciliani sono pieni di ricette antiche, stratificate, e con origini che si perdono un po’ tra leggenda e realtà. Non di mitologia bensì di letteratura parliamo a proposito dei ricci, dei biscotti di mandorle dalla superficie striata e particolarmente croccante, nati in un monastero di clausura di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, e già noti ai lettori dei classici italiani.
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Angelica Augusto, giovane e abile pasticcera di Licata, studentessa dell’Alma, ha deciso di dedicarci una tesi, da cui sono tratti gran parte delle informazioni che seguono.
La Ricetta Segreta delle Monache
La ricetta originale dei biscotti è custodita gelosamente dalle monache. Presenta pochi ingredienti: pari peso di farina di mandorle e zucchero semolato, scorza di limone e uova intere da aggiungere nella quantità necessaria per realizzare un composto omogeneo e modellabile.
La ricetta viene messa a punto dalle suore del monastero del Santissimo Rosario intorno al 1650, in occasione della visita del Duca Santo, Giulio Tomasi di Lampedusa, antenato dell’autore del Gattopardo, divenuto poi Principe.
Ingredienti principali:
- Farina di mandorle Girgenti-Palma
- Zucchero semolato
- Scorza di limone
- Uova intere
Le mandorle, chiamate "mennule" in siciliano, vengono tritate finemente. Alla farina vengono poi aggiunte uova intere, lo zucchero semolato e la scorza di limone; dopo aver amalgamato il composto, lo si sposta in uno strumento in legno a forma di siringa che modella il biscotto della forma desiderata, ovvero un bastoncino della lunghezza di 10 cm circa.
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‘Ricci’, appunto, come il loro aspetto frastagliato, che sotto a una crosticina di cristalli di zucchero racchiude un interno ben più morbido. Questi biscotti della tradizione dolciaria regionale si preparano pressoché con la stessa ricetta dalla metà del XVII secolo.
Proprio in occasione delle sue visite le religiose preparavano i mandorlati che si possono ancora acquistare affacciandosi alla ruota in legno degli esposti (quella che ruotava per far entrare gli orfanelli). Il duca, inoltre, era uno degli antenati di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nonché ispiratore del personaggio del Principe di Salina.
Preparazione casalinga
Ecco una versione della ricetta per preparare i biscotti ricci a casa:
Ingredienti:
- 400 g di farina di mandorle Agrigentine
- 400 g di zucchero semolato bianco
- 4 uova fresche intere
- La buccia di un limone grattugiata
Procedimento:
- In una ciotola mescolate la farina di mandorle, lo zucchero, le uova intere e la scorza grattugiata del limone.
- Versare il composto in una sac à poche con bocchetta a forma di stella e formare su una teglia rivestita con carta da forno dei bastoncini lunghi circa 8 centimetri e del diametro di 3 cm, avendo cura di mantenere una distanza di almeno 2 cm tra di loro.
- Create dei tronchetti di impasto lunghi circa 8 centimetri e lasciate spazio fra uno e l’altro.
- Caricate il composto in una sac a poche con beccuccio rigato, le suore utilizzavano una specie di creabiscotti ma è difficile da trovare, deponete il composto in una teglia foderata di carta forno, qualcuno crea i biscotti diritti altri molto curvi.
Tabella riassuntiva degli ingredienti:
| Ingrediente | Quantità |
|---|---|
| Farina di mandorle | 400 g |
| Zucchero semolato | 400 g |
| Uova | 4 |
| Scorza di limone | q.b. |
Quando si arriva al Monastero di Palma di Montechiaro, vi troverete di fronte a una ruota in legno (chiamata la “rota degli esposti” per i bambini abbandonati che, appunto, venivano “esposti”) con accanto una finestra dalle robuste sbarre, tipo una grata in ferro e un campanello. Si suona, si aspetta che aprano e poi si entra; a questo punto arriverà una suora, che vedrete solo attraverso la grata in ferro: vi chiederà come potervi aiutare, che cosa desiderate, la quantità di biscotti. Voi ricambierete con l’importo dovuto e attenderete. Dopo pochi minuti la ruota gira, e troverete, già ben confezionati in appositi vassoi con carta rosa, i vostri biscotti. Il contatto con loro sarà finito qui, poiché le suore, essendo di clausura, non possono mostrarsi.
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Questi biscotti alle mandorle sono ideali da servire con un thè o una tisana ma noi li inzuppiamo anche nel caffellatte!
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