Gli anni '70 erano gli anni "di piombo" della contestazione. Alla tradizione del "biassanot" bolognese, che letteralmente divorava la notte, cominciava ad aggiungersi una maggiore disponibilità di reddito: i ragazzi avevano l'automobile e i ragazzini sciamavano col motorino e il vespino. Tutti erano pieni di voglia di divertirsi.
Alla classica balera si sostituivano le grandi discoteche. Mancavano solo i locali in cui incontrarsi prima di partire e in cui ritrovarsi la notte dopo aver ballato. Tutte le latterie con bar analcolico annesso furono trasformate in OSTERIA '82.
Ma un profumiere di nome Piergiorgio, che viaggia in Francia e apprezza i chioschi di crêpes, precorre i tempi di qualche anno e pensa di trasportare l'esperienza a Bologna. Con l’amico Marco, scelgono un localino minuscolo in zona universitaria. Pensano anche di affiancare alla novità delle crêpes l’offerta a tutte le ore del bombolone caldo della tradizione notturna bolognese, e per questo quando apriranno nel marzo del 1978 denomineranno il locale Bombocrep che tutti chiameranno col diminutivo di ‘Bombo’. Compare anche Renato, il facitore di crêpes dei trentacinque anni successivi, mentre nei primi tempi la gestione è affidata a una colombiana graziosa che tutti chiamano Chiquita.
Piergiorgio e Marco hanno altre idee per la testa. Ogni cura è dedicata alla scelta delle materie prime per la farcitura. Per un anno si esperimentano ingredienti e combinazioni. Vengono selezionati formaggi francesi come il brie e il groviera e formaggi italiani di prima qualità come lo stracchino Nonno Nanni e i gorgonzola piemontesi che diventeranno DOP. Gli affettati avranno il massimo coi crudi di Parma 24 mesi e tutte le creme a base di verdure saranno preparate tassativamente ai fornelli posizionati a fianco delle piastre da crêpes. La sfida è preparare la più buona crema che somigli alla miglior ‘crema della nonna’.
Le modalità sono tantissime. Il segreto basilare è sgusciare uova, uova e ancora uova. Ci si rifiuta per un certo periodo di usare la Nutella, preferendo preparare personalmente la cioccolata col cacao olandese.
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La Crêpe con Crema e Fragole: Un'Invenzione Epocale
Un pomeriggio del 1980, Renato torna da un giro di compere e viene chiamato da Luciana e Wilma, che gli propongono di assaggiare una invenzione epocale: è la crêpe con crema e fragole. Oggi qualsiasi chiosco anche sgangherato propone - come può - la crêpe con crema e fragole, come se fosse una cosa naturale. A volte qualche bel tipo chiede a Renato dietro il banco: «Voi la fate la crêpes con crema e Fragole?». Non sempre Renato riesce a rispondere con la dovuta pazienza.
La Crêpe al Mascarpone: Un'Altra Ammiraglia
Dopo il matrimonio, Renato aveva perso la linea adolescenziale, anche per via del mascarpone che gli preparava Luciana: il più buono che si fosse mai sentito. Ebbene, dopo qualche giorno dall’apertura del ‘Bombo’ Luciana aveva proposto: perché non facciamo la crêpe al mascarpone? Ne sortì un effetto portentoso: la crêpe al mascarpone, mascarpone e Nutella o mascarpone e fragole, diventò l'ammiraglia. Oggi sembra tutto normale, qualsiasi venditore di crepes te la propone al mascarpone. Intanto la crema di mascarpone al massimo dell'eccellenza si gusta solo a Bologna, perché a Bologna ci sono due aziende artigiane che preparano LA BASE FRESCA. Altrove e diversamente bisogna ripiegare sul mascarpone " a lunga conservazione". Poi bisogna osservare le procedure BOMBO DUE. Siamo nell'81.
Renato e Luciana battono la Francia in lungo e in largo per trovare riscontri e raffronti al proprio lavoro. Clamorosamente scoprono che nella stragrande maggioranza dei casi la crêpe del Bombo, la crêpe di Bologna, è addirittura superiore a quella che normalmente si gusta in Francia.
Il Successo e il Trasferimento in Via San Felice
Intanto le ridotte dimensioni del ‘Bombo’ non riescono più a far fronte al flusso degli avventori. Dopo cinema, dopo teatro, dopo discoteca. Sono i favolosi anni 80. I giovani scorazzano in automobile per tutta la provincia e poi passano dal BOMBO. I ragazzini in ciclomotore sciamano dovunque e passano dal BOMBO. Gli studenti di passaggio e di stanza in zona universitaria sono frequentatori fissi. Succede inoltre che i residenti protestino per il vociare notturno. C’è un solo locale che produce un po’ di rumore in strada in tutta la zona. Siamo noi e ci mettono contro il Comune.
In via San Felice 93, angolo Riva di Reno, esisteva una grande rosticceria-salumeria-gastronomia. La via Riva di Reno taglia ad angolo acuto la via San Felice, il decumano massimo romano fin dal 1100 D.C., ed è l’unica strada non ortogonale di tutta Bologna che invece è a pianta romana. Più recentemente, l’intero isolato era adibito a grande macelleria e stagionatura insaccati. All'interno i cortili s'incrociano e si guardano l'un l'altro. Nel Secondo dopoguerra l'edificio d'angolo viene sopraelevato. Si tratta di scegliere un arredamento innovativo e se ne incaricherà l'architetto delle nuove tecnologie sostenibili Beppe Pavani. I tubi che corrono sopra il banco con effetto Centre Pompidou sono voluti da Renato.
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È in quel momento uno dei più belli e originali locali di Bologna. E' in grado di reggere ancor oggi, dopo più di trent'anni. Il successo di questo tempio della crepes è travolgente. La calca delle file che si formano in certi orari della domenica pomeriggio, della sera e della notte (soprattutto del fine settimana) è spesso ingestibile. Sono anche gli anni delle due squadre di pallacanestro della famosa Basket city e il BOMBO DUE è il punto di riferimento delle tifoserie. Nei primi anni Renato e Luciana gestiscono anche il Bombo (Bombino) di zona universitaria. Lo affideranno a un nipote. Poi si succederanno al primo Bombo altre gestioni.
Bombocrep dei Fondatori: Un Ritorno alle Origini
Annate 2020 e 2021, pandemia e crisi economica in atto, Bologna socialmente stravolta. Renato resta però sulla breccia, affiancato dalle collaboratrici storiche. Per il suo locale sceglie un nuovo nome decisamente iconico: Bombocrep dei Fondatori. Tornano pieni di emozione gli antichi studenti che erano laureati 35 anni fa. Tornano gli antichi fidanzatini coi figli e i nipoti. È tutta una meraviglia di tre generazioni che si sono susseguite.
L'intento è sempre lo stesso.
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