Achille Lauro: Il Significato di "Pour L'Amour"

Cosa significa fare un disco per l’amore? E non ”per amore”, o “con amore”, ma per l’amore stesso. Non so se questa domanda se la sia nemmeno posta Achille Lauro, sicuramente la risposta è dentro questo album. Perché in “Pour l’amor”, c’è un cuore enorme. Un cuore preso, sbattuto e buttato nel frullatore con un pugno di glitter, mezzo litro d’acqua di mare e un bel po’ di ketamina.

Un Nuovo Immaginario

“Pour L’Amour” rivoluziona l’immaginario del rapper di strada, gli cambia i vestiti, gli cambia la droga, gli cambia l’ambientazione e le barre; gli stravolge le basi e lo priva della mascolinità. Scardinare un immaginario hiphop, per costruirne uno nuovo, totalmente inedito in Italia. Non c’è più la cocaina da nascondere nella pancia per riscattare una vita al limite trascinata sulle ginocchia, a strisciare sull’asfalto per cercare di intravedere il domani. L’esistenza ora si consuma nel caleidoscopio delle droghe sintetiche, dell’MDMA, dell’LSD, tra gli atelier di alta moda, le boutique che partoriscono una classe che rasenta l’opera d’arte.

Estetica e Vuotezza

Per raccontare questo disco le parole non bastano, bisogna scomodare le immagini, ammirare la loro ammaliante superficie, per scoprire tutta la disperazione che celano. “Pour L’Amour” è un disco che racconta l’estetica più sfrenata e la sua vuotezza, l’apice della vita e la pienezza della morte, il glamour e la sua stessa raccapricciante parodia. “Pour L’Amour” è l’ostentazione voluttuosa di un’opulenza da regnante, da aristocratico, da divinità. Sembra che in tutto il disco, Lauro cerchi di diventare parte integrante del palcoscenico barocco che è la sua stessa esistenza: dopo aver vissuto quasi la sua intera vita come un animale, sguazzare nell’oro di un pacha sembra un diritto inalienabile.

Achille troneggia, ma la radiografia della strada che campeggiava sulla cover di “Ragazzi Madre” sembra acqua passata. Il rapper è in primo piano anche questa volta, ma in nuovi panni: è vestito da angelo, da messaggero celeste, brillante di azzurro, elegante e divino, prototipo di una mascolinità alternativa sideralmente lontana dal machismo ostentato del rapper di strada. Una tuta aderisce al suo corpo, sul dorso splendono ali pennute. Nel bianco immacolato di questa cover però, brilla solo il nero dello sguardo del rapper.

La Samba Trap

La samba trap è un po’ troppo derivativa per essere considerata una vera e propria invenzione, ma nessuno in Italia, tantomeno i precedenti lavori di Achille Lauro, aveva mai spinto così tanto il pedale su questa roba. La samba trap sulle labbra di Achille Lauro e nelle produzioni di Boss Doms esiste da un po’, da prima della genesi di questo album. Fatta di suoni presi dal mondo latino e innestati nella trap, andando un po’ in Africa e un po’ in Sudamerica a prendere quello che si trova.

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Il progetto, infatti, è interamente sperimentale: il barocco visivo si fa barocco sonoro nelle mani di Boss Doms che sigla il primo disco interamente Samba Trap che l’Italia abbia mai conosciuto. Suoni tropicali, caraibici, reggaeton, casse dritte, house e dancehall: se “Pour L’Amour” ha resistito al tempo, non risultando mai veramente stantio, è dovuto alle sue produzioni, che come un caleidoscopio, rendono concreta la narrazione della nauseante ostentazione che Achille porta avanti per più di 40 minuti. Dalla cassa dritta di pezzi come “BVLGARI”, “Thoiry Remix”, “Roba Francese” al mondo latino sfacciato di “El ninho” e “Amore Mi” è evidente innanzitutto una coerenza di fondo, che non è poco, data dall'incedere dei pezzi che fa sempre riferimento ad una stessa idea.

Dettagli di Produzione e Collaborazioni

In un’intervista del 2018, in occasione dell’uscita del progetto, Lauro dichiarava che l’album era stato totalmente registrato in una villa di lusso del 1979, dispersa in un’indefinibile località italiana. Durante quell’isolamento, che il rapper racconta con toni quasi onirici, per la casa sono sfilate più di 100 persone, per produrre una quantità di brani tale da riempire tre album. Tutto a una condizione: tutti gli inquilini del palazzo erano soggetti a “microdosing”, ossia sotto un costante, perpetuo e lento dosaggio di sostanze stupefacenti.

Achille fa tutto da solo? No. Quentin40, Cosmo, Frenetik&Orang3, Gemitaiz, Rocco Hunt, Gow Tibe, Vins e Puritano salgono sulla nave, rimanendo sempre però solamente gregari di una scaletta che fa sempre perno sul flow trascinato e quasi annoiato di Achille Lauro. La visione dei brani è più mirata e meno furiosa, le produzioni sono precise, schematiche, Boss Doms affina l'arte di capire subito, dal primo levare, dove far iniziare un pezzo e dove farlo andare a finire. Tutto questo nella grande zona grigia della schizofrenia. La precisione dei brani, a metà tra il coraggio e l’incoscienza della scelta artistica, è sempre finalizzata a inseguire la follia, le luci al neon e le droghe.

Analisi di Alcune Tracce Chiave

Angelo Blu

Angeli e droga aprono il disco, che non a caso inizia con “Angelo Blu”. Il brano in collaborazione con Cosmo, coproduttore della traccia insieme a Boss Doms, racconta una storia d’amore impalpabile, in cui lei più che un essere umano sembra essere la personificazione di un cristallo di metanfetamina. La voce di Achille si trascina su una base Samba Trap interamente psichedelica, le parole si accostano l’una all’altra senza un filo logico reale, perse in un flusso di suoni distorti e disgustosamente colorati. Il video del brano è esemplare: Achille truccato, brilla nel suo costume angelico, circondato da persone di ogni orientamento sessuale che si baciano tra loro.

Thoiry

Tutto diventa quadro, scultura, Dalì, Renoir, Pablo Picà: “Thoiry”, in collaborazione con Quentin40 e Gemitaiz, è un catalogo di deformità artistica, uno zoo in cui tutti i membri della crew di strada dei rapper diventano artisti, pittori, scultori.

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Penelope

“Penelope” chiude “Pour L’Amour“, è l’ultima traccia del disco. La accompagna un accordo di pianoforte leggero, che gira inesorabile, semplice, lungo tutta la durata del brano. Essenziale, spoglio, disadorno, lontanissimo dalla frenesia animalesca delle altre tracce del disco. In tre minuti e una manciata di secondi, Achille diventa Lauro, l’angelo sembra dimenticarsi di tutto e comincia a piangere, nella consapevolezza che quest’aspirazione a vivere una vita immersa nei piaceri, non sarà mai in grado di colmare un vuoto esistenziale più profondo, un’insoddisfazione esistenziale insaziabile. Lauro prega, da angelo si fa uomo, implora Penelope di insegnargli a essere fragile, a essere autentico, a essere vero.

Impatto e Ricezione

“Pour L’Amour” è uno spartiacque totale nella carriera musicale di Lauro e nella storia del genere in Italia. Come ho detto prima “Pour L’Amour” cambierà le regole del gioco, sarà l’ultimo tassello di una storia passata e il primo passo di una storia che già conoscete, e che gli altri in redazione sapranno raccontarvi meglio di me. “I nostri follower ormai sanno come lavoriamo. Non si aspettano degli album fotocopia, ma sono coscienti del fatto che ci piace sperimentare e guardare avanti. C’è continuità di stile, ma non ci saranno mai due dischi uguali.

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