La cioccolata calda cremosa come quella del bar non è un’impresa impossibile da replicare a casa. Ci sono alcuni trucchi per renderla densa e lucida come quella professionale. Non è necessario avere strumenti da barista: la cioccolata calda fatta in casa può diventare cremosissima e deliziosa.
Dimenticate i preparati pronti: preparare la cioccolata calda in casa è semplice e gratificante. Esistono diverse varianti, sia con cioccolato che con cacao. Quale preferite?
Io adoro la cioccolata calda, ma anche altre bevande calde come lo zabaione o la cioccolata calda con cioccolato bianco e arance, e persino la cioccolata fredda. E non posso resistere soprattutto se poi puccio dentro anche i canestrelli.
Quindi segnatevi la ricetta per la cioccolata calda fatta in casa mi raccomando e andiamo a cominciare.E ora… Beh, allacciate il grembiule…!
Ricetta per la Cioccolata Calda con Cioccolato
Fate sciogliere il cioccolato fondente per 3 minuti a 600 watt nel microonde o se non lo avete scioglietelo a bagno maria. A parte scaldate il latte con lo zucchero. Unite il cioccolato fuso al latte e mescolate energicamente per qualche minuto. Inizialmente la cioccolata calda sarà abbastanza liquida fatela cuocere più a lungo se volete una consistenza più densa.
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Potete utilizzare anche cioccolato al latte o cioccolato bianco ma diminuite la dose di zucchero della metà.
Ricetta per la Cioccolata Calda con Cacao Amaro
Mettete in un pentolino il cacao, lo zucchero e l’amido di mais e mischiateli. Mettete un pochino di latte FREDDO e girate per amalgamare senza grumi.
I procedimenti sono simili ma in quella con cacao amaro dovrete aggiungere l’amido di mais per renderla bella lucida e quando lo mescolerete al latte….mi raccomando freddo altrimenti vi verranno tantissimi grumi.
Liquore al Cioccolato Perugina Fatto in Casa
Oltre alla cioccolata calda, è possibile preparare un delizioso liquore al cioccolato Perugina fatto in casa. La ricetta che vi propongo prevede una quantità minima di zucchero, per esaltare l'aroma del cioccolato.
Tritate grossolanamente il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria o nel microonde, in una ciotola, accendendo alla massima potenza, fermando e mescolando a intervalli di 30 secondi fino a quando è perfettamente sciolto. Nel frattempo preparate lo sciroppo: in una casseruola inserite lo zucchero e l’acqua. Ponete sul fuoco a fiamma media e mescolate fino a quando lo zucchero si sarà sciolto. Unite il cacao amaro setacciato, l’estratto di vaniglia e il cioccolato fondente fuso. Aggiungete l’alcool puro e frullate con un mixer a immersione fino a ottenere un composto omogeneo.
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Fate riposare il liquore al cioccolato in frigorifero per almeno una settimana prima del consumo.
La Storia di Perugina
Perugina nasce nel 1907 da un laboratorio artigianale, come Società Perugina per la Fabbricazione dei confetti, per mano di Luisa Spagnoli, Francesco Buitoni e altri tre soci. Dopo il passaggio di proprietà a Giovanni Buitoni, nel 1915 la produzione si trasferisce a Fontivegge, davanti alla stazione ferroviaria di Perugia. Oggi, di quella storica fabbrica, rimane solo una ciminiera. Nel 1917 nasce il Cacao Perugina. Si sviluppa la produzione di cacao per prodotti destinati alle truppe. Nel 1922 Luisa Spagnoli, utilizzando degli scarti della produzione di cioccolato e granella di nocciole, crea un cioccolatino chiamato Cazzotto, per la sua somiglianza con il pugno della mano, il quale sarà ribattezzato da Giovanni Buitoni, Bacio.
Negli anni seguenti la ditta punta sulla pubblicità, l’innovazione scientifica e la qualità degli ingredienti. Nel 1935 Perugina sbarca in America: si inaugura il negozio Bomboniera a New York. Negli anni ‘50 la produzione si diversifica e punta ad una clientela più vasta. Durante gli anni ‘60 vengono aperte filiali nel mondo e la ditta si sposta a San Sisto, frazione di Perugia. Nel 1985 l’azienda viene ceduta a Carlo De Benedetti, che non riuscendo ad ottenere i ricavi sperati, la cede a sua volta alla Nestlè, nel 1988.
Comunque, in onore della Perugina di cui noi umbri andavamo fieri, e dei suoi antichi sapori protagonisti della mia infanzia, ho usato i suoi prodotti per questo Liquore al cioccolato Perugina che è forte, poco dolce e molto aromatico.
Altre Delizie al Cioccolato
Termino questo menù campano con un altro caposaldo della cucina partenopea, ovvero la caprese, un dolce a base di mandorle e cioccolato che è una squisitezza assoluta. E’ anche rapidissima e semplicissimo da preparare, usando il mixer del robot da cucina.
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Ricetta della Caprese
Tritate le mandorle nel mixer del robot da cucina. Mettete da parte in una ciotola. Nel mixer ora inserite il burro a temperatura ambiente a pezzi, zucchero, uova, fecola, cacao, sale e lievito. Azionate e fate amalgamare bene. Versate in una teglia tonda, unta e cosparsa con un velo di fecola di patate, e cuocete in forno preriscaldato a 160° per 50 minuti. Fate la prova dello stecchino prima di sfornare.
Dolci Tradizionali: Petrali di Reggio e Pampapato Ferrarese
I petrali di Reggio sono dolci natalizi di antica origine. Pare siano stati inventati da un prete di Reggio con la sua perpetua (da qui il nome), i quali li preparavano e li distribuivano ai loro parrocchiani come dono di Natale.
Tagliare finemente con il mixer i fichi, le mandorle, le noci, le bucce degli agrumi, l’uvetta, i chiodi di garofano e unire poi al composto cannella, miele e cacao. Con un coppapasta ritagliate dei dischi di circa 10 cm di diametro, ponete al centro un cucchiaio scarso di ripieno, passate intorno alla circonferenza del disco dell’uovo sbattuto e chiudete i dolcetti formando una mezzaluna. Proseguire fino ad esaurimento della pasta frolla. Spennellate i petrali di Reggio con dell’uovo sbattuto ed infornate a 160°C con forno ventilato o 180°C con forno statico, per circa 25 minuti; dovranno risultare dorati.
I petrali di Reggio, se chiusi in un contenitore ermetico, possono essere conservati per due settimane conservando inalterata tutta la loro friabilità e la loro morbidezza.
Il pampapato ferrarese è un pane speziato, a quanto pare inventato dalla monache clarisse del monastero del Corpus Domini, tra il ‘500 e il ‘600. Prima si chiamava Pan del duca, poi la zona è entrata a far parte dello Stato della chiesa, e cambiò nome in pampapato, assumendo la forma di uno zuccotto papale. Nel ‘900 un pasticcere ebbe l’idea di ricoprirlo di cioccolato fondente, che è la parte che preferisco. Può essere considerato un dolce sostenibile perché è vegano, privo di latte, uova, grassi.
Predisponete a fontana la farina su un piano di lavoro. Aggiungete zucchero e miele, cacao in polvere, mandorle e, infine, il composto di spezie e canditi. Impastate il composto, aggiungendo Marsala in base alla necessità, per farlo bene amalgamare. Ottenuto un composto abbastanza solido, sistematelo su una teglia ricoperta di carta forno e modellatelo fino ad ottenere la classica forma a calotta. Cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa 40 minuti. A fine cottura, fate raffreddare il pampapato, quindi ricopritelo con cioccolato fondente sciolto a bagnomaria o al microonde.
Rocciata Umbra
La rocciata è una specie di strudel della zona di Assisi e Foligno, un dolce che è di…vino perché il ripieno è insaporito con il vino cotto.
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele piccoli pezzi. Spennellate con un po’ d’olio la pasta stesa, spolverate di zucchero, stendete il ripieno in modo omogeneo e poi iniziate ad arrotolare la sfoglia. Arrotolate su se stesso il cilindro ottenuto e infornatelo dopo averlo spennellato con un filo d’olio, in forno già caldo a 180°, per circa 40 min.
Tiramisù
Il tiramisù è il dolce preferito di mezza Italia e uno dei più apprezzati dolci italiani nel mondo. Fu inventato in Friuli negli anni ‘50, dalla cuoca Pielli dell’Albergo Roma di Tolmezzo (Udine), ancora esistente.
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