Valori nutrizionali e calorie della salsiccia di fegato

Questa salsiccia fresca di fegato è da veri intenditori. L’impasto, una volta insaccato nel budello naturale, viene legato a mano e sapientemente speziato. Non contiene glutine, lattosio né derivati del latte.

Sei agli inizi con la chetogenica? La salsiccia di fegato contiene meno di 1 grammo di carboidrati netti per 100g. Per questo motivo è un alimento altamente compatibile con la dieta chetogenica per quanto riguarda i macronutrienti.

Contiene una notevole quantità di colesterolo. 👨‍⚕️💬 Consumare questo alimento è una scelta che potrebbe influire sul dimagrimento se non bilanciata con altri cibi dal minor impatto ingrassante. Porzioni troppo grandi potrebbero portare a superare il tuo fabbisogno calorico giornaliero.

N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita. Scorri in basso per scoprire in dettaglio i valori nutrizionali di questo alimento.

Ecco una tabella riassuntiva dei valori nutrizionali per 100g di salsiccia di fegato:

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Nutriente Valore (per 100g)
Carboidrati netti Meno di 1g
Colesterolo Elevata quantità

Origine delle carni:

  • Nato: ITALIA
  • Allevato: ITALIA
  • Macellato: ITALIA
  • Sezionato: IT 1360-L CE

La provenienza delle carni possono essere diverse da quelle dichiarate, al momento della preparazione del vostro ordine può accadere che il prodotto da voi scelto abbia una nazionalità diversa ma comunque proveniente da paesi della comunità europea.

L’ordine viene gestito e lavorato subito prima della spedizione, per garantire freschezza e qualità del prodotto. Vengono trasportati e spediti con mezzi refrigerati per il mantenimento della catena del freddo che va dai 0 ai 4 °C e rimangono conservati senza problemi fino a 5 giorni.

I mezzi che utilizziamo per i pagamenti sono sicuri e vanno dalle carte di credito a Paypal. In casi eccezionali ammettiamo anche il bonifico.

Non è possibile tracciare l’ordine ma puoi chiedere comunque info in azienda a questo numero 085.85 09 111.

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Marruvio era un’antica città dell’Italia centrale, principale centro del popolo dei Marsi sulle sponde del lago Fucino. San Benedetto dei Marsi conserva alcune vestigia dell’antica Marruvio.

L’autore greco Strabone fu il primo ad occuparsi del Fucino descrivendolo come “un lago che sembra un mare”, soggetto a “forti variazioni di livello”. Fu proprio tale pericolosità a spingere gli uomini ad un’impresa gigantesca, quella del prosciugamento.

Giulio Cesare concepì il primo progetto dopo una disastrosa inondazione. Nerone fece iniziare i lavori di scavo e Claudio li completò nel 52 dopo Cristo con grande impiego di mezzi.

La galleria, lunga 5633 metri, fu inaugurata con una grande “naumachia”; ma non resse al tempo ed all’incuria umana e nel VI secolo si ostruì completamente ed il lago tornò ad essere quello di un tempo.

I lavori del secondo svuotamento furono iniziati e completati nella seconda metà del secolo XIX per opera del Principe Alessandro Torlonia.

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Risale al XII secolo l’edificazione della prima torre situata ad Aielli Alto, in località Castello, a quota 1021 m s.l.m. Fu Ruggero II dei conti dei Marsi a riedificare la torre di forma circolare tra il 1355 e il 1356 per motivi logistici legati al controllo del territorio.

Nel corso del XVI secolo i Piccolomini, signori della contea di Celano, fecero apportare alla torre diversi miglioramenti di carattere architettonico-strutturale. Furono realizzate in particolare la volta a cupola nel piano inferiore e le finestre in stile rinascimentale della parte più alta della struttura, costituita da tre livelli abitativi.

Prima del terremoto del 1915 la torre, dalla forma circolare, era alta circa 24 metri mentre, dopo l’avvenuto restauro, l’altezza interna risultò ridotta a circa 18 metri. Ristrutturata nel 1998, è divenuta dal 2002 sede museale e di un osservatorio astronomico.

Il sito su cui sorge il castello è da identificare con il luogo, sul colle di san Flaviano, in cui Federico II di Svevia, in lotta con Tommaso Conte di Celano e Molise, fece costruire delle fortificazioni durante l’assedio del 1223.

La costruzione del castello vero e proprio iniziò nel 1392 su commissione di Pietro Berardi, conte di Celano, ma già in precedenza, negli anni tra il 1356 e il 1380, suo nonno e poi suo padre avevano provveduto a fortificare il Colle San Flaviano erigendo un sistema di mura con torrette rettangolari “a scudo” e costruendo la torre-mastio sommitale a pianta quadrata.

Pietro di Celano, dunque costruì il solo piano primo con le torri quadrangolari agli angoli, fino al marcapiano, integrando la torre-mastio sull’angolo nord-est. Durante il grave terremoto del 1915 che si abbatté sulla Marsica, il castello risultò gravemente danneggiato riportando il crollo del loggiato nel cortile, di alcune volte, di tutti i solai, del cammino di ronda e di tutte le loggette.

Nella piana, a prevalente destinazione agricola, vengono coltivati ortaggi e tuberi.

L’anfiteatro di Alba Fucens, situato sul colle di San Pietro, fu costruito dopo il 38 d.C. successivamente alla morte di Nevio Sutorio Macrone, prefetto del pretorio e prefetto dei vigili, incarichi che ricoprì durante il governo dell’imperatore romano Tiberio.

Alla morte di quest’ultimo fu ben presto costretto alla fine da Caligola, nonostante l’iniziale profonda amicizia. Macrone si sarebbe tolto la vita per evitare la requisizione dei beni. Attraverso un testamento poté donare una parte dei suoi averi per far costruire nella sua città natale un anfiteatro.

La riscoperta del sito e i primi scavi avvennero nel 1949 ad opera di un gruppo di archeologi belgi dell’Università Cattolica di Lovanio guidati da Fernand De Visscher e del “Centro belga di ricerche archeologiche” di Joseph Mertens in missione in Italia centrale e meridionale.

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