Le figurine Panini rappresentano un vero e proprio fenomeno di cultura popolare, paragonabile al Festival di Sanremo. Questo mondo affascina e riporta indietro nel tempo, a quando, insieme agli amici, si giocava a "ce l'ho" e "mi manca". Le figurine Panini si tramandano di generazione in generazione, di padre in figlio.
Le Origini delle Figurine
Le primissime figurine - intese come "immagini da collezionare" - circolarono probabilmente nell’Europa del Diciassettesimo secolo. Sembra che da ragazzo Re Sole (Luigi XIV di Francia) mise insieme una specie di collezione di immagini in bianco e nero che mostravano le più famose regine d’Europa e cose di corte.
Le figurine "moderne" - intese come cose da collezionare, accessibili anche ai non aristocratici - arrivarono invece nella seconda metà dell’Ottocento: erano cartoncini con sopra immagini di vario tipo, regalati a chi comprava determinati prodotti. L’idea era far comprare un prodotto proprio perché era accompagnato da una bella figurina, e funzionò.
Uno dei casi più famosi fu quello delle figurine regalate dal grande magazzino "Au bon marché", a Parigi, gestito da Aristide Boucicaut. Ai tempi i bambini francesi non andavano a scuola di giovedì: capitava quindi che accompagnassero le madri a fare la spesa. Una cosa simile la fece anche chi vendeva sigarette, prima negli Stati Uniti e poi in altri paesi del mondo. I bambini non fumavano, ovviamente, ma cercavano di farsi dare le figurine dagli adulti, per esempio stando fuori dai negozi che le vendevano, sperando in adulti disinteressati o particolarmente gentili.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento le figurine accompagnarono molti altri prodotti, soprattutto bustine di the e gomme da masticare. In Italia le figurine furono regalate anche con i pacchi di pasta. Già nell’Ottocento le figurine erano poi scambiate e usate come una specie di valuta.
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La grande diffusione fu aiutata da una nuova tecnica di stampa che velocizzò la produzione, abbassò i costi e migliorò la qualità: la cromolitografia. Il museo delle figurine di Modena spiega che la cromolitografia «consiste nel disegnare figure con una particolare matita grassa su una matrice di pietra. Dopo aver trattato la superficie della lastra litografica con una soluzione acida, si procede inumidendo la matrice, dopo di che si inchiostra, utilizzando un rullo in pelle o in caucciù».
La ditta che seppe meglio sfruttare le figurine fu la Liebig, un’azienda tedesca che vendeva una specie di dado da brodo. La Liebig iniziò a produrre figurine - quasi sempre di 7×11 centimetri - nel 1872 e andò avanti per circa un secolo, stampando in tutto quasi duemila diverse serie di figurine.
Negli Stati Uniti la ditta delle figurine divenne invece quella che ora è nota come Topps Company: nella sua storia ha venduto soprattutto sigarette, gomme da masticare e caramelle, ma è famosa soprattutto per le sue figurine.
La Nascita di Panini
Nella seconda metà del Novecento cambiò la pubblicità. Arrivarono nuovi mezzi di comunicazione e aumentò la concorrenza: non bastava più una figurina in regalo per convincere le persone a comprare un certo prodotto. Le figurine diventarono quindi una cosa autonoma: vendute nelle edicole, in bustine, per finire sugli album (all’inizio bisognava però incollarle, perché non erano adesive).
La Panini arrivò in quel periodo: la fondarono nel 1961 Giuseppe Panini e la madre Olga, dopo aver comprato un’edicola nel centro di Modena e una ditta che si occupava di distribuzione di giornali. L'esperienza maturata nel mondo della distribuzione di giornali e del chiosco fece capire ai fratelli Panini quali fossero i reali interessi del consumatore finale, specialmente di quello più giovane, dato che la collezione dei calciatori riguardava per lo più loro.
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Trovare le fotografie con cui realizzare le figurine per i primi anni fu sempre una specie di impresa. Non esistevano, come oggi, molte agenzie fotografiche e non tutte le squadre avevano uffici stampa in grado di fornire immagini di tutti i propri giocatori. Panini era costretta a utilizzare i metodi più diversi: affidarsi ad amici giornalisti sportivi, chiedere ad agenzie fotografiche minori e assoldare fotografi all’ultimo momento per riempire i buchi.
Mentre si stava per iniziare a stampare il primo album, per esempio, si scoprì che mancava la foto di gruppo dell’Udinese. L’album doveva andare in stampa in breve tempo, così un fotografo venne inviato alla prima partita disponibile: un’amichevole infrasettimanale giocata nel tardo pomeriggio. Il fotografo riuscì ad avere la sua “schierata” (il nome tecnico delle foto che ritraggono l’intera squadra in posa), ma c’era così poca luce che il cielo risultò completamente nero.
Tutte le fotografie venivano scattate in bianco nero e spesso avevano inquadrature, fondali e luci piuttosto improbabili. Le immagini venivano quindi colorate in un secondo momento, stampate su grandi fogli, tagliate, mescolate e imbustate. C’erano due figurine in ogni bustina e una bustina costava dieci lire.
Il Successo degli Album Panini
In pochi anni i “Calciatori” Panini fecero scomparire la concorrenza. Gli album Panini avevano una serie di vantaggi rispetto alla numerosa concorrenza dell’epoca: contenevano tutte le fotografie di tutte le squadre di serie A, e soprattutto erano molto accurati sui dati biografici dei calciatori e su quelli tecnici, e per molti appassionati di calcio divenivano il riferimento su luoghi e date di nascita, presenze, gol fatti.
Ma soprattutto la famiglia Panini investì moltissimo nella distribuzione. La prima collezione Calciatori del 1961-62 vendette tre milioni di figurine (che divennero 15 l’anno dopo e 29 quello dopo ancora). Da allora la società ha quasi sempre incrementato vendite e fatturati.
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Panini Oggi
Panini oggi ha circa 900 dipendenti e una distribuzione che arriva in oltre 120 paesi. Negli anni ha cambiato diverse proprietà - negli anni Ottanta fu acquistata dall’inglese Robert Maxwell, nel 1991 da DeAgostini e nel 1994 dalla Marvel - e dalla fine degli anni Novanta è tornata ad avere una proprietà italiana, dopo l’acquisto di una cordata di imprenditori. Il sito Panini parla di un fatturato di oltre 500 milioni di euro nel 2013.
Gli anni migliori per Panini sono però quelli degli Europei di calcio e ancora più dei Mondiali. Per i Mondiali del 2014 in Brasile (il primo mercato di Panini, per cui l’Italia è solo un quarto del mercato totale) ha stampato oltre 60 milioni di album. Non ci sono dati chiari e aggiornati su quante figurine stampi Panini ma in base alle informazioni più recenti sono 6 miliardi l’anno. Un altro interessante dato ricavato dalle stime Panini è che circa il 50 per cento di quelli che comprano le sue figurine sono adulti.
I social network, internet e tutte queste cose dell’ultimo decennio hanno aiutato Panini: sul suo sito ma anche in altri siti è possibile scambiare figurine, oltre che richiedere quelle mancanti. La Panini assicura sul suo sito che «attualmente ogni collezione è composta da un numero di figurine pari a quelle inserite in uno o due fogli di stampa, fogli di stampa che contengono tutte le figurine una volta e che vengono stampati in ugual numero».
Le Figurine Introvabili
La storia italiana è stata segnata da tre grandi questioni relative alla figurina-che-manca. La prima è degli anni Trenta ed è il feroce Saladino: faceva parte di una collezione legata al programma radiofonico I quattro moschettieri e abbinata ai prodotti Perugina e Buitoni. Nelle figurine c’erano i quattro moschettieri ma anche personaggi di altro tipo (Tarzan, Sandokan, Buffalo Bill, Cleopatra) e chi completava gli album vinceva premi di vario tipo. Per chi completava 150 album c’era la possibilità di vincere una FIAT Topolino. Pare che in quel caso una figurina - quella del Feroce Saladino - fu prodotta con una bassissima tiratura.
Un’altra figurina quasi-introvabile fu quella di Pier Luigi Pizzaballa, portiere dell’Atalanta. In un album Panini degli anni Sessanta la sua figurina sembrava essere difficile da trovare: ci fu anche chi disse che Pizzaballa era assente al momento della foto e che la sua figurina quindi proprio non c’era. Invece la figurina esisteva, e sempre anche con una tiratura uguale a tutte le altre.
Non è mai stato davvero chiarito se successe qualcosa (e se sì cosa successe): parte della questione è probabilmente dovuta al fatto che essendo portiere dell’Atalanta, e quindi “primo giocatore” della prima squadra in ordine alfabetico, l’assenza della sua figurina si faceva notare più di altre. Pizzaballa ha però detto: «Come sia stato possibile non lo so. È sempre stato un mistero anche per me.
Un caso simile e più recente - per ricordarlo bisogna essere giovani, ma non troppo - riguarda due figurine di calciatori di un album della stagione 1997/1998: era associato a delle gomme da masticare ed era della Topps, non di Panini. Le figurine di due calciatori - Sergio Volpi e Paolo Poggi - erano davvero quasi-introvabili.
La Collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti
La Nazionale Italiana Cantanti e la Panini hanno raggiunto un accordo di collaborazione per celebrare il 40° anniversario della NIC, nata nel 1981, e il 60° anniversario dell’azienda modenese e della sua raccolta più famosa al mondo, uscita per la prima volta nel lontano 1961.
Nella collezione “Calciatori 2021”, sono presenti le figurine dei seguenti artisti: Mogol, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa, Paolo Belli, Mattia Briga, Paolo Vallesi, Alex Britti, Ermal Meta, Salmo, Bob Sinclar, Alberto Urso, Shade, Neri Marcorè, Boosta, Bugo, Rocco Hunt, Niccolò Fabi, Clementino, Tony Effe e Fede (di Benji & Fede).
“E’ un grande piacere per noi della Nazionale Italiana Cantanti essere inseriti nell’album delle figurine Panini ‘Calciatori 2021’, insieme a tutti i calciatori e ai campioni delle squadre di calcio italiane professioniste, ancor di più perché quest’anno festeggiamo i quarant’anni della nostra storia”, racconta Gianni Morandi.
Fu proprio nel 1981 che, da un’idea di Giulio Mogol, nacque una squadra di cantanti calciatori, che ha disputato da allora più di 600 partite e ha raccolto oltre 100 milioni di euro devoluti totalmente a progetti di solidarietà.
“La Panini con le sue figurine ha fatto scoppiare un vero ed unico fenomeno di cultura popolare, al pari del Festival di Sanremo”, sottolinea il cantautore Alex Britti. “Le figurine hanno resistito alla continua crescita della tecnologia e rimarranno per sempre, proprio come una canzone. Un mondo, quello delle figurine Panini, che ci fa sentire sempre un po’ bambini e ci riporta indietro nel tempo, a quando insieme agli amici giocavamo a ‘ce l’ho’ e ‘mi manca’. Le figurine Panini si tramandano di generazione in generazione, di padre in figlio… in questo caso il mio, Edoardo!
“Siamo molto orgogliosi di avere avuto la possibilità di collaborare con la Nazionale Italiana Cantanti”, dice Antonio Allegra, direttore mercato Italia di Panini. La Nazionale Italiana Cantanti è un fenomeno unico al mondo. Non esiste alcun esempio che possa esservi lontanamente paragonato. Ci sono artisti che ogni tanto si riuniscono per giocare a calcio, ma quello che ha fatto la NIC è incredibile.
Calciatori 2019-2020
Calciatori 2019-2020, la 59a edizione della collezione ufficiale di figurine Panini, si compone di 832 figurine (di cui 155 speciali foil, rainbow, ibride e embossed), da raccogliere in un album di grande formato da 128 pagine. La copertina è caratterizzata da un’immagine di un calcio ad un pallone verso la rete.
L’album “Calciatori 2019-2020” si apre con una pagina dedicata ai “simboli” della Serie A TIM, con figurine di logo e trofei, oltre alle immagini dei palloni ufficiali delle 3 serie principali. Segue la sezione dedicata alle squadre della Serie A TIM. A ciascuno dei 20 club sono dedicate quattro pagine. La sezione sulla Serie B BKT prevede invece una pagina dedicata ad ognuna delle 20 squadre con 18 calciatori (3 giocatori per ogni figurina), la figurina della squadra schierata e dello Scudetto, oltre a schede sulla società, agli altri giocatori in rosa e anche qui alla sezione storica “Calciatoripedia”.
“E’ la collezione più ricca della storia!”, ha detto Antonio Allegra, presentando la nuova raccolta.
Le Collezioni Virtuali
Con il progresso tecnologico anche la collezione di figurine ha raggiunto il suo formato online e così nel 2006 Panini ha lanciato insieme a The Coca-Cola Company la prima raccolta di figurine virtuale in occasione dei mondiali di calcio.
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